(10.09.12) CORTEO ALCOA A ROMA. DI NUOVO I MANGANELLI CONTRO GLI OPERAI



(10.09.12) ALCOA. “IL TRISTE EPILOGO DI FASSINA”

di Francesco Piobbichi (da www.controlacrisi.org)

Fassina non è differente dagli altri. Questo è il triste epilogo della giornata di oggi, e non perchè non conosco i suoi punti di vista da sinistra del pd (sempre che esista), le sue idee o altro ancora. Fassina non è differente perchè nella dimensione simbolica alla fine sostiene Monti e procede sullo stesso binario assieme al suo partito con Casini ed Alfano. Certo, si sarà impegnato più degli altri per stare vicino ai lavoratori di Alcoa, ma il risultato non cambia. Nella crisi non si sta con un piede dietro la barricata contro le multinazionali ed un altro fuori appoggiando un Governo liberista. Non si può criticare Passera denunciando la sua inconsistenza rispetto al tavolo della crisi e poi sostenerlo in parlamento mentre fa scempio dei diritti dei lavoratori. Fassina questa mattina è arrivato “lungo” in una piazza disperata e arrabbiata da mesi, una piazza che rifiuta la logica della dismissione industriale e non vuol più sentire parlare di balletti e rimandi. Evidentemente al “giovane turco” non gli sono bastate le sue relazioni dirette con il sindacato, evidentemente quella piazza oggi non era disposta a mandar giù altra ipocrisia. Se Fassina voleva entrare in quella comunità operaia disposta a tutto doveva anche lui essere disposto a tutto, doveva in questi giorni chiedere al suo partito di fare della vicenda Alcoa una vicenda a valenza nazionale, doveva mettere in testa a Bersani un caschetto giallo mentre parlava ieri a Reggio Emilia, doveva dire che un Governo che è vicino ai lavoratori difende i settori strategici come quello dell’alluminio senza esitazioni, doveva dire che se non si trova un acquirente allora interviene direttamente il Governo e prende in mano l’azienda. Doveva insomma costringere Passera a prendere una decisione invece di fargli fare lo spettatore annoiato. Niente di tutto questo, anzi, oggi Roma era presidiata da centinaia di agenti in tenuta antisommossa che non hanno esitato a bastonare chi difende il pane per i propri figli. Ho visto un sacco di dichiarazioni di solidarietà di esponenti del Pd per il loro rappresentante allontanato dalla piazza, ma non ho visto una riga di solidarietà per gli operai bastonati dalla polizia. Questo a me fa riflettere, perchè so che se si è vicini ad una lotta la si difende sempre. Vogliamo dire che è questa l’accoglienza che si meritano i lavoratori sardi da parte di un Governo sostenuto dal PD? E’ stato giusto chiuderli in una piazza impedendo a quel pezzo di mondo che voleva portare la propria solidarietà alla lotta di accedervi? No, penso di no. Ma non c’è solo questo aspetto. La cacciata di Fassina da parte di operai incazzati è diventata in poche ore in rete un’ovazione collettiva da parte dei tanti colpiti dalla crisi. Ci sono infatti giornate che ne valgono cento, e ci sono immagini che non si cancellano facilmente lasciando segni nella memoria collettiva. Oggi in pochi attimi a tutti è apparso chiaro che le scelte fatte dal Pd in questi mesi, sull’art18, sulle Pensioni hanno avuto conseguenze dirette. Oggi tutti sanno che Fassina non è differente dagli altri anche se a volte dice frasi di sinistra. Ci sono voluti gli operai di Alcoa per farcelo capire, anche per questo vanno sostenuti fino in fondo.