(08.08.19) CENE (bg). SFRATTI. FAMIGLIA CON 4 MINORI RISCHIA DI FINIRE IN STRADA

* Giovedì 8 agosto, alle ore 9.00, presidio solidale a Cene in Via 25 Aprile n. 59


Le ultime statistiche segnalano per la provincia di Bergamo – anno 2018 – una impennata del numero di sfratti in controtendenza rispetto al dato nazionale che registra invece un calo seppure modesto. Agli sgomberi per mancato pagamento dell’affitto, si aggiungono però - fuori dalle statistiche ufficiali - anche quelli conseguenti il mancato pagamento del mutuo che in alcune zone della bergamasca sono particolarmente numerosi.
Quella degli sfratti è un’emergenza non finita, in particolare qui a Bergamo.
Giovedì a Cene, a seguito di mancato pagamento del mutuo negli anni scorsi (a causa della crisi e delle rate divenute esorbitanti), è previsto lo sgombero della famiglia di S***. Lui, la moglie e 4 figli tutti minorenni rischiano pertanto di finire letteralmente in strada.
Anche i servizi sociali del comune, non essendo allo stato attuale disponibile una struttura sociale protetta per inserire i minori, hanno chiesto un rinvio dello sgombero; da parte nostra, come Unione Inquilini, abbiamo informato il Prefetto di Bergamo per chiedere tempo e il non utilizzo della forza pubblica nella gestione dello sfratto, ai sensi della Legge Regionale 27/2009.
Il custode del Tribunale ha invece confermato l’intenzione di effettuare lo sgombero nella mattinata dell’8 agosto.
Invitiamo pertanto a partecipare al presidio solidale che abbiamo indetto per giovedì 8 agosto alle ore 9.oo davanti all’abitazione di Said al fine di scongiurare uno sgombero traumatico, garantire la protezione dei minori e il passaggio da casa a casa alla famiglia di S*. (Rita Rebecchi, Unione Inquilini Bergamo, tel. 3389759975)

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(11.07.2019) SFRATTI. STATISTICA 2018 DI MIN. INTERNO/ GIUSTIZIA. PREOCCUPANTI I DATI DI BERGAMO E PROVINCIA

