(01.11.11) SAN PAOLO D’ARGON. HALLOWEEN 2011 (Piazza Cortesi)

 

 
Cfr. San Paolo d’Argon, Sporcare i muri”: qui

(30.10.11) SAN PAOLO D’ARGON IL TRAFFICO AUMENTATO IN VIA DEL CARAVAGGIO E IN VIA DEGLI ORZETI

Un tempo tranquille, i volumi di traffico sono incrementati malgrado i due dossi che sono stati fatti nei mesi scorsi in via del Caravaggio unitamente ai due punti con sensi alternati, per rallentare la velocità e per ricavare qualche posto auto dal momento che pressoché l’intera via risulta priva di parcheggi pubblici (cfr. l’assemblea dei residenti del novembre 2010: qui). Quanto alla via degli Orzeti, che prende il nome dall’antica cascina all’estremo ovest del centro abitato, è poco più di una strada campestre dove due auto ci passano con difficoltà, a servizio di una manciata di residenti; è un tratto breve, graditamente panoramico, dove ieri sera abbiamo notato un flusso spropositato di autoveicoli, malgrado il cartello “ztl” e malgrado l’ultimo tratto, quello che dà sulla via Sant’Alessandro (che fa da confine tra San Paolo d’Argon e Albano Sant’Alessandro e che porta all’ipermercato Bennet) sia particolarmente ripido e sconnesso. “Certi giorni si formano perfino le code, quando si incontrano due auto e devono fare manovra per passare. Non c’è più tranquillità“, ci ha detto uno dei pochi residenti di via degli Orzeti. Il fatto è che percorrendo la via del Caravaggio e la via degli Orzeti si può evitare un tratto della colonna della statale 42 almeno fino alla rotatoria della Ca’ Longa, ma crediamo che l’aumento del traffico avvenuto negli ultimi mesi sia legato anche all’apertura dell’ipermercato Bennet, che per questo percorso interno può essere raggiunto senza andare sulla statale. Dossi e sensi alternati non ci pare abbiano scoraggiato il traffico di attraversamento nelle due vie, che - né l’una né tanto meno l’altra - hanno mai avuto la funzione di strade di accesso all’ipermercato che è stato irresponsabilmente calato nel territorio. Ps.:la ZTL per via degli Orzeti è la stessa di via del Caravaggio, cioè dalle 7 alle 9 il traffico possono passare solo i residenti nel comune di  San Paolo d’Argon.


(24.10.11) CREMASCHI (Fiom) NO A BERLUSCONI E NO ALL’EUROPA DELLE BANCHE

«Diciamo no al taglio delle pensioni, nuova brutale aggressione ai diritti sociali del mondo del lavoro» e «no ai licenziamenti ancor più facili, alla flessibilità selvaggia, alle privatizzazioni, che contraddicono, tra l’altro, la decisione democratica del referendum». Questa è la netta presa di posizione di Giorgio Cremaschi, Fiom. «Bisogna di nuovo scendere in piazza e avere chiaro che tutti i movimenti di lotta, dai lavoratori ai cittadini indignati, agli studenti, ai movimenti ambientali, hanno oggi due avversari - aggiunge il sindacalista -. Da un lato il governo in carica, dall’altro il governo unico delle banche e della finanza che ha commissariato il governo Berlusconi e che vuole imporre le sue decisioni al nostro paese. Non c’è alcuna unità nazionale accettabile per tagliare le pensioni e i diritti dei lavoratori. Bisogna mettere in discussione la schiavitù del debito e chiarire che nessuno può pagare oggi i tassi di usura del debito pubblico per salvare le banche» conclude Cremaschi. (fonte: controlacrisi.org: qui)


