(30.09.12) SAN PAOLO D’ARGON. AVANTI CON LA RACCOLTA FIRME PER IL REDDITO MINIMO GARANTITO

Alcuni giorni fa Bergamonews.it ha ripreso il nostro articolo in cui si informavano i nostri concittadini che al Municipio di San Paolo d’Argon si può firmare la legge di iniziativa popolare per il “reddito minimo garantito”. Numerosi post - pro e contro - stanno commentando e discutendo nella testata on-line questa proposta, finora poco conosciuta e poco pubblicizzata. Noi riteniamo un obiettivo qualificante quello di garantire a tutte e tutti (disoccupati, precari, giovani, senza reddito…) la disponibilità di un reddito minimo (600 euro al mese, da aumentare secondo il numero dei familiari a carico) per evitare di consegnare - in questa fase di crisi e di regolamentazione - allo sfruttamento più disumano chi è alla ricerca di un lavoro ed è costretto in molti casi - anche nella nostra zona - a lavorare addirittura per meno di tale reddito comunque irrisorio (le modalità e le regole per l’erogazione del “reddito minimo garantito” sono illustrate nel sito nazionale della campagna). Stamattina a San Paolo d’Argon anche i nostri amici di Sinistra Ecologia Libertà hanno fatto un banchetto per la raccolta firme, purtroppo senza averlo pubblicizzato. Comunque in Municipio a San Paolo d’Argon è possibile firmare anche nelle prossime settimane. A chi vuole partecipare alla campagna ed estenderla anche agli altri paesi della zona (con banchetti o invitando i cittadini a firmare nei rispettivi municipi) può mettersi in contatto con noi, per i moduli e per i materiali informativi, telefonando al 338.7268790 (luca) oppure inviando mail ad alternainsieme@yahoo.it.


(30.09.12) SAN PAOLO D’ARGON. GIA’ CHIUSO IL RISTORANTE DELLA FLORIAN MAISON ALLA CASCINA FONTANINO

Aperto e inaugurato nella primavera scorsa il ristorante Florian Maison, che doveva essere dedicato all’alta cucina, ha già chiuso i battenti e la (probabilmente) cinquecentesca cascina Fontanino, abbattuta interamente e ricostruita più grande e più antica, è rimasta di nuovo disabitata in mezzo al suo grande prato ancora incolto. “Un’impresa fulminea”, ha dichiarato la nostra simpatica (e stracarina!) amica S.A. che abbiamo incontrato alla posta. La chiusura del ristorante ha gettato nella costernazione molti operai della vicina Lediberg, i numerosi precari che lavorano nelle aziende industriali, artigianali e commerciali della zona industriale, nonché gli impiegati, bancari, insegnanti e altri ancora che non sanno più dove andare a mangiare nella pausa pranzo e rimpiangono amaramente la Florian Maison dove si poteva pasteggiare con meno di 120 euro alla volta (sic!). Ci auguriamo ora che la Florian Maison possa riaprire al più presto secondo i progetti che furono approvati negli anni scorsi pure dall’amministrazione comunale, e cioè un agriturismo dedicato i prodotti agricoli del posto (a San Paolo d’Argon non ce ne sono ancora), con una trattoria popolare - soprattutto nei prezzi.

Cfr. anche Alternainsieme.net 20.03.12, e la nostra scheda sulla Cascina Fontanino: qui


(10.10.12) BERGAMO. “SOSPENDERE GLI SFRATTI”: L’APPELLO DEI SINDACATI DEGLI INQUILINI PER LA MANIFESTAZIONE DEL 10 OTTOBRE

* Appuntamenti: ASSEMBLEA DEGLI INQUILINI (Bergamo, sabato 6 ottobre, alle ore ore 15, presso Centro La Porta-nel centro città, vicino alla Fontana di Porta Nuova) e PRESIDIO + “TENDATA” (mercoledì 10 ottobre dalle ore 17.30, davanti alla Prefettura, a Bergamo, via T. Tasso n.8)

* Di seguito l’appello delle organizzazioni sindacali BG degli inquilini (Unione Inquilini - Sunia/Cgil - Sicet/Cisl - Asia/Usb):