Anche quest’anno, con almeno un mese di ritardo, sono stati pubblicati i dati relativi agli sfratti del 2018 in Italia disaggregati per regioni e province.
Lo scorso anno sono stati 56.140 (- 6,17% sul 2017) le sentenze di sfratto emesse a livello nazionale, oltre 30.127 gli sfratti eseguiti con la forza pubblica (-5,69% sul 2017) e 118.823 (-10,14%) le richieste di esecuzione presentate da ufficiali giudiziari.
C’è una lieve riduzione complessiva anche se la situazione risulta incandescente e continuano a rimanere inesistenti le politiche abitative.
In Lombardia, la regione col maggior numero di sfratti, si riscontra rispetto al 2017 una diminuzione sia nel numero delle sentenze (- 7,61%) sia nelle richieste di esecuzione (-12,87%), ma un forte aumento degli sfratti eseguiti nel 2018, che risultano 6.707, con un aumento del 34,87%; di questi 2.845 riguardano la sola provincia di Milano che ha registrato un aumento del 593% (sic!) rispetto all’anno precedente.
Preoccupanti anche i dati che riguardano la provincia di Bergamo. Come attivisti volontari di Unione Inquilini avevamo avuto qualche sentore, in particolare negli ultimi mesi del 2018, di trovarci di fronte ad una crescita degli sfratti. Le statistiche del Ministero confermano impietosamente che nel 2018, dopo un trend positivo di seppure lenta diminuzione che durava almeno dal 2014/15, la bergamasca è fra le 15 province in controtendenza.
Da noi i provvedimenti esecutivi di sfratto (606 nel 2015, 591 nel 2016, 438 nel 2017) sono balzati nel 2018 a 697, facendo segnare un pesantissimo + 59,13% rispetto al 2017.
Le richieste di esecuzione consegnate all’Ufficiale giudiziario (2529 nel 2014; 2606 nel 2015; 2615 nel 2016; 2491 nel 2107) nell’anno trscorso sono state 2.696 (+8,23% rispetto al 2107).
Le esecuzione di sfratti con la forza pubblica (540 nel 2014; 605 nel 2015; 560 nel 2016; 542 nel 2017) nel 2018 sono salite a 668, con un aumento del 23,25% rispetto all’anno precedente.
Anche nella città capoluogo (Bergamo), che dopo il boom negli anni 2009-10, aveva poi fatto registrare - secondo i dati del Ministero - un numero piuttosto esiguo di sfratti (addirittura 0 nel 2015; 13 nel 2016, 11 nel 2017), nel 2018 salgono a 75, forse un sintomo del ritrovato diamismo del’interesse per l’attività edilizia e della prorompente turistificazione in corso nel capoluogo.
In sostanza ci troviamo di fronte ad una significativa inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni, in controtendenza – peggiorativa - rispetto sia al dato nazionale sia a quello regionale.
La maggior parte degli sfratti sono legati alla morosità, un segnale questo della precarietà lavorativa e di reddito sempre più estesa, mentre le altre cause di sfratto rilevate sono di numero esiguo (finita locazione solo 47 nel 2018) e nessuna alla voce “necessità del locatore”.
Dobbiamo fare presente che da queste statistiche del Ministero dell’Interno sono esclusi gli sgomberi per occupazioni di case popolari, nonché gli sgomberi a seguito di espropri conseguenti al mancato pagamento del mutuo da parte delle famiglie, un fenomeno drammatico e particolarmente diffuso in città e in diverse zone della nostra provincia che contribuisce pesantemente ad aggravare il problema della casa.
Se per qualche anno interventi quali il contributo affitto o quello per la morosità incolpevole - quest’ultimo spesso reso inefficace dai dinieghi dei proprietari - sono riusciti ad alleviare nella nostra provincia il disagio abitativo, bisogna ora ribadire che questi non bastano più, in un contesto dove - crisi o non crisi - la precarietà lavorativa e i bassi redditi – che sono alla base poi della precarietà abitativa - si qualificano come elementi strutturali sempre più estesi e radicati.
Modesta anche l’attenzione da parte della maggior parte delle forze politiche locali nei vari comuni di fronte al problema della casa, come abbiamo visto per esempio nelle recenti elezioni amministrative nella quali pochissime delle liste concorrenti si sono preoccupate del tema casa, mentre la politica nazionale e segnatamente il governo puntano esclusivamente alla difesa gretta della rendita fondiaria e alla repressione della protesta sociale.
Unione Inquilini ribadisce invece l’improrogabilità di un piano strutturale che aumenti l’offerta di alloggi a canone sociale attraverso il recupero e anche l’autorecupero degli immobili pubblici e privati inutilizzati presenti anche nel nostro territorio.
L’ampliamento del patrimonio residenziale pubblico deve essere cioè portato al centro dell’agenda politica, dal parlamento al Governo fino all’ultimo comune.
Quanto all’emergenza degli sfratti, che dalle statistiche del Ministero nella nostra provincia risulta aggravata, rinnoviamo il nostro appello alle istituzioni, perché vengano confermate ed estese iniziative di moratoria e blocco degli sfratti, nonché di graduazione degli sgomberi al fine di garantire alle famiglie sfrattate alloggi alternativi (passaggio da casa a casa). Servono nell’immediato anche provvedimenti straordinari, perché i servizi sociali di diversi comuni hanno esaurito o stanno esaurendo disponibilità e risorse per dare risposta a chi si ritrova senza casa.
Ma cogliamo l’occasione per denunciare con forza le improvvide iniziative di quegli enti che prevedono la svendita di pezzi del patrimonio residenziale, di buttarne fuori le famiglie che non sono più in grado di pagare e a disinteressarsi platealmente delle persone che rimangono senza casa.
Questi temi saranno il tratto distintivo della VIII Giornata Nazionale “Sfratti Zero” (10 ottobre 2019) che si svolgerà in almeno 50 città in Italia, un’occasione questa anche a Bergamo per costruire una forte e unitaria mobilitazione che sia veramente in grado di incidere nella realtà sociale, politica e amministrativa. (11 luglio 2019, Rita Rebecchi e Valli’ Morlotti - Unione Inquilini Bergamo e Treviglio)

* Min.Interno. Provvedimenti esecutivi di sfratto, richieste di esecuzione, sfratti eseguiti - Anno 2018 (province)

* Min.Interno. Provvedimenti esecutivi di sfratto, richieste di esecuzione, sfratti eseguiti - Anno 2018 (regioni)

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(10.07.19) UNIONE INQUILINI. SPORTELLI CONSULENZA A BERGAMO E PROVINCIA

