Anche presso la nostra scuola si sono svolti e conclusi nei giorni scorsi gli esami finali della scuola secondaria di 1° grado (media). Le ragazze e i ragazzi della classe terza hanno sostenuto ben cinque prove scritte, tra cui il “quizzone” della cosiddetta prova Invalsi oltre a italiano, inglese, matematica e spagnolo, più la prova orale multidisciplinare. I risultati sono ora esposti all’ingresso della scuola media. Il più bravo di tutte le terze della scuola di San Paolo d’Argon è stato un ragazzo albanese, l’unico delle tre classi che hanno sostenuto l’esame a conseguire il “dieci e lode”.
Cfr. anche Il Giornale di Bergamo 01.07.13: qui

(30.06.13) SAN PAOLO D’ARGON. “PROPENSIONE ALL’EVASIONE FISCALE”: IL NOSTRO PAESE RISULTA TRA I PRIMI DELLA BERGAMASCA

E’ quanto emerge da una ricerca dell’Ires Cgil “Lucia Morosini” presentata nei giorni scorsi a Bergamo (cfr. Giornale di Bergamo 28.06.13). San Paolo d’Argon su 76 comuni analizzati (tutti quelli con popolazione superiore a 5.000 abitanti) risulterebbe tra i 15 comuni con maggior “propensione all’evasione fiscale”, collocandosi al 7° posto. Viene preceduto dai comuni di Costa Volpino, Clusone, Verdellino, Ghisalba, Zogno, Villongo e seguito da quelli di Gazzaniga, Calusco d’Adda, Romano di Lombardia, Calcio, Pontirolo Nuovo, San Giovanni Bianco, Palosco, Albino. L’insieme della provincia di Bergamo si colloca al 4° posto fra le province della Lombardia. Per la bergamasca l’evasione fiscale è stimata tra i 4 e i 5 miliardi, di 45 miliardi abbondanti in Lombardia e di 276 miliardi (ipotesi massima Istat 2012) a livello nazionale. Per contrastare l’evasione fiscale, secondo la Cgil “le amministrazioni devono collaborare con l’agenzia delle entrate, mentre a livello provinciale è necessario un tavolo di programmazione con tutti i soggetti interessati, dalle parti sociali alle imprese”.

La ricerca dell’Ires Cgil “Stima del lavoro sommerso e del rischio di evasione fiscale nella provincia di Bergamo”: QUI


(27.06.13) TRESCORE BALNEARIO. LA MOBILITAZIONE FERMA GLI SFRATTI. RIMANDATI AL 18 LUGLIO

L’intenzione delle autorità preposte e delle forze dell’ordine era quella di eseguire gli sgomberi sia della famiglia di Malika, sia quella di Moustapha, senza lasciare spazio a trattativa,  e per questo già alle 8.30 un tratto di via Brembati era stato transennato, mentre a tutti noi veniva richiesta e ritirata dai carabinieri la carta d’identità. Il messaggo era chiaro e noi a quell’ora eravamo pochi. Poi, alla spicciolata ma con costanza, sono cominciati ad arrivare le compagne, i compagni, gli amici di Moustapha e Malika, le signore marocchine venute a portare solidarietà. I loro bambini hanno subito cominciato a giocare con i coetanei delle due famiglie sfrattate contribuendo così a ridurre la tensione degli adulti, che dal canto loro avevano già cominciato a barricare alla meno peggio gli alloggi. Quando è arrivato l’ufficiale giudiziario che doveva dare il via alla sgombero, il presidio era ormai diventato una piccola folla, ben consapevole e determinata. Ancora un po’ di trattativa concitata, e alla fine ne è scaturito un accordo che sposta l’esecuzione degli sfratti al 18 luglio, data presentata come un ultimatum. Non ci fosse stata la piccola folla solidale, le due famiglie sarebbero state sfrattate. Dalle strette viuzze della contrada Ripa i partecipanti al picchetto hanno dato via ad un corteo che ha attraversato con striscioni e slogan il paese di Trescore Balneario per raggiungere il municipio dove si è dato vita ad un presidio e ad una assemblea per spiegare alla cittadinanza le ragioni della mobilitazione antisfratto. Una delegazione composta dalle famiglie sfrattate e guidata dal segretario provinciale dell’Unione Inquilini Fabio Cochis ha poi incontrato i responsabili dei servizi sociali del comune di Trescore, che si sono impegnati a garantire sostegno economico per aiutare le famiglie sfrattate a trovare un’altra sistemazione alloggiativa o a concordare con la proprietà il posticipo dell’esecuzione degli sfratti, per evitare in ogni caso soluzioni forzate che comportino odiose separazioni tra i componenti della stessa famiglia. Domani, venerdì 28 giugno, la mobilitazione antisfratto si posta a Calcinate, con presidio dalle ore 8.30 davanti all’abitazione di Zahia, in vicolo Zerra 2.

