(09.10.12) CASTELLI CALEPIO. CENTRO COMMERCIALE DI QUINTANO. INTERVIENE ANCHE RIFONDAZIONE COMUNISTA

* Locatelli e Sala (Prc): Dopo esposto Prc spunta inchiesta per tangenti a carico ex-assessore regionale. Fermate i lavori!

Ezio Locatelli, ex consigliere regionale della Lombardia e attualmente segretario provinciale di Torino, Claudio Sala, segretario del Circolo di Rifondazione Comunista di Castelli Calepio (Bg) nonché portavoce del “Comitato contro il Megacentro commerciale di Quintano”, ambedue residenti a Castelli Calepio e da sempre impegnati sul fronte dell’inquinamento dell’ex area Fonderie del Quintano e del megacentro commerciale hanno rilasciato la seguente dichiarazione:
“Dieci mesi fa, come Rifondazione Comunista (a firma dei sottoscritti), abbiamo depositato presso la Procura della Repubblica di Bergamo un esposto per chiedere l’accertamento di eventuali illeciti penali in ordine alle procedure di rilascio delle autorizzazioni relative alla realizzazione del megacentro commerciale di Quintano, una colossale speculazione avvalorata, dopo gli iniziali dinieghi, dalla Regione Lombardia, dal Sindaco e dall’Amministrazione Comunale di Castelli Calepio (Bg). Nei giorni scorsi il Corriere della Sera, nell’edizione bergamasca, in un articolo dal titolo “Centri commerciali a Romano e Quintano <<Tangenti a Nicoli>>” ha dato notizia del fascicolo d’indagine per “corruzione” a carico dell’ex consigliere e assessore regionale del Pdl Franco Nicoli Cristiani relativo a sei licenze per grossi insediamenti commerciali rilasciate dalla regione Lombardia, tra cui il centro commerciale di Quintano.
In particolare per quanto attiene l’insediamento commerciale di Quintano ricordiamo che: 1) il “Comitato contro il Megacentrocomemrciale” ha a suo tempo denunciato “incredibili stranezze di procedura” in sede di Conferenza dei Servizi relative al rilascio della autorizzazione regionale; 2) Rifondazione Comunista nell’esposto presentato ha denunciato una “sorta di gioco delle tre carte” relativamente al conteggio e alla indicazione delle superfici commerciali con ciò dando corso a procedure semplificate per quanto riguarda autorizzazioni e varianti che avrebbero dovuto sottostare ad approfondimenti maggiori.
Come si spiega che tutto ciò sia passato in sordina? Come si spiega che l’orientamento della Regione Lombardia da contrario al progetto (vedi mozione sottoscritta non solo da esponenti di minoranza ma anche di maggioranza) sia diventato a un certo punto favorevole? Come si spiega che il Sindaco di Castelli Calepio del Pdl, inizialmente contrario all’insediamento (quando non era ancora Sindaco) ad un certo punto diventa favorevole al progetto stesso e addirittura al suo ampliamento? Ed ancora come si spiega che i lavori di monitoraggio e di bonifica ambientale dell’area interessata all’insediamento commerciale (area dell’ex fonderia del Quintano) siano stati affidati inizialmente a Terra Verde spa il cui titolare Andrea David Oldrati è stato coinvolto e arrestato nell’ambito dell’inchiesta denominata “Rifiutopoli Lombardia” (anche in questo caso inchiesta che coinvolge l’ex assessore regionale del Pdl Nicoli Cristiani unitamente all’imprenditore Pier Luca Locatelli)?
Per quanto ci riguarda non possiamo che registrare un fatto politico. Il progetto di Quintano, largamente osteggiato in una fase iniziale (al di là del voto favorevole della Lega Nord), comincia a raccogliere maggiori riscontri positivi nel momento in cui dalle mani di Zerbimark, una società che fa capo ad un imprenditore locale, passa nelle mani della Policentro s.p.a., una potentissima società che opera in campo nazionale e internazionale il cui presidente - l’ing.Lino Iemi - vanta fortissimi agganci politici essendo al tempo stesso vicepresidente di “Costruiamo il Futuro”, fondazione presieduta dall’on. Maurizio Lupi (Pdl) vicina alla Compagnia delle Opere.
Insomma siamo in presenza di un insieme di coincidenze, contraddizioni, superficialità e tanto altro che è bene siano oggetto di approfondimento da parte della Magistratura a cui chiediamo di fare fino in fondo la propria parte. Intanto però al Sindaco e all’amministrazione comunale di Castelli Calepio chiediamo di fermare immediatamente le procedure autorizzative di un insediamento devastante per il territorio. Facciano questo - lo chiediamo da tempo - altrimenti l’unica cosa che meritano è di essere cacciati a casa e noi lavoreremo per questo!”.
(09.10.12 - Castelli Calepio - Bg)

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(10.10.12) BERGAMO. “SOSPENDERE GLI SFRATTI”: MANIFESTAZIONE DEGLI INQUILINI A BERGAMO (E IN ALTRE 200 CITTA’)

*  Mercoledì 10 ottobre, PRESIDIO + “TENDATA”, dalle ore 17.30, davanti alla Prefettura, a Bergamo, via T. Tasso n. 8