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BergamoVia Borgo Palazzo 84/G: Lunedì ore 10.00 - 12.00; Mercoledì ore 17 - 19; Venerdì ore 10.00 – 12.00. Tel. 3806933401 (Rita)

Treviglio - Via Zenale 1 (dal cortile, scala a destra, primo piano): Mercoledì ore 17.30 -19.30; Giovedì ore 10.00-12.00. Tel. 3484488891 (Vallì)

Castelli Calepio - Via Roma 21 (Tagliuno) - Sede Circolo Rifondazione Comunista -: Lunedì ore 19.00 - 20.30. Tel. 3338737525 (Claudio)

VerdellinoVia G. Verdi n° 9, (vicino sede Polizia Locale): Sabato, ore 10 -12 - Tel. 346.9724888 (Roberto)

Borgo di Terzo - Via Rivolta 1, scalinata di fronte alla farmacia, Sede Circolo Rifondazione Comunista - su appuntamento: Tel. 3389759975 (Maurizio)

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CENTRO DI ASSISTENZA FISCALE (C.A.F.):Per gli inquilini delle case popolari ALER e comunali il sindacato “Unione Inquilini” assiste nella compilazione e inoltro:

* Isee: per prestazioni sociali e agevolazioni nei servizi di pubblica utilità
* Bonus Gas – Energia: contributo alle famiglie per la spesa di gas e energia elettrica
* 730 e Unico: dichiarazione redditi
* Red, Inv: autocertificazione per prestazioni assistenziali per invalidi e pensionati

* Reddito di cittadinanza, pensione di cittadinanza

BERGAMO - Via Borgo Palazzo 84/G: Lunedì ore 10 – 12; ore 15.30 - 17.30,  Mercoledì ore 17 – 19; Venerdì ore 10 – 12. Per info: 346.9724888 (Roberto)

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ASSISTENZA agli inquilini sulla scelta della tipologia di contrattto di affitto (canone concordato, agevolato, per studenti o lavoratori, transitori) e calcolo del canone. Verifica criteri e assistenza per la scrittura dei contratti. Per appuntamento: tel. 3923316583 (Orazio)


(26.0619) TREVIGLIO. IL COMUNE SFRATTA DIALLO, MILITANTE SINDACALE E INQUILINO DELLE CASE COMUNALI

* Mercoledì 26 giugno, dalle ore 8.30, a Treviglio in Via Galileo Galilei n.3, Presidio antisfratto con Conferenza stampa alle ore 9.30


Mercoledì 26 giugno è prevista l’esecuzione dello sfratto ai danni del nostro compagno Diallo Saliou, di origine sengalese, conosciuto a Treviglio per il suo strenuo attivismo sindacale prima con la Fiom e, da alcuni anni, con l’Unione inquilini. A richiedere lo sfratto di Diallo è il Comune di Treviglio, che punta in tal modo ad istituire un precedente da estendere poi agli altri inquilini delle case comunali, ma anche a colpire un militante per il suo impegno sindacale e politico.
Fino al 2015 Diallo lavorava come operaio alla Same; dopo aver impugnato un licenziamento ingiusto, è rimasto vittima della legge Fornero che non garantisce il rientro in fabbrica neppure nel caso in cui il giudice dia ragione al lavoratore. In questi anni ha potuto usufruire del sussidio di disoccupazione ma poi, quando gli ammortizzatori sociali sono terminati, non è più riuscito a pagare l’affitto.
Ultimamente Diallo ha trovato nuovamente una occupazione grazie alla quale potrebbe iniziare a ripagare il debito per la casa comunale: una soluzione questa che l’Amministrazione comunale di Treviglio ha rifiutato avviando la procedura di decadenza dal diritto alla assegnazione e quindi chiedendo lo sgombero. Anche la mediazione tentata dal legale di Unione Inquilini si è conclusa con la riconferma da parte del Comune dello sfratto.
L’Amministrazione di Treviglio è tra quei comuni che in questi anni ha mostrato di voler rinunciare a qualsiasi politica abitativa pubblica, nonostante i gravi problemi sociali (sfratti, povertà e disoccupazione) presenti nel territorio: non si spendono i soldi stanziati dallo stato per aiutare chi è in morosità per l’affitto, non si tutelano i minori e le donne senza fissa dimora, si tengono sfitti oppure, come annunciato in questi giorni, si vendono gli alloggi pubblici e ora si sfrattano gli inquilini che ci abitano.
Ancora più grave appare la determinazione dell’Amministrazione comunale nel voler sfrattare Diallo dalle case comunali, senza accettare alcuna mediazione, un atteggiamento che mostra una volontà punitiva nei confronti di una persona che, nonostante viva una condizione di disagio economico, ha dato in questi anni tutto se stesso nell’aiuto e nella solidarietà nei confronti di chi vive una precarietà simile alla sua.
Per questi motivi gli attivisti di Unione Inquilini indicono un PRESIDIO in solidarietà a Diallo e contro lo sfratto per il giorno mercoledì 26 giugno, dalle ore 8.30, presso le case comunali a Treviglio in via Galileo Galilei n.3, con CONFERENZA STAMPA sulle politiche abitative del Comune di Treviglio, indetta per le ore 9.30. Facciamo appello alla solidarietà delle forze politiche e sindacali, delle associazioni, dei comitati, dei cittadini e dei lavoratori. (15.06.19, Valli’ Morlotti - Unione Inquilini Treviglio-tel.3484488891)

