(28.05.13) SAN PAOLO D’ARGON. DOPO I BANCHETTI XENOFOBI DELLA LEGA NORD, INSINUAZIONI DIFFAMANTI CONTRO ALTERNAINSIEME.NET

Forse deluso perché i banchetti sullo “Jus soli”  della scorsa settimana non hanno accolto particolare consenso nemmeno in quel di San Paolo d’Argon, il locale referente della Lega Nord ha esternato al giornale Araberara (cfr. il numero del 24 maggio 2013: qui) un suo confuso piagnisteo. Il sig. Caroli non ha così esitato a presentare la Lega Nord come vittima, parlando di “clima molto teso” (sic!) a San Paolo d’Argon, di insulti “davanti ai banchetti” della Lega, di non ben precisati “atti vandalici stupidi, con bombolette spry (scritto così) o con uova lanciate contro le vetrate” della sede della Lega, nonché di “continue minacce da parte dei soliti gruppi di sinistra che in paese conosciamo bene”, dal cui sito – secondo le parole di Caroli - “ci hanno rivolto un attacco” (è vietato dissentire dalla Lega?). Il giornale Araberara ci intinge subito il biscotto e, senza nemmeno interpellarci, presenta senz’altro il nostro blog come “sito incriminato” (sic!). Un conto però è non gradire le posizioni di Alternainsieme.net in quanto contrarie a quelle della Lega Nord, un conto è insinuare che questo blog o i nostri compagni de “L’Alternativa” abbiano a che fare addirittura con minacce, provocazioni davanti ai gazebo e atti di vandalismo. Sono insinuazioni gravissime e diffamanti, rispetto alle quali non possiamo esimerci dal proporre quanto prima denuncia–querela alla competente Procura della Repubblica. (28.05.13, San Paolo d’Argon, Luca Linfante e Maurizio Mazzucchetti)


(29.05.13) CALCINATE. SI COSPARGE DI BENZINA PER EVITARE LO SFRATTO. COMUNICATO UNIONE INQUILINI BERGAMO

* Giovedì 6 giugno, ore 21: INCONTRO APERTO dei volontari antisfratto e delle famiglie sfrattate, a Bergamo, via Borgo Palazzo 84/g

E’ stata una mattinata segnata dall’emergenza abitativa quella di oggi. Gli attivisti dell’Unione Inquilini sono intervenuti per evitare lo sfratto di Larbi a Calcinate e quello di Alex a Ponteranica. Anche in questa occasione la mobilitazione di tante persone è riuscita a sopperire alla assenza degli enti locali. In entrambi i casi la solidarietà ha evitato che cittadini che avevano perso il lavoro a causa della crisi economica venissero gettati in strada senza che venisse offerta alcuna alternativa abitativa.
Mentre eravamo impegnati in una difficilissima trattativa con ufficiali giudiziari e polizia abbiamo appreso che a poche centinaia di metri dal presidio che avevamo organizzato a Calcinate un ragazzo ha tentato di darsi fuoco per evitare di essere sfrattato. Preso alla sprovvista dall’esecuzione dello sfratto, aveva chiesto soltanto un paio di settimane di tempo per trasferirsi in un’altra abitazione. L’immobiliare proprietaria della casa si era però rifiutata di concenderla: voleva sfrattare subito l’inquilino. Da qui il gesto disperato.
Da alcuni anni i sindacati inquilini denunciano i drammatici effetti che la crisi economica sta producendo sui ceti popolari con un allarmante aumento degli sfratti per morosità incolpevole. Questa emergenza abitativa è stata totalmente inascoltata dalle istituzioni.
In particolare abbiamo più volte richiesto che la Prefettura di Bergamo intervenisse, sull’esempio positivo di altre città come Firenze e Livorno, perchè gli sfratti venissero sospesi per dare modo alle autorità preposte e alle parti sociali di concordare un meccanismo che consenta agli sfrattati il passaggio da casa a casa.
Nulla è stato fatto ma oggi si è sfiorata la tragedia con il tentativo di suicidio del giovane di Calcinate. Per evitare che le persone siano lasciate sole ad affrontare le ripercussioni della crisi economica da tempo l’Unione Inquilini sta sostenendo una rete di mutuo soccorso autogestita dalle famiglie sotto sfratto. La mobilitazione solidale ha permesso di rinviare tanti sfratti evitando che altrettante famiglie finissero in strada.
A questo punto occorre però ampliare e rendere più stringente la mobilitazione antisfratto. Proponiamo alle famiglie sfrattate e a tutti gli interessati di incontrarci giovedi 6 giugno alle ore 21 presso la sede del Unione Inquilini a Bergamo, via Borgo Palazzo 84/g. (Bergamo, 29.5.13 - Fabio Cochis, segretario provinciale Unione Inquilini)

