(22.08.11) ANPI VALCAVALLINA E VALCALEPIO NO ALLA SOPPRESSIONE DELLE FESTE CIVILI

Il 25 Aprile , il 1 maggio e il 2 Giugno non si toccano!!! Anche la sezione A.N.P.I. Valli Calepio e Cavallina protesta contro questa ennesima pericolosissima proposta del governo… Berlusconi. Cancellare il 25 Aprile vuol dire rinnegare e disprezzare il sacrificio fatto da tante donne ed uomini per donarci la libertà!!! Cancellare il 1 Maggio vuol dire scordarsi che il lavoro è un diritto sancito dalla nostra Costituzione e non, come sta succedendo in questi ultimi anni, un ricatto o uno sfruttamento delle classi più deboli. Cancellare il 2 Giugno vuol dire cancellare la nostra storia di Repubblica libera e democratica, che ha saputo riscattare un intero paese dall’oblio del ventennio fascista frutto anche delle scelte fatte dalla monarchia dei Savoia. Cancellare queste festività vuol dire eliminare in solo colpo un pezzo della nostra gloriosa storia. Prendiamo atto del comunicato del comitato Nazionale dell’A.N.P.I. che afferma che l’associazione non può che manifestare la propria vivissima preoccupazione. A nostro avviso questo non è sufficiente, bisogna che l’associazione si metta alla testa della protesta, dia la possibilità di dare sfogo ai tanti cittadini arrabbiati ed indignati per questo provvedimento, questo anche tramite l’indizione di una o più manifestazioni nazionali. Quindi ci rendiamo disponibili e ci impegniamo con tutte le associazioni, i movimenti, i partiti democratici le singole persone che si rifanno alla Costituzione perché si ritrovino assieme sul che fare anche nella nostra realtà per portare avanti una protesta di massa, che punti a cancellare misure e norme odiose, antisociali e antidemocratiche, propugnate da un governo che deve essere mandato a casa al più presto prima che faccia ulteriori danni. Invitiamo tutti coloro che credono ancora fortemente nei valori usciti dal 25 aprile, dal 1 maggio e dal 2 giugno a partecipare ed a diffondere questo appello!!! W il 25 Aprile W L’Italia Libera ed Antifascista!!!

(22.08.11 - Belotti Tiziano Presidente, Bernasconi Marco Segretario, Sez. ANPI Valli Calepio e Cavallina)

Anpi Valcalepio e Valcavallina, cfr. Facebook: qui

(23.08.11) NON CANCELLATE IL GIORNO DELLA LIBERAZIONE DEL NOSTRO PAESE, IL GIORNO DEL LAVORO, IL GIORNO DELLA REPUBBLICA. FIRMA ANCHE TU. La petizione della Cgil: qui


(24.08.11) MANOVRA. LA CGIL HA INDETTO LO SCIOPERO GENERALE PER MARTEDI’ 6 SETTEMBRE. PREPARIAMOLO E PREPARIAMOCI

* Dallo sciopero all’opposizione sociale

di Giorgio Cremaschi (Liberazione del 24/08/2011)

Solo tre settimane fa la signora Emma Marcegaglia parlava come portavoce di tutte le parti sociali, compresa la Cgil. Ora questa stessa organizzazione proclama per il 6 settembre uno degli scioperi generali più veri e duri nella storia del Paese. Tra questi due fatti di segno diametralmente opposto non c’è solo di mezzo la manovra disastrosa del governo. La decisione della Cgil è il segno della crisi totale della concertazione, della complicità, della politica di patto sociale. (segue oltre)

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(22.08.11) FIOM. IL 5 E 6 SETTEMBRE MANIFESTAZIONE  STRAORDINARIA CONTRO LA MANOVRA