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(28.03.19) BERGAMO-CLEMENTINA: MOBILITAZIONE DEGLI INQUILINI DELLE CASE POPOLARI

* Giovedi 28 Marzo, ore 16.30 PRESIDIO al COMUNE di Bergamo, Palazzo degli uffici in Piazza Matteotti 3; ore 16.00: partenza in automobile dalle case popolari di ViaTolstoj 6. Per info: 3519544080 - Adriana

Finalmente il Comune e Aler hanno accettato di incontrare gli inquilini delle case popolari del quartiere Clementina. Gli inquilini hanno organizzato un presidio davanti al Comune di Bergamo per pretendere che ALER e Comune diano un aiuto alle famiglie delle case popolari. Una delegazione incontrerà l’Assessore alla casa e il Direttore di ALER.

Queste le loro richieste discusse negli incontri che ci sono stati nel quartiere.

“Siamo stanchi di vivere in case di cattiva qualità ma con affitti troppo alti” - raccontano gli inquilini. “L’aumento delle spese condominiali è diventato insostenibile. Perché si somma all’aumento dei prezzi di gas e luce. Tante famiglie non riescono più a pagare i bollettini di affitto, aumentano i debiti, si rischiano gli sfratti.

La condizione di manutenzione delle case è scadente. Sono in ritardo tutti i lavori che ALER deve fare: sostituzione serramenti e caldaie, cassette posta e così via, mentre il Comune di Bergamo continua a tagliare i servizi sociali.” (a cura Unione Inquilini Bergamo - tel. 3397728683)

Volantino

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(22.03.19) TREVIGLIO. SFRATTI. DONNA SOLA, GIA’ VITTIMA DI VIOLENZA, ORA RISCHIA DI FINIRE IN STRADA, NELL’INDIFFERENZA DEL COMUNE.

* Presidio in solidarietà di Massira e dei figli: venerdì 22 marzo, ore 9,00, a Treviglio, Via Cavour 10

l dramma di Massira è diventata oggetto di interesse da parte dei mezzi di comunicazione locali a seguito dell’aggressione subita nel novembre 2018 da parte di un parente del proprietario di casa.

Il 23 novembre 2018 era sfilato un corteo per denunciare l’aggressione e il sindaco aveva ricevuto una delegazione garantendo che la donna non sarebbe stata lasciata sola.

Massira, che vive con i suoi due figli minorenni, a causa delle difficoltà economiche, dovute all’abbandono del tetto coniugale del marito e alla precarietà lavorativa (riceve un reddito mensile di circa 500 euro), la donna non è più riuscita a sostenere l’affitto.

Dopo che il locatario aveva avviato la pratica di sfratto, ora il Tribunale di Bergamo ha ordinato all’ufficiale giudiziario, accompagnato dalle forze dell’ordine, di sgomberare l’alloggio dalle persone che lo occupano. Pertanto, se lo sfratto verrà eseguito, Massira e i due figli si troveranno in strada.

Massira ha presentato domanda di assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica a Treviglio nel corso del bando di concorso apertosi a dicembre 2018 e risulta classificata in diciannovesima (19°) posizione nella graduatoria. Quindi, se tutto procederà come nelle previsioni dell’Amministrazione comunale, sarà destinataria dell’assegnazione di un alloggio nei prossimi mesi.

