(21.07.12) TRESCORE BALNEARIO. TRASFERIMENTO DELLA TRIUMPH A SEGRATE: IL 23 LUGLIO UN’ORA DI SCIOPERO E ASSEMBLEA DEI DIPENDENTI

Per lunedì 23 luglio è stata indetta un’ora di sciopero perché la direzione non vuole incontrare le organizzazioni sindacali per discutere del trasferimento dell’azienda a Segrate, 60 km da Trescore (cfr. la nostra precedente info del 30.06.12: qui). I sindacati Filctem-Cgil e Femca-Cisl ritengono “unilaterale” la scelta dell’azienda, che riguarda un cinquantina di dipendenti, quelli che restano dopo i tagli occupazionali effettuatri nel 2004 e nel 2010 dalla multinazionale dell’abbigliamento intimo; scelta che “porta conseguenze importanti sia sul piano della conciliazione tra vita lavorativa e personale sia sul piano economico e retributivo”. Lo sciopero di lunedì - secondo le organizzazioni sindacali - “vuole esssere solo un primo segnale all’azienda di mancanza di condivisione delle modalità con cui intende procedere nella gestione del trasferimento” (cfr. L’Eco di Bergamo 21.07.12). Secondo un comunicato firmato lavoratrici cobas Triumph-Trescore, dietro il trasferimento si nasconde “l’intenzione di liberarsi del personale più ‘datato’, per lo più residente nelle vicinanze della attuale sede”. “Pur consapevoli che, con lo spostamento, le nostre giornate lavorative si allungheranno come minimo di 4 ore, abbiamo deciso di seguire l’azienda chiedendo però che questa si impegni a coprire le spese di vitto e trasporto che altrimenti si mangerebbero 2 dei nostri stipendi ogni anno”. “Ovviamente - continua il comunicato cobas - la risposta dell’azienda è stata ‘No, non ci sono soldi’, che però magicamente sono apparsi quando si è cercato di convincere le lavoratrici/mamme a ritornarsene a casa”. Cfr. anche Giornale di Bergamo 21.07.12 Qui

Triumph a Trescore, le nostre precedenti info: qui


(13.07.12) L’ALTERNATIVA-SAN PAOLO D’ARGON “NO IMU. BASTA TASSE SUI POVERI. PER UNA PATRIMONIALE SUI RICCHI”

In Italia il 10% più ricco della popolazione ha il 45% della ricchezza, ma non paga il 45% delle tasse. Lavoratori e pensionati pagano l’82% dell’IRPEF e gran parte dell’IVA. Inoltre l’evasione ogni anno è pari a 130 miliardi. Il Governo Berlusconi-Bossi, dopo aver cancellato L’ICI, con il federalismo fiscale, ha introdotto l’IMU, che prevedeva il ritorno della tassa sulla casa. Tassa subito attivata dal governo Monti: ovvero il governo delle banche e della finanza sostenuto da Berlusconi – Casini – Bersani. Monti nella recente manovra finanziaria l’ha subito portata a valere più del doppio della vecchia ICI.
La nuova imposta è “municipale” solo nel nome, perché – nonostante gli aumenti rispetto alla vecchia ICI – non porterà risorse aggiuntive nel bilancio dei comuni, anzi i comuni, tenuto conto dei tagli alle risorse, avranno nel loro bilancio solo il 73% del gettito della vecchia ICI, nonostante il prelievo immobiliare ammonti ad oltre il doppio (più 133% rispetto all’ICI 2011).
Con l’introduzione dell’IMU, invece, il governo Monti ha deciso di introdurre una sorta di “patrimoniale dei poveri”, una misura davvero odiosa. La nuova IMU sugli immobili si configura di fatto come una tassa iniqua che colpisce i lavoratori, i pensionati e i ceti più deboli.
L’IMU servirà per rimettere in sesto i conti dello Stato e soddisfare gli interessi degli speculatori finanziari, i veri responsabili della crisi che stiamo vivendo. Anziché tassare i grandi patrimoni e le banche, Monti tassa un bene che per tanti cittadini rappresenta un diritto conquistato con grandi sforzi e sacrifici. Infatti il governo si è guardato bene dal varare la patrimoniale, ha confermato l’acquisto di decine di inutili cacciabombardieri F-35 e ha esonerato dal pagamento dell’IMU le fondazioni bancarie.
L’IMU avvantaggia i redditi alti, infatti la nuova imposta assorbe l’Irpef sugli immobili. Così piccoli e grandi proprietari pagano la stessa aliquota senza tenere conto della progressività delle imposte.
Chiediamo pertanto di di abolire l’IMU e di sostituirla con una tassa patrimoniale sulle grandi ricchezze. Tassando i patrimoni a partire dagli 800.000 euro è possibile ottenere un gettito di oltre 20 miliardi, ben al di sopra di quello derivante dall’IMU. In questo modo oltre che una misura di giustizia sociale al posto di una iniquità, vi sarebbero le risorse per ridurre le tasse per lavoratori e pensionati.
E’ ora di cambiare, paghi chi non ha mai pagato!
* No all’IMU sulle prime case non di lusso. Si invece alla patrimoniale sui ricchi.
* Chiediamo che le amministrazioni comunali si impegnino a aprire una vertenza con il governo e coi partiti che lo sostengono affinché sia abolita l’IMU e sostituita con nuove rimesse statali finanziate con misure che colpiscano la grande ricchezza e i grandi patrimoni.
* Chiediamo che l’IMU sulle seconde case sia articolato su diversi livelli impositivi per non trattare chi ha una seconda casa alla stregua di chi ne possiede decine.

L’Alternativa-San Paolo d’Argon, “Notiziario”-luglio 2012: QUI