Le altre foto di stamattina (studio photo graphics): qui

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(20.06.13) SAN PAOLO D’ARGON. A PROPOSITO DI LIBERALIZZAZIONE DEGLI ORARI E DEI GIORNI DI APERTURA DEI NEGOZI

Nel novembre del 2011 il gruppo consiliare della Lega Nord, spalleggiato dal Pdl locale, chiese al Consiglio comunale di estendere anche a San Paolo d’Argon la piena liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi superiori a 250 mq. Sconfitti nel consiglio comunale di San Paolo d’Argon, i nostri leghisti solo qualche giorno dopo poterono però vedere le proprie richieste pienamente soddisfatte grazie al Decreto Legge 201/6.12.2011 con il quale l’allora governo Monti introduceva la totale liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura dei negozi. (cfr. alternainsieme.net 05.01.12: qui)
Ma come sono andate le cose nel frattempo?
“A distanza di più di un anno dall’approvazione della legge che ha liberalizzato gli orari e giorni di apertura del commercio, presentata come rafforzamento della concorrenza e competitività, non si riscontrano né diminuzione dei prezzi né aumento dei posti di lavoro e Pil (dati di maggio Movimprese: consumi -4,6% 2012 previsione 2013 -3%; Pil -2,9% 2012 previsione 2013 -2,4%). Questa scelta ha solo rafforzato la grande distribuzione ai danni dei piccoli negozi di vicinato che non possono competere sugli orari  e giorni di apertura.” (cfr. L’Eco di Bergamo 19.06.13: qui)
Quelle tra virgolette non sono le parole di qualche sito no-global (come alternainsieme.net, per esempio), ma quelle di un documento votato praticamente all’unanimità (solo un consigliere contrario e uno astenuto) dal consiglio regionale della Lombardia per impegnare il presidente della Regione e la Giunta ad intervenire presso il Parlamento e il Governo per una revisione delle disposizioni in materia di “liberalizzazioni degli orari e giorni di apertura del commercio” previsti dall’art. 31 dl 201/2011, convertito dalla legge 214/2011. Pienamente d’accordo sono stati tra gli altri anche tutti i consiglieri della Lega Nord e della Lista Maroni.
Dubitiamo molto che le forze di governo (nazionale o regionale, la differenza è minima) dopo aver favorito ad ogni livello guasti e squilibri mostruosi nel sistema della distribuzione (a vantaggio della speculazione e a detrimento di chi lavora e di chi - con sempre meno soldi a disposizione - consuma) vogliano o possano correre ai ripari; ma le parole comunque hanno un loro peso.
C’è qualcuno che glielo va a dire alla Lega Nord di San Paolo d’Argon che c’è il contrordine?

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(24.06.13) SAN PAOLO D’ARGON. “BULLISMO”: UNA SERATA MOVIMENTATA FINITA SUL GIORNALE

