(22.05.13) TRESCORE BALNEARIO. PRESIDIO ANTISFRATTO PER MALIKA E MOUSTAPHA

Gli sfratti delle famiglie di Moustapha e di Malika sono stati rimandati dall’ufficiale giudiziario al 27 giugno prossimo. Altre foto: qui. Sfratti, le nostre precedenti info: qui

(25.05.13) LOVERE. “FALSE COMMEMORAZIONI, NOSTALGIE VERE”. NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI

* Sabato 25 maggio, dalle ore 14.00, Lovere, PRESDIO ANTIFASCISTA in Piazza XIII Martiri: “Via i fascisti dalle nostre strade!”

APPELLO. Ancora fascisti nel paese dei XIII Martiri Partigiani. C’è chi crede che la lotta contro il fascismo sia finita il 25 aprile 1945.  I fatti e la storia dimostrano che non è così, tanto che oggi le nostre piazze e le nostre strade sono ancora infestate da loschi figuri che non si vergognano di richiamarsi a questa becera e triste ideologia.  Loschi figuri che annaspano per tornare a galla con il pretesto della nostalgica commemorazione di due repubblichini della legione nera Tagliamento, giustiziati dai partigiani all’indomani della fine ufficiale della seconda guerra mondiale. Vorrebbero farlo il 25 maggio sul lungolago di Lovere. Paese che ospita la stele in ricordo dei XIII Partigiani uccisi proprio dalla legione Tagliamento.
La legione Tagliamento si era resa responsabile di nefandezze, soprusi, violenze e rappresaglie contro le formazioni partigiane e la popolazione della zona. Quello che oggi questi fascisti celebrano sulle rive del lago non è solamente la memoria dei loro assassini morti, ma un’ideologia con cui l’Italia non è mai riuscita a saldare i conti, dall’amnistia all’MSI e dallo stragismo degli anni ‘70 fino agli squadristi del terzo millennio. Ideologia che viene riutilizzata ogni qualvolta al potere serve soffocare spinte al reale cambiamento. Lo vediamo oggi anche in Grecia dove formazioni dichiaratamente neonaziste, vedi Alba Dorata, forti della paura generata dalla crisi e della protezione degli apparati dello Stato, propongono finte soluzioni alle ricette della troika e alle politiche di austerità e macelleria sociale imposte dal capitalismo.
Di fronte a questa crisi il fascismo non può essere una soluzione, ma rappresenta una parte del problema.
Oggi come ieri i fascisti creano falsi nemici identificandoli sulla base della provenienza nazionale, della razza, della cultura o dell’orientamento sessuale, nascondendo così l’unico reale conflitto che questa crisi ha palesato: quello tra sfruttati e sfruttatori. Oggi come ieri i fascisti riciclano parole d’ordine, temi, simboli, battaglie che a loro non appartengono e non sono mai appartenute, con il solo scopo di rendersi presentabili agli occhi di un’ opinione pubblica che invece è alla ricerca di un reale cambiamento e che ancora reagisce con un moto di ripulsa davanti alla parola “fascismo”. E’ così per esempio che personaggi dichiaratamente antifascisti come Che Guevara o Peppino Impastato, entrano nel calderone della loro iconografia distorta.
I fascisti attuali hanno imparato dai nonni il culto del capo, della forza, l’obbedienza cieca alle gerarchie di branco e l’uso politico di una violenza fatta di pestaggi, intimidazioni, sempre pronti a farsi forti con i più deboli e mai con i potenti. Il fascismo contemporaneo condivide con quello storico il mito della famiglia patriarcale - in cui un padre padrone ha diritto di imporre la sua volontà anche con la violenza -  nega le libertà sessuali, i diritti delle coppie gay, il diritto ad autodeterminare le scelte riguardanti il corpo, dall’aborto all’eutanasia.
Il fascismo insulta la memoria storica di questo paese e dei partigiani che hanno combattuto per liberarlo: ieri li chiamava banditi, oggi traditori e assassini. Non esitano, i camerati che oggi fingono di piangere i loro morti, a sfregiare il ricordo della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo, come è avvenuto il 25 aprile dello scorso anno alla stele dedicata ai 13 Martiri di Lovere.
Proprio la piazza intitolata ai 13 partigiani vorremmo diventasse simbolo di una nuova lotta di liberazione: dai partigiani abbiamo imparato che solo mettendosi in gioco in prima persona si conquista il diritto alla propria libertà e noi combattiamo contro un futuro fatto di precarietà, povertà e disoccupazione.
Essere antifascisti oggi vuol dire rifiutare una guerra tra poveri che avvantaggia sfruttatori, capitalisti e banchieri. Significa lottare contro ogni discriminazione di genere, di cultura, di provenienza nazionale. Significa portare avanti i valori della Resistenza e negare spazi di agibilità politica a tutti i fascismi, qualunque sia la maschera che di volta in volta indossano.
Essere antifascisti oggi vuol dire lottare ogni giorno per l’uguaglianza sociale, costruire luoghi, spazi e forme di socialità liberata da logiche autoritarie, difendere le proprie vite e i propri territori dalla speculazione e dallo sfruttamento.
Fino a quando questi spettri in camicia nera si aggireranno per le nostre strade richiamandosi a ideologie di violenza e repressione, siamo tutti chiamati a non abbassare la guardia e ad usare le nostre intelligenze e i nostri corpi per impedire ogni loro tentativo di tornare a galla. (20.05.13, Lovere, “Antifascisti camuni”)


