(11.01.12) TRESCORE BALNEARIO  CHIUSO IL CAPITOLO TAV AL LICEO DI TRESCORE?

Della vicenda della gita scolastica in Val di Susa e incontro con i No Tav, è tornato a parlare L’Eco di Bergamo in un articolo che annuncia l’iniziativa dedicata a “La Tregua” di Primo Levi e promossa dal polo scolastico superiore di Trescore in vista della Giornata della Memoria. “Nel frattempo - scrive il quotidiano bergamasco - per il liceo Federici di Trescore sembra essersi chiuso il ‘capitolo Tav’, cioé la polemica sollevata dal deputato del Pd Stefano Esposito dopo che un gruppo di studenti, accompagnati da due insegnanti, avevano incontrato esperti, studenti e anche esponenti del movimento No Tav”, incontro che aveva suscitato le ire del parlamentare pro Tav. “In una successiva lettera al preside Elio Manzoni, Esposito aveva proposto una visita alternativa al cantiere e si era offerto di finanziarla lui stesso. Dall’istituto nessun commento: dopo il polverone mediatico in via dell’Albarotto tutte le bocche sono cucite, ma l’impressione è che l’offerta del deputato sia destinata a non avere seguito”. (Cfr. L’Eco di Bergamo 11.01.12: qui) Da parte nostra siamo sempre più convinti che le censure e le provocazioni di Esposito siano un segno ulteriore della pochezza culturale su cui si regge tutto il miliardario baraccone della Tav Lione-Torino che uno schieramento politico trasversale ha deciso autoritariamente di imporre ai valsusini e di far pagare a tutto il popolo italiano. Concludiamo ricordando che le iniziative per la Giornata della Memoria promosse dalla scuola di Trescore Balneario proseguiranno il 27 gennaio presso la Sala Consiliare del Comune di Trescore Balneario con una pubblica lettura a staffetta del libro “La tregua” di Primo Levi, cfr. qui.

No Tav, le nostre precedenti info: QUI


(12.01.12) MAFIA BOSSI SALVA COSENTINO. ECCO DA CHE PARTE BATTE IL CUORE DELLA LEGA!

* OGGI COSENTINO E’ SALVO, MENTRE UN OPERAIO SI E’ UCCISO PERCHE’ ERA DISOCCUPATO

Uno potrebbe dire che queste due notizie non hanno un legame diretto. Invece il legame c’è eccome. Abbiamo un parlamento che salva personaggi del calibro di Cosentino e non muove un dito contro la tragedia prodotta dalla crisi del capitalismo: la disoccupazione, perché c’è sempre prima il ‘rigore’. Oggi segnaliamo di nuovo il fatto che in questo Paese c’è chi muore sul lavoro, o si uccide perchè il lavoro non ce l’ha. Queste morti (come la morte dei coniugi Di Salvo) non vanno taciute, esse sono il parametro del livello dell’ingiustizia sociale che vive questo paese. Oggi un uomo di 45 anni, disoccupato dal mese di settembre, si è tolto la vita a Zanè (Vicenza) sparandosi alla testa con una pistola. L’azienda metalmeccanica dove lavorava fino a 4 mesi fa aveva ridotto il personale a causa della crisi, lasciando a casa buona parte del personale, tra cui il 45enne. L’ex operaio sarebbe caduto per questo in una crisi depressiva: la disoccupazione e il disagio psicologico avrebbero creato un mix di sofferenza che l’ha portato al suicidio. L’uomo viveva con l’anziana madre. È stata la donna, 84 anni, a scoprire stamane il cadavere del figlio. (da controlacrisi.org 12.01.12)


