(13.06.18) SFRATTI. STATISTICA 2017 - MIN.INTERNO/GIUSTIZIA: NOTE SULLA PROVINCIA DI BERGAMO

Sono stati pubblicati in questi giorni e sono reperibili nel sito del Ministero dell’Interno i dati relativi agli sfratti in Italia, disaggregati secondo regioni e province.
In Bergamasca, rispetto alla cifra del 2016, cala il numero delle sentenze di sfratto emesse nell’anno, da 591 a 438 nel 2017 ( - 25% in bergamasca a fronte di un decremento a livello regionale del 14% e a livello nazionale – 6,7%).
Secondo i dati raccolti dal Ministero dell’Interno, sono stati 542 gli sfratti eseguiti nel 2017 (-4,70, mentre a livello regionale la riduzione è stata di quasi - 7% e a livello nazionale di - 9,33%), circa 2 al giorno, 10 a settimana; 2491 sono state le richieste di esecuzione presentate all’ufficiale giudiziario (-3,21 rispetto all’anno precedente, a fronte di un decremento regionale del - 25,10% e a livello nazionale di -16,83%).
Nella nostra provincia la diminuzione risulta consistente nel numero delle nuove sentenze di sfratto nella nostra provincia, ma piuttosto limitata nel numero di sfratti eseguiti e delle richieste all’ufficiale giudiziario.
Riteniamo che solo in minima parte la riduzione sia legata ai modesti segnali di ripresa economica e occupazionale che si notano qua e là. E’ una ripresa che – al di là delle valutazioni sulla sua consistenza o sulla sua stessa realtà - avviene in ogni caso lasciando immutati gli squilibri sociali e la precarietà di fondo nelle condizioni di lavoro e di vita di ampi settori sociali, come testimoniano le varie inchieste.
La diminuzione statistica degli sfratti è soprattutto fisiologica: gli sfratti diminuiscono perché dopo una sequenza di anni caratterizzati da un alto numero (di sfratti) si è ridotta matematicamente la platea degli inquilini a rischio di insolvenza. Molte delle famiglie sfrattate non riescono più a tornare sul mercato della locazione ma aumentano le coabitazioni, gli affitti di camere o di letti “a nero” e così via.
Il 93% degli sfratti sono per morosità incolpevole.
Nel 2017, su 438 sentenze di sfratto emesse, solo una decina riguardano il capoluogo e oltre il 90% invece i comuni piccoli e medi della provincia (più del 90%). Infatti la questione sfratti impatta da qualche anno – secondo una tendenza anche di carattere nazionale e che da tempo notiamo anche nella nostra provincia, in particolare in aree come l’Isola o la Bassa Bergamasca - maggiormente sui piccoli e medi comuni, quelli che non hanno gli strumenti e spessissimo nemmeno la volontà di dotarsi di una politica abitativa. Parallelamente nei capoluoghi e nelle città più grandi si nota una riduzione del fenomeno sfratti, un segnale – secondo il nostro sindacato – che le lotte per il diritto alla casa, un fenomeno ancora soprattutto metropolitano, cominciano ad incidere.
La condizione abitativa delle famiglie continua ad essere gravata da problemi strutturali che derivano dal vuoto o dall’insufficienza dell’intervento pubblico, che è ai livelli più bassi d’Europa.
Significativo, e inquietante, che anche nell’ultimo “contratto di governo” e nelle dichiarazioni programmatiche la questione abitativa sia stata pressoché omessa, salvo auspicare la velocizzazione delle procedure di sgombero delle occupazioni, liquidando dunque il problema come una questione emergenziale e di ordine pubblico.
Altrettanto grave e preoccupante la logica della nuova normativa regionale che si sta mandando a regime, fatta apposta per ratificare l’esclusione dal diritto alla casa pubblica delle categorie più in difficoltà per abbandonarle ad un destino di perpetua precarietà.
E’ chiaro che se permangono questi intendimenti politici di fondo, aberranti, non si andrà mai da nessuna parte. (Unione Inquilini, Bergamo, 13.06.18, note a cura di Fabio Cochis, segretario provinciale))