(24.10.11) SAN PAOLO D’ARGON QUALCHE NOTA SUL BOLLETTINO COMUNALE E SUL SITO ISTITUZIONALE DEL NOSTRO COMUNE

L’ultimo numero del bollettino comunale (”Argo”), il primo fatto dalla nuova amministrazione, è costato più o meno come i precedenti: 3.052 euro la stampa e circa 2.526 euro il lavoro di redazione per un totale di 5.578 euro (2250 copie, quindi più di 2 euro alla copia), a cui bisogna aggiungere - per quanto modeste - le spese di distribuzione. E’ più o meno ciò che il comune ha versato come contributo alle famiglie per i libri di testo della scuola media in un anno. C’è da dire che quest’ultimo numero, fatto senza usare la carta ultra-patinata come i precedenti, appare più elegante e gradevole, ma come la stragrande maggioranza dei bollettini comunali dei vari paesi, presenta contenuti informativi molto modesti a vantaggio di temi, che sono senz’altro nobili (gite, manifestazioni sportive e conviviali e altro) dei quali però in altri comuni, anche più piccoli del nostro, si occupa la società civile a proprie spese e con propri strumenti. E’ noto che i bollettini di questo tipo più che ad informare vengono utilizzati per convincere i cittadini che si amministra nel migliore dei modi possibili, ma spendere per questo più di 5.000 euro a numero ci sembra francamente eccessivo. Nel frattempo il sito comunale, che dovrebbe essere lo strumento informativo per eccellenza, è entrato in decadenza. Oltre ai link che non funzionano e ai servizi ignorati dal sito, abbiamo notato che – per esempio - i verbali delle delibere dell’ultimo consiglio comunale (28 settembre) non sono ancora stati inseriti, mentre l’archivio delle delibere e delle determinazioni è fermo all’8 giugno 2011. E’ vero che – secondo quanto ci pare d’aver sentito in uno degli ultimi consigli comunali – sono previsti stanziamenti per rendere più funzionale il sito, ma più che di un portale aggiornato c’è bisogno di aggiornare il portale con frequenza, comunque sia il suo look.


(22.10.11) SAN PAOLO D’ARGON APRE UNA SALA GIOCHI IN VIA BARACCA 2…

La notizia ha meritato un articolo abbastanza lungo su “L’Eco” di ieri, non in se stessa (anche se è la prima sala giochi del nostro paese), ma perché i commercianti vicini temono che la sala giochi possa attirare i ladri. Questi tipi di esercizi commerciali - si pensa - sarebbero colpiti statisticamente in modo frequente dai furti e spaccate; peraltro attorno alle sale giochi della zona ci sarebbero stati anche episodi di spaccio di droga. Al di là di questi timori più o meno fondati, notiamo che questa sala va ad aggiungersi alle numerose slot-machine già presenti in quasi tutti i bar del paese, alle rivendite di gratta e vinci, alle svariate lotterie - comprese quelle istantanee - che si trovano nelle edicole e nei supermercati. E’ un problema delicato che vorremmo affrontare senza moralismi nè sociologismi. A nessuno però può sfuggire che l’industria del gioco sta assumendo una dimensione imponente. Chi se ne è occupato sulla stampa la mette in relazione proprio con l’estendersi della crisi perché le persone di fronte ad un futuro e ad un presente sempre più incerti e difficoltosi tendono più frequentemente a rifugiarsi nell’illusione di qualche vincita. E viene notato che a giocare sono soprattutto i ceti con redditi medio-bassi o inequivocabilmente bassi, con casi e storie pietose che alimentano i moralismi postumi. Per parte sua il governo con una delle ultime finanziarie se ne è occupato poco eticamente per incrementare i propri introiti (valutati a 8 - 9 miliardi) attraverso una ulteriore estensione dell’industria del gioco, che già può vantare un giro di oltre 60 miliardi. E’ quanto spende la gente a giocare legalmente, ma di tutti questi soldi ai giocatori ne ritornano sotto forma di vincite - in media - solo il 70-75%. Anche dall’altra parte della scala sociale, quell’1% che gestisce il capitale finanziario gioca intensamente, nelle borse o nelle altre svariate e sofisticate transazioni, e anche fra questa ultraminoranza vi è chi vince e chi perde. Ma qui la somma non è a -25%, come avviene per i miseri mortali che giocano alle slot-machine o al gratta e vinci, perché questa categoria attraverso i suoi giochi, transazioni e controllo della politica riesce a risucchiare denaro e risorse sottraendoli selvaggiamente al lavoro, ai beni comuni, alla povera gente. Invece di affidarci all’illusione del “gratta e vici” o altro, sarebbe più opportuno che l’attenzione popolare si rivolgesse nei confronti dell’1% affinché “risucchi” un po’ meno e ci lasci qualcosa di più, per farne poi ciò che ciascuno preferisce, fosse pure per giocarcelo al videopoker. I ragionamenti scontati qualche volta hanno molta verità, e alla fin fine di moralistico hanno ben poco.