CALCINATE. AD ESSERE SFRATTATI OLTRE ALLA CASA SI RISCHIA DI PERDERE ANCHE LA FAMIGLIA. PRESIDIO ANTISFRATTO

* Il PRESIDIO ANTISFRATTO, previsto a Calcinate in via Circonvallazione Ponente per SABATO 18 MAGGIO è SOSPESO  perché l’esecuzione dello sfratto risulta essere stata posticipata di qualche giorno dal Tribunale. Aggiorneremo appena possibile (17.05.13)

* IMPORTANTE! Lunedì 20 maggio, alle ore 21.00, incontro del collettivo antisfratto e delle famiglie sfrattate presso la sede dell’Unione Inquilini di Bergamo (via Borgo Palazzo 84/g) per fare il punto sulla situazione degli sfratti e della lotta per la casa nella provincia di Bergamo. Per info: tel. 339.7728683

Larbi non ce l’ha ancora fatta. Ha trovato uno straccio di occupazione, saltuaria e ultraprecaria (lavoro vero non ce n’è più), ma per il 18 maggio - giorno fissato per lo sfratto esecutivo dopo la proroga di due mesi - non è riuscito a trovare una casa malgrado abbia bussato a tutte le porte e girato mezza provincia. Nel frattempo i servizi sociali del comune non hanno mosso un dito, salvo ricordare che il comune dopo il contributo affitto di due mesi fa non farà più niente fino a quando la famiglia di Larbi, con moglie e 3 figli minori (di cui uno gravemente malato), non sarà in strada. A quel punto scatterebbero gli adempimenti quali l’inserimento in una comunità della moglie e i figli previa separazione della famiglia. Questa pseudo soluzione costa - in termini economici - al comune e alla collettività decisamente di più che impegnarsi a trovare una soluzione abitativa alternativa (anche a Calcinate ci sono un sacco di case vuote) o un’occupazione per chi la sta cercando affannosamente. Per la famiglia sfrattata la separazione equivale a un surplus di sofferenza e umiliazione. Eppure amministrazioni e sindaci come quelli di Calcinate puntano soprattutto su questo percorso come lezione di civiltà, cioè monito e minaccia per convincere la famiglia sfrattata - se immigrata, come nel caso di Larbi - a tornarsene al paese d’origine e quindi cristianamente liberarsene. Il tutto per difendere l’astratto diritto di proprietà che poi equivale a liberare un appartamento destinato statisticamente di questi tempi a rimanere vuoto a lungo incrementando la percentuale di case sfitte.
Eppure su questa assurda situazione di case vuote che si moltiplicano insieme al moltiplicarsi di persone che vengono buttate in strada perché non hanno più i soldi per pagare l’affitto il governo delle larghe intese non spende nemmeno una parola e vuole ignorare le decine di migliaia di sfratti che stanno sconvolgendo in profondità, da nord a sud, gli equilibri sociali del nostro Paese.
Il presidio che abbiamo indetto per sabato 18 maggio dalle ore 9.00 all’ingresso del cortile del condominio di via Circonvallazione ponente 11 a Calcinate intende ricordare alle autorità e all’opinione pubblica che di questo passo non si va da nessuna parte; intende ricordare al governo e agli enti locali periferici che non ci si può lavare le mani di fronte agli effetti devastanti che la crisi economica - voluta dalla speculazione finanziaria e dalla banche - sta riversando sul tessuto sociale. Saremo presenti perché riteniamo intollerabili gli sgomberi e per contribuire a trovare soluzioni dignitose che evitino altre sofferenze e umiliazioni ad adulti e a bambini. Facciamo pertanto appello - ancora una volta - alla mobilitazione e alla solidarietà. (15.05.13)