* Min.Interno. Provvedimenti esecutivi di sfratto, richieste di esecuzione, sfratti eseguiti - Anno 2017

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(13.06.18) SFRATTI. STATISTICA 2017 - MIN.INTERNO/GIUSTIZIA: NOTE SULLA PROVINCIA DI BERGAMO

Sono stati pubblicati in questi giorni e sono reperibili nel sito del Ministero dell’Interno i dati relativi agli sfratti in Italia, disaggregati secondo regioni e province.
In Bergamasca, rispetto alla cifra del 2016, cala il numero delle sentenze di sfratto emesse nell’anno, da 591 a 438 nel 2017 ( - 25% in bergamasca a fronte di un decremento a livello regionale del 14% e a livello nazionale – 6,7%).
Secondo i dati raccolti dal Ministero dell’Interno, sono stati 542 gli sfratti eseguiti nel 2017 (-4,70, mentre a livello regionale la riduzione è stata di quasi - 7% e a livello nazionale di - 9,33%), circa 2 al giorno, 10 a settimana; 2491 sono state le richieste di esecuzione presentate all’ufficiale giudiziario (-3,21 rispetto all’anno precedente, a fronte di un decremento regionale del - 25,10% e a livello nazionale di -16,83%).
Nella nostra provincia la diminuzione risulta consistente nel numero delle nuove sentenze di sfratto nella nostra provincia, ma piuttosto limitata nel numero di sfratti eseguiti e delle richieste all’ufficiale giudiziario.
Riteniamo che solo in minima parte la riduzione sia legata ai modesti segnali di ripresa economica e occupazionale che si notano qua e là. E’ una ripresa che – al di là delle valutazioni sulla sua consistenza o sulla sua stessa realtà - avviene in ogni caso lasciando immutati gli squilibri sociali e la precarietà di fondo nelle condizioni di lavoro e di vita di ampi settori sociali, come testimoniano le varie inchieste.
La diminuzione statistica degli sfratti è soprattutto fisiologica: gli sfratti diminuiscono perché dopo una sequenza di anni caratterizzati da un alto numero (di sfratti) si è ridotta matematicamente la platea degli inquilini a rischio di insolvenza. Molte delle famiglie sfrattate non riescono più a tornare sul mercato della locazione ma aumentano le coabitazioni, gli affitti di camere o di letti “a nero” e così via.
Il 93% degli sfratti sono per morosità incolpevole.
Nel 2017, su 438 sentenze di sfratto emesse, solo una decina riguardano il capoluogo e oltre il 90% invece i comuni piccoli e medi della provincia (più del 90%). Infatti la questione sfratti impatta da qualche anno – secondo una tendenza anche di carattere nazionale e che da tempo notiamo anche nella nostra provincia, in particolare in aree come l’Isola o la Bassa Bergamasca - maggiormente sui piccoli e medi comuni, quelli che non hanno gli strumenti e spessissimo nemmeno la volontà di dotarsi di una politica abitativa. Parallelamente nei capoluoghi e nelle città più grandi si nota una riduzione del fenomeno sfratti, un segnale – secondo il nostro sindacato – che le lotte per il diritto alla casa, un fenomeno ancora soprattutto metropolitano, cominciano ad incidere.
La condizione abitativa delle famiglie continua ad essere gravata da problemi strutturali che derivano dal vuoto o dall’insufficienza dell’intervento pubblico, che è ai livelli più bassi d’Europa.
Significativo, e inquietante, che anche nell’ultimo “contratto di governo” e nelle dichiarazioni programmatiche la questione abitativa sia stata pressoché omessa, salvo auspicare la velocizzazione delle procedure di sgombero delle occupazioni, liquidando dunque il problema come una questione emergenziale e di ordine pubblico.
Altrettanto grave e preoccupante la logica della nuova normativa regionale che si sta mandando a regime, fatta apposta per ratificare l’esclusione dal diritto alla casa pubblica delle categorie più in difficoltà per abbandonarle ad un destino di perpetua precarietà.
E’ chiaro che se permangono questi intendimenti politici di fondo, aberranti, non si andrà mai da nessuna parte. (Unione Inquilini, Bergamo, 13.06.18, note a cura di Fabio Cochis, segretario provinciale))