“200 CITTA’ CONTRO GLI SFRATTI. OTTOBRE MESE DELLE “GIORNATE MONDIALI SFRATTI ZERO”. 10 ottobre 2012 giornata di mobilitazione nazionale solidale, perché gli sfratti diventino questione nazionale

Secondo il Ministero degli interni nel 2011 in Italia le nuove sentenze di sfratto risultano circa 64.000, di cui 56.000 per morosità; le richieste di esecuzioni con la forza pubblica sono state oltre 123.000, di cui ben 29.000 eseguite, tanto che ogni giorno in Italia circa 140 famiglie sono sfrattate dalla forza pubblica.
A Bergamo i dati indicano quasi 1.234 nuove sentenze emesse, con un aumento del 19% rispetto al 2010, 1.459 le richieste di esecuzione forzata (+ 17%) e 481 gli sfratti eseguiti con l’uso della forza pubblica (+ 4%).
Queste cifre drammatiche sottolineano l’impatto della crisi, e stridono con l’assoluta assenza di politiche abitative pubbliche, che siano capaci di garantire il passaggio da casa a casa ma anche di affrontare il tema del caro affitti e della precarietà abitativa.
Negli ultimi anni anche in bergamasca si sono sperimentate lotte e mobilitazioni in difesa del diritto all’abitare; tali iniziative sono riuscite a fermare o rinviare alcuni sfratti ma tanti vengono ancora eseguiti nel disinteresse generale.
Questo tsunami sociale non riesce purtroppo a smuovere un’iniziativa politica nazionale e, spesso, la generosa attività delle organizzazioni sindacali o delle associazioni resta relegata alle cronache locali.
Le politiche abitative degli ultimi governi hanno assecondato gli interessi delle lobby della rendita e della speculazione, secondo una logica del tutto estranea alla necessità di garantire a tutti il diritto alla casa.
Se la questione sfratti non diventa una questione nazionale, non potrà mai entrare nell’agenda politica. Perciò un ampio fronte, che comprende, associazioni, movimenti, sindacati, alcuni partiti, amministratori e singoli, propone necessaria una mobilitazione nazionale coordinata e unitaria che ponga al centro la questione sfratti. Ottobre è il mese delle “Giornate Mondiali Sfratti Zero”, campagna fondata sulla lotta per far rispettare integralmente il diritto alla casa iscritto nell’art. 11 del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, ratificato dall’Italia con Legge n. 881/77.
Anche a Bergamo le associazioni degli inquilini lanciano una mobilitazione, aperta a tutte le associazioni e i singoli interessati, che comprenderà una assemblea degli inquilini, sabato 6 ottobre, e un presidio davanti alla prefettura di Bergamo, mercoledì 10 ottobre (a partire dalle ore 17).
Vogliamo rappresentare al Prefetto di Bergamo la situazione di emergenza abitativa e chiedere la messa in atto di iniziative politiche urgenti.
Chiediamo al Prefetto di Bergamo di prendere la stessa decisione assunta dai Comitati per l’Ordine e la Sicurezza di Firenze e Livorno, sospendendo su tutto il territorio provinciale l’esecuzione degli sfratti per il periodo invernale.
Contestualmente chiediamo:
1. La costituzione di un gruppo di lavoro che dovrà dare attuazione all’art. 2 comma 1 lettera m della Legge Regionale 27/2009: un meccanismo di graduazione delle esecuzioni forzate degli sfratti per permettere il passaggio da casa a casa.
2. Il rilancio dell’edilizia sociale pubblica nonché la razionalizzazione della gestione del patrimonio pubblico esistente. In particolare chiediamo di operare per fermare lo smantellamento di tale patrimonio, che in bergamasca è stato intrapreso da diversi comuni, e di agire sulle capacità operative degli enti locali per limitare al minimo la quota di alloggi a canone sociale non disponibili all’assegnazione in quanto in attesa di manutenzione o adeguamento (facciamo riferimento, per esempio, ai circa 200 alloggi di proprietà del Comune di Bergamo lasciati colpevolmente inutilizzati perché privi di manutenzione).” Scarica l’appello qui

