(14.12.18) BERGAMO. SE IL TUO APPARTAMENTO FINISCE ALL’ASTA, ANCHE TUTTA LA TUA PRIVACY FINISCE NEL SITO DEL TRIBUNALE

Sempre più alto è il numero delle famiglie la cui abitazione viene pignorata e messa all’asta o perché il mutuo casa non è stato più possibile pagarlo o per altre disgrazie. Sono tanti drammi che sconvolgono la vita delle persone.
In questi giorni più di mille sono le aste giudiziarie previste in provincia dal Tribunale di Bergamo e di queste una buona percentuale sono alloggi vissuti da famiglie che dovranno in un prossimo futuro andarsene dopo averci vissuto da anni e anni, forse dalla nascita o forse addirittura da prima.
Il sito delle aste giudiziarie non concede molto alla privacy: per ogni “lotto” messo all’asta viene indicato con precisione l’indirizzo, il link di google-maps, la scala, il numero dell’appartamento, il piano e così via, tanto che la tua famiglia può essere facilmente identificata da tutti i conoscenti.
Viene poi resa pubblica una “galleria fotografica” anche degli interni; e così in modo impietoso tutti possono vedere i dettagli più intimi e riservati della tua abitazione, a partire – per esempio - dalla stanza in cui dormi con tua moglie o tuo marito, il tuo comodino, la tua abatjour, i quadretti appesi, il copriletto, le tende alle finestre, lo scendiletto…
Anche la tua cucina è in bella mostra con le pentole, il lavandino, le stoviglie e il tavolo su cui ci si ritrova a desinare. E poi i libri, i soprammobili, i vasi dei fiori, l’alberello di Natale, i giocattoli dei bambini…; insomna i dettagli della tua vita. Ci sta pure l’immagine di un familiare preso di spalle, forse un anziano che da tempo non esce di casa e fatica a spostarsi dalla sua sedia.

Non sfuggono nemmeno i solai, dove ci sono i mobili dei nonni accatastati, i materassi, i tappeti, gli elettrodomestici rotti e tutti gli altri oggetti impolverati che non usiamo più da anni ma non abbiamo ancora trovato il tempo - o il coraggio - di separarcene definitivamente portandoli alla discarica.
E poi ci sono le foto dello scantinato o del box con le biciclette dei tuoi figli, i vecchi copertoni non più utilizzabili, la cassetta con con le cipolle e qualche attrezzo di lavoro.
La documentazione fotografica del tribunale, messa sotto gli occhi di tutti e a beneficio di quanti sono in cerca di buoni affari con le aste giudiziarie, non si ferma nemmeno alla toilette: il bidè, il rotolo della carta igienica, l’asciugamano, i panni sporchi, il telo della doccia…
C’è solo di tanto in tanto qualche striscia bianca o nera a nascondere dettagli forse perché troppo personali o perché il curatore fallimentare è preso da scrupoli.
Abbiamo fatto una breve ricerca nel sito del Tribunale di Bergamo dopo che un nostro associato – così ci ha detto - si è visto nelle scorse settimane piombare in casa gli addetti alle aste, non perché fosse moroso di alcunché ma perché è in corso il fallimento dell’immobiliare a cui paga l’affitto regolarissimamente. Anch’egli si è ritrovato con diverse foto dettagliate degli interni del proprio alloggio pubblicate nel web, ha provato rammarico per essere stato troppo accondiscendente con gli addetti del curatore fallimentare e ci ha chiesto di fare qualcosa: per sé e per tutti gli altri che incorrono in simili sgradevoli esperienze.
E non ci rimane – per ora - che pubblicare questa nota con la speranza che possa suscitare qualche attenzione e convincere chi ne è responsabile ad agire nel rispetto degli affetti di ciascuno invece di squadernare tutto nel web. Il diritto alla privacy deve valere tanto per i ricchi quanto per i poveri che perdono la casa.
Nella foto collage sopra riportata sono riprodotte alcune immagini di interni pubblicate in www.tribunale.bergamo.it, sezione vendite giudiziarie, foto scelte tra quelle più comuni e variamente tagliate o modificate per non incorrere a nostra volta in quanto vogliamo denunciare. (14.12.18, Unione Inquilini Bergamo)