Per comunicazioni: tel. 339.7728683 (fabio)

Sfratti, le nostre precedenti info: qui


(19.05.13) GANDOSSO (bg). FESTA CONTRO LA CRISI. CASA, LAVORO: BASTA SFRATTI

* Domenica 19 maggio, ore 15.00 - 20.30, - Circolo Arci a Gandosso, via Avis n. 10 (vicino al campo sportivo)

Mangiata per la solidarietà: biscotti, torte dolci e salate, cous-cous, the alla menta, bevande

Musica del vivo: con Dynamic Singers (musica rock e pop) e musica diffusa con Dj Maalem Aziz (musica gnawa e reggae dal deserto marocchino). Cantautori “Mario Archetti e Stefano Ricci” (canzoni popolari della resistenza partigiana)

Contributo libero, a partire da euro 5. Il ricavato servirà a creare una “Cassa di Resistenza” per sostenere le famiglie colpite dalla crisi e per finanziare la lotta agli sfratti

A cura di: Unione Inquilini - Rifondazione Comunista Valcalepio - Sportello Sociale - Arci Gandosso. Per info: 333.8737525 (Claudio); 346.8001976 (Emmanuel); 328.5625559 (Jamila). Flyer: qui

* Lotta per il diritto alla casa, le nostre precedenti info: Qui


(15.05.13) CHIUDUNO. RIMANDATO AL 27 SETTEMBRE LO SFRATTO DELLA FAMIGLIA DI H.S.

Questa mattina, mercoledì 15 maggio, era programmato a Chiuduno, in via Tenente Belotti, lo sfratto di H.S., della piccola figlia di 3 mesi e del marito. Anche stavolta, come è diventato ormai frequentissimo in tutta la provincia di Bergamo, si trattava di uno sfratto per morosità incolpevole, a seguito della perdita del lavoro del marito e dello stipendio ridotto (ad 1/3) per H.S. a causa della maternità.
Grazie all’impegno dei volontari dello sportello sociale di Castelli Calepio, che nei giorni scorsi hanno intavolato trattative con il comune di Chiuduno ed il proprietario dell’appartamento, siamo riusciti ad ottenere un rinvio (questa volta fino al 27 settembre).
Registriamo che, diversamente dalle altre amministrazioni della zona, il comune di Chiuduno, pur nella mancanza di politiche complessive nell’affrontare il problema casa, almeno ha seguito questa vicenda ed ha messo a disposizione una somma che ha consentito di raggiungere l’accordo con i proprietari per il rinvio dello sfratto. (15.05.13 - Claudio Sala)

Lo sportello sociale di Castelli Calepio è aperto tutti i lunedì dalle ore 19,00 alle ore 20,30 presso la sede Rifondazione Comunista – Unione Inquilini in via Roma , 21 a Tagliuno. Info: tel. 333. 8737525)

