(20.10.12) FREEDOM FLOTILLA III. LA MARINA MILITARE ISRAELIANA FERMA E ABBORDA LA NAVE SOLIDALE ESTELLE DIRETTA A GAZA

Il veliero finlandese Estelle, che ha a bordo attivisti per i diritti umani e membri dei Parlamenti di diversi Paesi europei, è diretto a Gaza in missione di pace. Gli attivisti a bordo spiegano che la nave è disarmata, in missione umanitaria e di pace, con cargo ispezionato più volte, equipaggio con dichiarate intenzioni non violente, in rotta da acque internazionali direttamente in acque territoriali di Gaza. Estelle, oltre ad una ventina fra parlamentari europei ed attivisti, trasporta 2 alberi di ulivo, 41 tonnellate di cemento, sedie a rotelle, deambulatori, stampelle, stetoscopi ostetrici, libri per bambini, giocattoli, 300 palloni da calcio, strumenti musicali, attrezzature teatrali, radio VHF. E’ la terza volta che la Freedom Flotilla tenta di violare il blocco imposto da Israele alla Striscia di Gaza e portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese. Il primo tentativo, nel 2010, si concluse con l’abbordaggio di una delle navi, la Mavi Marmara, da parte delle teste di cuoio israeliane e l’uccisione di nove attivisti turchi, innescando una crisi diplomatica tra Ankara e Tel Aviv non ancora risanata. Nel 2011, alla delegazione di imbarcazioni non venne concessa l’autorizzazione a lasciare i porti greci. Due navi violarono l’ordine ma furono intercettate dalla guardia costiera di Atene mentre una terza fu bloccata dalle forze israeliane e scortata ad Ashdod. Fra i pacifisti a bordo della Estelle l’ebreo italiano Marco Ramazzotti Stockel, 65 anni, che da oltre 35 lavora nel settore della cooperazione. “Scrivete il mio secondo cognome, per favore, - scrive Stockel sul sito di Freedom Flotilla - così capiscono che sono ebreo, e che se lotto contro l’occupazione, è proprio per gli ebrei, è a loro che fa male, oltre che ai palestinesi, l’occupazione. Io sono cresciuto in un paese musulmano, - continua Stockel - sono vissuto in 12 paesi musulmani, il mondo musulmano è un mondo che mi è profondamente congeniale, gli arabi sono miei fratelli. Non è possibile immaginare che un ebreo possa pensare che la propria salvezza, dalla shoah ai progrom, venga dal maltrattare altre popolazioni. I palestinesi sono dei maltrattati”.