(12.12.11) BERGAMO. LO SCIOPERO DI STAMATTINA NON BASTA!

Dovrebbe essere chiaro a tutti che la mobilitazione non può finire qui. Lo sciopero e i lavoratori in piazza hanno smosso qualcosa nel quadro politico. Ma non possiamo accontentarci di qualche briciola, che forse il governo potrebbe essere perfino disposto a mollare, non per ragioni di “equità”, ma semplicemente per immagine (qualche calcolo preventivo devono averlo pure fatto anche i ministri-banchieri!). L’entità dell’attacco ai lavoratori e alle condizioni di vita della gente ha assunto dimensione mai viste; la mobilitazione della Fiom ci ha ricordato che l’attacco ai redditi popolari va di pari passo con l’attacco ai diritti fondamentali dei lavoratori, senza i quali non si può neanche più parlare di “diritto del lavoro”. E poi è sempre più chiaro, anche nella coscienza di massa, che questa manovra non c’entra un cavolo con la possibilità di rispondere alla stretta della speculazione finanziaria. Non si batte il capitale finanziario regalandogli ulteriori risorse e ulteriori spazi di manovra, a discapito della povera gente e a discapito della democrazia stessa. Né, come insegna la vicenda greca, non si contrasta la Bce uniformandosi ai suoi dettami. Dobbiamo preparare altre lotte, e altre forme di lotta, per risalire il baratro in cui vuole precipitarci la manovra Monti.

Bergamo. Qualche foto dal presidio Fiom: qui


(12.12.11) PENSIONI. AD EX-DIPENDENTE TOORA DI 53 ANNI OFFRONO LAVORO PER CONSENTIRGLI DI ARRIVARE ALLA PENSIONE…

* Gli mancavano 18 mesi, a fine novembre. Ma adesso con la manovra Monti quanto gli manca?

(AGI) - Bergamo, 29 nov. - Una volta tanto, ha un lieto fine una delle tante storie disperanti legate alla crisi. Una storia legata all’iniziativa della trasmissione “Ballarò”, che ha intervistato alla Cisl di Bergamo alcuni disoccupati in attesa di andare in pensione. Uno di loro, Gianluigi Lazzarini, 53 anni, di Ranica, tornitore, è stato poi sentito dal sito di informazione locale “Bergamonews”, al quale ha raccontato di essere rimasto senza lavoro quando l’azienda Toora, nel 2008, ha deciso di delocalizzare in Polonia, azzerando tre stabilimenti e 600 posti di lavoro. Lazzarini ha iniziato a lavorare a 14 anni, ha maturato 36 anni di contributi e per andare in pensione gli mancano 18 mesi. E ha raccontato la sua disperazione quando vede che nessuno è disposto a dare lavoro a un uomo della sua età. A questo punto ecco il colpo di scena. La sua intervista è stata letta da Giuseppe Guerini, 44 anni, segretario generale di Confcooperative Bergamo e presidente di Federsolidarietà Lombardia, che ha annunciato la sua disponibilità a dare all’operaio un lavoro per i 18 mesi necessari a maturare i requisiti per la pensione. “Leggendo l’appello di quest’uomo - ha raccontato Guerini a Bergamonews - da figlio ho pensato a quella generazione che si trova a vivere la crisi ad un’età non certo facile per collocarsi nel mondo del lavoro. E cosi’ ho deciso di offrire un’opportunita’ a Gianluigi Lazzarini, che con dignita’ ha raccontato la sua storia”. (Bg1) Bg1/Car
Fabbrica Toora (S. Paolo d’Argon), le nostre precedenti info: qui