(12.02.13) MONTELLO. ANCORA SUL PROGETTO DI AMPLIAMENTO DEL CENTRO RIFIUTI DELLA MONTELLO SPA. SINTESI DELLE “OSSERVAZIONI” DI MEDICINA DEMOCRATICA

Questi gli elementi problematici individuati dal tecnico ambientale Marco Caldiroli (Medicina Democratica) nel piano di ampliamento del centro rifiuti della Montello Spa.

1. La non necessità del potenziamento (270.000 t/a complessivi) - ai fini dei fabbisogni provinciali (103.500 t/a) - per la parte riguardante l’incremento di trattamento anaerobico dei rifiuti organici
2. L’assetto emissivo poco chiaro (e poco credibile) con l’utilizzo nel nuovo impianto di essiccazione fanghi dei fumi provenienti dalla combustione del biogas. Secondo i proponenti gli inquinanti (ossidi di azoto, COT, monossido di carbonio) letteralmente sparirebbero ovvero si ridurrebbero fortemente le emissioni attuali pur incrementandosi di molto (3 volte) la portata delle emissioni;
3. i bilanci delle acque di scarico e dei rifiuti non chiari e basati su medie e non sulla capacità massima (nominale) dell’impianto. Ad esempio gli scarti dal trattamento anaerobico dei rifiuti organici sono elevati (40 % su sostanza secca) rispetto a quanto è plausibile aspettarsi da una RD di buona qualità. L’incremento della quantità di acque da depurare risulta maggiore (circa 2.400 mc/g) rispetto al potenziamento previsto dell’impianto di depurazione (+ 2.000 mc/g) peraltro mantenendo deroghe per lo scarico in fognatura;
La mancata considerazione della capacità nominale per i rifiuti significa anche una “autoriduzione” negli impatti correlati (emissioni, trasporti ecc);
4. la assurdità “tecnica” (altro discorso è quella economica) di voler miscelare plastiche, fanghi secchi e scarti dal trattamento anaerobico per produrre un combustibile solido.
5. la connessa non chiarezza del confine tra fanghi essiccati inviati a compostaggio o comunque utilizzabili come ammendanti e quelli invece da miscelare per produrre un combustibile da rifiuto (le quantità complessive avviate a tale finalità sono anche “ballerine” - es 90.000 t/a di fanghi che diventano 110.000 t/a in un altro punto - maggiori rispetto a quelle dichiarate, a seconda del punto del documento e dei bilanci di materia e dei flussi allegati)
6. la mancata considerazione di alternative (compostaggio aerobico, trattamento spinto per le plastiche postconsumo per avviare una quota ulteriore a riciclo/recupero);
7. le prestazioni di rendimento del trattamento dei fumi indicate come inferiori nel documento rispetto a quelle dichiarate dai produttori negli allegati;
8. la mancata puntuale considerazione delle condizioni anomale e di malfunzionamento, le previsioni di contenimento e intervento (sono presenti ma non chiare e sono poco affidabili visto, per esempio, che da un lato si afferma che l’impianto è a rischio di incendio elevato e da un’altra parte, nello stesso documento, lo si dichiara a rischio medio).
9. trattandosi di impianto in area critica per la qualità dell’aria non viene dimostrata (se non con quanto di poco credibile si afferma sull’essiccazione - v. punto 2) la compensazione delle nuove emissioni con la eliminazione/riduzione di emissioni esistenti;
10. la mancata considerazione negli scenari di ricaduta delle emissioni delle situazioni di maggior rischio (minore diffusione degli inquinanti e loro concentrazione a terra) per la popolazione ma calcolo solo delle ricadute “medie” (su base annua). Non tutti i contaminanti sono stati considerati nelle valutazioni. Per le polveri vi è comunque un incremento nella ricaduta del 13 %, superiore al 10 %, soglia abitualmente considerata significativa. Manca inoltre una completa valutazione degli impatti odorigeni. (Marco Caldiroli - Medicina Democratica/Movimento di lotta per la salute Onlus - febbraio 2013) Cfr. anche le osservazioni integrali presentate alla Provincia di Bergamo da M. Caldiroli il 31.12.12: QUI

Tutta la documentazione sul progetto Montello Spa in silvia.regione.lombardia.it

L’assemblea pubblica a Montello del 4 febbraio scorso nell’articolo de “L’Eco di Bergamo” 10.02.13: qui

Montello, rifiuti e interporto. Le nostre precedenti info: qui


(11.02.13) MONTELLO. LA PUZZE DELLA MONTELLO SPA E LE DICHIARAZIONI DEL TITOLARE

Nell’intervista a “L’Eco di Bergamo” del 10 febbraio nella quale Roberto Sancinelli, presidente della Montello Spa, presenta il suo progetto di ampliamento dell’impianto di trattamento rifiuti, tra le altre cose, afferma testualmente: “In 17 anni di attività non abbiamo mai ricevuto richiami per puzze da parte degli organi di controllo”. A tal proposito rimandiamo ad una interrogazione al sindaco di San Paolo d’Argon, ad un comunicato di “Cittadini per l’Ambiente - Montello” e ad una sentenza del tribunale di Bergamo, documenti tutti inerenti una vicenda “olfattiva” risalente ad una decina di anni fa.

Montello, rifiuti e interporto. Le nostre precedenti info: qui