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(12.11.18) TREVIGLIO. UNIONE INQUILINI: ORA ANCHE UNA AGGRESSIONE A UNA INQUILINA, NOSTRA ASSOCIATA

E’ ANDATA NUOVAMENTE ALL’OSPEDALE MASSIRA, GIOVANE MADRE CON FIGLI MINORENNI, AGGREDITA SABATO PERCHÈ NON RIESCE A PAGARE L’AFFITTO.
UNIONE INQUILINI CHIEDE ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI RIPRISTINARE LA TUTELA DELLE PERSONE POVERE E INDIFESE CHE SONO STATE IMMOTIVATAMENTE TAGLIATE FUORI DALLE POLITICHE DI AUSTERITA’

È dovuta tornare quest’oggi nuovamente all’ospedale, Massira, donna sola con i suoi due figli minorenni, aggredita a Treviglio sabato scorso. Il pronto soccorso oggi, 12 novembre, ha giudicato la sua condizione di salute mediamente critica per rischio evolutivo (codice giallo) dopo che sabato sera la giovane donna era stata aggredita (quasi certamente) dal parente del suo proprietario di casa.
Massira abita, sola con i suoi due figli minorenni, in un appartamento a Treviglio. A causa delle difficoltà economiche, dovute all’abbandono del tetto coniugale del marito e alla precarietà lavorativa, Massira non è più riuscita a sostenere l’affitto e le spese condominiali. Massira si è rivolta allo sportello sociale di Unione Inquilini, i cui attivisti hanno contattato l’avvocato della proprietà e i servizi sociali del Comune per poterla tutelare. Purtroppo l’attivismo della donna ha dato fastidio a qualcuno. Massira, sabato sera, mentre rientrava a casa, è stata avvicinata da un parente del proprietario di casa che ha inveito contro di lei; l’ha poi spintonata facendola cadere a terra e accanendosi su di lei, malmenandola.
Fortunatamente alcuni passanti e vicini di casa sono intervenuti interrompendo l’aggressione ma la donna ha dovuto rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale di Treviglio che ha certificato lesioni guaribili in 7 giorni. Regolare denuncia è stata sporta presso il locale Commissariato di Pubblica Sicurezza.
Non è la prima volta che a Treviglio proprietari di casa si sono sentiti legittimati ad aggredire gli inquilini, soltanto perché non più in grado di pagare l’affitto. Sicuramente le politiche regressive sul piano sociale di questi ultimi tempi nonché le campagne d’odio nei confronti degli immigrati o delle persone povere hanno creato un contesto che porta anche ad atti inconsulti e violenti contro persone povere e indifese, contro donne.
Gli attivisti di Unione Inquilini puntano il dito contro le istituzioni di governo, dal livello nazionale a quello locale. In particolar modo, da alcuni mesi, stiamo denunciando le responsabilità dell’Amministrazione comunale di Treviglio che, a nostro giudizio, ha dismesso ogni politica di tutela delle persone povere e degli inquilini.

Abbiamo aderito al presidio che si è tenuto questa mattina, davanti all’alloggio di Massira, e parteciperemo alla assemblea che si terrà martedì 13 novembre, ore 15.30, a Treviglio in via Cavour 10, dove si parlerà di una mobilitazione che richieda all’Amministrazione comunale di riattivare una politica sociale e abitativa degna di questo nome: a partire dalla riapertura del bando delle case popolari, passando per l’utilizzo dei fondi per il sostegno agli inquilini morosi e sotto-sfratto, per finire alla messa a disposizione di alloggi temporanei a tutela delle donne sole con minori sottoposti a sfratto per morosità. (Treviglio, 12.11.2018 Per info: Unione Inquilini, 3397728683 - Fabio Cochis)

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SERIATE. Sfratto. 64enne non riesce più a pagare il mutuo-casa e rischia di finire al dormitorio. Mobilitazione solidale

* Lunedì 22 ottobre, presidio solidale antisfratto in Via Cerioli 1, dalle ore 10.00

Abou Saleh, cittadino italiano di origine egiziana, insieme a suo figlio quindicenne, lunedì subirà lo sfratto dalla abitazione di Via Cerioli 1 a Seriate. Hanno perso la casa all’asta , in quanto Abou Saleh, disoccupato da tempo, non è più riuscito a far fronte alle spese del mutuo.