Gli attivisti di Unione Inquilini si attendevano che i Servizi sociali avrebbero collocato la donna in una comunità di accoglienza per donne sole con minori in attesa dell’assegnazione della casa popolare

Invece nell’ultimo colloquio, tra gli attivisti di Unione Inquilini e l’Assistente sociale, è stato esclusa la collocazione in una struttura protetta. La giovane madre è stata invitata a fare le valigie e trovare una ospitalità, a proprie spese, in una struttura alberghiera.

Fabio Cochis, segretario di Unione Inquilini, dichiara: “Per l’ennesima volta a Treviglio vengono violate tutte le obbligazioni legali che, come ricordato dal Rapporto della Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per il Diritto alla casa, derivano dalla ratifica da parte dello Stato italiano del ‘Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali’ e che impongono alle autorità locali, azioni concrete per trovare soluzioni abitative dignitose per i bambini minorenni (in modo da non separarli dai genitori). L’Unione Inquilini chiede pertanto che si attenga all’impegno, che ci aveva dichiarato a novembre di non lasciare, sola Massira.

Per questi motivi gli attivisti anti-sfratto saranno presenti venerdi 22 marzo, dalle ore 9 in avanti, per presidiare l’alloggio di Massira in via Cavour 10 a Treviglio, e impedire che la donna e i figli minorenni siano sbattuti in strada senza una soluzione abitativa alternativa. (Unione Inquilini, Bergano-Treviglio, tel. 3397728683)

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BERGAMO – CASE POPOLARI VIA LUZZATTI. FINALMENTE INIZIANO I LAVORI DI SOSTITUZIONE DEI SERRAMENTI

*Venerdì 11 gennaio ore 18.00 assemblea degli inquilini per valutare i risultati ottenuti e i problemi ancora da risolvere presso la Sala condominiale

I presidi di protesta davanti alla sede di Aler e davanti al Municipio di Bergamo, le difficili trattative con il direttore di Aler e con l’assessore alle politiche abitative, nei mesi scorsi, hanno ottenuto alcuni risultati importanti che andranno a beneficio degli inquilini delle case popolari di Via Luzzatti a Bergamo.
A febbraio 2019 Aler finalmente dopo anni di interruzione, ha dichiarato che inizierà i lavori di manutenzione straordinaria per la sostituzione dei serramenti e delle grate degli appartamenti. Il Comune di Bergamo da parte sua ha stabilito con una delibera lo stanziamento, per l’anno 2019, di euro 45.000, da destinare ai Contributi di solidarietà per gli inquilini in morosità incolpevole, con la specifica che dovranno essere considerati prioritariamente gli inquilini in morosità a causa di onerosi conguagli dovuti alla gestione calore, applicata con ritardo da Aler, a causa di errori nella lettura dei contatori.
Tanti problemi rimangono ancora da risolvere a causa della crisi economica e delle inadeguatezze di Aler e del Comune di Bergamo.
Tante persone e famiglie, nelle case popolari del quartiere della Malpensata, non riescono più a sostenere affitti e spese sempre in crescita. Inoltre la mancanza di manutenzione delle case popolari aumenta il degrado e i disagi a tanti inquilini.
Per questi motivi gli attivisti di Unione Inquilini, congiuntamente al Comitato autorganizzato degli inquilini di Via Luzzatti, organizzano una assemblea pubblica, venerdì 11 gennaio, alle ore 18, presso la sala condominiale (attualmente sede del portierato sociale).
Durante l’assemblea spiegheremo i risultati ottenuti dopo anni di lotte e raccoglieremo le segnalazioni dei problemi e dei bisogni delle famiglie.
Per informazioni: Unione Inquilini (339.7728683); Comitato inquilini di Via Luzzati (338.5040771).

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(17.12.18) BERGAMO. MOBILITAZIONE SOLIDALE ANTISFRATTO

* Lunedì 17 dicembre, presidio solidale dalle ore 8.30, in Via Casalino 5, Bergamo

Lo sfratto riguarda la famiglia di Nadia N., con il marito – disoccupato - e i tre figli minori, che dallo scorso marzo non è più riuscita a sostenere le spese dell’affitto e la proprietà ha messo in atto le procedure di sfratto.

I servizi sociali del comune di Bergamo hanno proposto una soluzione provvisoria per madre e figli in una casa famiglia, mentre il marito verrebbe ospitato da amici. La famiglia di N. ha accettato la proposta, che però sarà possibile non prima della metà di gennaio.

