(30.11.12) SAN PAOLO D’ARGON. DOMANI L’INAUGURAZIONE DELL’EX MONASTERO RESTAURATO

Domani verrà inaugurato l’ex monastero di San Paolo d’Argon dopo il lungo restauro. Vi sarà presente il vescovo di Bergamo, monsignor Beschi, e chissà quante altre autorità. Da parte nostra, non parteciperemo alla festa, perché le scelte sottese a questo “restauro” non le abbiamo mai condivise, come abbiamo più volte denunciato, anche su questo blog, a partire dall’accordo di programma del 2006 che ha dato corso a tutto l’intervento. In quella occasione non venne deciso soltanto di restaurare un monumento che dopo diversi anni di abbandono o semi abbandono si stava avviando al degrado, ma – soprattutto – di separare definitivamente il principale monumento storico del nostro paese dalla sua comunità di riferimento. E in questa operazione di espropriazione, calata dall’alto, non è mancato nemmeno l’impegno, attivo e mal riposto, delle istituzioni locali che si sono uniformate integralmente ai progetti della Diocesi bergamasca. L’esito è ormai in atto: il prestigioso edificio (i vezzeggiativi abbondano pure nelle articolesse d’occasione profuse in queste ore dalla stampa locale) è stato consegnato ad un istituto scolastico paritario del carrozzone formigoniano-ciellino, mentre l’ultima presenza della comunità (l’oratorio negli spazi dell’ala ovest del complesso già monastico) è cessata ormai da un paio d’anni con l’entrata in funzione del nuovo oratorio rapidissimamente realizzato proprio in faccia all’ex monastero e in grazia anche del tempestivo prestito a tasso simbolico prontamente concesso dalla Regione Lombardia. L’Accordo di programma prevede anche altro, come il non ancora ben precisato Museo delle migrazione nonché un centro congressi, servizi di ristorazione (“con spazi propri”) e una “foresteria per le attività stanziali aperta anche all’accoglienza di tipo turistico”, né si escludono per il futuro nuove edificazioni e cementificazioni a fianco dell’ex Monastero cinquecentesco, non solo parcheggi ma anche un auditorium di 450 posti. Si dà così il caso che il recupero di un ex Monastero di cui la proprietà non sapeva che farsene, abbia già dato luogo ad ulteriori edificazioni (come appunto il nuovo oratorio) e ne richiami addirittura altre: ma tutto questo - ci siamo chiesti più volte - è coerente con la salvaguardia e la valorizzzaione architettonica dell’edificio? Regione e provincia non hanno fatto mancare alla Diocesi – come ricordato anche in questi giorni dalla stampa – il loro finanziamento (2.500.000 euro da ciascuna), ai quali si è aggiunto nel 2007 pure quello del Comune di San Paolo d’Argon (500.000 euro e altri impegni “in natura”), recuperato anticipando l’innalzamento dell’addizionale irpef che grava dal 2007 su tutti i cittadini. Così, mentre il Polo scolastico di Trescore privo di spazi deve affittare l’oratorio per le aule delle scuole superiori pubbliche, a San Paolo d’Argon si è finanziato con fondi pubblici l’allestimento di una scuola “paritaria”, cioè privata, dove è previsto pure un “Polo Formativo per la nautica da diporto”. Dobbiamo allora concludere che a 215 anni dalla soppressione ed esproprio napoleonico del Monastero benedettino, voluta – lo ricordiamo - perché i pubblici poteri potessero dotarsi delle risorse necessarie all’Ospedale cittadino e al mantenimento degli orfanelli in affido, la storia stia andando in direzione diversa prendendosi finalmente un rivincita sul Grande Corso? In questi due secoli parroci e vescovi, istituzioni ecclesiali, istituzioni pubbliche (come il comune o l’Ospedale), i potenti affittuari che si sono susseguiti nella gestione dei terreni dell’ex monastero e i contadini sfruttati che li contrastavano, si sono spesso scontrati in ordine proprio alla disponibilità e alla proprietà del Monastero che sarà domani inaugurato. L’intonacatura beige, uniforme, con cui si sta ultimando la copertura delle murature, non ha evitato di nasconderne l’intricata trama, fatta di trasformazioni, cancellature, sovrapposizioni che - a modo loro - segnalavano fino a ieri la storia materiale, intensa, ma ormai poco conosciuta, di tutta la nostra comunità. I restauri li fanno sempre i sopravvissuti, anzi i vincitori del momento, spesso solo a loro uso e consumo.

Ex-Monastero benedettino, schede (qui) e info (qui)