Ps. Ci hanno fatto notare che nel nostro villaggio di sale giochi ce n’è già un’altra, almeno da qualche mese e anche un po’ periferica rispetto al centro abitato.

L’Eco di Bergamo 21.10.11: qui


(22.10.11) VAL DI SUSA DOMANI UN’ALTRA GRANDE MANIFESTAZIONE NO TAV

Domani la manifestazione a Giaglione. I promotori: non ci sarà nessun incidente. Giovedì sera l’assemblea preparatoria a Villar Dora. Il movimento: «Porteremo con noi solo tronchesine per tagliare le reti del cantiere illegittimo»

Chi voleva che il count-down in vista di domenica fosse un’escalation di tensioni ha avuto il ben servito. Non saranno certo i No Tav ad alimentarla. Gli interventi articolati, le mani alzate per un voto unanime e il coro liberatorio finale con il motto «Sarà düra» sono il ritratto di un’assemblea intensa, che giovedì sera a Villar Dora si è espressa favorevolmente rispetto alla proposta del coordinamento dei comitati. Sarà una giornata di disobbedienza civile a volto scoperto e a mani nude (senza oggetti contundenti, solo tronchesine per tagliare «le reti illegittime del non cantiere»). Avrà regole precise e condivise: «Nessuno dovrà accettare lo scontro. Nessuno di noi - ha spiegato Alberto Perino - può permettere che accada il minimo incidente. Ci stiamo giocando una grossa fetta del patrimonio di oltre vent’anni di battaglie». (continua, controlacrisi.org: qui)

No Tav, le nostre precedenti info: qui


* Lunedì 7 novembre 2011, ore 20.45, INCONTRO PUBBLICO SULLA CRISI, presso la sala consiliare (biblioteca comunale, entrata da via Giovanni XXIII). Contributi di Giuseppe SEVERGNINI (operatore sindacale presso la Fiom/Cgil - Grumello del Monte) e Giovanna VERTOVA (docente di economia - Università di Bergamo)

* Precederà l’incontro la proiezione di un video autoprodotto sulla manifestazione del 15 ottobre a Roma.

Banca Centrale e governi europei, i poteri forti della finanza vogliono convincerci che dobbiamo pagare il pareggio del bilancio pubblico, attraverso le privatizzazioni, i tagli alla spesa, l’innalzamento dell’età pensionabile, la libertà di licenziare arbitrariamente, la totale precarizzazione del lavoro e della vita.
Si nega il futuro ai giovani e si vuole opprimere una popolazione che negli ultimi vent’anni ha visto continuamente decrescere i propri redditi e i propri diritti; sempre maggiore è il numero delle persone, lavoratori, artigiani, giovani, anziani, disabili che anche nei nostri paesi vivono nella difficoltà e nella disperazione.
Di qualsiasi colore sia lo schieramento politico che vuole imporre le politiche dei tagli, noi diciamo che queste ricette vanno respinte perché sono inique, buone solo per difendere rendite e privilegi di coloro che distruggono il lavoro, l’istruzione, i beni comuni, il territorio, le comunità.
Vogliono portarci nel baratro, ma è possibile l’alternativa perché ci sono tutte le risorse per uscire dalla crisi: investendo nella giustizia sociale, nel sapere, nella riconversione ecologica, nella partecipazione, nella redistribuzione della ricchezza, nella difesa dei beni comuni, nella pace (e non nella guerra), per una vita migliore. Già un grande movimento si sta diffondendo in tutto il mondo e nel nostro paese; ci dice che, di fronte a una politica tutta ripiegata sui dictat delle banche, del capitale finanziario, la risposta dipende anche da ciascuno di noi, cittadino, lavoratore, giovane o meno giovane, uomo o donna.
Incontriamoci pertanto, parliamone, organizziamoci anche nelle nostre realtà. Questa non è la nostra crisi, noi il debito non lo paghiamo. San Paolo d’Argon, 29.10.11.