Come è noto, negli anni scorsi nella bergamasca abbiamo assistito una moltiplicazione dei mutui-casa offerti dal sistema creditizio in modo selvaggio per “drogare” il business dell’edilizia illudendo migliaia di famglia ed appropriandosi dei loro risparmi.

In una realtà come la nostra in cui agenzie immobiliari e proprietari di abitazioni sono particolarmente restii ad affittare a stranieri, quella del mutuo è stata una scelta obbligata per molte famiglie immigrate.

Inutile dire che, col sopraggiungere e il perdurare della crisi economica, un numero impressionante di famiglie, straniere e non, non è più riuscita a pagare i mutui perdendo di conseguenza la casa

L’alternativa proposta dal Comune ad Abou Saleh è quella di mandarlo al dormitorio, mentre per il figlio si pensa di inserirlo nell’abitazione del fratello che vive già in ristrettezza in un bilocale con un figlio e moglie incinta.

Nel territorio del Comune di Seriate ci sono almeno 700 abitazioni sfitte o invendute; da tre anni il Comune non rinnova il bando per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, il cui patrimonio ammonta a poco più 180 appartamenti di cui – secondo una nostra valutazione – almeno una decina sono ancora vuoti.

Sono segnali di gravei carenza nella politica delle casa da parte dell’Amministrazione comunale.

Che a 64 anni Abou Saleh sia costretto a finire all’albergo popolare, crediamo sia un’umiliazione che gli possa e debba essere risparmiata.

Per questo non intendiamo lasciarlo solo e chiediamo alla cittadinanza di sostenere la mobilitazione per chiedere di rimandare lo sgombero al fine di consentire la ricerca di una soluzione alloggiativa dignitosa e non precaria, sia per il padre che per il figlio.

L’appuntamento è alle ore 10.00 di lunedì 22 ottobre in Via Cerioli 1 a Seriate. (Unione Inquilini Bergamo e provincia, 20 ottobre 2018 - per comunicazioni tel. 3397728683)

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(8-13.10.18) MOBILITAZIONE NAZIONALE “SFRATTI ZERO”: DIRITTO ALLA CASA, AL LAVORO, AL REDDITO. GLI APPUNTAMENTI A BERGAMO E PROVINCIA

In bergamasca, ogni anno, fin dall’inizio della crisi economica, non meno di 400-500 famiglie subiscono sentenze di sfratto, nel 90% motivate da morosità per lo più incolpevole. A questi bisogna aggiungere le famiglie che perdono la casa perché non riescono più a pagare il mutuo, situazioni queste molto frequenti in alcune zone della provincia, ma che sfuggono alle statistiche ufficiali. Ogni anno oltre 500-600 famiglie sono sfrattate con l’uso della forza pubblica.
Tante sono collocate nelle graduatorie comunali per una casa popolare, alle quali non viene data nessuna risposta concreta. Tutto questo mentre alcune migliaia di alloggi di edilizia pubblica rimangono ancora oggi chiuse perché prive di manutenzione.
Ogni anno, centinaia di lavoratori e pensionati sono costretti ad andare in sofferenza nel pagamento degli affitti e delle spese condominiali, anche nelle case popolari, a causa dei processi di privatizzazione dell’edilizia residenziale pubblica imposti dai governi della Regione Lombardia.
Questi sono gli effetti delle politiche liberiste e di precarizzazione del lavoro attuate dai governi nazionali che si sono succeduti in questi anni e che hanno prodotto licenziamenti e forti riduzioni nei redditi.
Il Governo Salvini-Di Maio sta creando, anche attraverso il decreto sicurezza, divisioni tra i ceti popolari e razzismo, imponendo l’idea che il nemico è colui che ha i tuoi stessi bisogni ma è un poco più povero.
Noi rifiutiamo questa visione della società. Tutti i lavoratori, italiani e stranieri, sono costretti ai licenziamenti, all’azzeramento dei diritti nei luoghi di lavoro, alla riduzione dei redditi. Per questo tanti perdono la casa e sono condannati alla esclusione sociale.
Il territorio di tanti comuni della provincia, in questi ultimi decenni è stato deturpato, vittima di una cementificazione selvaggia che è stata favorita dalla deregolamentazione urbanistica.
Nonostante questo, i governi, quelli di prima e quello di adesso, pensano che la soluzione del problema casa  stia nella riduzione, fino all’azzeramento, dell’intervento pubblico per liberare la rendita immobiliare speculativa da regole e vincoli sociali, con tanto di provvedimenti repressivi verso chi è ridotto alla disperazione.
Ottobre 2018 è il mese di mobilitazione “Sfratti Zero”, lanciata dall’Alleanza Internazionale degli Abitanti. Questi gli appuntamenti che abbiamo previsto nei prossimi giorni:

