(17.09.10) STATALE 42 “ENTRO GENNAIO L’INIZIO DEI LAVORI DELLA VARIANTE ALBANO-TRESCORE” Lo dichiara l’assessore provinciale alla viabilità Giuliano Capetti. Dopo le disavventure con il Tar del Lazio, che aveva fatto rifare la gara d’appalto (cfr. le nostre precedenti info), pare tutto a posto, anche se “al momento non sono comunque esclusi ricorsi, che potrebbero far slittare nuovamente l’inizio dei lavori”. Anche la vicenda di questa specifica  variante è in ballo da molti anni, ma non si è perso tempo perché la programmazione urbanistica del territorio con la scusa della variante ha già orientato un sacco di operazioni speculative, quali centri commerciali, interporto, aree industriali e quant’altro. Col risultato che il traffico aumenta e aumenterà, i paesi rimarranno intasati, le code saranno sempre in agguato. Dove la variante lascerà libera la Statale attuale, ci si preoccupa molto che il traffico non diminuisca per non intralciare centri e piani commerciali (Pgt di San Paolo d’Argon, ad esempio) e dove la variante va a sboccare, ci si preoccupa moltissimo di preparare nuove aree commerciali per intercettare quelli che usciranno dalla superstrada (Pgt di Luzzana, ad esempio). Così va il mondo. Cfr. BergamoNews.it 17.09.10: qui. Le nostre precedenti info: qui


(16.09.10) ROMANO DI LOMBARDIA NUOVO SFRATTO, MA ANCHE QUESTA VOLTA LA SOLIDARIETA’ BATTE LA CRISI Oggi pomerigio, a Romano di Lombardia (Bg), era prevista l’esecuzione dello sfratto della famiglia di Mostafa, con moglie e dei due figli minorenni (Ayub di 5 anni e Zainab di 2). Mostafa, rimasto disoccupato, si è riconvertito a venditore ambulante ai mercati nei paesi della bassa bergamasca, ma guadagna poco, pochissimo, porta a casa 400-500 euro al mese, abbastanza soltanto per far mangiare i piccoli figli e la moglie e non riesce a pagare l’affitto da più di una anno. Ma nemmeno il proprietario, operaio in mobilità, con moglie e due figli a carico, se la passa meglio, e per questo aveva chiesto lo sfratto che oggi era giunto all’atto conclusivo, senza che il Comune si sia mai interessato delle sorti della famiglia sfrattata.  Ma per quest’oggi non se n’è fatto niente: il proprietario ha concesso una proroga di 15 giorni lasciando a disposizione della famiglia di Mustafà i 460 euro che l’Unione Inquilini aveva raccolto insieme ai cittadini che si sono mobilitati in solidarietà. Questi soldi - racconta Fabio Cochis dell’Unione Inquilini - sono l’affitto arretrato di settembre, cioè 360 euro più 100 euro di spese condominiali. È un atto d’accusa nei confronti del silenzio e dell’indifferenza espressa dall’amministrazione comunale verso gli inquilini e il proprietario dello stabile, entrambi in gravi difficoltà economiche”.

Cfr. Bergamonews.it 14.09.10: qui;  L’Eco di Bergamo 16.09.10: qui. Unione Inquilini Bergamo-precedenti info: qui