Unione Inquilini Bergamo, le nostre precedenti info: qui


(18.05.13) ROMA. MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI METALMECCANICI

* Sabato 18 maggio, a Roma, ore 9.30 da Piazza della Repubblica; conclusione in Piazza San Giovanni. Per i pullman da Bergamo e provincia e prenotazioni: QUI

L’APPELLO DELLA FIOM. Sabato 18 maggio i metalmeccanici si mobilitano e scendono in piazza a Roma perché cinque anni fa con il governo Berlusconi ci avevano detto che la crisi non c’era, era passeggera, addirittura superata. negli ultimi due anni col governo Monti, visto che la crisi non si poteva più negare, si è passati a un uso della crisi per legittimare le politiche di austerità in tutta Europa.
La scelta di non intervenire sulle cause ha determinato che il 10% della popolazione ha il 50% della ricchezza: i responsabili hanno quindi continuato ad aumentare le proprie rendite. inoltre le banche hanno ridotto il credito e investito in titoli spazzatura e la confindustria ha puntato sulla cancellazione dei diritti e la riduzione del salario. Risultato?
Hanno cancellato l’articolo 18, derogato ai contratti e alle leggi, tagliato la spesa sociale, chiuso ospedali e per 9 milioni di persone non è più garantito il diritto alla salute, chiuso scuole e università, posticipate e ridotte le pensioni. Hanno addirittura provato a generare una guerra tra inoccupati, disoccupati e precari, giovani e non, donne e uomini.
L’Italia continua a essere il Paese con la massima evasione fiscale e la minore tassazione delle rendite finanziarie mentre attraverso le politiche fiscali hanno continuato a spremere pensionati e lavoratori dipendenti.
I risultati di questa scelta sono: licenziamenti, aumento delle disuguaglianze sociali, impoverimento e inaccessibilità al lavoro. Questa condizione di solitudine ha addirittura portato persone a togliersi la vita.
ADESSO BASTA! NON VOGLIAMO PIÙ ESSERE DIVISI E RICATTATI, È IL MOMENTO DI CAMBIARE.
Il 18, a Roma, manifestiamo per:
- riconquistare il diritto del e nel lavoro;
- la riconversione ecologica del nostro sistema industriale per valorizzare i beni comuni acqua, aria e terra;
- un piano straordinario d’investimenti pubblici e privati e il blocco dei licenziamenti anche attraverso l’incentivazione della riduzione dell’orario con i contratti di solidarietà e l’estensione della cassa integrazione;
- un contratto nazionale che tuteli i diritti di tutte le forme di lavoro con una legge sulla democrazia che faccia sempre votare e decidere i lavoratori;
- un reddito per una piena cittadinanza di inoccupati, disoccupati e studenti;
- fare in modo che la scuola, l’università e la sanità siano pubbliche e per tutti;
- combattere le mafie e la criminalità organizzata che si sono infiltrate sia nella finanza che nell’economia;
- la rivalutazione delle pensioni e per un sistema pensionistico che riconosca la diversità tra i lavori;
- un’Europa fondata sui diritti sociali e contrattuali, su un sistema fiscale condiviso e sul diritto di cittadinanza e sulla democrazia delle istituzioni.
PER QUESTE RAGIONI CI RIVOLGIAMO A TUTTE LE DONNE, GLI UOMINI, I GIOVANI, I PRECARI, I DISOCCUPATI, I MIGRANTI, I PENSIONATI, PERCHÉ NOI OPERAIE, OPERAI, IMPIEGATE E IMPIEGATI METALMECCANICI, COME VOI, VOGLIAMO UNA DEMOCRAZIA CHE CI PERMETTA DI PARTECIPARE E DECIDERE DEL NOSTRO FUTURO.