(12.01.12) LEGGE ELETTORALE LA CONSULTA BOCCIA IL REFERENDUM-TRUFFA

Ce lo ricordiamo il furore referendario di qualche mese fa da parte di Pd, Idv e anche Sel, ma più che il sistema elettorale del “porcellum” i referendari avevano come obiettivo quello di far fallire la proposta referendaria proporzionale, anche a costo di far firmare ai cittadini quesiti referendari inammissibili pur di resuscitare il “mattarellum”, altrettanto oligarchico e funzionale alla “casta”. Che pure è un sistema elettorale maggioritario e fallimentare ai fini di realizzare rappresentanze elette liberamente e democraticamente secondo le volontà dei cittadini. A questo devono mirare i sistemi elettorali in uno stato democratico, e non invece a garantire gli equilibri di potere attraverso - per esempio - il bipolarismo coatto e fondamentalmente autoritario, da cui il centrosinistra non riesce a proprio a staccarsi. L’avventura referendaria dei mesi scorsi è stata davvero un pasticcio, un’occasione persa (il referendum anti-porcellum, decisamente proporzionale e con serie possibilità di passare al vaglio della Consulta, era già pronto!), un imbroglio che ora si conclude nel peggiore dei mondi. Quanti hanno illuso i cittadini che hanno sottoscritto in buona fede per il referendum, ora si assumano le responsabilità e, se hanno a cuore le ragioni della democrazia, affrontino diversamente e in modo finalmente serio il tema della legge elettorale. Occorre ridare valore e senso al diritto di voto, alla politica e alle reali espressioni della società nelle loro articolazioni e diversità, ma questo - alla luce anche della involuzione degli ultimi vent’anni - non è possibile senza un ritorno al sistema proporzionale.

Cfr. anche l’articolo del giurista G. Ferrara in alternainsieme.net 16.09.11: qui


(17.01.12) UNIONE INQUILINI BERGAMO NASCE LA CAMPAGNA “FUORI DAL NERO”: SE MI FAI UN CONTRATTO IN NERO TI LASCIO IN BIANCO. Conferenza stampa

Martedi 17 Gennaio alle ore 14.30 l’Unione Inquilini presenterà la campagna “Fuori dal Nero” attraverso una conferenza stampa presso la sede provinciale in via Borgo Palazzo 84/G a Bergamo.
Durante la conferenza stampa verrà presentato il primo caso in bergamasca di registrazione di contratto irregolare grazie all’aiuto dell’Unione Inquilini, che è riuscita ad ottenere come risultato per la famiglia locataria un affitto notevolmente inferiore ai prezzi di mercato.
Scopo della campagna “Fuori dal Nero” è quello di far conoscere e sostenere la possibilità per gli inquilini, giovani, lavoratori, precari, immigrati, che subiscono l’oppressione degli affitti in nero, senza contratto registrato e con canoni esosi, di poter registrare il contratto e, senza alcuna causa legale, ottenere in cambio un contratto di 8 anni ad un canone annuo con un risparmio medio di 600 euro/mese.
Si tratta di un’occasione e di una possibilità data dal decreto legislativo 23 del 2011, meglio conosciuto come Legge della “cedolare secca”, per altri aspetti invece discutibile.
Stime ufficiali parlano di 500.000 affitti in nero in tutta Italia, ma c’è chi sostiene siano almeno il doppio. A Bergamo città e provincia sono centinaia le persone soggette ai contratti a nero.
Intendiamo con questa conferenza stampa rilanciare il tema del diritto all’abitare fuori dal nero e da ogni ricatto dell’illegalità, di vigilare sul territorio sfidando gli speculatori e le dinamiche speculative immobiliari: figlie di politiche lontane dai bisogno materiali dei cittadini, basate su crescenti disuguaglianze e sulla collusione tra amministrazioni e poteri economici forti, a fronte della nostra, sempre più, impellente rivendicazione di welfare universale che sia in grado di garantire un dignitoso diritto all’abitare per tutte e tutti. (Unione Inquilini, per comunicazioni tel. 339.7728683 - Fabio Cochis)

Unione Inquilini Bergamo, precedenti info: QUI