* Min.Interno. Provvedimenti esecutivi di sfratto, richieste di esecuzione, sfratti eseguiti - Anno 2017

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(13.06.18) TREVIGLIO. MANIFESTAZIONE ANTISFRATTO

* Appuntamento alle ore 8.30 di mercoledì 13 giugno a Treviglio in Via ai Malgari 2; nel corso della manifestazione CONFERENZA STAMPA con presentazione dei dati del Ministero degli Interni sugli sfratti nel 2017 - Info c/o Unione Inquilini Treviglio/Bergamo - tel. 3387728683 (fabio)

A Treviglio mercoledi 13 giugno ufficiale giudiziario e forze dell’ordine interverranno per “buttare in strada” una famiglia con 4 figli minorenni (9, 6, 4, 1 anno).

I Servizi sociali del comune hanno scelto di abbandonare la famiglia a sé stessa, senza neppure prevedere un ricovero in una struttura protetta per la madre e i figli minorenni.

Il Comune di Treviglio è fra quei comuni che mostrano di voler rinunciare ad una politica per la casa, nonostante i gravi problemi sociali presenti nel territorio

Infatti, oltre ad abbandonare a sé stesse le famiglie sfrattate, l’Amministrazione di Treviglio sta marciando verso la progressiva dismissione del patrimonio pubblico, dal momento che molti alloggi restano ancora oggi non assegnati perché inagibili a causa della mancata manutenzione straordinaria.

L’ultimo bando comunale per l’assegnazione di alloggi pubblici a canone sociale è risale ad 1 anno e mezzo addietro e ha assegnato circa 35 alloggi, a fronte un numero di famiglie con il diritto alla assegnazione di poco inferiore alle trecento unità.

Tante famiglie rimangono anni in graduatoria pur vivendo spesso in condizioni sociali drammatiche.

Per questi motivi mercoledi 13 giugno Unione Inquilini organizza una manifestazione di protesta contro l’ennesimo sfratto eseguito con l’utilizzo della polizia. La giornata di mobilitazione avrà inizio alle ore 8.30 a Treviglio in via dei Malgari 2, di fronte alla casa della famiglia di cui è previsto lo sgombero.

Nella conferenza stampa prevista durante la manifestazione presenteremo i dati del Ministero dell’interno relativi agli sfratti 2017 in bergamasca. (Unione Inquilini Trevigio/Bergamo, 11.06.18)

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(25.05.18) BERGAMO-MALPENSATA. CASE POPOLARI: NUOVI AUMENTI DI AFFITTI E SPESE CONDOMINIALI MA LE MANUTENZIONI STANNO A “ZERO”

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* Venerdì 25 maggio, ore 16.30, ASSEMBLEA DEGLI INQUILINI, Via Luzzatti a Bergamo-Malpensata (secondo cortile delle case popolari, davanti all’ufficio del Portierato sociale)