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Monika Ertl

Monaco, 7 agosto 1937 – El Alto/La Paz, 12 maggio 1973



(12.05.13) SERIATE. DOMANI I FUNERALI DEL COMPAGNO GUIDO PEDRINI, PRESIDENTE DELL’ANPI DI SERIATE

*Comunicato Anpi Provinciale Bergamo. Carissime compagne, carissimi compagni, è con profondo dolore che vi annuncio la scomparsa di Guido Pedrini, membro del Comitato Provinciale ANPI e attivissimo presidente della sezione di Seriate. Vi prego di essere presenti al funerale che si terrà lunedì a Seriate, partendo alle ore 10.00 dall’abitazione di via Roccolo 41 per la Chiesa Parrocchiale. Fraterni saluti. Il Presidente Provinciale Anpi: Salvo Parigi

* Comunicato Anpi Endine Gaiano. Il consiglio direttivo e i componenti della sezione Anpi Giuseppe Brighenti di Endine Gaiano si uniscono ai famigliari di Guido Pedrini, nel ricordo del carissimo Presidente della sezione Anpi di Seriate. Ricorderemo di Guido la passione e la tenacia del tenere alta la bandiera dell’Antifascismo, il coraggio di battersi con la consapevolezza che spendersi per la difesa di un’ideale talune volte porti anche al concretizzarsi di: sacrificio, amarezza o delusione. Guido Pedrini rappresenta per noi un modello da imitare, uno straordinario interprete della Lotta di Resistenza, una persona onesta e capace che ha conquistato la nostra stima e affetto. Ciao Guido non ti dimenticheremo perché rappresenti ciò che vorremmo essere: rispettosi, determinati e combattivi per difendere ciò di cui siamo orgogliosi, l’essere eredi di quel messaggio di pace, di giustizia sociale, che la Resistenza, in cui donne e uomini han creduto, ci ha donato. Il Segretario Pasquale Lampugnani e il Presidente Andrea Brighenti

* Nel link che segue le nostre foto della cerimonia dell’inaugurazione (04.06.2011) del monumento ai “Caduti Partigiani del 27-28 Aprile 1945″ a Seriate per il quale Guido ha profuso tanto impegno, cuore e intelligenza: QUI. Così L’Alternativa-San Paolo d’Argon lo vuole ricordare. Compagno Guido, ora riposa in pace.


(09.05.13) SAN PAOLO D’ARGON. STUDENTE RUBA 3.000 EURO DALLA BORSA DELLA PRESIDE

“Approfittando della momentanea assenza della preside, che era uscita dal suo ufficio per recarsi in segreteria, è tornato nel locale dove poco prima era stato ricevuto dalla dirigente per un colloquio da lui stesso richiesto. Ha frugato nella borsetta della preside, forse notando in precdenza cosa conteneva, e ha rubato una busta con i contanti”. E’ accaduto all’Istituto “Einaudi”, la scuola superiore paritaria attiva dal settembre scorso negli stabili dell’ex Monastero benedettino restaurato. Cfr. l’articolo completo de L’Eco di Bergamo del 09.05.13: qui

San Paolo d’Argon, le nostre precedenti info: qui


(08.05.2013) BERGAMO. NEL GIORNO IN CUI DUE ANZIANI E INVALIDI VENGONO SFRATTATI, IL COMUNE DECIDE DI VENDERE LE CASE POPOLARI SFITTE

* Mercoledi 8 maggio dalle ore 9.oo, PRESIDIO DI SOLIDARIETA’ davanti alla casa di Enrico a Bergamo, in via L. Einaudi 1 (zona Monterosso).

