(12.09.12) SAN PAOLO D’ARGON. LA VIDEOSORVEGLIANZA SI ESPANDE ANCHE NEL CENTRO ABITATO. E NON VIENE NEMMENO SEGNALATA AI CITTADINI!

Nel 2004 vennero installate le prime videocamere della polizia locale limitatamente alla zona industriale. In consiglio comunale se ne discusse e la giunta rassicurò chi storceva il naso che mai sarebbero comparsi apparecchi di videosorveglianza “pubblica” nel centro abitato. In quei tempi non lontani erano ancora formalmente rispettate le posizioni critiche nei confronti della videosorvegliaza, ma già nel 2008 per conto della local-polizia dei Colli comparve una videocamera alla Bettola. Nei giorni scorsi ci siamo accorti che sono state installate in spazi pubblici due altre postazioni di videosorveglianza, da cui temiamo di essere già stati ripresi più di una volta senza che ce ne accorgessimo. Una prima videocamera si trova esattamente sul palo di un lampione a fianco della casa del parroco (che è sede altresì degli uffici parrocchiali) e controlla il sagrato della chiesa parrocchiale, divenuto dopo il trasferimento dell’oratorio pochissimo frequentato in particolare nelle ore serali. L’altra invece è stata collocata pure sul palo di un lampione in Via Colleoni dalle parti dell’ingresso della Lediberg (aggiungendosi al sistema privato di videosorveglianza - ragguardevole! - della fabbrica stessa!) a controllare il vicino crocevia che è invece particolarmento frequentato a tutte le ore data la presenza della fabbrica, dell’oratorio, della scuola materna, del cimitero e, un po’ oltre, degli impianti sportivi. Per giustificare le telecamere si possono addurre motivazioni anche diametralmente opposte e può andare bene tanto il notevole affollamento di un luogo quanto l’esatto contario, perché ogni ragione è buona per le pulsioni securitarie divenute purtroppo pervasive (è sempre così in tempi di crisi). C’è un fatto però che vogliamo far notare: né dalla parte della casa del parroco né tra Lediberg, oratorio e cimitero etc. risultano apposti i cartelli informativi che segnalino le presenza di videocamere e che contengano anche notizia della finalità stessa delle videoregistrazioni. Cartelli consigliati dal Garante della Privacy quando non prescritti tassativamente dalle norme. Senza dimenticare che sarebbe buona prassi per una amministrazione pubblica responsabile della videosorveglianza comunicare ai cittadini, a mezzo stampa o web, dove ha installato le proprie videocamere. Potrebbe altresì controllare e far controllare  che anche tutte quelle - innumerevoli! - di iniziativa privata (banche, fabbriche, negozi) siano a norma… nonché impegnarsi a mettere la spese pubbliche per la videosorveglianza ai primi posti per i tagli della “spending review” e non dopo gli impegni per i bisogni sociali più gravi e impellenti.