(10.07.12) SAN PAOLO D’ARGON. L’AMM. COMUNALE RIMANE SOFT CON L’IMU SULLA PRIMA CASA, MA DA 5 ANNI CI TARTASSA CON L’ADDIZIONALE COMUNALE IRPEF

Invece della patrimoniale per colpire le grandi ricchezze il governo Monti ha introdotto l’Imu, cioè la patrimoniale sui poveri, lasciando ai comuni solo alcuni margini di manovra.
Il nostro comune ha deciso per quanto riguarda l’Imu di lasciare quella sulla prima casa al 4 per mille, cioè quella minima prevista - di fatto - dalla legge. L’aliquota sugli altri immobili viene maggiorata al 9,6% (quella minima prevista dalla legge è il 7,6 per mille, ma si poteva portare fino al 10,6). Cfr. Dcc n. 9 06.06.12: qui.
Il regolamento applicativo a San Paolo d’Argon (cfr. qui) inserisce poche differenziazioni (sostanzialmente riprende in toto la legge) e prevede casi particolari solo per le famiglie con portatori d’handicap e anziani in casa di riposo (che avrebbero dovuto secondo la legge nazionale pagare il 7,6 (a San Paolo d’Argon il 9,6).
A differenza di quanto deliberato in altre amministrazioni comunali, non sono state introdotte agevolazioni, come per il commercio di prossimità per salvaguardare i pochi piccoli negozi residui, che a San Paolo d’Argon invece pagheranno il 9,6 per mille come il supermercato.
Insomma una decisione che poteva essere meglio articolata con il regolamento che invece salvo i due casi citati si limita pedissequamente a riprendere le disposizioni previste dal decreto istitutivo del governo.
L’anomalia più significativa per il sistema delle imposte a San Paolo d’Argon riguarda però l’addizione comunale sull’Irpef che nel nostro comune grava per il 5 per mille su tutti i redditi irpef dal 2007, anno in cui l’Amministrazione comunale si assunse oneri particolarmente significativi nei confronti della Diocesi di Bergamo, voluti entusiasticamente tanto dalla maggioranza quanto dalle minoranze della Lega e del Pdl (salvo mugugnare - queste ultime - al momento di pagare il conto), mentre l’unica opposizione venne in quella occasione solo dal nostro gruppo, L’Alternativa - San Paolo d’Argon, non rappresentato in Consiglio comunale.
Allora l’aliquota era stata portata, in un colpo solo, dal 3 per mille al 5 per mille, dopo di che non è stata più rivista (cfr. Dcc 28.03.07). E’ un’aliquota particolarmente alta in rapporto alla maggior parte dei comuni del territorio, anche se a causa dei tagli dei governi Bossi-Berlusconi (prima) e Monti (ora) i comuni sono quest’anno costretti un po’ tutti a rialzare (cfr. tabella Addizionale Comunale Irpef a San Paolo d’Argon e nei comuni vicini: qui).
A San Paolo d’Argon paghiamo il 5 per mille già da 5 anni, che non è distante dall’8 per mille, il massimo secondo la legge, e per di più sulla addizionale comunale irpef a San Paolo d’Argon non sono mai state previste né esenzioni né differenziazioni a seconda della dimensione dei redditi.
La legge infatti permette di introdurre esenzioni per i redditi più bassi (diversi comuni non prevedono addizionale irpef per i redditi inferiori a 10-12.000 euro annui), di ridurre l’aliquota per i redditi più bassi e di innalzarla per quelli più alti (fino all’8 per mille), per rispettare in questo modo il dettato costituzionale (art. 53 “Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”).
Come è noto invece, in Italia - in barba alla Costituzione - il grosso delle imposizioni fiscali grava sulla povera gente, mentre i ricchi se la spassano. L’Amministrazione comunale di San Paolo d’Argon è una di quelle che non vogliono turbare tali equilibri sociali, anche se questi gridano davvero vendetta al cospetto di dio e degli uomini.


