(30.06.12) TRESCORE BALNEARIO. LA TRIUMPH VUOLE SPOSTARE TUTTO A SEGRATE

Ieri c’è stata l’assemblea dei dipendenti indetta da Femca-Cisl e da Filctem-Cgil, da cui è scaturita la richiesta di incontro con l’azienda, la quale per parte sua conferma l’intenzione del trasferimento a Segrate. Il trasferimenti riguarda gli ultimi dipendenti (circa una sessantina, per lo più impiegati) rimasti nell’unità di Trescore, dopo le ultime falcidie del personale operate nel 2004 (col trasferimento della produzione in Paesi a basso costo di manodopera) e nel 2010 (col trasferimento in Francia dei magazzini della logistica). Il trasferimento non dovrebbe comportare la riduzione dei posti dei lavoro, ma Segrate dista da Trescore poco meno di una settantina di chilometri e qualche posto di lavoro potrebbe perdersi per strada. Secondo Slai-Cobas, l’azienda avrebbe già offerto la buona uscita ad alcuni dipendenti. Proprio a cinquant’anni esatti dalla fondazione della Triumph a Trescore Balneario (negli anni Settanta i dipendenti - in stragrande maggioranza donne - erano più di seicento), dopo la non brillante opposizione da parte delle organizzazioni sindacali confederali ai tagli del personale operati negli anni scorsi, la multinazionale dell’abbigliamento intimo sembra così intenzionata a voler chiudere del tutto con la sua presenza a Trescore Balneario. Siamo impegnati da parte nostra a sostenere tutte le iniziative di resistenza che le lavoratrici, i lavaoratori, le organizzazioni sindacali decideranno di mettere in campo.

Cfr. Bergamo.corriere.it 30.06.12: qui; L’Eco di Bergamo 30.06.12: qui

Triumph a Trescore, le nostre precedenti info: qui



(30.06.12) MARTINENGO. LA SOLIDARIETA’ ATTIVA FA RINVIARE LO SFRATTO DI SAMI AL 22 AGOSTO. PRESENTATO IL RICORSO AL TAR CONTRO IL SINDACO LEGHISTA


L’APPELLO DELL’UNIONE INQUILINI: “IL PREFETTO PRENDA ESEMPIO DA QUANTO FATTO A FIRENZE: SOSPENDA TUTTI GLI SFRATTI IN BERGAMASCA”

Oltre una trentina di attiviste e attivisti dell’Unione Inquilini, sostenuti da rappresentanti di Giovani Comunisti e Asia-Usb, hanno questa mattina bloccato lo sfratto della famiglia di Sami, commerciante colpito dalla crisi e dalla morosità incolpevole, a Martinengo (Bg). Fondamentale è stata la determinazione di alcune famiglie sfrattate che hanno portato la loro solidarietà attiva.
La famiglia del negoziante, nella quale vivono due figli minorenni, abita in Italia da oltre vent’anni e aveva ottenuto da circa quattro anni l’assegnazione in una casa popolare di proprietà del Comune. L’Amministrazione leghista vuole ora sfrattare Sami, nonostante paghi regolarmente i canoni di affitto, per poter vendere l’alloggio (insieme a molti altri nel suo condominio).
Quello di questa mattina era il quinto accesso per ufficiale giudiziario che si è presentato scortato dalle forze di polizia. La presenza compatta di tante e tanti solidali ha fatto la differenza. L’ufficiale giudiziario, vista la determinazione del presidio, ha concesso un nuovo rinvio della esecuzione al 22 agosto, in attesa che il giudice decida sul ricorso al TAR avviato dall’avvocato Tiziana Perlini (legale del Unione Inquilini) contro il Comune di Martinengo.
Dal presidio di Martinengo, Fabio Cochis (segretario Unione Inquilini Bergamoi) promuove un appello indirizzato al Prefetto di Bergamo: “I dati delle esecuzione di sfratto per morosità in bergamasca nel 2011, forniti dal Ministero degli Interni, sono drammatici. La decisione del governo Monti di azzerare i fondi statali destinati al sostegno delle famiglie in difficoltà nel pagamento dell’affitto (in Lombardia si passerà da 23 milioni nel 2011 a 1 milione e 600mila euro) produrrà un aumento delle richieste di convalida di sfratto per morosità. Esiste però la novità importante della decisione presa dal Comitato per l’ordine e la sicurezza di Firenze che ha deciso la sospensione delle esecuzioni degli sfratti fino al 30 settembre 2012, dando vita contestualmente ad un gruppo di lavoro provinciale che dovrà proporre soluzioni per le esigenze di passaggio da casa a casa per gli sfrattati. Invitiamo il Prefetto di Bergamo ha prendere la stessa decisione”.