ALER-bg ha inviato agli inquilini i nuovi bollettini di affitto e spese condominiali del mese corrente. Sul bollettino le spese condominiali sono aumentate ancora di più. Tante famiglie non riescono più a pagare i bollettini; mai come oggi è stato così alto il numero degli inquilini morosi, tanto che sono stati avviati diversi sfratti per morosità. Però anche chi ha un reddito (da lavoro o da pensione) fa sempre più fatica e accumula debiti. La condizione della manutenzione delle case è sempre più scadente. Sono in ritardo tutti i lavori che ALER aveva programmato: sostituzione serramenti e caldaie, cassette posta, serrande e altro. Il Comune di Bergamo continua a tagliare i servizi sociali. Assistiamo alla continua riduzione delle politiche di accompagnamento sociale degli inquilini verso un affrancamento dalla povertà. Gli inquilini sono sempre più incolleriti e sconfortati. Si riuniranno in assemblea per organizzare prossime iniziative di protesta, venerdì 25 maggio, ore 16.30, in Via Luzzatti (Bergamo-Malpensata), secondo cortile davanti all’ufficio del Portierato sociale. (info: Unione Inquilini, t. 3397728683 - Fabio: Comitato inquilini di Via Luzzati, t. 3385040771- Silvano)
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(20.04.18) CISANO BERGAMASCO. SFRATTO PER DUE INVALIDI E ANZIANI

* Venerdì 20 aprile, dalle ore 12.00, PRESIDIO SOLIDALE ANTISFRATTO a Cisano Bergamasco, Via Roma 15

Mohamed e la moglie Zhara, i due sessantenni che rischiano di essere sgomberati e buttati in strada, sono entrambi invalidi perché malati di diabete mellito e devono seguire cure mediche continue.
I due hanno anche una storia familiare tragica alle spalle. Infatti il figlio Abdelmajid, nel giugno 2014, per festeggiare l’ultimo giorno di scuola, con gli amici si era tuffato nella fontana del piazzale degli alpini a Bergamo, urtando uno dei tubi da cui sgorgava l’acqua e rimanendo paralizzato dal collo in giù. In seguito, per cause non ancora chiarite, il ragazzo era finito in coma per molto tempo. Vicende queste di cui si era occupata anche la stampa locale. Ora Abdelmajid è ricoverato in una clinica in via Gleno a Bergamo
I genitori, rimasti disoccupati, non sono più stati in grado di pagare l’affitto di casa e domani l’ufficiale giudiziario si recherà alla loro abitazione per eseguire lo sfratto con l’utilizzo della forza pubblica.
Gli attivisti di Unione Inquilini si mobiliteranno per evitare che due anziani e invalidi finiscano in mezzo ad una strada non essendo ancora disponibile una soluzione abitazione alternativa.
“Anche in questa occasione - ricorda Fabio Cochis, segretario dell’Unione Inquilini - sollecitiamo in particolare la Prefettura perché venga istituito un tavolo provinciale al fine di graduare gli sfratti e garantire alle persone sfrattate il passaggio da casa a casa”. L’appuntamento per il presidio solidale è dalle ore 12.00 di giovedì 20 aprile in Via Roma 15 a Cisano Bergamasco. (Unione Inquilini - Bergamo - 19 aprile 2018 - Per info. tel. 3397728683 - Fabio Cochis)

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UNIONE INQUILINI

IL SINDACATO PER IL DIRITTO ALLA CASA
BERGAMO

Sede provinciale in Via Borgo Palazzo, n. 84/g - 24125 Bergamo - Tel. 339.7728683 - fax 035.236912

Mail: unioneinquilini.bg@fastwebnet.it
www.alternainsieme.net/?tag=unione-inquilini
……………………………..Sito nazionale:www.unioneinquilini.it


Unione Inquilini è il sindacato di base attivo su tutti i problemi riguardanti la casa.Lottiamo per il diritto alla casa, per un giusto affitto, contro gli sfratti ed i contratti vessatori.

La consulenza è rivolta a inquilini, assegnatari di casa popolare e senza casa, proprietari-utenti della prima casa contro aumenti affitti e spese accessorie, sfratti per morosità, assenza di manutenzioni, carenza di alloggi e servizi, degrado abitativo; tutela dei proprietari-utenti della prima casa indebitati e a rischio sfratto.