  • Rassegna stampa. L’Eco di Bergamo 29.05.13: qui; Il Giorno 29.05.13: qui; Bergamo.Corriere 30.05.13: qui

Sfratti, le nostre precedenti info: qui


(27.05.13) TRESCORE BALNEARIO. OSSERVAZIONE AL PGT PER CHIEDERE DI RECUPERARE LA CALVAROLA, LUOGO DELLA MEMORIA DEL RISORGIMENTO

A cura di un nostro compagno de “L’Alternativa” è stata presentata al Comune di Trescore una osservazione al Pgt per il recupero e la salvaguardia della Fonte della Calvarola, distrutta e interrata da alcuni anni. Una corretta previsione negli strumenti urbanistici potrà forse garantire che in un futuro prossimo il restauro e la restituzione alla cittadinanza in cui venne Garibaldi nel 1862 e vi venne ritratto in un suggetsivo dipinto (cfr. foto a fianco). Ecco il testo dell’osservazione
“Il soggiorno di Garibaldi a Trescore Balneario è stato ricordato lo scorso anno nel 150° anniversario, anche attraverso convegni di studio e pubblicazioni.
Come noto, Trescore ebbe un ruolo fondamentale nella organizzazione della tentata spedizione garibaldina nel Trentino, conosciuta come “Fatti di Sarnico”, episodio non secondario sia nella biografia dell’Eroe dei Due Mondi, del suo movimento, nelle vicende dello Stati unitario e del Risorgimento italiano - nei suoi ideali e nelle sue contraddizioni - all’indomani della Spedizione dei Mille e della Proclamazione dell’Unità d’Italia.
La memoria di quel soggiorno - ampiamente documentato nel volume del dott. Mario Sigismondi pubblicato lo scorso anno a cura dell’Amministrazione comunale - è sempre stata legata strettamente alla Fonte della Calvarola, come testimonia il dipinto di Cesare Maironi da Ponte posto nella sala consiliare del Comune di Trescore Balneario.
Una targa della Società di Mutuo Soccorso di Bergamo ivi collocata nel 1953 ricordava che “ospite delle Terme di Trescore Balneario nel maggio dell’anno 1862 Giuseppe Garibaldi, cavaliere dell’umanità, attorno a questa fonte accolse e spronò i dirigenti dell’Associazione generale di Mutuo Soccorso di Bergamo, nuova alla fraterna missione, accettandone la presidenza onoraria perpetua.”
Questo luogo, molto caro a Trescore Balneario e molto frequentato fino ad un passato non lontano, si trova ora sommerso da terriccio e pietrame in seguito a sbancamenti e ripiena, irriconoscibile e distrutto.
Considerare però come definitiva la perdita della Fonte della Calvarola significherebbe deprivare la comunità della memoria e del suo patrimonio storico-culturale.
Tutto ciò premesso si propone quanto segue:
* Delimitare con opportuna campitura negli elaborati del Piano di Governo del Territorio lo spazio della Fonte della Calvarola (via Calvarola) con le sue pertinenze, per destinarlo a luogo aperto al pubblico e per consentirne il restauro e il ripristino dello stato precedente gli sbancamenti e ripiena. (27.05.13 - Trescore Balneario - Maurizio G. Mazzucchetti)

* Appunti e immagini sulla storia e le condizioni presenti della Calvarola di Trescore: qui


(20.05.13) PROSSIMI PRESIDI E MOBILITAZIONI ANTISFRATTO

L’assemblea del collettivo antisfratto e degli inquilini che si è tenuta questa sera presso la sede dell’Unione Inquilini a Bergamo invita alla mobilitazione nei prossimi presidi indetti in solidarietà alle famiglie sfrattate.