* Lunedì 8 ottobre, assemblea degli inquilini delle case popolari a Bergamo, Via Luzzatti, Saletta del Portierato sociale (in collaborazione con il Comitato inquilini di Via Luzzatti)

* Martedì 9 ottobre a Bergamo, assemblea degli attivisti e delle famiglie sfrattate, alle 19 presso la sede di Unione Inquilini in Via Borgo Palazzo 84/g (al termine cena sociale autogestita).

* Mercoledì 10 ottobre a Treviglio, manifestazione cittadinacon ritrovo in Via Casnida 41 alle ore 16.00 e inizio corteo ore 17.00. In collaborazione con il Collettivo “Tana Libera Tutti”.

* Sabato 13 ottobre a Bergamo, manifestazione unitaria promossa da comitati e organizzzaioni sindacali, ritrovo alle ore 14.30 in Via Torquato Tasso 8 (Prefettura).

Unione Inquilini Bergamo e provincia, 7 ottobre 2018 (per comunicazioni tel. 3397728683)

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(27.09.18) TREVIGLIO. Le politiche abitative neo-liberiste hanno prodotto un disastro sociale. Uniamoci per una mobilitazione in difesa del diritto alla casa


* Assemblea degli attivisti anti-sfratto e delle famiglie di inquilini: Treviglio, giovedi 27 settembre, ore 20.00 presso la sede Unione Inquilini di via Zenale n. 1

