(18.02.13) SAN PAOLO D’ARGON. IL PRESIDIO ANTISFRATTO MERCOLEDì 20 NON SI FARA’. NEMMENO LO SFRATTO SARA’ ESEGUITO… MA QUESTA E’ UNA STORIA AMARA

J. non è più rintracciabile, nemmeno telefonicamente. Mercoledì 20 si sarebbe presentato a casa sua in via Marconi l’Ufficiale giudiziario per eseguire lo sfratto. Noi avevamo già annunciato e organizzato il presidio antisfratto e certamente, essendo l’Ufficiale giudiziario alla sua prima uscita, era ragionevole prevedere la concessione di una proroga che consentisse di superare l’impasse con l’amministrazione comunale e concordare un soluzione alloggiativa alternativa dignitosa.
Ma J., pur essendo stato in questi mesi attivo e partecipe alle nostre iniziative antisfratto nei paesi vicini, pur avendo avuto modo di verificare come situazioni anche più disperate della sua hanno poi trovato - grazie alla solidarietà e alla lotta - esiti abbastanza positivi, non ha retto. Eppure non è difficile spiegare questo comportamento.
J., disoccupato a causa della crisi edilizia, non è stato più in grado di corrispondere l’affitto da diverso tempo ed ha subito pertanto la causa di sfratto. Da circa sei mesi la sua situazione è stata fatta presente all’amministrazione attraverso incontri del nostro “sportello sociale autogestito” con il sindaco, l’assessore ai servizi sociali e l’assistente sociale. Case Aler o alloggi pubblici d’emergenza non erano più disponibili, ci è stato detto. L’unico impegno preso dall’assessorato è stato quello di un aiuto economico temporaneo nel caso si fosse trovata una casa in affitto sul mercato. L’assessorato questo alloggio - se l’ha cercato - non l’ha trovato, pur essendo il nostro un paese di acclarato boom edilizio, e neppure J. l’ha trovato. Come è possibile d’altro canto ottenere un contratto d’affitto sul mercato per una famiglia di cinque persone, padre e madre, due figli minori e un ragazzo da poco diciottenne, che non ha trovato alcuna occupazione nonostante i numerosi giri fra tutte le agenzie e i call center della provincia?
Di questi tempi non è consentito essere poveri. L’ultima proposta dell’assessorato, avanzata il 14 febbraio scorso, è stata quella di alloggiare per tre mesi la moglie e i due figli minori nelle case del Consorzio Valcavallina a Vigano San Martino, a 8 chilometri da San Paolo d’Argon. Da questa soluzione alloggiativa erano ovviamente esclusi il padre e il figlio da poco maggiorenne, anche se tali “esclusioni” - sgradevoli e molto umilianti, per non dire traumatiche - non comportano affatto “risparmi” per le pubbliche istituzioni. Va da sé che il bambino che frequenta la 4a elementare, sarebbe stato trasferito nella scuola di Vigano, a meno che il padre non si fosse assunto l’onere di accompagnarlo a alla nostra scuola e poi riportarlo nella casa di Vigano…
Disoccupato, disabile all’occhio sinistro per cause di lavoro, sfrattato, ma soprattutto con la prospettiva della separazione dalla sua famiglia, J. non ha retto. Intimidito e sotto pressione da quella che gli è stata presentata bruscamente dal comune come l’unica soluzione possibile, si è visto mancare la terra sotto i piedi. Dopo mesi di stillicidio, si è sentito colpire proprio nei suoi affetti familiari, e ha rinunciato a lottare.

Così J. e la sua famiglia se ne sono andati in silenzio, e non sappiamo dove. J. ha la nostra comprensione, ma non giustifichiamo la sua scelta. Per il nostro “Sportello Sociale Autogestito”, questa è una una sconfitta. Bisogna parlare anche delle sconfitte, se vogliamo veramente crescere e rafforzare la lotta per il diritto alla casa e la dignità di tutte e tutti. (18.02.13 - Sportello Sociale Autogestito - S. Paolo d’A.)

* Cfr. anche il nostro comunicato del 20.09.12: qui

Sfratti. Le nostre precedenti info: qui


Giuseppe Fenoglio detto Beppe

(Alba, 1 marzo 1921 - Torino, 18 febbraio 1963)