Peppino Impastato

nato a Cinisi (Pa) il 5 gennaio 1948

Buon compleanno!


Il 23 novembre scorso il consiglio comunale ha discusso la proposta della Lega Nord, presentata con una interrogazione del capogruppo Graziano Cometti e spalleggiata dal Pdl di Giuseppe Mandurrino, volta ad inserire San Paolo d’Argon nell’elenco delle città turistiche e estendere così anche ai negozi superiori ai 250 metri quadri la pressoché piena liberalizzazione degli orari di apertura.
Il capogruppo leghista aveva sottoscritto e presentato anche due altri documenti a sostegno della richiesta, uno in qualità di presidente dei commercianti del comune e l’altro in qualità di titolare del noto negozio di scarpe di via Bergamo, una media attività commerciale.
Tutti abbiamo così potuto capire - grazie anche alla poco elegante sovrapposizione tra pubblico e privato - a che cosa effettivamente mirava la “trasformazione di San Paolo d’Argon in un Comune ad interesse turistico”, il primo dei punti programmatici del programma elettorale sostenuto dalla Lega Nord nelle elezioni comunali del maggio 2011.
La proposta della Lega Nord è stata bocciata dal gruppo di maggioranza (”L’Alveare”), a seguito di un dibattito abbastanza acceso, di cui avremmo voluto dare conto in modo più dettagliato sulla base dei verbali della seduta, che però, relativamente a questo punto dell’ordine del giorno, non sono – stranamente! - disponibili nel sito istituzionale del nostro Comune.
Il gruppo di maggioranza - fatto più unico che raro - è tornato tempestivamente sulla questione con un documento nel proprio blog (cfr. alvearesanpaolo.it qui), dove ribadisce le motivazioni delle proprie scelte e conclude con un appello perfino solenne: “Non è il momento di creare divisioni nel paese ma è il momento di unirsi per affrontare in modo compatto le sfide che ci attendono.”
Ma quali sono le “divisioni nel paese” che suscitano l’apprensione del gruppo de L’Alveare, se non il timore di essersi inimicati i titolari degli  esercizi commerciali più importanti del paese non avendone – forse - soddisfatto le richieste?
E che è quell’appello finale se non una dichiarazione di scusa nei confronti della Lega Nord e anche del Pdl per aver tenuto un inusuale profilo “grintoso” nel consiglio comunale?
Quanto alla sostanza della questione, sono tuttavia indispensabili almeno un paio di altre considerazioni per chiarire il contesto.
1. Cominciamo col ricordare che dopo questa baruffa proprio nei giorni successivi il governo Monti ha cambiato tutto, decretando una ulteriore e più completa liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali che supera la normativa precedente. Come dire: non abbiamo più soldi da spendere a causa di crisi e manovre, ma sappiamo che possiamo andare a spendere i soldi che non abbiamo anche a notte fonda e di domenica: il che non è una gran bella soddisfazione!
La Regione Lombardia si è presa 90 giorni di tempo per emanare i propri regolamenti applicativi, ma la notizia di queste ore è che la grande distribuzione commerciale ha programmato aperture selvagge già dai prossimi giorni (cfr. L’Eco di Bergamo 05.01.12: qui).
La Lega Nord e il Pdl di San Paolo d’Argon potranno pertanto sentirsi pienamente soddisfatti di quanto ha deciso il governo Monti, con buona pace delle associazioni dei commercianti le quali denunciano allarmate come le nuove liberalizzazioni andranno a falcidiare la piccola distribuzione commerciale dei negozi di vicinato a gestione familiare che non saranno per niente in grado di reggere la concorrenza.
Ciò che si profila è non solo la perdita di 12 mila negozi alimentari, 11 mila e 300 di calzature e 3.300 tra ferramenta, cartolerie e librerie, ma anche una ulteriore e generalizzata flessibilizzazione degli orari di lavoro per decine di migliaia di dipendenti (cfr. ad esempio ilsussidiario.net 04.01.12 qui). Tutto questo però ai leghisti e ai berlusconidi di San Paolo d’Argon non interessa per niente.
2. Nel frattempo – ed è questa la riflessione conclusiva che vogliamo per ora proporre – notiamo che, da quando è stato aperto a luglio, il nuovo centro commerciale Bennet della Ca’ Longa ha tenuto aperto un gran numero di giorni festivi. Come mai questo è stato possibile? Nessuno nel consiglio comunale di San Paolo d’Argon ha menzionato questa situazione che ha generato una evidente distorsione in tutto il sistema distributivo locale a tutto vantaggio del grande centro commerciale; nessuno ha provato a chiedere se Bennet può aprire come meglio gli comoda in ragione di un qualche regolamento che non si conosce o in ragione di qualche accordo più o meno sottobanco con questa o quella amministrazione pubblica.
Solo il gruppo di maggioranza de “L’Alveare” ha accennato alle “difficoltà che tutte le attività commerciali stanno attraversando, partendo dalla presenza rilevante della grande distribuzione (Gdo)”.
Ma dove erano quelli de “L’Alveare”, o quelli della Lega Nord o del Pdl quando si poteva e doveva contrastare l’ulteriore espansione nei nostri territori della mega distribuzione commerciale, o quanto meno limitarne gli effetti, onde evitare che la piccola e media distribuzione commerciale venisse messa in ginocchio?
Purtroppo, al di là delle tempeste nel bicchier d’acqua, c’è da constatare che l’attitudine e la disponibilità a contrastare la prepotenza dei poteri forti sono merce particolarmente rara all’interno delle varie forze politiche rappresentate nel consiglio comunale di San Paolo d’Argon.

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