Rassegna stampa. Giornale di Treviglio 06.07.12: Qui

  • Unione Inquilini Bergamo, precedenti info: QUI

(28.06.2012) ART.18. IERI PDL-PD-CENTRISTI IN PARLAMENTO HANNO FATTO MAN BASSA DEI DIRITTI DEI LAVORATORI. COME VOLEVA IL MINISTRO FORNERO

“Il peggior ministro”, di L. Campetti (Il Manifesto 28.06.12)

L’Italia non è più una «repubblica democratica fondata sul lavoro», non riconosce più «a tutti i cittadini il diritto al lavoro» e neppure «promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto». Chi pensava che i voti di fiducia sulla controriforma del mercato del lavoro avrebbero colpito al cuore lo Statuto dei lavoratori, deve oggi prendere atto che l’ammucchiata parlamentare di ieri ha addirittura segato i pilastri su cui si regge la nostra Costituzione.
Lo ha detto con la chiarezza che la contraddistingue Elsa Fornero, forse il peggior ministro del lavoro della storia repubblicana. Il peggiore, perché almeno Sacconi, che non è certo fatto di una farina migliore, aveva uno straccio di opposizione sindacale e addirittura politica ad arginarne gli istinti più animali. Fornero invece può dire ciò che vuole. Ieri si è tolto il dente malato, quello del giudizio, sentenziando che «il lavoro non è un diritto». Chi ha votato per cancellare l’articolo 18 e istituzionalizzare la precarietà con il ricco menù di 46 forme contrattuali diverse farebbe meglio a non scandalizzarsi per le parole rivelatrici del ministro Fornero: quelle parole sono le loro, quella politica che fa carne di porco dei diritti conquistati con il sudore e il sangue di intere generazioni di lavoratori è la loro politica. Ci sono questioni di fondo che dividono in due, o si sta di qua o si sta di là, tertium non datur. A, B e C stanno di là.
Saranno sicuramente soddisfatti, però, della precisazione ministeriale secondo cui non è «il lavoro» ma «il posto di lavoro» a non essere un diritto. I giornalisti, si sa, capiscono interpretano e riferiscono sempre male.
Il presidente Monti, apprezzato da Obama, Merkel e Hollande finalmente potrà portare al vertice europeo di oggi un grande risultato quando orgogliosamente depositerà sul tavolo comunitario lo scalpo della democrazia sindacale italiana. Detto senza mezzi termini, cosa gliene frega all’Europa, al mondo, ai mercati, alla finanza e allo spread della cancellazione dell’articolo 18? O qualcuno pensa davvero che alle nostre frontiere si precipiteranno le multinazionali straniere per andare a investire a Casal di Principe, o che la Fiat rinuncierà a scappare dall’Italia come i ladri di notte dai caveau delle banche svaligiate?
Allora, a che cosa è servito stravolgere l’intero impianto dei diritti del lavoro senza che ciò crei un solo occupato in più? Che ce ne facciamo di tanta precarietà in entrata se non c’è un luogo in cui entrare? E perché rendere ancora più facile l’espulsione dal lavoro, contestualmente all’allungamento dell’età lavorativa fino a 67-70 anni? La risposta è molto semplice: si voleva riconsegnare tutto il comando all’impresa, cancellando i contrappesi che tutelavano i più deboli dalla prepotenza dei più forti. Il posto di lavoro non è più un diritto ma un’arma caricata - e non a salve - nelle mani del capitale. Perché mai le vittime di questo scempio dovrebbero domani votare per chi ieri ha votato in Parlamento per ridurle in uno stato di semischiavitù? E perché mai queste vittime dovrebbero sentirsi rappresentate sindacalmente da chi non ha voluto mettere in campo neppure uno sciopero generale?


(27.06.12) S. PAOLO D’ARGON - ALBANO S.A. FOTO DELLA VARIANTE ALLA STATALE 42 IN COSTRUZIONE

Le abbiamo scattate alcuni giorni fa (QUI).

Si possono confrontare con le foto del dicembre 2011 (QUI) e del giugno 2011 (QUI)

Variante alla Statale 42 Albano-Trescore, precedenti info: qui


(27.06.12) ALBANO S.A. IPERMERCATO BENNET. TENTATIVO DI FURTO, GUARDIA GIURATA SPARA E RIMANE UCCISO GIOVANE RUMENO

E’ successo questa notte all’ipermercato della Ca’ Longa poco prima dell’una. “Per quanto è stato possibile ricostruire - scrive L’Eco di Bergamo - una banda di ladri stava rubando all’interno del centro commerciale quando è suonato l’allarme. È intervenuta una pattuglia della Polnotte. Quando i malviventi hanno visto l’auto le hanno lanciato contro sassi e picconi. Sarebbe stato in quel momento che una guardia giurata ha risposto all’attacco sparando e colpendo il 26enne, un pregiudicato senza fissa dimora. Il resto della banda è fuggito, mentre il 26enne è rimasto a terra. Per lui non c’è stato niente da fare, nonostante l’intervento del 118. Sembra che la guardia giurata, non si conoscono le sue generalità, sia stata indagata.” Cfr. L’Eco di Bergamo 27.06.12: qui. Cfr. anche BergamoSera: qui, Bergamo.corriete.it 27.06.12: qui