Per gli assegnatari delle case popolari, il sindacato aiuta a svolgere le pratiche da presentare all’Aler: anagrafe utenza, subentri, ampliamenti, controllo spese condominiali, verifica morosità, controllo affitti, domanda contributo solidarietà.

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SPORTELLI DI CONSULENZA

Bergamo
Via Borgo Palazzo 84/g: Lunedì ore 10.00 - 12.00; Mercoledì ore 17 - 19; Venerdì ore 10.00 – 12.00.  Tel. 035236912
oppure 3397728683 (Fabio)

Treviglio
Via Zenale 1 (dal cortile, scala a destra, primo piano): Mercoledì ore 17.30-19.30; Giovedì ore 10.00-12.00. Tel. 3397728683 (Fabio)

Castelli Calepio Sede Circolo Rifondazione Comunista - Via Roma 21 (Tagliuno): Lunedì ore 19.00 - 20.30. Tel. 3338737525 (Claudio)

Verdellino
Via G. Verdi n°9, Verdellino (vicino a sede Polizia Locale) - Sabato, ore 10-12 - Tel. 3397728683 (Fabio); 3469724888 (Roberto)

Seriate
Sede Circolo di Rifondazione Comunista - Via Marconi 40, Lunedì ore 17.00-19.00. Tel. 3405841595 (Roberta)

Borgo di Terzo

Sede Circolo di Rifondazione Comunista - Via Rivolta 1 (scalinata di fronte farmacia). Martedì ore 18.30 - 20.00. Tel. 3389759975 (Maurizio)

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CENTRO DI ASSISTENZA FISCALE (C.A.F.)
Per gli inquilini delle case popolari ALER e comunali l’Unione Inquilini assiste nella compilazione e inoltro.
* Isee: per prestazioni sociali e agevolazioni nei servizi di pubblica utilità
* Bonus Gas – Energia: contributo alle famiglie per la spesa di gas e energia elettrica
* 730: dichiarazione redditi
* Red, Inv: autocertificazione per prestazioni assistenziali per invalidi e pensionati

BERGAMO
Via Borgo Palazzo 84/G: Lunedì ore 10 – 12; Mercoledì ore 17 – 19; Venerdì ore 10 – 12. Per info: Tel. 035236912 oppure 3469724888 (Roberto)

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CONSULENZA E ASSISTENZA agli inquilini sulla scelta della tipologia di contratto di affitto (canone concordato, agevolato, per studenti o lavoratori, transitori) e il calcolo del canone. Verifica criteri e assistenza per la scrittura del contratto.
Per appuntamento: Tel. 3923316583 (Orazio)

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FARE L’ATTIVISTA
Le iniziative del nostro sindacato richiedono la presenza di attivisti che sul territorio promuovono le mobilitazioni o gestiscono gli sportelli di ascolto e consulenza.
Cerchiamo attivisti che mettano a disposizione tempo e capacità formando le proprie competenze nel vivo dei problemi o delle lotte e partecipando alle iniziative di formazione.
Per info: tel. 3397728683 (Fabio)

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(22.03.18) DALMINE. UNA CASA PER FATIHA E SUO FIGLIO: CONTINUA IL PRESIDIO PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE. CHIESTO L’INTERVENTO DEL GARANTE DELL’INFANZIAE DI “SAVE THE CHILDREN”

