(04.07.13) SAN PAOLO D’ARGON. EX MONASTERO: CIELLE SI E’ PRESA TUTTO E ANCHE LA DIOCESI SI ARRABBIA

Scrive quest’oggi Cesare Zapperi, direttore delle pagine bergamasche del Corriere della Sera: “I sorrisi e le benedizioni dell’inaugurazione di inizio dicembre dell’anno scorso sono ancora vive nei ricordi di chi era presente. Ma l’abbazia di San Paolo d’Argon, recuperata al suo antico splendore grazie ad uno straordinario intervento da 12 milioni di euro (messi a disposizione da un ampio ventaglio di soggetti istituzionali e non), rischia di diventare il teatro di uno spiacevole scontro, poco in linea con l’austerità del luogo. Tra la Diocesi e la Fondazione Ikaros nelle ultime settimane i rapporti si sono fatti molto tesi. Per una semplice ragione. Il padrone di casa, cioè la Diocesi (ha concesso l’immobile in comodato gratuito per trent’anni), ha scoperto di essere stata sostanzialmente estromessa dall’utilizzo degli spazi ricavati dalla ristrutturazione dell’antico monastero benedettino. E questo non era nei patti. Nell’accordo di programma firmato con la Regione, la Provincia, il Comune di San Paolo d’Argon e l’Università era infatti previsto che vi fossero locali per l’ospitalità per le parrocchie e i gruppi per giornate di spiritualità. Previsione che, nei fatti, è rimasta sulla carta. Come ha dovuto constatare, suo malgrado, un rappresentante della Curia, inviato sul posto direttamente dal vescovo Francesco Beschi. Dal sopralluogo, effettuato dopo l’affiorare di alcune perplessità, è emerso che le altre funzioni, dal Polo formativo regionale della nautica (gestito dalla Fondazione Ikaros, riconducibile a Comunione e Liberazione) al Centro Studi e Documentazione sulle Migrazioni, hanno fatto la parte del leone, lasciando poco o nulla per il resto. Un’amara constatazione per l’inviato della Curia che era arrivato a San Paolo d’Argon con la speranza di trovare una smentita alle voci negative che erano arrivate sul Colle. E pare che sotto gli archi del monastero i toni si siano anche alzati non poco con il rappresentante della Fondazione Ikaros, cui fa capo la gestione complessiva dell’abbazia.” (cfr. l’articolo completo in www.bergamo.corriere.it 04.07.13) Anche Bergamonews.it chiede conto, in una intervista al vescovo di Bergamo pubblicata ieri dello “scontro tra monsignor Carrara e l’economo della diocesi, monsignor Lucio Carminati, sulla modalità di gestione e dei fondi per l’abbazia di San Paolo d’Argon”, ma la risposta di monsignor Beschi non spiega nulla (cfr. Bergamonews.it 03.07.13). Regione Lombardia, Provincia di Bergamo e Comune di San Paolo d’Argon non sembrano dal canto loro mostrare analoga preoccupazione riguardo la disponibilità degli spazi nell’ex Monastero restaurato, pur avendo contribuito al restauro in maniera sostanziosa: 2 milioni e mezzo di euro ciascuna Regione e Provincia e 500.000 euro il comune di San Paolo d’Argon, questi ultimi recuperati - grazie al consenso unanime di tutti i gruppi rappresentati nel Consiglio comunale - con l’aumento dell’addizionale Irpef che grava in misura sostanziosa dal 2007 su tutti i cittadini del nostro paese. Abbiamo scritto tempi addietro che il nostro ex monastero, con l’accordo di programma del 2006, era stato svenduto alla Diocesi. Oggi la Diocesi di Bergamo ci conferma che è stato regalato tutto - con i fondi pubblici spesi per il restauro - alla componente integralista e pigliatutto di CiElle, peraltro negli ultimi tempi particolarmente chiacchierata.

Ex Monastero di San Paolo d’Argon, schede (qui) e nostre precedenti info (qui)


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