(10.07.12) BERGAMO. MOLTISSIME LE FIRME CONTRO L’IMU SULLE CASE POPOLARI: GRANDE SUCCESSO DEL BANCHETTO DI SUNIA E UNIONE INQUILINI NEL QUARTIERE POPOLARE DI MONTEROSSO. Giornale di Bergamo 10.07.12: QUI

(09.07.12) CASTELLI CALEPIO - MEGACENTROCOMMERCIALE DI QUINTANO. L’INIZIO DELLA BONIFICA DEL SITO E’ UN RISULTATO DELLA MOBILITAZIONE CONTRO IL CENTRO COMMERCIALE

* Il Comitato delega Claudio Sala al tavolo istituzionale informativo, ma ribadisce e conferma l’impegno contro la realizzazione del “megacentrommerciale”

Come è noto, la bonifica delle ex fonderia del Quintano - dopo tanti anni di colpevoli ritadi - è stata avviata nei giorni scorsi dopo che la società promotrice del “magacentrocommerciale” ivi previsto ha incassato tutte le autorizzazioni per il suo progetto. Il Comitato contro il megacentrocommerciale si è riunito il 4 luglio per decidere della proposta dell’Amministrazione comunale di chiamare a far parte del tavolo tecnico sulla bonifica anche un rappresentante del Comitato. Secondo il Comitato “l’avvio delle operazioni di bonifica rappresenta un fatto positivo, un primo obiettivo che finalmente si concretizza, e riteniamo anche che la nostra partecipazione al tavolo informativo sia utile perché ci consentirà di vigilare, pur nei limiti delle nostre competenze e responsabilità, nell’interesse di tutti i cittadini su come saranno condotte le operazioni di bonifica.” “La nostra partecipazione - precisa il Comitato - non cambia per nulla la posizione più volte espressa di totale contrarietà all’operazione megacentrocommerciale, che caratterizzerà pesantemente ed in negativo, per decenni, la vita di Castelli Calepio ed in particolare delle frazioni di Quintano, Cividino e dei quartieri confinanti di Palazzolo, per l’inquinamento, per il traffico, per l’impatto sulle relazioni sociali, sulle forme del lavoro, sulla vita delle comunità che rischiano di diventare delle periferie-dormitorio ai margini del centro commerciale. Per il comitato, far seguire alla bonifica del sito ex-Fonderie il megacentrocommerciale, che riprodurrà per anni l’inquinamento delle previste 20.000 auto al giorno, lasciando alla comunità un nuovo sito da recuperare, rimane un’assurdità ed una contraddizione evidente, per cui faremo ancora tutto il possibile, fino in fondo, per contrastare questa operazione devastante ed impedirne la realizzazione”. Il Comitato ritiene positivo il fatto che “oggi il pesante inquinamento del sito, da sempre denunciato dai cittadini e dal comitato contro il megacentrocommerciale, sia finalmente riconosciuto da tutti i soggetti in campo (operatore, A.R.P.A., amministrazione comunale) anche se questo non può cancellare le responsabilità pregresse per le varianti urbanistiche ottenute e concesse anche grazie alla negazione dello stato di inquinamento: ricordiamo che ancora a settembre 2011, in documenti ufficiali, propedeutici alla approvazione dell’ultima variante si attestava ‘la salubrità dei luoghi’”. Il Comitato ha designato come proprio rappresentante nel tavolo istituzionale informativo sulla bonifica l’ing. Claudio Sala e ha chiesto la convocazione immediata di una riunione “per trasmetterci tutte le informazioni disponibili.” Comitato contro il megacentrocommerciale, per comunicazioni: e.mail: claudio.sala@utpsrl.it – fax 035.19951421 - tel. 333.8737525.

Documento del Comitato 09.07.12: qui. L’Eco di Bg 08.07.12: qui

Centri commerciali, le nostre precedenti info: qui


(19.07.12) SAN PAOLO D’ARGON. “LA SPREMUTA. ROSARNO, MIGRANTI, ‘NDRANGHETA” - TEATRO

* Giovedì 19 luglio, ore 20.45, c/o Oratorio di San Paolo d’Argon

Il 7 gennaio 2010 i migranti che lavorano a Rosarno si ribellano. Gli africani dopo anni di violenze e sfruttamento reagiscono, fanno ciò che gli italiani non fanno da anni: alzano la testa. In due giorni si consuma tutto: scontri con la polizia, la caccia al nero, e infine lo sgombero. I media nazionali sottolineano che la mafia non c’entra. Ma dire che la mafia non c’entra in Calabria è una bugia. La mafia c’entra eccome, non solo in Calabria.
Nei fatti di Rosarno si concentrano tre nodi fondamentali che stringono al collo l’Italia, e che prima o poi bisognerà avere il coraggio di sciogliere: il rapporto coi migranti, la mafia e il concetto di lavoro.
L’Italia è spremuta da mani violente, da molte mani. Il coraggio di chi non vuole più girare la
testa, di chi pensa che vivere esiga più dignità deve essere imitato, non temuto.

Di e con Beppe CASALES. Video anteprima: QUI