(20.05.13) SAN PAOLO D’ARGON. GAZEBO DELLA LEGA NORD, OVVERO IL RITORNO DEGLI SCIACALLI

La vicenda dell’immigrato irregolare, che a colpi di piccone e senza motivo ha ucciso tre persone, ha scatenato la Lega Nord che è corsa subito a cavalcare la tragedia secondo la ben nota e rodata sciacallaggine.
Nel pieno della crisi economica, proprio mentre rallentano gli ingressi, non pochi immigrati se ne stanno tornando in patria e aumenta invece il numero dei giovani italiani costretti ad emigrare per sfuggire dalla disoccupazione e della precarietà, la Lega - anche a San Paolo d’Argon - ha tirato fuori dal magazzino dei ferri vecchi i suoi cavalli di battaglia improntati alla xenofobia, diffondendo disinformazione e prendendo di mira preventivamente ipotesi quali quella di togliere il reato di clandestinità o quella della riforma della legislazione sulle cittadinanza. Una proposta di buon senso la prima, visto che all’atto pratico il reato di clandestinità - imposto arrogantemente dalle destre per ragioni esclusivamente ideologiche - è valso soltanto ad intasare inutilmente le cancellerie dei tribunali (solo 12 procedimenti sono andati in porto in poco meno di 2 anni!) e a distogliere gli addetti da problemi ben più seri. Di puro buon senso anche la seconda, cioè la riforma della cittadinanza, a partire dal cosiddetto Jus soli per chi nasce in Italia, che potrebbe servire a rendere la legislazione italiana sulla cittadinanza meno obsoleta e più attenta ai cambiamenti reali della società e ai bisogni delle persone in carne e ossa, invece di complicare loro inutilmente la vita.
Dopo essere stata al governo per molto tempo e non avendo combinato un bel nulla se non contribuire a politiche economiche che hanno sistematicamente peggiorato le condizioni di vita della povera gente e aumentato il divario tra ricchi e poveri, ecco che la Lega per uscire dalle secche in cui è finita torna alla propaganda antimmigrati per aizzare alla guerra fra i poveri e distogliere l’attenzione dai problemi e dalle responsabilità vere in relazione alla crisi economica che sta devastando il Paese.
Non diversamente si comportano i nazisti di Alba Dorata in Grecia.
Ma questo è davvero un modo miserabile di cercare di occupare la scena per far dimenticare il malaffare di cui si sono resi protagonisti molti dei capi della Lega, da tempo in combutta, e indistinguibili, col peggio del peggio della classe politica, come si è potuto vedere in modo particolare in Lombardia.
Invece di tornare ad agitare le vecchie menate xenofobe, restituiscano il maltolto, a partire dai 600.000 euro di rimborsi irregolari che si sono presi i consiglieri regionali della Lega; e anche i leghisti locali, nostri concittadini, si facciano un serio esame di coscienza se mai ne sono capaci.
La crisi economica in cui siamo finiti è una cosa molto seria e grave; il quadro politico determinato dal governo delle larghe intese (a cui ha contribuito in modo importante anche la Lega Nord votando la presidenza di Napolitano) alla luce del voto di febbraio risulta estremamente negativo per chi lavora e per la povera gente.
C’è bisogno di una seria e dura opposizione sui temi veri e vitali, non certo di cialtronaggini, che vanno pertanto seccamente stigmatizzate come tali, senza se e senza ma.


Altre foto dal presidio di stamattina: qui