* Ezio Locatelli e Claudio Sala (Prc/Fds - Valcalepio), assistiti dall’avv. Alessandro Bresmes, annunciano la presentazione di un esposto su questioni legate al megacentrocommerciale sull’area delle ex Fonderie del Quintano.

L’area delle ex-Fonderie del Quintano è un sito contaminato (anagrafe Regione Lombardia n. 3825). Migliaia di metri quadri di lastre in eternit a copertura degli edifici ormai fatiscenti e migliaia di tonnellate di terra inquinata al suolo e nel sottosuolo hanno messo e mettono costantemente in pericolo la salute dei cittadini. E’ un vero e proprio scandalo che, a distanza di 20 anni dalla chiusura dell’attività, a 9 anni da quando nel 2003 fu predisposto il piano di caratterizzazione, nonostante le reiterate denunce dei cittadini, non sia mai stato effettuato alcun intervento di bonifica. Quell’area invece è stata in questi anni, ed è ancora oggi, oggetto di una colossale speculazione, di una serie di trasformazioni urbanistiche e di ampliamenti ottenuti anche attraverso la reiterata promessa-ricatto della bonifica da parte dei proprietari dell’area che hanno portato alla previsione di quello che è ormai noto come il megacentrocommerciale di Quintano. L’ultima variante, adottata a settembre 2011 ed in attesa di approvazione definitiva da parte dell’amministrazione comunale di Castelli Calepio, prevede un’ulteriore ampliamento del lotto di 10.000 mq.

I circoli locali e la federazione provinciale di Rifondazione Comunista sono da sempre contrari a questo insediamento e sostengono la battaglia condotta dai cittadini del comitato contro il megacentrocommerciale di Quintano che, per sgomberare finalmente il campo da ogni ricatto, chiedono la bonifica immediata ed incondizionata dei luoghi e la sospensione di tutte le procedure urbanistiche in atto fino a quando la bonifica non sia certificata. Questa misura si rende oggi ancora più necessaria, dopo le forti e fondate preoccupazioni destate dall’entrata in campo, come operatore, della potentissima società Policentro S.p.A. che gode di fortissimi appoggi politici (Pdl) ed economici (Compagnia delle Opere) e dopo l’arresto del responsabile tecnico di Terraverde S.r.l. (società consulente del proprietario per la bonifica dell’area ex-fonderie del Quintano), arch. Andrea David Oldrati, coinvolto nelle indagini per smaltimento illegale di rifiuti.

Nell’esposto che presenteranno alla Procura della Repubblica di Bergamo, Ezio Locatelli e Claudio Sala chiedono di fare chiarezza sulle tante contraddizioni che hanno caratterizzato le procedure urbanistiche, su come sia stato possibile concedere autorizzazioni e varianti sulla base di dichiarazioni ed attestazioni di “..non superamento dei limiti di inquinamento ammessi…” in presenza di un’area invece notoriamente inquinata; ancora a settembre 2011, in documenti ufficiali predisposti per l’ultima variante, si attestava addirittura “la salubrità dei luoghi” quando invece le analisi effettuate (vd. documento ARPA novembre 2011 in allegato), confermano ampiamente il pesante inquinamento da sempre denunciato dai cittadini e dal comitato contro il megacentrocommerciale. Nell’esposto, Sala e Locatelli denunciano anche una sorta di gioco delle tre carte messo in atto dagli operatori sulla questione delle superfici commerciali del megacentrocommerciale, con documenti, che riportano valori diversi a seconda del contesto in cui devono essere valutati, al fine di ottenere, con procedure semplificate, autorizzazioni e varianti che avrebbero richiesto approfondimenti maggiori. Chiedono infine alla Procura di indagare affinché possano essere rilevati e perseguiti, all’interno di un contesto di contraddizioni, superficialità ed inerzia delle istituzioni, tutti gli eventuali illeciti penali che in questi anni hanno consentito ai proprietari dell’area di sottrarsi all’obbligo della bonifica e di trarne anzi vantaggio speculativo utilizzandola come moneta di scambio. (Castelli Calepio, 20 gennaio 2012 Claudio Sala 333 8737525 – e-mail: claudio.sala@utpsrl.it)

* Aderisci al Comitato: iscriviti, manda commenti al gruppo facebook: “No al megacentrocommerciale di Quintano. Scrivete al Blog: http://nocentromm.splinder.com

Centri commerciali, le nostre precedenti info: qui


(21.01.12) ORARI DEI NEGOZI PERCHE’ BISOGNA ESSERE CONTRO LA DEREGOLAMENTAZIONE

Mentre il governo Monti si appresta a varare la sua “lenzuolata” di liberalizzazioni, fra proteste ed entusiasmo (sic: quello di Bersani!), vale la pena riflettere un attimo almeno su quella degli orari dei negozi e dei centri commerciali. Il prof. Piero Bevilacqua, Università di Calabria, invita a stare in guardia…

“Negli USA la deregolamentazione degli orari dei negozi ha accompagnato in parallelo l’aumento della giornata lavorativa e la cosa non stupisce. Questo è il modello che il capitale va imponendo: una giornata completamente occupata dal lavoro, che impone l’utilizzo di tempo supplementare, oltre l’orario diurno, per svolgere il proprio compito di consumatore. I supermercati e i negozi aperti anche di notte, di domenica, nei giorni festivi devono offrire la possibilità di consumare anche a chi non possiede più tempo per se stesso. Certo, il tempo speso nelle compere serali o festive è sottratto alle relazioni sociali, alla famiglia, al dialogo fra persone, alla partecipazione alla vita civile. Ma un pover’uomo o una povera donna, che lavora dalla mattina alla sera, ha bisogno di un risarcimento, ha una necessità vitale di dare sfogo al proprio desidero di acquisto, di soddisfare il proprio ethos infantil e - come lo chiama Benjamin Barber nel suo Consumati - vagando tra le meraviglie merceologiche di un centro commerciale e portarsi a casa qualcosa. Ecco il grande successo conseguito dal capitalismo, quello a cui aspira di trascinarci la grande maggioranza degli economisti, sempre dietro qualche riforma da proporci. In questo modo si è completato il circuito di assoggettamento totalitario dell’individuo al processo di valorizzazione del capitale, che chiede sempre più tempo per la produzione e per i servizi, e ora sempre più tempo per i consumi.” L’intero articolo di Piero Bevilacqua, in Eddyburg.it 11.01.12: QUI