Nelle scorse settimane, a seguito di regolare domanda, Nadia ha potuto ottenere il contributo per la “morosità incolpevole”, ma la proprietà non ritiene conveniente aderire né accettare di procrastinare per qualche tempo lo sgombero.

Accade infatti frequentemente che, malgrado la disponibilità di tali contributi previsti dalla legge per alleviare il problema sociale degli sfratti, contributi di denaro del pubblico erario messo a disposizione di fatto della rendita fondiaria per evitare lo sfratto o ottenere un nuovo contratto d’affitto, i proprietari non ritengano conveniente aderire.

Unione Inquilini non intende lasciare sola una famiglia che potrebbe finire in strada e per lunedì 17 dicembre ha indetto in presidio solidale, dalle ore 8.30 in Via Casalino 5/h a Bergamo. (Bergamo, 15.12.18, Unione Inquilini, Fabio Cochis, per info: tel. 3397728683)

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(14.12.18) BERGAMO. SE IL TUO APPARTAMENTO FINISCE ALL’ASTA, ANCHE TUTTA LA TUA PRIVACY FINISCE NEL SITO DEL TRIBUNALE

Sempre più alto è il numero delle famiglie la cui abitazione viene pignorata e messa all’asta o perché il mutuo casa non è stato più possibile pagarlo o per altre disgrazie. Sono tanti drammi che sconvolgono la vita delle persone.
In questi giorni più di mille sono le aste giudiziarie previste in provincia dal Tribunale di Bergamo e di queste una buona percentuale sono alloggi vissuti da famiglie che dovranno in un prossimo futuro andarsene dopo averci vissuto da anni e anni, forse dalla nascita o forse addirittura da prima.
Il sito delle aste giudiziarie non concede molto alla privacy: per ogni “lotto” messo all’asta viene indicato con precisione l’indirizzo, il link di google-maps, la scala, il numero dell’appartamento, il piano e così via, tanto che la tua famiglia può essere facilmente identificata da tutti i conoscenti.
Viene poi resa pubblica una “galleria fotografica” anche degli interni; e così in modo impietoso tutti possono vedere i dettagli più intimi e riservati della tua abitazione, a partire – per esempio - dalla stanza in cui dormi con tua moglie o tuo marito, il tuo comodino, la tua abatjour, i quadretti appesi, il copriletto, le tende alle finestre, lo scendiletto…
Anche la tua cucina è in bella mostra con le pentole, il lavandino, le stoviglie e il tavolo su cui ci si ritrova a desinare. E poi i libri, i soprammobili, i vasi dei fiori, l’alberello di Natale, i giocattoli dei bambini…; insomna i dettagli della tua vita. Ci sta pure l’immagine di un familiare preso di spalle, forse un anziano che da tempo non esce di casa e fatica a spostarsi dalla sua sedia.

Non sfuggono nemmeno i solai, dove ci sono i mobili dei nonni accatastati, i materassi, i tappeti, gli elettrodomestici rotti e tutti gli altri oggetti impolverati che non usiamo più da anni ma non abbiamo ancora trovato il tempo - o il coraggio - di separarcene definitivamente portandoli alla discarica.
E poi ci sono le foto dello scantinato o del box con le biciclette dei tuoi figli, i vecchi copertoni non più utilizzabili, la cassetta con con le cipolle e qualche attrezzo di lavoro.
La documentazione fotografica del tribunale, messa sotto gli occhi di tutti e a beneficio di quanti sono in cerca di buoni affari con le aste giudiziarie, non si ferma nemmeno alla toilette: il bidè, il rotolo della carta igienica, l’asciugamano, i panni sporchi, il telo della doccia…
C’è solo di tanto in tanto qualche striscia bianca o nera a nascondere dettagli forse perché troppo personali o perché il curatore fallimentare è preso da scrupoli.
Abbiamo fatto una breve ricerca nel sito del Tribunale di Bergamo dopo che un nostro associato – così ci ha detto - si è visto nelle scorse settimane piombare in casa gli addetti alle aste, non perché fosse moroso di alcunché ma perché è in corso il fallimento dell’immobiliare a cui paga l’affitto regolarissimamente. Anch’egli si è ritrovato con diverse foto dettagliate degli interni del proprio alloggio pubblicate nel web, ha provato rammarico per essere stato troppo accondiscendente con gli addetti del curatore fallimentare e ci ha chiesto di fare qualcosa: per sé e per tutti gli altri che incorrono in simili sgradevoli esperienze.
E non ci rimane – per ora - che pubblicare questa nota con la speranza che possa suscitare qualche attenzione e convincere chi ne è responsabile ad agire nel rispetto degli affetti di ciascuno invece di squadernare tutto nel web. Il diritto alla privacy deve valere tanto per i ricchi quanto per i poveri che perdono la casa.
Nella foto collage sopra riportata sono riprodotte alcune immagini di interni pubblicate in www.tribunale.bergamo.it, sezione vendite giudiziarie, foto scelte tra quelle più comuni e variamente tagliate o modificate per non incorrere a nostra volta in quanto vogliamo denunciare. (14.12.18, Unione Inquilini Bergamo)