* Mercoledì 22 maggio, dalle ore 8.30 a Trescore Balneario, via Camillo Brembati, 27 (località Ripa) [sfratti rimandati al 27 giugno]

* Giovedì 23 maggio, ore 8.30 a Romano di Lombardia, via Brembilla 9 [sfratto rimandato al 27 giugno]

* Mercoledì 29 maggio, ore 8.30, a Ponteranica, via Leone XIII 5

* Mercoledi 29 maggio, ore 8.30, Calcinate, via Circonvallazione Ponente 11

* Mercoledì 5 giugno, ore 8.30, Calcinate, Vicolo Zerra

Per comunicazioni e per contribuire alle mobilitazioni antisfratto: tel. 339.7728683 - Fabio

Sfratti, le nostre precedenti info: qui


(25.05.13) SAN PAOLO D’ARGON. ANCORA SUL CONSORZIO DI BONIFICA, E SULLA BOLLETTA CHE CI MANDA ANNUALMENTE

Qualche settimana ci siamo lamentati anche noi della bolletta che il Corsorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca, deputato alla tutela idrogeologica del territorio, manda annualmente a 270.000 cittadini bergamaschi proprietari di immobili e fra essi anche i cittadini del nostro comune. Un balzello che si aggiunge ai molteplici tributi e tasse che i cittadini devono versare per le più svariate ragioni. Sulla questione proprio questa settimana è intervenuto il sig. Umberto Dolci, presidente di Federconsumatori Bergamo e membro pro-tempore del Consiglio di Ammnistrazione del Consorzio stesso. “La tutela idrogeologica del territorio - spiega Dolci - è affidata ai Comuni, alle Provincie, alle Regioni e ai Consorzi di Bonifica. Fosse in carico ad un unico Ente (la Regione) sarebbe meglio. Ai Cittadini la Politica deve spiegare perché, oltre alle tasse nazionali, regionali e comunali, a chi già paga per l’erogazione dell’acqua, per la fognatura e per la depurazione, se è proprietario di immobile, si impone di pagare anche per il Consorzio. Quella per il Consorzio è una tassa ingiustificabile che affligge oltre 270.000 bergamaschi: il nuovo governo della Regione Lombardia dovrebbe dare prova di responsabilità abolendo l’odioso balzello.” Ma non si ferma qui il ragionamento di Dolci, che propone senza mezzi termini di abolire pure il consorzio stesso. “Si eliminerebbero - continua Dolci - nell’ordine: il costo di una sede; elezioni dispendiose per eleggere il CDA; la spesa per il funzionamento del CDA; un servizio d’esazione affidato a terzi, che costa ai contribuenti più di 700.000 € l’anno; un sistema di tassazione basato su dati ottenuti a pagamento dal catasto; un proprio sistema di elaborazione dati; decine di migliaia di euro per accattivarsi la benevolenza dell’opinione pubblica (pubblicazioni varie, sponsorizzazioni a manifestazioni, ecc…); centinaia di migliaia di euro all’anno in parcelle versate ad avvocati ed esperti per “difendersi” dai Cittadini organizzati (anche da legali) che si oppongono al tributo; ecc..” (cfr. Bergamonews.it 23.05.13). Ci corre infine l’obbligo di ricordare come nel luglio scorso l’allora presidente del Consorzio di Bonifica, Marcello Moro (Pdl), aveva rassegnato le dimissioni in seguito all’accusa che gli era stata contestata di essersi fatto rimborsare una cena di mille euro offerta dall’ex calciatore atalantino Sergio Floccari (cfr. ilgiorno.it 20.07.12).


(25.05.13) LOVERE. “FALSE COMMEMORAZIONI, NOSTALGIE VERE”. NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI

* Sabato 25 maggio, dalle ore 14.00, Lovere, PRESDIO ANTIFASCISTA in Piazza XIII Martiri: “Via i fascisti dalle nostre strade!”