Le politiche abitative degli ultimi venti anni, dei governi e degli enti locali, indirizzate verso la liberalizzazione dei canoni, la privatizzazione e dismissione del patrimonio e dell’intervento pubblico, hanno prodotto un aumento insostenibile degli affitti di mercato.
Il risultato è stato che dal 2008 gli sfratti per morosità incolpevole sono aumentati in modo vertiginoso.
Negli ultimi anni il fenomeno sfratti impatta soprattutto nei territori della Bassa Bergamasca e maggiormente nei medi comuni, come quello di Treviglio, dove non ci sono gli strumenti e spessissimo nemmeno la volontà di dotarsi di una politica abitativa.
Infatti, a Treviglio, l’attuale amministrazione comunale, come quella precedente, brilla per l’assenza di politiche rivolte al sostegno al reddito dei ceti popolari.
La giunta comunale governata da Pezzoni aveva predisposto piani vendite a fini speculativi negli edifici di case popolari. L’attuale Giunta comunale invece ha avviato la dismissione “de facto” del patrimonio abitativo pubblico, dove circa 50 alloggi restano non assegnati perché inagibili a causa della mancata manutenzione.
Per questo il comune di Treviglio ha accolto, in due (2) anni, soltanto il 7% delle domande di case popolari presentate, a fronte di più di 300 persone o famiglie in attesa da anni nelle graduatorie.
Nonostante tutto questo i Servizi sociali del comune hanno deciso di abbandonare le famiglie sfrattate a sé stesse, senza neppure prevedere un ricovero in una struttura protetta per le madri e i figli minorenni.
L’Amministrazione comunale non riesce (o non vuole) neppure a spendere i soldi, messi a disposizione da Stato e Regione per sostenere gli affitti delle famiglie a basso reddito. Pur essendo di modesta entità, tali fondi a Treviglio non vengono nemmeno utilizzati interamente. Questo avviene nonostante vi siano famiglie che non riescono più neppure ad accedere al mercato della locazione e sono costretti alla coabitazione oppure all’affitto di camere o di letti “a nero”.
Non si adempie neppure all’obbligo della “graduazione” dell’esecuzione degli sfratti (secondo quanto previsto dalla L. 102/2013 e attuato da diverse Prefetture e Comuni in altre parti d’Italia) per evitare gli sgomberi violenti e garantire il passaggio da casa a casa.
L’esecuzione degli sfratti viene talora predisposta senza preavviso, con il risultato di “buttare in strada” famiglie intere, con minorenni e invalidi, con l’esito di avere così altre persone senza-tetto oltre a quelle che già dormono in giacigli di fortuna.
Occorre costruire una mobilitazione sociale che unifichi i settori sociali precari della città per lottare per il diritto al reddito e alla casa come essenziali alla vita delle famiglie impoverite dalla crisi economica.
Lottiamo per politiche abitative che incrementino le abitazioni sociali e attuino una calmierazione dei canoni di affitto privati. Gli sfratti e gli sgomberi vanno fermati.
Invitiamo tutti gli inquilini, gli attivisti sindacali e di movimento, e tutte le persone che hanno a cuore la solidarietà. (A cura di: Unione Inquilini Treviglio; per info: tel. 3397728683)

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(17.09.18) CARAVAGGIO. LO SFRATTO DI MARIA P. E’ RIMANDATO MA LA SITUAZIONE RESTA DISPERATA

Il presidio organizzato dagli attivisti di Unione Inquilini, in solidarietà a Maria P., ha ottenuto il rinvio dello sfratto che doveva essere eseguito questa mattina con l’impiego della forza pubblica.

Purtroppo, come sempre più spesso avviene, l’ufficiale giudiziario non ha comunicato la data del prossimo accesso, lasciando la giovane donna nell’incertezza e nell’ansia che lo sgombero possa avvenire senza preavviso.

L’Amministrazione comunale di Treviglio, i cui servizi sociali hanno in carico la giovane donna, non si dimostrano disponibili a intervenire per garantire un sostegno, nemmeno temporaneo.

Gli attivisti di Unione Inquilini sono impegnati a monitorare la situazione e ad intervenire in nome dei principi di solidarietà a cui gli enti preposti si negano. (17.09.18, Unione Inquilini Bergamo/Treviglio)

Cfr. anche “Giornale di Treviglio” 17.09.18: qui

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(17.09.18) CARAVAGGIO. PRESIDIO ANTISFRATTO PER SALVARE MARIA P., DONNA SOLA E DISOCCUPATA

* Presidio antisfratto, lunedi 17 settembre, ore 8.30, Via Amilcare Bietti n° 34, Caravaggio (info c/o cell. 3397728683 - Fabio)

Maria P. è disoccupata e abita sola in un appartamento monolocale affittato a 340 euro al mese. La casa appartiene a una delle poche famiglie che, nella bassa bergamasca, detengono decine e decine di immobili a uso abitativo, spesso in pessimo stato manutentivo, che affittano a prezzi insostenibili.
La giovane ragazza vive in una precaria condizione economica e ha subito in passato già altri sfratti per morosità incolpevole. La crisi economica è stata devastante per Maria P., sopravvive grazie a piccoli lavori saltuari, spesso pagati a “nero”, e al sostegno di amici.
Nonostante abiti a Caravaggio, ha mantenuto la residenza a Treviglio, in quanto i Servizi sociali che la seguono le avevano promesso un qualche tipo di aiuto.
Purtroppo nel momento del bisogno, l’Amministrazione comunale le ha negato qualsiasi tipo di sostegno, neppure sarà collocata nella comunità di accoglienza per donne sole che a suo tempo le era stata prospettata dai Servizi sociali di Treviglio.
Quello di Maria P. è l’ennesimo caso di sfratto che rischia, se sarà eseguito, di ingrossare il numero dei senza fissa dimora che vivono nel territorio di Treviglio.
Gli attivisti di Unione Inquilini non se la sentono di abbandonare al suo destino questa giovane ragazza e saranno presenti con un presidio anti-sfratto per esprimere una solidarietà attiva che gli Enti locali non sono più in grado di garantire. (16.09.18, Unione Inquilini Bergamo/Treviglio)