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(12.11.18) TREVIGLIO. UNIONE INQUILINI: ORA ANCHE UNA AGGRESSIONE A UNA INQUILINA, NOSTRA ASSOCIATA

E’ ANDATA NUOVAMENTE ALL’OSPEDALE MASSIRA, GIOVANE MADRE CON FIGLI MINORENNI, AGGREDITA SABATO PERCHÈ NON RIESCE A PAGARE L’AFFITTO.
UNIONE INQUILINI CHIEDE ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI RIPRISTINARE LA TUTELA DELLE PERSONE POVERE E INDIFESE CHE SONO STATE IMMOTIVATAMENTE TAGLIATE FUORI DALLE POLITICHE DI AUSTERITA’

È dovuta tornare quest’oggi nuovamente all’ospedale, Massira, donna sola con i suoi due figli minorenni, aggredita a Treviglio sabato scorso. Il pronto soccorso oggi, 12 novembre, ha giudicato la sua condizione di salute mediamente critica per rischio evolutivo (codice giallo) dopo che sabato sera la giovane donna era stata aggredita (quasi certamente) dal parente del suo proprietario di casa.
Massira abita, sola con i suoi due figli minorenni, in un appartamento a Treviglio. A causa delle difficoltà economiche, dovute all’abbandono del tetto coniugale del marito e alla precarietà lavorativa, Massira non è più riuscita a sostenere l’affitto e le spese condominiali. Massira si è rivolta allo sportello sociale di Unione Inquilini, i cui attivisti hanno contattato l’avvocato della proprietà e i servizi sociali del Comune per poterla tutelare. Purtroppo l’attivismo della donna ha dato fastidio a qualcuno. Massira, sabato sera, mentre rientrava a casa, è stata avvicinata da un parente del proprietario di casa che ha inveito contro di lei; l’ha poi spintonata facendola cadere a terra e accanendosi su di lei, malmenandola.
Fortunatamente alcuni passanti e vicini di casa sono intervenuti interrompendo l’aggressione ma la donna ha dovuto rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale di Treviglio che ha certificato lesioni guaribili in 7 giorni. Regolare denuncia è stata sporta presso il locale Commissariato di Pubblica Sicurezza.
Non è la prima volta che a Treviglio proprietari di casa si sono sentiti legittimati ad aggredire gli inquilini, soltanto perché non più in grado di pagare l’affitto. Sicuramente le politiche regressive sul piano sociale di questi ultimi tempi nonché le campagne d’odio nei confronti degli immigrati o delle persone povere hanno creato un contesto che porta anche ad atti inconsulti e violenti contro persone povere e indifese, contro donne.
Gli attivisti di Unione Inquilini puntano il dito contro le istituzioni di governo, dal livello nazionale a quello locale. In particolar modo, da alcuni mesi, stiamo denunciando le responsabilità dell’Amministrazione comunale di Treviglio che, a nostro giudizio, ha dismesso ogni politica di tutela delle persone povere e degli inquilini.

Abbiamo aderito al presidio che si è tenuto questa mattina, davanti all’alloggio di Massira, e parteciperemo alla assemblea che si terrà martedì 13 novembre, ore 15.30, a Treviglio in via Cavour 10, dove si parlerà di una mobilitazione che richieda all’Amministrazione comunale di riattivare una politica sociale e abitativa degna di questo nome: a partire dalla riapertura del bando delle case popolari, passando per l’utilizzo dei fondi per il sostegno agli inquilini morosi e sotto-sfratto, per finire alla messa a disposizione di alloggi temporanei a tutela delle donne sole con minori sottoposti a sfratto per morosità. (Treviglio, 12.11.2018 Per info: Unione Inquilini, 3397728683 - Fabio Cochis)

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