APPELLO. Ancora fascisti nel paese dei XIII Martiri Partigiani. C’è chi crede che la lotta contro il fascismo sia finita il 25 aprile 1945. I fatti e la storia dimostrano che non è così, tanto che oggi le nostre piazze e le nostre strade sono ancora infestate da loschi figuri che non si vergognano di richiamarsi a questa becera e triste ideologia. Loschi figuri che annaspano per tornare a galla con il pretesto della nostalgica commemorazione di due repubblichini della legione nera Tagliamento, giustiziati dai partigiani all’indomani della fine ufficiale della seconda guerra mondiale. Vorrebbero farlo il 25 maggio sul lungolago di Lovere. Paese che ospita la stele in ricordo dei XIII Partigiani uccisi proprio dalla legione Tagliamento.
La legione Tagliamento si era resa responsabile di nefandezze, soprusi, violenze e rappresaglie contro le formazioni partigiane e la popolazione della zona. Quello che oggi questi fascisti celebrano sulle rive del lago non è solamente la memoria dei loro assassini morti, ma un’ideologia con cui l’Italia non è mai riuscita a saldare i conti, dall’amnistia all’MSI e dallo stragismo degli anni ‘70 fino agli squadristi del terzo millennio. Ideologia che viene riutilizzata ogni qualvolta al potere serve soffocare spinte al reale cambiamento. Lo vediamo oggi anche in Grecia dove formazioni dichiaratamente neonaziste, vedi Alba Dorata, forti della paura generata dalla crisi e della protezione degli apparati dello Stato, propongono finte soluzioni alle ricette della troika e alle politiche di austerità e macelleria sociale imposte dal capitalismo.
Di fronte a questa crisi il fascismo non può essere una soluzione, ma rappresenta una parte del problema.
Oggi come ieri i fascisti creano falsi nemici identificandoli sulla base della provenienza nazionale, della razza, della cultura o dell’orientamento sessuale, nascondendo così l’unico reale conflitto che questa crisi ha palesato: quello tra sfruttati e sfruttatori. Oggi come ieri i fascisti riciclano parole d’ordine, temi, simboli, battaglie che a loro non appartengono e non sono mai appartenute, con il solo scopo di rendersi presentabili agli occhi di un’ opinione pubblica che invece è alla ricerca di un reale cambiamento e che ancora reagisce con un moto di ripulsa davanti alla parola “fascismo”. E’ così per esempio che personaggi dichiaratamente antifascisti come Che Guevara o Peppino Impastato, entrano nel calderone della loro iconografia distorta.
I fascisti attuali hanno imparato dai nonni il culto del capo, della forza, l’obbedienza cieca alle gerarchie di branco e l’uso politico di una violenza fatta di pestaggi, intimidazioni, sempre pronti a farsi forti con i più deboli e mai con i potenti. Il fascismo contemporaneo condivide con quello storico il mito della famiglia patriarcale - in cui un padre padrone ha diritto di imporre la sua volontà anche con la violenza - nega le libertà sessuali, i diritti delle coppie gay, il diritto ad autodeterminare le scelte riguardanti il corpo, dall’aborto all’eutanasia.
Il fascismo insulta la memoria storica di questo paese e dei partigiani che hanno combattuto per liberarlo: ieri li chiamava banditi, oggi traditori e assassini. Non esitano, i camerati che oggi fingono di piangere i loro morti, a sfregiare il ricordo della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo, come è avvenuto il 25 aprile dello scorso anno alla stele dedicata ai 13 Martiri di Lovere.
Proprio la piazza intitolata ai 13 partigiani vorremmo diventasse simbolo di una nuova lotta di liberazione: dai partigiani abbiamo imparato che solo mettendosi in gioco in prima persona si conquista il diritto alla propria libertà e noi combattiamo contro un futuro fatto di precarietà, povertà e disoccupazione.
Essere antifascisti oggi vuol dire rifiutare una guerra tra poveri che avvantaggia sfruttatori, capitalisti e banchieri. Significa lottare contro ogni discriminazione di genere, di cultura, di provenienza nazionale. Significa portare avanti i valori della Resistenza e negare spazi di agibilità politica a tutti i fascismi, qualunque sia la maschera che di volta in volta indossano.
Essere antifascisti oggi vuol dire lottare ogni giorno per l’uguaglianza sociale, costruire luoghi, spazi e forme di socialità liberata da logiche autoritarie, difendere le proprie vite e i propri territori dalla speculazione e dallo sfruttamento.
Fino a quando questi spettri in camicia nera si aggireranno per le nostre strade richiamandosi a ideologie di violenza e repressione, siamo tutti chiamati a non abbassare la guardia e ad usare le nostre intelligenze e i nostri corpi per impedire ogni loro tentativo di tornare a galla. (20.05.13, Lovere, “Antifascisti camuni”)

  • Lovere, Sabato 25 maggio 2013 - PROGRAMMA:

Ore 14: ritrovo in piazza Tredici Martiri a Lovere per presidio e controinformazione.