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(14.09.18) UNIONE INQUILINI. SPORTELLI CONSULENZA A BERGAMO E PROVINCIA

Dopo la pausa delle ferie già da diversi giorni sono ripresi regolarmente le attività e i servizi dei nostri sportelli.

BergamoVia Borgo Palazzo 84/G: Lunedì ore 10.00 - 12.00; Mercoledì ore 17 - 19; Venerdì ore 10.00 – 12.00. Tel. 339.7728683 (Fabio)

Treviglio - Via Zenale 1 (dal cortile, scala a destra, primo piano): Mercoledì ore 17.30 -19.30; Giovedì ore 10.00-12.00. Tel. 3397728683 (Fabio), 3484488891 (Vallì)

Castelli Calepio - Via Roma 21 (Tagliuno) - Sede Circolo Rifondazione Comunista -: Lunedì ore 19.00 - 20.30. Tel. 3338737525 (Claudio)

VerdellinoVia G. Verdi n° 9, (vicino sede Polizia Locale): Sabato, ore 10 -12 - Tel. 3397728683 (Fabio); 346.9724888 (Roberto)

Borgo di Terzo - Via Rivolta 1, scalinata di fronte alla farmacia, Sede Circolo Rifondazione Comunista - su appuntamento: Tel. 3389759975 (Maurizio)

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CENTRO DI ASSISTENZA FISCALE (C.A.F.):Per gli inquilini delle case popolari ALER e comunali il sindacato “Unione Inquilini” assiste nella compilazione e inoltro:

* Isee: per prestazioni sociali e agevolazioni nei servizi di pubblica utilità
* Bonus Gas – Energia: contributo alle famiglie per la spesa di gas e energia elettrica
* 730 e Unico: dichiarazione redditi
* Red, Inv: autocertificazione per prestazioni assistenziali per invalidi e pensionati

BERGAMO - Via Borgo Palazzo 84/G: Lunedì ore 10 – 12; ore 15.30 - 17.30; Mercoledì ore 17 – 19; Venerdì ore 10 – 12. Per info: 346.9724888 (Roberto)


(31.07.2018) TREVIGLIO. UNIONE INQUILINI: “IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE ABITATIVE E SOCIALI DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE”

“In questo modo si aumentano i senza-tetto”.