* Volantino da diffondere: italiano - arabo

* Manifestazione di mercoledì 10 ottobre: contestualmente al presidio indetto alle ore 17.30, le organizzazioni sindacali chiederanno un incontro con il Prefetto di Bergamo, per consegnare l’appello-piattaforma con le richieste degli inquilini. Il presidio proseguirà poi con una “tendata” fino a notte fonda, tra musica e cena autogestita. Chi ne ha la disponibilità porti la tenda

* Per info, adesione, partecipazione, contributi alle iniziative di Bergamo: alternainsieme@yahoo.it; tel. 339.7728683 (fabio). Vedi anche l’evento in Facebook. Si prega di inviare le adesioni anche al sito nazionale della campagna: http//:sfrattizero.org/

Sfratti, le nostre precedenti info: qui


(24.09.12) SAN PAOLO D’ARGON. ENTRA IN FUNZIONE NUOVO SEMAFORO PEDONALE SULLA Statale 42. ERA ORA!

* Da lunedì 24 settembre, all’altezza di via Ruggeri da Stabello

Sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 9, dalle 12.45 alle 14.45 e dalle 15.45 alle 16.45; il sabato dalle 7.30 alle 9 e dalle 12.45 alle 13.30; infine la domenica dalle 7.30 alle 19.30.

Cfr. Bergamonews.it 21.09.12: Qui


(21.09.12) MALGA LUNGA (SOVERE). IL MUSEO-RIFUGIO DELLA RESISTENZA SARA’ INAUGURATO IL 17 NOVEMBRE PROSSIMO

Dopo i lavori di ristrutturazione, che hanno consentito di adeguare l’edificio e di dotarlo di nuovi spazi per il museo storico, è stata scelta la data del 17 novembre per l’inaugurazione. In quel giorno del 1944 alla Malga Lunga i fascisti della famigerata Tagliamento riuscirono ad accerchiare e catturare la squadra guidata da Giorgio Paglia e composta da altri sei partigiani della 53a Brigata Garibaldi. Due partigiani vennero fucilati subito dopo, mentre gli altri, tra cui Paglia, vennero fucilati nel giorni successivi al cimitero di Costa Volpino. “Il prossimo sabato 17 novembre alla Malga Lunga - spiega Andrea Brighenti, presidente dell’Anpi di Endine Gaiano - sarà un momento importante per ricordare tutti i partigiani che si sono sacrificati per liberazione del nostro Paese. Nello stesso tempo apriremo ufficialmente il nuovo museo”. La Malga e il museo sono cumunque già aperti: fino al 30 settembre tutti i giorni a cura della sez. Anpi di Alzano Lombardo (tel. 347.4763335) e dal 1 ottobre dell’Anpi di Scanzo solo sabato domenica e festivi (tel.347.4803713). Cfr. anche il sito delle Malga Lunga: qui

L’eco di Bergamo 20.09.12: qui. Le nostre precedenti info: qui


(21.09.12) SAN PAOLO D’ARGON. FIRMA LA PROPOSTA DI LEGGE PER IL “REDDITO  MINIMO GARANTITO PER TUTTE E TUTTI”!

* Da lunedì 24 settembre, si può firmare in Municipio, Uffici demografici, negli orari d’apertura, entro il 20 novembre. Presentarsi con un documento di riconoscimento

L’Italia insieme alla Grecia, a differenza di tutti gli altri Paesi Ue, non prevede nei propri ordinamenti una qualche forma di reddito minimo garantito; per questo diverse associazioni e alcune forze politiche si sono fatte promotrici di un disegno di legge di iniziativa popolare per istituire anche in Italia il “reddito minimo garantito per tutte e tutti”. La campagna è già partita, ed anche noi invitiamo i nostri concittadini a sottoscrivere il disegno di legge, per la quale si devono raccogliere almeno 50.000 firme - debitamente autenticate e certificate - entro la metà di novembre. Di seguito una breve scheda del Ddl.