Ore 18: aperitivo al Kag di Pisogne.

Ore 19.30: Cena a prezzo popolare al Kag di Pisogne.

Ore 21: Proiezione del documentario “Facevamo quello che dovevamo” sulla volante rossa, gruppo partigiano che operò anche dopo la liberazione. Saranno presenti alcuni compagni di Milano che lo hanno realizzato.

Ore 22: Concerto dei Tullamore (Irish Folk da Pavia).

(25.05.13) LOVERE. FOTO DAL PRESIDIO: QUI


(25.05.13) BERGAMO. SEMINARIO R@P: PRATICHE DI RESISTENZA DENTRO LA CRISI – AUTORGANIZZAZIONE E MUTUALISMO

* Bergamo – Sabato 25 maggio – dalle ore 10.30 a ore 18.30 - Via Borgo Palazzo 84/g (c/o sede Unione Inquilini - Rifondazione Comunista)

Seminario formativo di R@P – Rete per l’Autorganizzazione Popolare

Programma:

Ore 10.30-13.30: Seminario teorico. Analisi dello scontro di classe dentro la crisi economica del capitalismo neo-liberista. Conduce: Andrea Viani (Gruppi Acquisto Popolare – Lodi) La relazione tratterà dei seguenti temi: Come fa lotta di classe il Capitale? Come risponde il proletariato all’attacco del Capitale? Qual’è la risposta economica spontanea? Qual è la risposta economica organizzata? Qual è la risposta politica? Che fare come pratiche di resistenza contro la crisi?

Ore 13.30-14.30: Pausa pranzo

Ore 15.00 – 18.00: Workshop tematici

1. Come consolidare dal punto di vista organizzativo le forme di mutualismo e resistenza sociale in atto nel Centro-Nord Italia? Dai Gruppi di acquisto popolare alle Società di Mutuo Soccorso, per un progetto di municipalismo eco-socialista. Conduce: Francesco Piobbichi (Rete per l’Autorganizzazione Popolare).

2. Le pratiche di resistenza e mutualismo contro la crisi delle politiche abitative neo-liberiste. Quali prospettive per i movimenti di lotta per il diritto all’abitare. Conducono: Fabio Cochis, Marco de Guio, Bruno Cattoli (Unione Inquilini).

L’intero seminario sarà trasmesso in diretta streaming. Per info: 349.5120487 (Giudi); 339.7728683
(Fabio)

[Il documento di presentazione del workshop su diritto alla casa:QUI]


(02.06.13) LENNA (Valbrembana). UNA GIORNATA DI SOLIDARIETA’ PER GAZA

* Domenica 2 giugno, dalle ore 10.30, in via Industria, vicino al Campo sportivo, a Lenna

Arcinvalle, il circolo Arci della Valle Brembana e i Giovani Comunisti di Bergamo promuovono una giornata di cultura, musica e solidarietà. Un evento per chiedere una pace giusta in Palestina per sostenere un popolo che vive sotto occupazione e che ha sofferto fin troppo,una necessità urgente e non più rinnovabile,per tutto il Medio Oriente. Una giornata di…

  • denuncia e di sostegno alle difficili condizioni di vita di migliaia di bambini nella striscia di Gaza,vittime indifese della violenza militare delle forze di occupazione israeliane e dell’estremismo e del fondamentalismo religioso interno.
  • cultura, per far conoscere attraverso una mostra di disegni fatta dai bambini di Gaza subito dopo l’operazione “piombo fuso” l’infazia oltre il muro, con il contributo di attivisti che da anni si occupano del problema Palestinese.
  • musica, perché grazie agli artisti di “SOS GAZA”, progetto internazionale che riunisce artisti che con la loro musica denunciano i massacri compiuti sotto il cileo di Gaza, si svolgerà dal primo pomeriggio una maratona musicale che proseguirà fino a tarda sera.
  • solidarietà, perché il ricavato dell’iniziativa,ottenuto da offerte e dal servizio bar/ristoro sarà interamente devoluto ad un progetto per la realizzazione di un asilo “Vittorio Arrigoni”a Khan Younis,in collaborazione con l’associazione “Ghassan Kanafani”,che gestisce cinque strutture simili in diverse località della striscia di Gaza.