A Treviglio questa mattina a seguito della mobilitazione antisfratto promossa in Via Casnida 41 dagli attivisti di Unione Inquilini, dal Comitato per il diritto alla casa e dal “Kollettivo Tana Libera Tutti” non è stato eseguito lo sgombero di una famiglia con 2 figli minorenni (10 e 7 anni). Purtroppo non ci è stato comunicato la data del prossimo accesso dell’ufficiale giudiziario e pertanto temiamo che – come già avvenuto a Treviglio la scorsa settimana - lo sgombero possa essere eseguito senza preavviso, con il risultato di buttare in strada un’altra famiglia.
Secondo gli attivisti anti-sfratto l’Amministrazione comunale di Treviglio mostra di aver abbandonato ogni tipo di politica per la casa, nonostante i gravi problemi sociali presenti nel territorio.
Come è ormai prassi consolidata, i Servizi sociali del comune scelgono di abbandonare le famiglie sfrattate a sé stesse, senza neppure prevedere un ricovero in una struttura protetta per la madre e i figli minorenni.
A tale proposito Unione Inquilini ha scritto al Garante lombardo per l’infanzia e per l’adolescenza denunciando la violazione di obblighi legali a cui è tenuto il Sindaco relativamente alle convenzioni internazionali quali: • l’art. 11 del Patto Internazionale dei Diritti Economici, Sociali e Culturali (PIDESC), ratificata dall’Italia con la Legge n. 881 25 ottobre 1977; • l’art. 27 della Convenzione internazionale sui Diritti del fanciullo, ratificata dall’Italia con la Legge n. 176 del 27 maggio 1991; • gli articoli 14 e 15 della Convenzione per l’eliminazione della discriminazione nei confronti delle donne, ratificata dall’Italia con la Legge n. 132 del 14 marzo 1985. Si tratta di obblighi legali che derivano dalla ratifica, da parte dello Stato italiano, di convenzioni internazionali che impongono alle autorità locali (non solo all’autorità nazionale) azioni e politiche adeguate di protezione delle donne e dei minori.
L’Amministrazione comunale non riesce neppure a spendere i soldi, messi a disposizione da Stato e Regione per combattere l’emergenza abitativa. Pur essendo di modesta entità, tali fondi a Treviglio non vengono nemmeno utilizzati interamente. Infatti la DGR n. 5644 del 3/10/2016, attraverso fondi in gran parte provenienti dallo Stato centrale stanziava € 160.670,85; con la DGR n. 7464 del 4.12.2017 altri € 36.004,28. Su un totale di € 196.675,13 a disposizione, l’Amministrazione comunale ne ha speso, ad oggi 31/07/2018, circa € 91.343,42, cioè meno della metà (46%) in due anni. Il rischio vero è che i soldi non spesi, entro fine anno 2018, debbano essere restituiti, nonostante vi siano famiglie che non riescono neppure ad accedere al mercato della locazione.
Non si adempie neppure all’obbligo della “graduazione” dell’esecuzione degli sfratti (secondo quanto previsto dalla L. 102/2013 e attuato da diverse Prefetture e Comuni in altre parti d’Italia) per evitare gli sgomberi volenti e garantire il passaggio da casa a casa.
L’esecuzione degli sfratti viene talora predisposta senza preavviso, con il risultato di “buttare in strada” famiglie intere, con minorenni e invalidi, con l’esito di avere così altre persone senza-tetto oltre a quelle che già dormono in giacigli di fortuna.
Segnaliamo il caso della famiglia sgomberata da Via dei Malgari due settimane addietro, di cui si sono perse le tracce, ma che sappiamo ancora presente sul territorio.
Oltre ad abbandonare a sé stesse le famiglie sfrattate, l’Amministrazione di Treviglio sta marciando verso la progressiva dismissione del patrimonio pubblico, dal momento che molti alloggi delle case popolari restano ancora oggi non assegnati perché inagibili a causa della mancata manutenzione straordinaria. L’ultimo bando comunale per l’assegnazione di alloggi pubblici a canone sociale risale ad 1 anno e mezzo addietro e ha assegnato circa 26 alloggi, a fronte un numero di famiglie con il diritto alla assegnazione di poco inferiore alle trecento unità. (Unione Inquilini Bergamo-Treviglio, 31.07.18)

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(30.07.18) SERIATE. APPUNTAMENTO ANTISFRATTO

* Lunedì 30 luglio, ore 9.00 a Seriate, Via Don Minzoni n° 4, PRESIDIO SOLIDALE. Per info: tel. 3914724379 (Valentina)

In vista delle ferie d’agosto in questo fino mese di luglio si moltiplicano gli sfratti. Lunedì mattina a Seriate l’ufficiale giudiziario busserà alla porta di una famiglia con due bambini piccoli e malati per sgomberarla dall’appartamento in cui  vive. Ci troviamo pertanto lunedì mattina 30 luglio, alle ore 9.30 in Via Don Minzoni 4 a Seriate davanti all’abitazione della famiglia per un presidio solidale antisfratto. (Unione Inquilini Bergamo)

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