Per comunicazioni: L’Alternativa-San Paolo d’Argon c/o Luca tel. 338.7268790. Le nostre foto della manifestazione del 15 ottobre a Roma: QUI


(29.10.11) PALOSCO. PRESIDIO ANTISFRATTO DAVANTI AL MUNICIPIO

A settembre, grazie alla presenza di cittadini e lavoratori, nonché di una delegazione di attivisti del Comitato Basta Sfratti, è stata messa in atto un’azione di resistenza per evitare lo sfratto di Rita, lavoratrice precaria e assegnataria di casa popolare comunale, che aveva accumulato un debito con il comune a causa di un periodo di disoccupazione che da cui è uscita solo recentemente. Questa azione spinse l’Amministrazione comunale sospendere la richiesta di sfratto fino al prossimo 3 novembre.  In queste ultime settimane Rita ha così potuto avere un tetto.
Il rinvio dello sfratto è un risultato, se si tiene conto dell’ostilità esagerata con cui l’Amministrazione comunale guarda alle richieste avanzate dall’inquilina.
Fortunatamente durante gli ultimi mesi Rita, con grande fatica, è riuscita ad estinguere quasi completamente il debito, contraendo prestiti e vedendosi pignorata lo stipendio.
Per questo motivo crediamo che il Sindaco di Palosco dovrebbe accogliere la richiesta, sostenuta anche dal sindacato Unione Inquilini, di rinunciare alla esecuzione forzata dello sfratto e permettere a Rita di rimanere a vivere in un alloggio delle case popolari di Palosco. Per questi motivi, sabato 29 Ottobre alle ore 11, saremo al Municipio di Palosco per incontrare il Sindaco e sottoporgli questa soluzione, l’unica che puo’ evitare a Rita di finire in strada.
Invitiamo tutti i cittadini a portare solidarietà a Rita e a partecipare al presidio indetto dal Comitato Basta Sfratti che si svolgerà sabato 29 ottobre dalle ore 10.30 fuori dal Municipio di Palosco, in Piazza Castello.
Comitato Basta Sfratti - Bergamo. Per comunicazioni c/o Fabio, tel. 339.7728683.
PS: per chi può ci troviamo mezz’ora prima, alle ore 10, fuori dalla casa di Rita in via Aldo Moro n. 43 a Palosco. (cfr. Facebook)

  • Sfratti, precedenti info: qui; Palosco, precedenti info: qui

(20-21-22.10.11) BERGAMO. I TUNISINI VOTANO PER L’ASSEMBLEA COSTITUENTE DEL LORO PAESE

Anche a  Bergamo le cittadine e i cittadini della Tunisia potranno votare nel seggio istituito in Via C. Cantu’ 2 (quartiere Villaggio degli Sposi), dalle ore 7.oo alle ore 19.oo (circa) di giovedi 20, venerdì 21 e sabato 22 ottobre, presentandosi con i documenti di riconoscimento del loro Paese. Potranno scegliere tra le 22 liste che si presentano in Italia per l’elezione di 3 rappresentanti all’Assemblea Costituente. Tra le liste, vi è quella de “Il processo rivoluzionario”, la lista unitaria promossa da personalità e forze della sinistra radicale tunisina, tra cui il Partito comunista  operaio della Tunisia (segretario generale Hamma Hammami). Candidato capolista per l’Italia è Riadh Zaghdane, che vive in Italia da diversi anni ed è sindacalista della Usb. Info: tel. 327.0055974 (Malek)

“Il processo rivoluzionario”: programma elettorale: italiano - arabo; presentazione dei candidati (arabo): qui; volantino elettorale: qui




Andrea Zanzotto

Pieve di Soligo 10 ottobre 1921

Conegliano 18 ottobre 2011


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