(08.02.12) SAN PAOLO D’ARGON COSA SUCCEDE ALLA LEDIBERG?

Ieri abbiamo comprato il primo numero del Corriere della Sera con l’inserto di Bergamo, e alla pagina economica abbiamo letto che… “potrebbero essere i tedeschi della Bartelsmann (…) a fare uscire delle secche la Lediberg di San Paolo d’Argon, creando un grande polo orobico delle agende e dei calendari”. “A distanza di un anno dalla prima ristrutturazione del debito - scrive il Corriere anticipando “Il Mondo” di venerdì - l’azienda di San Paolo d’Argon (…) sta discutendo di nuovo con le banche, Unicredit e Intesa Sanpaolo in testa, esposte per oltre 120 milioni”. E poi così prosegue l’articolo: “La proprietà, la famiglia erede del fondatore Lindo Castelli, che controlla la maggioranza del capitale, e il fondo Sofipa, al quale fa capo un 42,5% già svalutato in toto, hanno avviato (…) una serie di sondaggi per verificare la percorribilità di un’aggregazione della Lediberg con le Arti Grafiche Johnson di Seriate (la ex Editoriale Johnson) diventata il braccio operativo di Arvato Print nelle agende e nei calendari. Il dossier è sul tavolo di Mauro Cosani, da poche settimane diventato il numero uno di Arvato in Italia. L’operazione per consolodare la tenuta della Lediberg vedrebbe la partecipazione della famiglia Castelli, di Bartelsmann e di un fondo di private equity straniero. Il progetto può decollare solo con la disponibilità delle banche che nel 2010 accordarono primo riscadenziamento del debito, con rate fino al 2017. Pronta la nomina dei consulenti legali: Nctm per l’azienda e Linklaters per i creditori.” Ci par di capire che nel futuro della Lediberg ci sarà un ridimensionamento del ruolo della famiglia Castelli, con una pardita di autonomia dell’azienda di San Paolo d’Argon, che diventa parte di un gruppo con un peso specifico più forte del capitale finanziario-bancario. Risultano pertanto confermati tutti i nostri dubbi riguardo la gigantesca operazione urbanistica prefigurata dal Pgt di San Paolo d’Argon relativa al “trasferimento” della fabbrica da via Colleoni alle aree attigua alla zona industriale di via Baracca: “Le previsioni del Pgt in questa fase congiunturale - scrivevamo poco meno di due anni or sono - sia in termini generali sia in relazione ai problemi aziendali della Lediberg, risultano poco pertinenti e per tanti aspetti anche inopportune, perché - introducendo la possibilità di una operazione immobiliare particolarmente rilevante - rischiano di innescare aspettative che potrebbero collidere significativamente con quelle dello sviluppo produttivo occupazionale.”

Cfr. Corriere.Bergamo 08.02.12: qui

Lediberg, le nostre precedenti info: qui