(30.06.12) MARTINENGO (bg). PRESENTAZIONE DATI SFRATTI 2011 E MOBILITAZIONE PER FERMARE LO SGOMBERO DELLA FAMIGLIA DI SAMI

* Martinengo (bg), sabato 30 giugno, presidio antisfratto e conferenza stampa dalle ore 8.30 in via Colleoni n. 7

GLI SFRATTI SONO UN TERREMOTO CHE TRAVOLGE LA BERGAMASCA. LA PREFETTURA BLOCCHI TUTTI GLI SFRATTI E LE ISTITUZIONI STABILISCANO UN PIANO STRAORDINARIO PER LE CASE POPOLARI
* Siamo in piena emergenza sfratti, che sta colpendo migliaia di famiglie che non sono più in grado di sostenere gli affitti, perché colpite sempre più pesantemente dalla crisi economica, dalle difficoltà di trovare o conservare un posto di lavoro e un reddito.
I dati ufficiali, ancora incompleti, forniti dal Ministero dell’Interno relativi agli  sfratti  nel 2011, disegnano per la provincia di Bergamo una condizione di sofferenza sociale acuta: quasi 1.234 nuove sentenze emesse,  con un aumento del 19% rispetto al 20101.459 richieste di  esecuzione forzata ( + 17% rispetto al 2010) e 481 sfratti eseguiti con l’utilizzo della forza pubblica (+ 4% in rapporto al 2010).
Dai dati emerge uno stretto legame di causa-effetto esistente tra l’incidenza eccezionale della crisi economica anche nella provincia di Bergamo e la dimensione altrettanto eccezionale dell’emergenza sfratti. Infatti la morosità rappresenta l’89% di tutti gli sfratti.
E’ una situazione che diventa tanto più grave e drammatica, a fronte della difficoltà di intervento dei Comuni, che, come quello di Martinengo, frequentemente se ne lavano le mani.
Il risultato è che tantissime famiglie vivono in questi termini estremi il problema della casa, in una provincia come la nostra in cui abbondano oltre misura seconde case e patrimonio abitativo inutilizzato per ragioni di mercato e speculazione.

* La mattina di sabato 30 giugno, a Martinengo, è prevista l’esecuzione dello sfratto di Sami, negoziante rovinato dalla crisi economica, e della sua famiglia. La situazione di Sami è particolarmente rappresentativa della ignavia delle istituzioni sul tema delle politiche abitative.
La famiglia del negoziante, nella quale vivono due figli minorenni, abita in Italia da oltre vent’anni e aveva ottenuto da circa quattro anni l’assegnazione in una casa popolare di proprietà del Comune. Purtroppo l’Amministrazione leghista vuole ora sfrattare Sami, nonostante paghi regolarmente i canoni di affitto, per poter vendere l’alloggio a privati.
Per tentare di fermare questa incredibile ingiustizia il sindacato ha avviato, tramite l’avvocato Tiziana Perlini, un ricorso legale al TAR.
Per tutte queste ragioni sabato 30 giugno a partire dalle ore 8.30 saremo davanti alla casa di Sami a Martinengo in via Colleoni n. 7 e invitiamo alla partecipazione per testimoniare la solidarietà all’ennesima famiglia che rischia di finire in strada.
Ci saremo per chiedere che la Prefettura di Bergamo intervenga, in questo caso come in tutti gli altri numerosi sfratti previsti in bergamasca, perché le persone non possono essere lasciate sole e perché il diritto fondamentale alla casa deve essere garantito a tutte e tutti. (Bergamo, 21.06.12 – Fabio Cochis – Unione Inquilini, per info: 339.7729683)

Unione Inquilini Bergamo, precedenti info: QUI


(25.06.12) AFGHANISTAN MUORE UN ALTRO MILITARE ITALIANO

“Un carabiniere è morto e altri due sono rimasti feriti in un’esplosione avvenuta questa mattina in un campo per l’addestramento della polizia afghana, ad Adraskan. Lo apprende l’Ansa da fonti qualificate.”

VIA DALLA GUERRA!

No War, precedenti info: QUI


(24.06.12) SAN PAOLO D’ARGON. TROVATA QUEST’OGGI LA CONSOLIDA REGALIS

Ce n’è un’ampia fioritura in un piccolo campo di grano nella zona di via dei Maccarani. E’ un fiore blu che cresce in tali colture insieme al rosso papavero. Della famiglia delle Ranuncolaceae, la Consolida Regalis (chiamata anche Delphinium consolida e, in italiano, erba cornetta o sperone del cavaliere) è alta dai 10 ai 50 cm, con fiori inconfondibili per via dello sperone sul retro e del lungo peduncolo. Tutti i manuali dicono che è pianta rara e che sta scomparendo a causa dell’uso dei diserbanti chimici (allo stesso modo è scomparso da noi il fiordaliso). La foto che ne diamo a fianco l’abbiamo presa da un sito di botanica.


(24.06.12) SAN PAOLO D’ARGON. CHIESA E CASCINA SAN LORENZO

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Foto 2007 - 2012: QUI


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