Il programma:

Dalle 10,30: INFANZIA OLTRE IL MURO. Interverranno alcuni attivisti che da anni si occupano del problema palestinese,soprattutto nella striscia di Gaza, mettendo in evidenza la difficile condizione di vita dei bambini.

  • Mostra di disegni eseguiti dai bambini subito dopo”piombo fuso” sarà esposta per tutta la durata dell’evento.

PRANZO…

Dalle 14,30: MUSICA PER GAZA, maratona musicale fino a tarda sera. Si alterneranno sul palco: Sons of Sodoma (punk), Marco e Simone (truibuto a De Andrè), Raveolution (rock), Lobotomies (Ramones tribute band), Elena Vittoria (Rock), Goffredo e Joboaldo (cover italiane), Totale Apatia (punk rock), DCP (punk rock)

Per tutto il giorno sarà attivo il servizio cucina e bar.


(20.05.13) SAN PAOLO D’ARGON. GAZEBO DELLA LEGA NORD, OVVERO IL RITORNO DEGLI SCIACALLI

La vicenda dell’immigrato irregolare, che a colpi di piccone e senza motivo ha ucciso tre persone, ha scatenato la Lega Nord che è corsa subito a cavalcare la tragedia secondo la ben nota e rodata sciacallaggine.
Nel pieno della crisi economica, proprio mentre rallentano gli ingressi, non pochi immigrati se ne stanno tornando in patria e aumenta invece il numero dei giovani italiani costretti ad emigrare per sfuggire dalla disoccupazione e della precarietà, la Lega - anche a San Paolo d’Argon - ha tirato fuori dal magazzino dei ferri vecchi i suoi cavalli di battaglia improntati alla xenofobia, diffondendo disinformazione e prendendo di mira preventivamente ipotesi quali quella di togliere il reato di clandestinità o quella della riforma della legislazione sulle cittadinanza. Una proposta di buon senso la prima, visto che all’atto pratico il reato di clandestinità - imposto arrogantemente dalle destre per ragioni esclusivamente ideologiche - è valso soltanto ad intasare inutilmente le cancellerie dei tribunali (solo 12 procedimenti sono andati in porto in poco meno di 2 anni!) e a distogliere gli addetti da problemi ben più seri. Di puro buon senso anche la seconda, cioè la riforma della cittadinanza, a partire dal cosiddetto Jus soli per chi nasce in Italia, che potrebbe servire a rendere la legislazione italiana sulla cittadinanza meno obsoleta e più attenta ai cambiamenti reali della società e ai bisogni delle persone in carne e ossa, invece di complicare loro inutilmente la vita.
Dopo essere stata al governo per molto tempo e non avendo combinato un bel nulla se non contribuire a politiche economiche che hanno sistematicamente peggiorato le condizioni di vita della povera gente e aumentato il divario tra ricchi e poveri, ecco che la Lega per uscire dalle secche in cui è finita torna alla propaganda antimmigrati per aizzare alla guerra fra i poveri e distogliere l’attenzione dai problemi e dalle responsabilità vere in relazione alla crisi economica che sta devastando il Paese.
Non diversamente si comportano i nazisti di Alba Dorata in Grecia.
Ma questo è davvero un modo miserabile di cercare di occupare la scena per far dimenticare il malaffare di cui si sono resi protagonisti molti dei capi della Lega, da tempo in combutta, e indistinguibili, col peggio del peggio della classe politica, come si è potuto vedere in modo particolare in Lombardia.
Invece di tornare ad agitare le vecchie menate xenofobe, restituiscano il maltolto, a partire dai 600.000 euro di rimborsi irregolari che si sono presi i consiglieri regionali della Lega; e anche i leghisti locali, nostri concittadini, si facciano un serio esame di coscienza se mai ne sono capaci.
La crisi economica in cui siamo finiti è una cosa molto seria e grave; il quadro politico determinato dal governo delle larghe intese (a cui ha contribuito in modo importante anche la Lega Nord votando la presidenza di Napolitano) alla luce del voto di febbraio risulta estremamente negativo per chi lavora e per la povera gente.
C’è bisogno di una seria e dura opposizione sui temi veri e vitali, non certo di cialtronaggini, che vanno pertanto seccamente stigmatizzate come tali, senza se e senza ma.


Altre foto dal presidio di stamattina: qui

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