L’episodio di “bullismo” avvenuto a San Paolo nei giorni scorsi e raccontato ne L’Eco di Bergamo di domenica 23 giugno a San Paolo d’Argon sta suscitando preoccupazione tra la cittadinanza.
Giovedì 20 giugno, verso le 20.30, nel piazzale antistante la scuola dell’infanzia, cioè nei pressi dell’oratorio e della festa della birra in corso appunto da giovedì, un ragazzo di 17 anni è stato aggredito da “un corposo gruppo di baby bulli” e, nell’impari colluttazione che ne sarebbe seguita, è stato buttato nella Seniga.
Le ferite riportate dal ragazzo aggredito, accompagnato dal padre al pronto soccorso, fortunatamente non sono risultate preoccupanti.
Gli aggressori, secondo quanto scrive L’Eco di Bergamo, sarebbero “una ventina di ragazzini, che stando ad alcune testimonianze, si stanno rendendo protagonisti di episodi di bullismo ai danni di coetanei del paese. Minacciano altri ragazzini per farsi pagare una birra, oppure li costringono a consegnare 10 euro per comprare la pizza o quant’altro”.
Anche il fratello 15enne della vittima sarebbe stato a sua volta nelle mire - qualche mese fa - dei bulli locali. Di quanto accaduto è stata sporta dalla famiglia regolare denuncia presso la stazione dei carabinieri di Trescore Balneario.
Secondo il giornale, il gruppo dei bulli era “formato per la maggior parte da figli di stranieri che vivono tra San Paolo d’Argon e Montello”.
Invece, secondo altre testimonianze, la gang che sarebbe solita stazionare a breve distanza dall’oratorio sarebbe formata “in prevalenza da italiani figli di italiani che vediamo ogni giorno per strada e che molti di noi conoscono” e non sarebbe affatto nuova “ad atti vandalici in paese, imbrattando muri e/o bacheche e distruggendo beni comunali, quindi nostri.” (cfr. qui) .
San Paolo d’Argon ha già assistito ad episodi di questo tipo, che tendono da decenni, ciclicamente, a riproporsi e forse anche ad intensificarsi passando da una coorte generazionale all’altra, con le vittime - ragazzi, adulti o anche anziani - che spesso vengono lasciate sole.
Quanto successo giovedì sera può essere letto come la punta di un iceberg molto più ampio, a sua volta sintomo di contraddizioni, che hanno le loro radici nell’insieme del tessuto sociale, per di più in una fase - quella attuale - che non è tanto di cambiamento quanto di crisi profonda. Una crisi nella quale le giovani generazioni - dei più svariati ceti e latitudini, educate o maleducate che siano - sono state da tempo destinate al macello sociale.


(25.06.13) BERGAMO. MINISTERO INTERNI: LO TSUNAMI DEGLI SFRATTI NON SI ARRESTA. 1.702 NEL 2012 IN BERGAMASCA LE RICHIESTE DI ESECUZIONE DI SFRATTO

* Dichiarazioni di Roberto Bertola (Sicet-Cisl), Fabio Cochis (Unione Inquilini), Pietro Roberti (Sunia-Cgil)