Fatiha, una ragazza madre con un figlio minorenne (10 anni) gravemente malato di asma bronchiale, da più di una settimana è stata espulsa dall’alloggio di housing sociale in cui era stata collocata dai Servizi Sociali di Dalmine a seguito di uno sfratto per morosità incolpevole eseguito da alcuni mesi. (cfr. il nostro precedente comunicato: qui)
La donna dopo un breve periodo lavorativo (circa 7 mesi) è tornata disoccupata, condizione che viveva da più di un anno e che è stata la causa vera dello sfratto.
L’Amministrazione comunale e i Servizi sociali avevano imposto a Fatiha un canone mensile di 320 euro da pagare alla Cooperativa sociale come condizione per rimanere nell’alloggio che per altro era in condivisione con un’altra famiglia.
La morosità ha determinato l’espulsione della donna e del minore che è avvenuta il 13 marzo. Dopo aver trascorso una settimana ospite da amici o in albergo Fatiha ha deciso di spostarsi davanti al Municipio per protestare contro una decisione disumana, ma soprattutto contraria alle leggi e alle convenzioni sui diritti dei bambini minorenni.
Gli attivisti di Unione Inquilini nell’incontro con il sindaco di Dalmine nella mattinata di oggi hanno ricevuto il netto rifiuto a collocare la famiglia in una comunità di accoglienza. L’Amministrazione comunale pretende che la donna e il figlio siano accolti dalla famiglia di provenienza che vive in una casa popolare ALER. Ma l’Azienda Lombarda Edilizia Residenziale, consultata dal sindacato, esclude questa possibilità in quanto esistono problemi di sovraffollamento e l’ingresso è espressamente vietato dalla nuova legge regionale lombarda appena entrata in vigore.
Di fatto il diniego dell’Amministrazione comunale rappresenta un pericoloso precedente che viola anche la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo ratificata dal Governo italiano nel 1989 e trasformata in legge nel 1991 (art. 27 Legge 176/1991) che impone allo Stato italiano di garantire assistenza alle famiglie con minori per quanto riguarda l’alloggio (oltre che il vestiario e l’alimentazione).
Su tale situazione l’Unione Inquilini ha informato il Prefetto e ha chiesto l’intervento del Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Lombardia e dell’associazione Save the Children.
Intanto abbiamo allestito un presidio permanente davanti al Municipio di Dalmine per chiedere che l’Amministrazione comunale si prenda carico della donna e del figlio minorenne. (Unione Inquilini - Bergamo - 22 marzo 2018 - Per info. tel. 3397728683 - Fabio)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: QUI


(22.03.18) DALMINE. DONNA CON  FIGLIO MINORE “SFRATTATI” DAL COMUNE. INDETTO PRESIDIO PERMANENTE

* Giovedì 22 Marzo PRESIDIO a partire dalle ore9.30, davanti al Municipio di Dalmine in Piazza  Libertà 1. CONFERENZA STAMPA alle ore 11.30