Scheda. DDL per l’istituzione sul territorio nazionale del Reddito Minimo Garantito
Finalità: il reddito minimo garantito ha lo scopo di contrastare il rischio marginalità, garantire la dignità della persona e favorire la cittadinanza attraverso un sostegno economico
A chi: beneficiari del reddito minimo garantito sono tutti gli individui (inoccupati, disoccupati, precariamente occupati) che non superino i 7200 euro annui. Devono essere residenti sul territorio nazionale da almeno 24 mesi; devono essere iscritti presso le liste di collocamento dei Centri per l’impiego;
Quanto: l’ammontare individuale del beneficio del reddito minimo garantito è di 7200 euro annui, pari a 600 euro mensili; tale misura deve essere rivalutata in base al numero dei componenti del nucleo familiare.
Altre misure: al beneficio economico diretto del reddito minimo garantito possono concorrere anche le Regioni e gli enti locali attraverso l’erogazione del “reddito indiretto” ovvero favorire prestazioni di beni e servizi.
Sospensione e decadenza: Vi sarà la sospensione o la decadenza del reddito minimo garantito quando il beneficiario dichiari il falso al momento della richiesta; venga assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato; partecipi a percorsi di inserimento lavorativo retribuiti; al compimento dei 65 anni di età; quando il beneficiario rifiuti una proposta congrua di impiego dopo il riconoscimento delle sue competenze formali ed informali.
Tale disegno di legge inoltre delega il Governo a: definire una riforma degli ammortizzatori sociali in modo da introdurre un sussidio unico di disoccupazione esteso a tutte le categorie di lavoratori a prescindere dall’anzianità contributiva o dalla tipologia contrattuale; a riordinare le spese delle prestazioni assistenziali in modo da renderle coerenti con l’istituzione del reddito minimo garantito; a stabilire un compenso orario minimo.

* Anche a San Paolo d’Argon è possibile firmare la proposta di legge in Municipio (negli orari di apertura al pubblico). Sarà possibile firmare per il “reddito minimo garantito” anche ai banchetti che il gruppo “L’Alternativa-San Paolo d’Argon” promuoverà per la campagna referendaria dedicata all’Articolo 18. Per altre info e comunicazioni: “L’Alternativa - San Paolo d’Argon”, tel. 338.9759975 (maurizio)

Per il testo integrale del DDL e altre info sulla proposta di legge di “Reddito Minimo Garantito”, cfr. il sito nazionale: qui