“Il 5 e il 6 settembre, nei giorni in cui il Senato inizierà a discutere della manovra, chiameremo i cittadini, i giovani e i pensionati a riempiere le piazze d’Italia, compresa quella davanti a Palazzo Madama”. A dirlo è Maurizio Landini, segretario della Fiom, in un colloquio con il Corriere della Sera a proposito di quella che ritiene ”la gravità di una nuova manovra economica”. “Una manifestazione straordinaria – afferma Landini – che si accompagnera’ alla mobilitazione permanente”. Per Landini, che vorrebbe ”unire i soggetti sociali colpiti dalla crisi per chiedere una nuova moralità e un cambiamento politico”, la crisi viene usata anche per ”cancellare diritti fondamentali” come l’articolo 18, l’abolizione implicita del 25 Aprile e del Primo Maggio, e della festa della Repubblica. ”Il nostro obiettivo – ammette Landini – è cambiare il governo” e le forme di ”lotta non devono limitarsi alla testimonianza”. Ma precisa: ”La Fiom è ovviamente contraria a ogni forma di violenza e vigilerà con attenzione su ogni possibile eccesso”. La nostra manifestazione – conclude – ”nasce per dare più efficacia allo sciopero generale”, anche perche’ ”l’intesa con le altre sigle e Confindustria ha dato un’arma impropria al governo, la Cgil ora dica che è carta straccia”. Da parte nostra - come “L’Alternativa - San Paolo d’Argon” - riteniamo che la manifestazione proposta dalla Fiom possa diventare uno dei momenti di riferimento, di lotta e di unità, per tutte le realtà sindacali, associative e politiche che intendono contrastare la  manovra economica del governo. Per quanto riguarda la provincia di Bergamo, si segnala altresì l’appello di qualche giorno fa del segretario Prc/FdS Ezio Locatelli a “tutte le associazioni, i movimenti, i partiti democratici che si rifanno alla Costituzione” perché “si ritrovino per valutare assieme sul che fare non solo per portare avanti una protesta, ma per cancellare misure e norme odiose, antisociali e antidemocratiche, propugnate da un governo che deve essere mandato a casa al più presto” (cfr. QUI).



(22.08.11) SAN PAOLO D’ARGON CALDO BOIA ANCHE NEL NOSTRO VILLAGGIO

Quella di oggi è stata annunciata dai media come la giornata più calda dell’anno. Anche a San Paolo d’Argon si cuoce. Ci si preoccupa in particolare per gli anziani, tanto che l’Amministrazione comunale insieme all’associazione Auser ha messo a disposizionen da oggi la Sala di musica climatizzata (in via Locatelli, ore 10.00-12.00 e ore 14.00-18.00). Il caldo rende più dura la fatica di vivere. Figuriamoci la fatica di lavorare, ma per le lavoratrici e i lavoratori - in attività numerosi anche in questa settimana per quanto considerata ancora di ferie - non crediamo ci siano particolare sollecitudini da parte dei datori di lavoro nelle fabbriche, sui cantieri, negli uffici e così via. Certe “sollecitudini” rischiano infatti di incidere sul costo del lavoro e sui tassi di profitto, mentre - a proposito di fatica di lavorare - la classe politica di governo è in queste ore affannata per trovare il modo di imporre prolungamenti alla vita lavorativa dei lavoranti e di derubricarne qualche altro diritto. E un diritto in meno sui posti di lavoro significa immediatamente fatica, sudore e stress in più, che diventano più gravosi quando appunto fa caldo. In questi anni di deregolamentazione le ferie nei mesi estivi - per effetto della flessibilità e della precarietà - sono state assottigliate spaventosamente e per tanti addirittura sono state cancellate, mentre è aumentato il numero delle categorie e dei lavoratori per i quali il periodo di massima attività coincide con i mesi più caldi. Il gran caldo, inoltre, chiama in causa ovviamente i cambiamenti climatici, che derivano - come è noto - dall’aumento spaventoso dello sfruttamento delle risorse del Pianeta. I passi avanti per rimediarvi sono deboli ed incerti, permanendo contraddizioni - secondo alcuni strutturali ed ineliminabili - fra salvaguardia dell’ambiente e i già citati tassi di profitto. Evitiamo tuttavia di addentrarci su questa problematica, che risulta perfino angosciante, per dire qualcosa di più su quello che ci sta vicino, cioè il nostro villaggio, che vediamo essere costituito da un numero crescente di abitazioni, capannoni dalle coperture estese, l’asfalto di tanti piazzali pubblici e privati, le serre estesissime della neo-agricoltura, il traffico e così via, cioè il paesaggio che è stato profondamento trasformato negli ultimi decenni. Tutto questo - è il sospetto di tutti - qualche conseguenza piccola o grande la deve pur avere sulle alte temperatura estive nel nostro villaggio. Ce lo ha confermato peraltro il biometereologo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) Teodoro Georgiadis in un articolo che abbiamo letto qualche giorno fa: “Più le città sono vaste e colme di manufatti, siano essi strade, abitazioni, palazzi più la temperatura percepita sarà alta. Questo accade perché i raggi solari ad onda corta che arrivano sulla terra vengono assorbiti da questi oggetti e trasformati in raggi ad onda lunga aumentando così il calore che percepiamo”. Per ovviare a ciò e non trasformarsi in “veri e propri forni solari”, lo scienziato sottolinea come sarebbe necessario reinserire ampi spazi verdi all’interno del tessuto urbano. “Ma il vero problema per l’uomo, specialmente per i malati, gli anziani e i bambini sono le massime notturne, perché queste disturbano il sonno delle persone. L’innalzamento delle temperature la notte è un’altra conseguenza della cementificazione della città”. Ma attenzione anche all’utilizzo della climatizzazione domestica che comporta un ulteriore aumento del calore terrestre: “per una frigoria casalinga infatti questi impianti rilasciano nell’atmosfera diverse calorie” e ciò concorre a rendere sempre più insopportabili le estati cittadine. Georgiadis parla di “città”, ma secondo noi l’urbanizzazione diffusa del nostro “sprawl” locale - nel quale gli spazi verdi vengono non inseriti, ma cancellati progressivamente - accentua anziché limitare i fenomeni descritti dallo scienziato.