“I numeri sugli sfratti nel 2012, appena pubblicati dal Ministero dell’Interno sono angoscianti. La valanga degli sfratti non si arresta ma si fa maggiormente dirompente.
e si resta stupefatti di come associazioni della proprietà edilizia possano alterare la realtà di dati incontrovertibili. La valanga degli sfratti non si arresta ma si fa maggiormente dirompente.
Con dati ancora non definitivi (per esempio, non sono completi quelli forniti da province di grandi aree metropolitane, come Milano, Napoli e Bari), i nuovi sfratti emessi nel 2012 raggiungono la cifra complessiva di 67.790 (+ 6,18%) e quelli per morosità il numero è di 60.244.
Ormai gli sfratti per morosità sono l’88,86% delle nuove sentenze emesse.
Anche per la bergamasca i dati forniti evidenziano una crescita vertiginosa degli sfratti per morosità nel 2012 i provvedimenti di sfratto hanno coinvolto 1.172 famiglie, le richieste di esecuzione sono state 1.702 (+ 16,66), ne sono stati eseguiti con l’ausilio della forza dell’ordine (polizia locale, carabinieri e altre forze dell’ordine) quasi 529, con un aumento rispetto all’anno precedente del 9,98 %.
Secondo i dati provvisori degli Uffici delle Cancellerie dei Tribunali, il numero nel 2013 continuerà ad aumentare.
Di fronte a questa gravissima situazione del moltiplicarsi di persone e famiglie con la presenza di minori, invalidi, portatori di handicap, ecc. e con notevole difficoltà nelle relazioni sociali - economica per la perdita dell’unico reddito in funzione della svanita certezza di un lavoro, si vedono estromesse e lasciate al loro destino sociale (buttate in strada perché non hanno più i soldi per pagare l’affitto).
I sindacati degli inquilini Sicet-Sunia e Unione Inquilini di Bergamo, denunciano l’assenza del governo Letta-Alfano che non destina fondi economici sufficienti per attenuare il dramma di queste persone e famiglie che ormai da situazioni sporadiche, sono diventate realtà quotidiane verificabili in tutti i paesi della nominata: prosperosa e laboriosa terra Bergamasca.
A conferma di quanto denunciamo, sono i numeri che il Ministero dell’Interno Italiano ha raccolto nel corso del 2012 in merito alla attività Giudiziaria riguardanti le convalide e esecuzioni forzate (sfratti/sloggi).
Basterebbe incrementare dai € 9.000.000,00 previsti, ai 300.000.000,00, necessari, il Fondo Sociale previsto dalla Legge nazionale sulla “Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo”, istituto legislativo previsto per calmierare la sofferenza dei padroni di casa che affittano per la mancanza di riscossioni degli affitti e le spese condominiali da parte degli inquilini nelle condizioni sopradescritte.
Un nuovo intervento pubblico nelle politiche abitative sarebbe assolutamente necessario, a partire dal recupero e riuso ai fini della residenza sociale del patrimonio esistente e che rappresenterebbe una grande opera di utilità sociale e per la ripresa economica del nostro Paese.
Assieme al Governo centrale si nota la grande insensibilità di tanti Enti locali che ignorano le decine di sfratti che stanno sconvolgendo in profondità gli equilibri sociali del nostro territorio.
Ricordiamo, inoltre, che vi sono nella città di Bergamo circa 1.000 famiglie, con i requisiti necessari per essere inseriti nell’elenco della graduatoria per l’assegnazione di un alloggio popolare.
I sindacati degli inquilini da alcuni anni sollecitano inutilmente la Prefettura di Bergamo, insieme al governo, perché agiscano attraverso una immediata sospensione temporanea dell’esecuzione di tutti gli sfratti per morosità incolpevole, per dare modo alle autorità preposte e alle parti sociali di concordare un meccanismo che consenta agli sfrattati il passaggio da casa a casa.
In questa situazione drammatica, grida scandalo che vi siano nella città di Bergamo circa 200 alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà comunale non assegnati perché inagibili e appare scellerata la decisione della giunta comunale di centro-destra di vendere una parte degli alloggi di proprietà comunale, ancora abitati, che rappresentano un prezioso strumento per intervenire a calmierare la difficile situazione abitativa di molti.” (Bergamo, 25.06.13)

Rassegna stampa. L’Eco di Bergamo 30.06.13: 1 - 2; Il Giornale di Bergamo 26.06.13: qui

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(21.06.13) CASTELLI CALEPIO. SFRATTI: BASTA SGOMBERI. RIUSCITO E PARTECIPATO IL PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE DI CASTELLI CALEPIO

