(24.06.13) SAN PAOLO D’ARGON. “BULLISMO”: UNA SERATA MOVIMENTATA FINITA SUL GIORNALE

L’episodio di “bullismo” avvenuto a San Paolo nei giorni scorsi e raccontato ne L’Eco di Bergamo di domenica 23 giugno a San Paolo d’Argon sta suscitando preoccupazione tra la cittadinanza.
Giovedì 20 giugno, verso le 20.30, nel piazzale antistante la scuola dell’infanzia, cioè nei pressi dell’oratorio e della festa della birra in corso appunto da giovedì, un ragazzo di 17 anni è stato aggredito da “un corposo gruppo di baby bulli” e, nell’impari colluttazione che ne sarebbe seguita, è stato buttato nella Seniga.
Le ferite riportate dal ragazzo aggredito, accompagnato dal padre al pronto soccorso, fortunatamente non sono risultate preoccupanti.
Gli aggressori, secondo quanto scrive L’Eco di Bergamo, sarebbero “una ventina di ragazzini, che stando ad alcune testimonianze, si stanno rendendo protagonisti di episodi di bullismo ai danni di coetanei del paese. Minacciano altri ragazzini per farsi pagare una birra, oppure li costringono a consegnare 10 euro per comprare la pizza o quant’altro”.
Anche il fratello 15enne della vittima sarebbe stato a sua volta nelle mire - qualche mese fa - dei bulli locali. Di quanto accaduto è stata sporta dalla famiglia regolare denuncia presso la stazione dei carabinieri di Trescore Balneario.
Secondo il giornale, il gruppo dei bulli era “formato per la maggior parte da figli di stranieri che vivono tra San Paolo d’Argon e Montello”.
Invece, secondo altre testimonianze, la gang che sarebbe solita stazionare a breve distanza dall’oratorio sarebbe formata “in prevalenza da italiani figli di italiani che vediamo ogni giorno per strada e che molti di noi conoscono” e non sarebbe affatto nuova “ad atti vandalici in paese, imbrattando muri e/o bacheche e distruggendo beni comunali, quindi nostri.” (cfr. qui) .
San Paolo d’Argon ha già assistito ad episodi di questo tipo, che tendono da decenni, ciclicamente, a riproporsi e forse anche ad intensificarsi passando da una coorte generazionale all’altra, con le vittime - ragazzi, adulti o anche anziani - che spesso vengono lasciate sole.
Quanto successo giovedì sera può essere letto come la punta di un iceberg molto più ampio, a sua volta sintomo di contraddizioni, che hanno le loro radici nell’insieme del tessuto sociale, per di più in una fase - quella attuale - che non è tanto di cambiamento quanto di crisi profonda. Una crisi nella quale le giovani generazioni - dei più svariati ceti e latitudini, educate o maleducate che siano - sono state da tempo destinate al macello sociale.


(25.06.13) BERGAMO. MINISTERO INTERNI: LO TSUNAMI DEGLI SFRATTI NON SI ARRESTA. 1.702 NEL 2012 IN BERGAMASCA LE RICHIESTE DI ESECUZIONE DI SFRATTO

* Dichiarazioni di Roberto Bertola (Sicet-Cisl), Fabio Cochis (Unione Inquilini), Pietro Roberti (Sunia-Cgil)