* Di seguito l’appello delle organizzazioni sindacali BG degli inquilini (Unione Inquilini - Sunia/Cgil - Sicet/Cisl - Asia/Usb):

“200 CITTA’ CONTRO GLI SFRATTI. OTTOBRE MESE DELLE “GIORNATE MONDIALI SFRATTI ZERO”. 10 ottobre 2012 giornata di mobilitazione nazionale solidale, perché gli sfratti diventino questione nazionale

Secondo il Ministero degli interni nel 2011 in Italia le nuove sentenze di sfratto risultano circa 64.000, di cui 56.000 per morosità; le richieste di esecuzioni con la forza pubblica sono state oltre 123.000, di cui ben 29.000 eseguite, tanto che ogni giorno in Italia circa 140 famiglie sono sfrattate dalla forza pubblica.
A Bergamo i dati indicano quasi 1.234 nuove sentenze emesse, con un aumento del 19% rispetto al 2010, 1.459 le richieste di esecuzione forzata (+ 17%) e 481 gli sfratti eseguiti con l’uso della forza pubblica (+ 4%).
Queste cifre drammatiche sottolineano l’impatto della crisi, e stridono con l’assoluta assenza di politiche abitative pubbliche, che siano capaci di garantire il passaggio da casa a casa ma anche di affrontare il tema del caro affitti e della precarietà abitativa.
Negli ultimi anni anche in bergamasca si sono sperimentate lotte e mobilitazioni in difesa del diritto all’abitare; tali iniziative sono riuscite a fermare o rinviare alcuni sfratti ma tanti vengono ancora eseguiti nel disinteresse generale.
Questo tsunami sociale non riesce purtroppo a smuovere un’iniziativa politica nazionale e, spesso, la generosa attività delle organizzazioni sindacali o delle associazioni resta relegata alle cronache locali.
Le politiche abitative degli ultimi governi hanno assecondato gli interessi delle lobby della rendita e della speculazione, secondo una logica del tutto estranea alla necessità di garantire a tutti il diritto alla casa.
Se la questione sfratti non diventa una questione nazionale, non potrà mai entrare nell’agenda politica. Perciò un ampio fronte, che comprende, associazioni, movimenti, sindacati, alcuni partiti, amministratori e singoli, propone necessaria una mobilitazione nazionale coordinata e unitaria che ponga al centro la questione sfratti. Ottobre è il mese delle “Giornate Mondiali Sfratti Zero”, campagna fondata sulla lotta per far rispettare integralmente il diritto alla casa iscritto nell’art. 11 del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, ratificato dall’Italia con Legge n. 881/77.
Anche a Bergamo le associazioni degli inquilini lanciano una mobilitazione, aperta a tutte le associazioni e i singoli interessati, che comprenderà una assemblea degli inquilini, sabato 6 ottobre, e un presidio davanti alla prefettura di Bergamo, mercoledì 10 ottobre (a partire dalle ore 17).
Vogliamo rappresentare al Prefetto di Bergamo la situazione di emergenza abitativa e chiedere la messa in atto di iniziative politiche urgenti.
Chiediamo al Prefetto di Bergamo di prendere la stessa decisione assunta dai Comitati per l’Ordine e la Sicurezza di Firenze e Livorno, sospendendo su tutto il territorio provinciale l’esecuzione degli sfratti per il periodo invernale.
Contestualmente chiediamo:
1. La costituzione di un gruppo di lavoro che dovrà dare attuazione all’art. 2 comma 1 lettera m della Legge Regionale 27/2009: un meccanismo di graduazione delle esecuzioni forzate degli sfratti per permettere il passaggio da casa a casa.
2. Il rilancio dell’edilizia sociale pubblica nonché la razionalizzazione della gestione del patrimonio pubblico esistente. In particolare chiediamo di operare per fermare lo smantellamento di tale patrimonio, che in bergamasca è stato intrapreso da diversi comuni, e di agire sulle capacità operative degli enti locali per limitare al minimo la quota di alloggi a canone sociale non disponibili all’assegnazione in quanto in attesa di manutenzione o adeguamento (facciamo riferimento, per esempio, ai circa 200 alloggi di proprietà del Comune di Bergamo lasciati colpevolmente inutilizzati perché privi di manutenzione).” Scarica l’appello qui

* Volantino da diffondere: italiano - arabo

* Manifestazione di mercoledì 10 ottobre: contestualmente al presidio indetto alle ore 17.30, le organizzazioni sindacali chiederanno un incontro con il Prefetto di Bergamo, per consegnare l’appello-piattaforma con le richieste degli inquilini. Il presidio proseguirà poi con una “tendata” fino a notte fonda, tra musica e cena autogestita. Chi ne ha la disponibilità porti la tenda

* Per info, adesione, partecipazione, contributi alle iniziative di Bergamo: alternainsieme@yahoo.it; tel. 339.7728683 (fabio). Vedi anche l’evento in Facebook. Si prega di inviare le adesioni anche al sito nazionale della campagna: http//:sfrattizero.org/

* Rassegna stampa. L’Eco di Bergamo 08.10.12: qui

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