Fatiha è una ragazza madre con un figlio minorenne (10 anni) gravemente malato di asma bronchiale. Sei mesi addietro si era rivolta allo sportello di aiuto di Unione Inquilini a causa di uno sfratto per morosità incolpevole. Infatti la giovane madre, a causa di un lungo periodo di disoccupazione, non era riuscita a pagare l’affitto di casa e stava per essere sgomberata dall’alloggio in cui viveva.
Gli attivisti del sindacato si sono attivati attraverso diversi incontri con i Servizi sociali del Comune di Dalmine, dove la donna risiede.
Tutto sembrava procedere per il meglio: la donna aveva trovato un lavoro come badante e percepiva circa 600 euro al mese; l’Amministrazione comunale si dimostrava disponibile ad aiutarla anche a causa della particolare situazione di fragilità.
Dopo aver rilasciato spontaneamente l’appartamento sottoposto a sfratto, la famiglia di Fatiha è stata collocata in un alloggio di emergenza destinato a persone in condizione di fragilità o disagio. Stiamo parlando di un edificio di propietà comunale, gestito da una importante cooperativa sociale bergamasca, che fa parte di quei progetti chiamati “housing sociale” che sempre più stanno sostituendo l’edilizia pubblica (le case popolari, ndr).
Purtroppo l’accompagnamento sociale si è bruscamente interrotto risolvendosi nell’espulsione della donna e del bambino dall’alloggio di housing sociale. Questo è avvenuto anche se i servizi sociali sapevano che Fatiha aveva perso il posto di lavoro da alcuni mesi.
Alla richiesta degli attivisti sindacati di avere spiegazioni di un gesto tanto grave, i Servizi sociali ci hanno risposto che la famiglia “non collaborava”, ma in verità la motivazione è stata che Fatiha non ha versato alla Cooperativa sociale un canone mensile di 320 euro. Questo perché la donna ha dovuto utilizzare il salario per ripagare i debiti contratti in passato e far mangiare il figlio.
“Quello che è avvenuto è gravissimo e segna un pericoloso precedente: il 13 marzo l’Amministrazione comunale di Dalmine ha deciso buttare fuori da una struttura di accoglienza una donna sola con suo figlio minorenne e ammalato.” Davide Canto, attivista di Unione Inquilini, denuncia: “Abbiamo messo in moto la rete autorganizzata di mutuo-soccorso, sostituendoci ai Servizi sociali, ospitando per una settimana la famiglia negli alloggi degli attivisti e di famiglie sfrattate che si sono offerte spontaneamente. Adesso l’Amministrazione comunale deve svolgere il suo ruolo: esistono degli obblighi di legge che impongono agli enti locali di prendersi cura delle madri con figli minorenni che non possono essere lasciati in strada. Non si risolve la crisi economica abbandonando i poveri a loro stessi.” Su tale situazione l”Unione Inquilini ha informato anche il Prefett
o ed ha chiesto un incontro urgente con il Sindaco di Dalmine.
Giovedì 22 marzo, a partire dalle ore 9.30, è stato indetto un presidio permanente fuori dal Municipio di Dalmine, con conferenza stampa alle ore 11.30. (Unione Inquilini - Bergamo - 21 marzo 2018)

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(03.02.18) BERGAMO. EX-ASILO E ALLOGGI DEL “PRINCIPE DI NAPOLI” NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO STORICO, SOCIALE E PUBBLICO

* Sabato 3 febbraio dalle ore 15.00 PRESIDIO a Bergamo in Via Pignolo n° 11

L’Amministrazione comunale di Bergamo ha scelto di porre in vendita l’immobile, oggi comunale, dove si trovava l’ex-asilo “Principe di Napoli” in Pignolo basso.
La contestata decisione ripropone le polemiche esplose ai tempi dell’amministrazione Tentorio quando fu stilata una prima lista di beni pubblici cedibili ai privati. Suscitò allora scalpore la scelta di rendere disponibile per la vendita il Palazzo Suardi in Piazza Vecchia. Un vasto movimento di cittadini si impegnò a contrastare giustamente questa scelta raccogliendo migliaia di firme.
Anche l’edificio del Principe di Napoli è un patrimonio della città (tra l’altro di rilevante interesse culturale e storico). Il fatto che uno si trovi nella prestigiosa Città Alta abitata dai ricchi e l’altro nei borghi residenza dal popolo (o meglio della piccola borghesia) non dovrebbe modificare l’atteggiamento da tenere: sono entrambi patrimonio dei Bergamaschi e come tale andrebbero usati pubblicamente e trasmessi ai posteri.
La scelta di vendere l’ex Principe di Napoli oltre che sbagliata è probabilmente anche illegittima. Infatti lo stabile è frutto del lascito testamentario di un pittore che nel 1875 lo trasmise ad una Fondazione sociale, condizionando al mantenimento dell’uso pubblico del bene. Negli anni ’90 don Tarcisio, Presidente della Fondazione che gestiva l’asilo, cedette l’immobile al Comune di Bergamo ottenendo la garanzia del mantenimento dell’uso pubblico.
Un’amministrazione dovrebbe sempre tenere fede alla parola data, anche dopo decenni. In ogni caso non casualmente l’impegno dell’amministrazione al mantenimento dell’uso pubblico dell’immobile è richiamata nello stesso atto di cessione del bene al comune. Pertanto si rischia di avviare un pericoloso contenzioso che potrebbe sfociare anche nella perdita del bene da parte del comune di Bergamo.
La decisione di vendere un edificio un tempo adibito ad asilo e ad alloggi popolari è gravissima anche per una motivazione di carattere sociale. Dovrebbe infatti essere una priorità per chi governa la città l’utilizzo di tutti gli immobili vuoti per dare un tetto alle tante persone che hanno perso la casa o la stanno perdendo.
Su questo avvenimento l’Amministrazione comunale è inadempiente anche rispetto alle disposizioni emanate dal Ministero degli interni. Infatti il Ministero, a seguito del drammatico sgombero di centinaia di migrati - avvenuto a Roma in settembre 2017 - ha inviato ai Prefetti la circolare interpretativa dell’articolo 11 del decreto sicurezza (D.L. 14/2017) che prevede di garantire “le tutele alloggiative degli aventi diritto in relazione a ciascuno degli interventi di sgombero programmati”. Tale direttiva chiede alle istituzioni di governo una mappatura degli immobili pubblici e privati, finalizzata ad un piano di riuso degli stessi per dare risposta abitativa a chi rischia di perdere la casa a causa di sfratti.
Chiediamo che tale mappatura venga fatta anche dal comune di Bergamo e che gli immobili come il “Principe di Napoli” siano ri-utilizzati a fini sociali attraverso una copertura economica adeguata. Per questo motivo aderiamo e partecipiamo al presidio indetto per sabato 3 febbraio che si terrà a Bergamo in Via Pignolo n° 11. Durante il presidio continuerà la raccolta di firme contro la vendita. (Bergamo, 31.01.18, a cura di
“Gruppo di opinione della Piazzetta Santo Spirito” e Unione Inquilini – Bergamo. Per info: 3937920590-Ornella, 3397728683-Fabio)