(17.09.12) SAN PAOLO D’ARGON. LA VARIANTE ALLA STATALE 42 DA ALBANO A TRESCORE E’ QUASI PRONTA

FOTO (settembre 2012): qui

Il termine dei lavori in corso, iniziati nei primi mesi dello scorso anno dall’impresa Milesi Srl (con Bonifica Spa e Domus Engineering Srl), è stato indicato nel sito ufficiale dell’Anas per il 1° ottobre prossimo. E’ però ovvio che debba passare qualche altro tempo prima che la nuova strada venga aperta al traffico. Sono poco più di quattro chilometri tra Albano Sant’Alessandro fino alla zona sud di Trescore Balneario per una spesa complessiva di oltre 36 milioni di euro. Ormai è quasi tutto finito: il percorso è completamente asfaltato, i guard-rail sono stati montati lungo quasi l’intero percorso, si sta ultimando la posa dei lampioni per l’illuminazione. Non vi è però ancora traccia - per lo meno nel breve tratto che abbiamo potuto visitare tra lo svincolo a sud di San Paolo d’Argon (in corrispondenza dell’intersezione della strada provinciale 91 con via Baracca) e il cavalcavia vicino alla chiesa di San Lorenzo) - né della segnaletica orizzontale né di quella verticale. Ci auguriamo che la fretta di finire e inaugurare la strada (già sono pronte a pavoneggiarsi le elite politiche locali) non vada a discapito della qualità nonché della sicurezza di coloro che dovranno frequentare la variante con i loro automezzi. Quando verrà aperta, la circolazione sarà certamente più agevole e consentirà di arrivare più velocemente a Trescore da Albano o viceversa, mentre per il territorio del comune di San Paolo d’Argon - ora tagliato a metà dalla trafficatissima statale - si spera nella riduzione del traffico e dell’inquinamento. Vanno però valutati anche gli altri effetti e le altre dinamiche, nel loro insieme. Se è lecito sperare in un miglioramento della situazione nel nostro comune, molto probabilmente qualche problema ci potrà essere in entrata e in uscita a Trescore, dove cioè la variante si ricongiunge con la viabilità esistente. Problemi che le amministrazioni comunali di Trescore Balneario e Gorlago hanno già segnalato; ed è pure cominciata la campagna per chiedere che la nuova strada prosegua oltre Trescore in Valcavallina, dove però il tracciato ipotizzabile appare decisamente più problematico e accidentato. Se per i quattro chilometri tra Albano e Trescore, il tratto più facile da realizzare, ci sono voluti 36 milioni, oltre Trescore, in valle, con gallerie, viadotti e quant’altro, i costi non potranno che essere immensamente superiori. E dove li troviamo questi soldi e quanto tempo si dovrà aspettare? Le altre ipotesi in alternativa ad una strada costosissima e devastante che risalga la Valcavallina negli anni scorsi, vennero avversate o ignorate da quasi tutto il ceto politico e amministrativo locale. Si tratta poi di capire se e di quanto diminuiranno effettivamente il traffico e l’inquinamento nel centro abitato, e questo in particolare per il nostro comune. E’ vero infatti che con la variante traffico e inquinamento sono allontanati dalle abitazioni, ma è altrettanto vero che ogni nuova strada tende a far aumentare in un dato territorio il volume complessivo di traffico totale e non a diminuirlo. A maggior ragione se le previsioni urbanistiche stimolate dagli appetiti fondiari ed edilizi prevedono trasformazioni tali da attirare altri volumi di traffico nella zona. A tal proposito non va dimenticato che il progetto di interporto a Montello - approvato dalla Regione nel 2003 e per il quale già da alcuni anni sono state avviate perfino le pratiche di esproprio dei terreni (per ora, ci risulta, sospese) - potrebbe divenire operativo da un momento all’altro (la variante è fatta su misura per l’interporto a Montello!). In una zona come la nostra, il cui tessuto produttivo è stato coinvolto da fenomeni di esternalizzazione che hanno moltiplicato i trasporti tra le numerose micro unità produttive diffuse nel territorio, oltre alla direttrice est-ovest ne esistono anche altre non intercettabili dalla nuova strada. A San Paolo d’Argon, poi, l’ultima pianificazione urbanistica (2010) sembra - al di là delle parole - quasi dichiaratamente orientata a conservare la maggior parte possibile di quota traffico lungo l’attuale tracciato della statale nell’illusione - irrealistica - di potervi conservare o addirittura espandere un continuum di attività commerciali in funzione ancora del traffico di attraversamento. Purtroppo - e questa è un’ultima osservazione - nella nostra zona è ancora assente, o comunque ancora timida e quasi clandestina nonostante gli sforzi di pochi (compresi i nostri), l’idea che ai problemi del traffico si deve rispondere cercando prima di tutto di diminuirlo, attraverso una corretta pianificazione urbana e attraverso il rafforzamento dei mezzi pubblici, collettivi, alternativi (piste ciclabili), su ferro (treno, tram, metrò), sistemi meno inquinanti, più sicuri, meno costosi e che non necessitano di infrastrutturazioni così devastanti e invasive come quelle per strade, superstrade, svincoli, rotatorie etc. Crediamo che di questo cose sarà necessario parlare seriamente, perché il futuro non può cominciare con una variante di asfalto e cemento. Semmai questa variante dovrebbe servire a concludere il passato. Ricordiamo, in ogni caso e per finire, che ancora per diverse domeniche la variante potremo godercela per le nostre passeggiate a piedi o in bicicletta. Poi le auto e i camion ne diventeranno i padroni assoluti.

Statale 42, le nostre precedenti info: qui

Rassegna stampa. Bergamonews.it 19.09.12: qui; L’Eco di Bergamo 20.09.12: qui.


(12.09.12) LAVORO. COMINCIA LA CAMPAGNA REFERENDARIA PER RICONQUISTARE L’ARTICOLO 18

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