(21.08.11) SERIATE. ORDINE DEL GIORNO CONSILIARE A DIFESA DELLE FESTIVITA’ CIVILI

Contro la volontà di “spostare alla prima domenica successiva le uniche festività civili (25 Aprile, 1° Maggio e 2 Giugno)”, secondo quanto contenuto nelle disposizioni del governo in merito alla manovra economica, il capogruppo consiliare Prc, compagno Morgan Cortinovis, ha presentato un ordine del giorno perchè sia discusso e votato nel Consiglio comunale della Città di Seriate. L’ordine del giorno chiede che il Presidente della Repubblica “tuteli le festee civili che valorizano il senso della Nazione e l’irrinunciabilità della libertà”. E chiede “al Governo e al Parlamento di cancellare dal provvedimenbto economico le disposizioni riguardanti la sopressione e lo ’scioglimento’ delle festività civili nella prima domenica utile”. Di seguito il testo del documento di Cortinovis, che può servire come traccia per presentare analoghi ordini del giorno in altri consigli comunali.

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(20.08.11) MANOVRA CHE ANCHE LA CHIESA CATTOLICA FACCIA LA SUA PARTE!

Oltre all’8 per Mille c’è anche l’8 per Cento!

“Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria”. Recita così la pagina di Facebook aperta da un gruppo che chiede di eliminare le agevolazioni fiscali a favore della Chiesa e che al momento ha ricevuto oltre 22 mila adesioni (*). Un numero notevole di adesioni tanto che se ne sta interessando pure la stampa. Molti sono cittadini decisi a far sentire la propria voce, come si può leggere sulla bacheca on line. “Provate a non pagare l’affitto se siete loro inquilini!”, azzarda uno dei post. “Non solo Ici, ci fregano miliardi con 8 per mille”, recita un altro. Da parte nostra ricordiamo che oltre all’8 per Mille c’è pure l’8 per Cento: l’8% degli oneri di urbanizzazione che i nostri comuni sono tenuti a devolvere alle confessioni che presentano progetti edilizi da realizzarsi sul territorio. Inutile ricordare che la Chiesa cattolica se li prende quasi tutti! Invitiamo quindi  ad associarsi alla pagina di facebook.com/VATICANOPAGATU

(*) Alle ore 24.00 del 21.08.11 le adesioni sono già diventate più di 100.000!



(21.08.11) COLLI DI SAN FERMO UN MESE DOPO LA GARA DI ENDURO. FOTOGRAFIE

Le foto sono state scattate dai nostri amici di Grone la mattina del 17 agosto ultimo giorno concesso dalla Comunità Montana per il ripristino dei percorsi dopo la gara del campionato italiano di enduro che si è svolta il 16 e 17 luglio in Valcavallina (cfr. qui). Se sul Monte Gremalto e in alta Valle Spirola il ripristino sembra essere stato svolto decentemente (tanto che l’erba ha cominciato effettivamente a ricrescere), ben diversa è la situazione che si presenta sul Monte Ballerino o sul sentiero Cai n. 613 (quello che sale al piazzale Virgo Fidelis sui Colli di San Fermo). Si notano in particolare sul sentiero Cai ancora i profondi solchi lasciati dal passaggio delle moto e non sembra sia stata effettuata alcuna semina d’erba. In alcuni casi ci si è limitati a nascondere i solchi con il l’erba falciata. Si constata che sui prati e sui sentieri privati il ripristino è stato eseguito in modo scrupoloso, ma non così è avvenuto negli spazi pubblici o comuni interessati dalla gara di enduro! Di certo c’è ancora parecchio da fare per rendere il ripristino meno approssimativo e diseguale. Per questo invitiamo anche noi le autorità preposte ad utilizzare correttamente la fideiussione depositata dagli organizzatori della gara di enduro per completare degnamente i lavori.

