(06.07.12) TORINO. “NO AI PROCESSI POLITICI CONTRO IL MOVIMENTO NO TAV”

* Dichiarazione di Ezio Locatelli, segretario Prc/Fds - Torino

“Quello intentato contro una cinquantina di attivisti No Tav rischia di essere un maxiprocesso eminentemente politico. Lo si è concepito e costruito - assemblando posizioni processuali assai diverse - sulla base di un atteggiamento asimmetrico che toglie credibilità all’intero iter processuale. Da una parte l’impunità delle forze dell’ordine dislocate in Val di Susa, a prescindere dagli episodi di prevaricazione e di violenza denunciati dal movimento No Tav. Dall’altra gli atti di dissenso, contestazione, resistenza a un’opera distruttiva di un territorio e all’occupazione militare che devono essere sempre e comunque contrastati e repressi.
In Val di Susa, nell’area di Chiomonte, non c’è – così è stato definito - un legittimo “cantiere di Stato”. C’è l’occupazione militare di un territorio per realizzare a viva forza un’opera speculativa e devastante grazie all’apporto di aziende che in non pochi casi hanno avuto precedenti penali.
Per tutte queste ragioni venerdì 6 luglio, in concomitanza con l’avvio dell’udienza preliminare a carico dei cinquanta No Tav (tra questi il nostro responsabile organizzativo provinciale), saremo a manifestare in maniera ferma e pacifica la nostra protesta davanti al Tribunale di Torino”. (Torino, 5 luglio 2012 Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc/Fds)

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(05.07.12) GIUSTIZIA PER ALDRO. FIRMA L’APPELLO

Il 21 giugno 2012 la Cassazione si è espressa in modo definitivo sul caso di Federico Aldrovandi, il diciottenne ucciso durante un controllo di Polizia all’alba del 25 settembre del 2005 a Ferrara. La Corte ha confermato la condanna dei quattro poliziotti per eccesso colposo in omicidio colposo riprendendo così le sentenze di primo e secondo grado.
Alla luce della sentenza, chiediamo:
- che i quattro poliziotti, condannati ora in via definitiva, vengano estromessi dalla Polizia di Stato, poiché evidentemente non in possesso dell’equilibrio e della particolare perizia necessari per fare parte di questo corpo;
- che venga stabilito in maniera inequivocabile che le persone condannate in via definitiva, anche per pene inferiori ai 4 anni, siano allontanate dalle Forze dell’Ordine, modificando ove necessario le leggi e i regolamenti attualmente in vigore;
- che siano stabilite, per legge, modalità di riconoscimento certe degli appartenenti alle Forze dell’Ordine, con un numero identificativo sulla divisa e sui caschi o con qualsivoglia altra modalità adeguata allo scopo;
- che venga riconosciuto anche in Italia il reato di tortura – così come definita universalmente e identificata dalle Nazioni Unite in termini di diritto internazionale – applicando la Convenzione delle Nazioni Unite del 1984 contro la tortura e le altre pene o trattamenti inumani, crudeli o degradanti, ratificata dall’Italia nel 1988.
Primi firmatari: Patrizia Moretti, Lino Aldrovandi, Stefano Aldrovandi, Comitato Verità per Aldro

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