* Gli appuntamenti antisfratto di fine giugno

Nel pomeriggio di venerdì 21 giugno davanti al municipio di Castelli Calepio si è svolto il presidio per protestare contro lo sgombero forzato condotto lunedì scorso dai carabinieri nei confronti di una famiglia che aveva ricevuto ingiunzione di sfratto. La richiesta del sindacato Unione Inquilini e del collettivo antisfratto che si era mobilitato nella mattinata di lunedì scorso era stata quella di una proroga fino al 1° agosto in attesa che si liberasse un secondo appartamento per il quale la famiglia di AM, disoccupato e ormai senza reddito, aveva ottenuto la disponibilità. “La trattativa - ha dichiarato Fabio Cochis Segretario dell’Unione Inquilini - è stata resa impossibile dall’intransigenza dell’Ufficiali giudiziario e le forze dell’ordine hanno senza indugio attuato lo sgombero dell’alloggio e un fabbro ha sfondato la porta blindata con un flessibile”. Da parte dei servizi sociali del comune si registravano - secondo quanto denunciato l’Unione Inquilini - difficoltà nella presa in carico dei due figli minori e della madre, limitatamente ai quali - e solo dopo varie sollecitazioni - il comune avrebbe poi messo a disposizione un alloggio.. a Milano. Una proposta incongrua e pertanto rifiutata, anche se la famiglia in questi giorni ha potuto trovare ospitalità presso le famiglie che partecipano della rete di solidarietà promossa dallo Sportello sociale dell’Unione Inquilini nella Valcalepio. L‘assessore ai servizi sociali di Castelli Calepio ha dovuto così ammettere che “il problema esiste: lo abbiamo fatto emergere nell’Ambito di Grumello del Monte, portando un sollecito alla prefettura perché agisca in questi casi in maniera più morbida, stando attenti alle singole questioni. In questo caso si poteva evitare los fratto, visto che la famiglia aveva già un precontratto in un’altra abitazione”. Durante il presidio di venerdì, molto partecipato, davanti ad un municipio presidiato in forza Carabinieri e Polizia Locale, Coschi ha denunciato come “a fronte dell’aggravarsi della crisi economica, crescono gli sfratti per morosit e gli enti locali dimostrano un’insensibilità preoccupante. Siamo fortemente preoccupati per le modalità di getsione delle esecuzioni forzate degli sfratti che vedono sempre più l’utilizzo delle forze di polizia per sgomberrae gli alloggi. Non è con la repressione e con gli sgomberi che si può dare una srispossta alla crescita della povertà nella beergamasca.” Anche Francesco Macario, segretario provinciale di Rifondazione, presente al presidio, ha ricordato che “tanto a Castelli Calepio, quanto in altre parte d’Italia, non si può fare a meno di notare  l’escalation dell’azione repressiva delle forze dell’ordine contro le famiglie sfrattate e i movimenti per il diritto alla casa. E’ questa l’unica risposta che il governo delle larghe intese Pd-Pdl intende dare alle migliaia di famiglie che stanno perdendo casa a causa della crisi economica. Questo è inaccettabile e vergognoso”. “Rifondazione Comunista - ha concluso Macario - chiede al Governo e al prefetto di Bergamo che gli sfratti siano sospesi così come, giustamente, si riconosce la non pignorabilità della prima casa; chiede che alle famiglie sfrattate venga garantito il passaggio da casa a casa (nessuno deve finire per strada) e che cessino pertanto le esecuzioni forzate.” Continua nei prossimi giorni la mbilitazione antisfatto in diverse località della provincia. Questi i presidi annunciati per l’ultima settimana di giugno dall’Unione Inquilini: Romano di Lombardia, mercoledi 26 giugno, dalle ore 8.30, in Via Brambilla n. 9; - Bergamo, mercoledi 26 giugno, dalle ore 8.30, in via L. Einaudi n. 1; - Trescore Balneario, giovedi 27 giugno, dalle ore 8.30, due famiglie sfrattate in Via Brembati n. 27; - Calcinate, venerdi 28 giugno, dalle ore 8.30, in Vicolo Zerra n. 2 (Per comunicazioni e per contribuire alle mobilitazioni antisfratto: tel. 339.7728683 - Fabio)

Cfr. anche L’Eco di Bergamo 22.06.13: qui

Altre foto dal presidio di Castelli Calepio: qui

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* Castelli Calepio, lunedi 17 giugno, dalle ore 8.30, in Via Carletti n. 19

* Romano di Lombardia, mercoledi 26 giugno, dalle ore 8.30, in Via Brambilla n. 9

* Bergamo, mercoledi 26 giugno, dalle ore 8.30, in via L. Einaudi n. 1

* Trescore Balneario, giovedi 27 giugno, dalle ore 8.30, due famiglie sfrattate in Via Brembati n. 27

* Calcinate, venerdi 28 giugno, dalle ore 8.30, in Vicolo Zerra n. 2

Per comunicazioni e per contribuire alle mobilitazioni antisfratto: tel. 339.7728683 - Fabio

Sfratti, le nostre precedenti info: qui


(19.06.13) MEGA CENTRO COMMERCIALE DI QUINTANO. IPOTIZZATO IL REATO DI ABUSO D’UFFICIO

Altra tegola sul grande centro commerciale che dovrebbe sorgere sul terreno delle ex Fonderie di Quintano di Catelli Calepio. Dopo l’esposto presentato alla Procura nel 2012 dall’avvocato Alessandro Bresmes per conto di Ezio Locatelli, già consigliere regionale di Rifondazione Comunista, e di Claudio Sala, portavoce del comitato di cittadini che si oppone al centro commerciale, qualche settimana fa la stampa ha riportato che nell’inchesta aperta dal pm Giancarlo Mancusi sulla realizzazione del centro commerciale viene ipotizzato il reato di abuso d’ufficio in ordine a diversi aspetti inerenti le autorizzazioni. Al momento, precisa la stampa, non risultano i nominativi di indagati. Avviato dall’Amministrazione comunale di Castelli Calepio a guida leghista negli anni scorsi il progetto è stato poi rivisto e perfino ampliato dalla nuova giunta (di area Pdl). Si ricorda che dal 2012 è in corso un’altra inchiesta della magistratura, con l’apertura di un fascicolo a carico dell’ex assessore regionale Franco Nicoli Cristiani per presunte tangenti legate a 6 centri commerciali, tra cui quello di Quintano. Cfr. L’Eco di Bergamo 05.06.13: qui