E’ ormai tristemente famoso il Comune di Bergamo, colpito dallo scandalo denominato “Affittopoli”, iniziato dall’indagine della Guardia di Finanza e che ha portato alla denuncia di alcuni dipendenti per reati legati ad assegnazioni di case popolari irregolari. Altrettanto lo sono il sindaco Tentorio e l’assessore alla casa d’Aloia per la vicenda delle case popolari comunali sfitte perché prive di manutenzione (circa 200 alloggi). La notizia peggiore però è la decisione che la Giunta comunale ha deciso di vendere quasi tutte le case sfitte per fare cassa. (cfr. Bergamo-Corriete 07.05.13: qui)
Le questioni sono tanto più gravi perché avvengono in un momento nel quale i numeri degli sfratti per morosità non sono mai stati tanto alti. A Bergamo i dati del Ministero degli Interni indicano quasi 1.234 nuove sentenze emesse nell’anno 2011, con un aumento del 19% rispetto al 2010, 1.459 le richieste di esecuzione forzata (+ 17%) e 481 gli sfratti eseguiti con l’uso della forza pubblica (+ 4%).
Ed è in questo contesto drammatico che si svolgerà, la mattina di mercoledì 8 maggio, lo sfratto di Enrico e della moglie, due cittadini di Bergamo ultrasettantenni e gravemente invalidi. La storia di Enrico rappresenta una delle tante facce della crisi economica che sta impoverendo anche tante famiglie del ceto medio. I due anziani, dopo una vita di risparmi, avevano acquistato l’alloggio dal Comune di Bergamo nel corso di uno dei tanti piani vendita di case popolari. In seguito avevano acceso un’ipoteca con le banche, impegnando la proprietà dell’alloggio per garantire l’avvio di una attività imprenditoriale da parte del figlio. Purtroppo alle prime avvisaglie della crisi l’attività imprenditoriale non funziona e alla fine fallisce. Per questo le banche confiscano l’alloggio per recuperare i crediti concessi. Come succede sempre più spesso l’alloggio viene messo in vendita dal Tribunale giudiziario; qui comincia l’aspetto più sconcertante della vicenda.
Infatti la casa viene acquistata dal vicino di condominio, un noto e facoltoso docente dell’Università degli Studi di Bergamo. Il docente realizza una operazione intesa a conseguire un vantaggio sfruttando senza scrupoli la difficoltà economica in cui versano gli anziani. Una volta entrato in possesso dell’immobile, con l’obbiettivo di realizzare uno studio per la sua attività lavorativa, decide di sfrattare i vicini di casa per occupazione senza titolo.
Vista la gravità della situazione l’Unione Inquilini ha più volte sollecitato un intervento da parte dell’Amministrazione comunale, “Abbiamo detto all’assessore alla casa che i due anziani non dovevano assolutamente finire in strada visto il gravissimo stato di salute” dichiara Fabio Cochis segretario del Unione Inquilini. Infatti il signor Enrico è in lista di attesa per l’assegnazione di un alloggio popolare. Però, pur essendo in alto nella graduatoria, a causa delle troppo scarse disponibilità di case, l’assegnazione non potrà essere tempestiva.
Nella mattinata di mercoledi 8 maggio è previsto l’arrivo dell’ufficiale giudiziario che dovrà, con l’ausilio delle forze di polizia, sgomberare l’alloggio. Se lo sfratto verrà eseguito esiste il reale pericolo che i signori anziani finiscano in strada senza alcun sostegno da parte dei servizi sociali del Comune.
L’Unione Inquilini non se la sente di lasciare privi di aiuto due cittadini anziani e malati. Per Mercoledi 8 maggio dalle ore 9, organizzeremo un presidio di solidarietà davanti alla casa di Enrico a Bergamo, in via L. Einaudi 1 (zona Monterosso). Chiediamo a tutti i cittadini democratici, alle forze politiche e sociali di partecipare al presidio.
“Ma se il Comune di Bergamo lamenta la totale occupazione degli alloggi pubblici disponibili” dichiara Fabio Cochis, Segr. Unione Inquilini “risulta scandalosa la volontà, come quella espressa dal sindaco Tentorio, di svendere gli alloggi pubblici sfitti, unici strumenti per poter attutire una crisi economica di cui probabilmente ancora non abbiamo visto la faccia più crudele”. (07.05.13 - Unione Inquilini Bergamo)

Per comunicazioni: tel. 339.7728683 (fabio)

Unione Inquilini Bergamo, le nostre precedenti info: qui


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