“I numeri sugli sfratti nel 2012, appena pubblicati dal Ministero dell’Interno sono angoscianti. La valanga degli sfratti non si arresta ma si fa maggiormente dirompente.
e si resta stupefatti di come associazioni della proprietà edilizia possano alterare la realtà di dati incontrovertibili. La valanga degli sfratti non si arresta ma si fa maggiormente dirompente.
Con dati ancora non definitivi (per esempio, non sono completi quelli forniti da province di grandi aree metropolitane, come Milano, Napoli e Bari), i nuovi sfratti emessi nel 2012 raggiungono la cifra complessiva di 67.790 (+ 6,18%) e quelli per morosità il numero è di 60.244.
Ormai gli sfratti per morosità sono l’88,86% delle nuove sentenze emesse.
Anche per la bergamasca i dati forniti evidenziano una crescita vertiginosa degli sfratti per morosità nel 2012 i provvedimenti di sfratto hanno coinvolto 1.172 famiglie, le richieste di esecuzione sono state 1.702 (+ 16,66), ne sono stati eseguiti con l’ausilio della forza dell’ordine (polizia locale, carabinieri e altre forze dell’ordine) quasi 529, con un aumento rispetto all’anno precedente del 9,98 %.
Secondo i dati provvisori degli Uffici delle Cancellerie dei Tribunali, il numero nel 2013 continuerà ad aumentare.
Di fronte a questa gravissima situazione del moltiplicarsi di persone e famiglie con la presenza di minori, invalidi, portatori di handicap, ecc. e con notevole difficoltà nelle relazioni sociali - economica per la perdita dell’unico reddito in funzione della svanita certezza di un lavoro, si vedono estromesse e lasciate al loro destino sociale (buttate in strada perché non hanno più i soldi per pagare l’affitto).
I sindacati degli inquilini Sicet-Sunia e Unione Inquilini di Bergamo, denunciano l’assenza del governo Letta-Alfano che non destina fondi economici sufficienti per attenuare il dramma di queste persone e famiglie che ormai da situazioni sporadiche, sono diventate realtà quotidiane verificabili in tutti i paesi della nominata: prosperosa e laboriosa terra Bergamasca.
A conferma di quanto denunciamo, sono i numeri che il Ministero dell’Interno Italiano ha raccolto nel corso del 2012 in merito alla attività Giudiziaria riguardanti le convalide e esecuzioni forzate (sfratti/sloggi).
Basterebbe incrementare dai € 9.000.000,00 previsti, ai 300.000.000,00, necessari, il Fondo Sociale previsto dalla Legge nazionale sulla “Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo”, istituto legislativo previsto per calmierare la sofferenza dei padroni di casa che affittano per la mancanza di riscossioni degli affitti e le spese condominiali da parte degli inquilini nelle condizioni sopradescritte.
Un nuovo intervento pubblico nelle politiche abitative sarebbe assolutamente necessario, a partire dal recupero e riuso ai fini della residenza sociale del patrimonio esistente e che rappresenterebbe una grande opera di utilità sociale e per la ripresa economica del nostro Paese.
Assieme al Governo centrale si nota la grande insensibilità di tanti Enti locali che ignorano le decine di sfratti che stanno sconvolgendo in profondità gli equilibri sociali del nostro territorio.
Ricordiamo, inoltre, che vi sono nella città di Bergamo circa 1.000 famiglie, con i requisiti necessari per essere inseriti nell’elenco della graduatoria per l’assegnazione di un alloggio popolare.
I sindacati degli inquilini da alcuni anni sollecitano inutilmente la Prefettura di Bergamo, insieme al governo, perché agiscano attraverso una immediata sospensione temporanea dell’esecuzione di tutti gli sfratti per morosità incolpevole, per dare modo alle autorità preposte e alle parti sociali di concordare un meccanismo che consenta agli sfrattati il passaggio da casa a casa.
In questa situazione drammatica, grida scandalo che vi siano nella città di Bergamo circa 200 alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà comunale non assegnati perché inagibili e appare scellerata la decisione della giunta comunale di centro-destra di vendere una parte degli alloggi di proprietà comunale, ancora abitati, che rappresentano un prezioso strumento per intervenire a calmierare la difficile situazione abitativa di molti.” (Bergamo, 25.06.13)

Rassegna stampa. L’Eco di Bergamo 30.06.13: 1 - 2; Il Giornale di Bergamo 26.06.13: qui

Unione Inquilini Bergamo, le nostre precedenti info: qui