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(17.06.13) CASTELLI CALEPIO. SFRATTI: FAMIGLIA SGOMBERATA CON LA FORZA

Durante il presidio anti-sfratto, i carabinieri intervenuti in grande numero sfondano la porta e sgomberano. Una manifestazione obbliga il sindaco ad occuparsi dei figli minorenni.

* Venerdì 21 giugno, conferenza stampa, alle ore 18.00 davanti al Municipio di Castelli Calepio

Oggi, in Via Carletti n. 19 a Castelli Calepio, erano tanti i partecipanti al presidio che doveva impedire lo sfratto di una famiglia di un camionista disoccupato con moglie e 2 figli minorenni (6 e 9 anni). Ma la situazione è diventata rapidamente nervosa a causa dell’arrivo sul posto di uno spropositato numero di forze dell’ordine, tra carabinieri e polizia locale (in tutto 6 auto).
Da subito la trattativa è stata resa impossibile dall’intransigenza dell’ufficiale giudiziario e le forze dell’ordine hanno senza indugio tentato lo sgombero dell’alloggio, nonostante l’inquilino avesse presentato un precontratto per un nuovo alloggio a partire da 01 agosto. Gli attivisti anti-sfratto per difendersi dalla aggressività delle forze di polizia si sono chiusi all’interno dell’appartamento. Tutto questo non ha fermato lo sgombero, perché ben presto il fabbro ha provveduto a sfondare la porta blindata utilizzando addirittura un flessibile.
Dopo l’esecuzione forzata dello sfratto, i rappresentanti del Unione Inquilini si sono resi conto che nulla era stato pensato per dare ricovero ai figli minori della famiglia sfrattata. Infatti allo sfratto non hanno presenziato, seppur sollecitati, i servizi sociali del comune di Castelli Calepio che si sono limitati a chiedere ai carabinieri di portare i minori con la mamma in Comune dove avrebbero valutato la situazione.
Per questo il presidio anti-sfratto si è spostato fino alla sede del Municipio. Dopo un lungo presidio, in tarda mattinata, i rappresentanti del Unione Inquilini sono riusciti ad avviare le trattative alla presenza di Sindaco e carabinieri di Castelli Calepio che ha dovuto in fine garantire il ricovero in una struttura protetta della moglie dello sfrattato e ai due bambini.
“A fronte dell’aggravarsi della crisi economica e della crescità esponenziale degli sfratti per morosità, gli Enti Locali agiscono con una insensibilità preoccupante” - denuncia Fabio Cochis, segretario provinciale dell’Unione Inquilini. “Inoltre siamo fortemente preoccupati per la modalità di gestione delle esecuzioni forzate degli sfratti che vedono sempre più abitualmente l’utilizzo delle forze di polizia per sgomberare gli alloggi dove ci sono anche bambini piccoli. Non è con la repressione e con gli sgomberi che si può dare una risposta alla crescita della povertà in bergamasca”.
“Per evitare che l’insensibilità di tanti enti locali, come quello di Castelli Calepio, produca altri drammi sociali che aggravano quelli creati dalla crisi economica, chiediamo l’intervento della Prefettura di Bergamo, perché gli sfratti siano sospesi e comunque garantito il passaggio da casa a casa”.
Per tutte queste ragioni l’Unione Inquilini indice una conferenza stampa davanti al Municipio di Castelli Calepio per venerdì 21 giugno alle ore 18. (Castelli Calepio/Bergamo, 17.06.13 - Unione Inquilini - Via B. Palazzo 84/g Bergamo - per comunicazioni: F. Cochis, tel 339.7728683)

L’Eco di Bergamo 18.06.13: qui. Le foto di quest’oggi (studio photo graphics): qui

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