LE FOTO: QUI

Le nostre precedenti info: qui


(12 - 21.08.11) TORRE BOLDONE

TUTTE LE SERE DA VENERDI’ 12 A DOMENICA 21 AGOSTO

Spazio feste presso gli impianti sportivi (viale Lombardia) di Torre Boldone (bg)

(21.08.10) I BIGLIETTI DELLA SOTTOSCRIZIONE A PREMI ESTRATTI QUESTA SERA: QUI

I premi si ritirano presso il Circolo Prc di Torre Boldone, telefonando a Maurizio Rovetta tel. 349.5511620

IL PROGRAMMA: QUI

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(18.08.11) VALCAVALLINA-REVIVAL DUE GIOVANI RAPINANO UNA BANCA IN SLOVENIA

Due ragazzi di 24 e 22 anni, uno di Monasterolo e uno di Spinone, il 16 agosto sono stati protagonisti della rapina in una banca slovena vicino a Capodistria. Bottino di 100.000 euro, ma durante la fuga sono stati catturati. Un poliziotto è stato ferito in modo non grave da un colpo di pistola. Quella delle rapine all’estero, non in Slovenia (dove c’era poco da rubare) ma soprattutto in Svizzera, più o meno negli anni Settanta era una pratica in voga tra la “mala” della Valcavallina, che peraltro non disdegnava certo per le sue gesta il territorio nazionale, vicino o lontano. Quanti tutt’oggi si lamentano dell’”insicurezza dilagante” attribuendola comunemente agli immigrati, dovrebbero fare mente locale sui livelli di criminalità e illegalità diffusa in Valcavallina solo qualche decennio fa, quando di stranieri qui non ce n’era proprio nessuno. Espressione di una crisi sociale e di un disagio giovanile legati ai cambiamenti che si registravano in quegli anni con il velocissimo passaggio dal mondo contadino alla modernità del mercato e dell’industria, tali fenomeni - del tutto separati dai movimenti di lotta e protesta parimenti diffusi, che pure nascevano dallo stesso clima sociale - meriterebbero una ricostruzione, anche solo per ricordarne le tragiche conseguenze, comprese quelle che colpirono i protagonisti, finiti spesso dimenticati nelle galere o nell’emarginazione, o morti ammazzati in conflitti a fuoco con i poliziotti. Diversi di questi nostri coetanei - non pochi erano nostri conoscenti - tuttavia hanno potuto “reinserirsi”, come si dice comunemente ai giorni nostri; qualcuno addirittura ha fatto fortuna, tanto da ingrossare la schiera dei benpensanti che oggi reclamano sicurezza e si lamentano degli stranieri. Il revival di Capodistria dell’altro ieri ci ricorda purtroppo che il passato solo a fatica e dopo tempi infinitamente lunghi può forse diventare effettivamente tale.

Rassegna stampa. L’Eco di Bg 16.08.11: qui; Bergamonews.it 16.08.11: qui; Bergamonews.it 17.08.11: qui; Bergamonews.it 19.08.11: qui



(17.08.11) CRISI. WARREN BUFFET, I MEGA-RICCHI SONO TROPPO COCCOLATI. ORA PAGHINO DI PIÙ

(ANSA) «I nostri leader hanno chiesto sacrifici condivisi». Ma «hanno risparmiato» me e «i miei amici». Mentre «la middle-class stenta ad arrivare a fine mese», noi «continuiamo a goderci i nostri sgravi fiscali straordinari». È un appello esplicito quello del finanziere Warren Buffet che dal New York Times - ripreso da diversi quotidiani italiani, tra cui la Repubblica che ne riporta la traduzione - chiede di tassare di più i super-ricchi, dicendo che sono troppo «coccolati» e «protetti quasi come specie in via d’estinzione». Quest’anno, rivela Buffet, «ho pagato all’erario quasi 7 milioni di dollari, ovvero solo il 17,4% del mio imponibile. Tutte le 20 persone che lavorano con me hanno pagato aliquote più alte, in media del 36%». E aggiunge: «Chi fa i soldi con i soldi alla fine versa meno al fisco di chi guadagna lavorando». Secondo il Corriere della Sera - che riporta alcuni stralci dell’articolo firmato dal finanziere, fan del presidente Obama e della sua idea di aumentare le tasse a chi guadagna più di 250 mila dollari all’anno - il piano di Buffet prevede di alzare la tassazione per i 240 mila che prendono più di un milione di dollari e un prelievo maggiorato per gli 8 mila sopra i 10 milioni. Per il miliardario non è vero che un maggior carico fiscale porta i ricchi a investire meno: «Mai visto un caso simile da 60 anni in qua. Conosco bene molti mega-ricchi - scrive - Fanno un sacco di filantropia. Alla maggioranza non dispiacerebbe sborsare di più». L’oracolo di Omaha, come è soprannominato Buffet, conclude rivolgendosi al Congresso e al governo Usa: «I miei amici e io siamo stati coccolati a sufficienza da un Congresso ben disposto nei confronti dei miliardari. Adesso è arrivato il momento che il nostro governo faccia sul serio quando parla di sacrifici condivisi».


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