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(23.12.17)TREVIGLIO. IL COMUNE LASCIA INDIETRO I POVERI. NOI NO! RACCOLTA FONDI PER LE FAMIGLIE SFRATTATE DI TREVIGLIO

* Sabato 23 dicembre da ore 15.00 a ore 18.00, Piazza Manara (di fronte al Comune di Treviglio), banchetto con distribuzione di arance e zucche biologiche

Lo scorso 13 dicembre gli attivisti di Unione Inquilini hanno soccorso una famiglia (i due genitori con quattro figli minori) che era stata buttata in strada a seguito di uno sfratto. E’ stata necessaria una lunga trattativa perché i Servizi sociali - secondo gli obblighi di legge - collocassero per alcuni giorni la famiglia in albergo in attesa di rendere agibile l’alloggio per il quale la famiglia aveva già sottoscritto un contratto d’affitto .
Impressiona la lentezza che caratterizza le politiche sociali e abitative del Comune di Treviglio. Attenendosi alle politiche di austerità decise da Unione Europea e dal governo, in questi anni, l’Amministrazione comunale ha operato tagli ai Servizi sociali. Questo influisce pesantemente sulla capacità di aiutare le famiglie a superare gli effetti della crescita della povertà. Ormai il Comune tende a  non intervenire nemmeno per collocare madre e figli minori in strutture protette nel caso in cui perdano la casa.
Regna poi la confusione nella gestione dei contributi messi a disposizione da Stato e Regione per l’emergenza abitativa. Pur essendo modesta l’entità di tali fondi, a Treviglio non vengono nemmeno utilizzati interamente; di fatto non si adempie l’obbligo della “graduazione” dell’esecuzione degli sfratti (strumento previsto dalla L. 102/2013 per evitare gli sgomberi volenti e garantire il passaggio da casa a casa e applicato da Comuni e Prefetture in tante parti d’Italia).
Nel caso dello sfratto del 13 dicembre infatti esistevano tutte le condizioni perché alla famiglia fosse evitato il trauma dello sgombero, posticipandolo, rimborsando la proprietà, garantendo in tempi brevi il passaggio da casa a casa ed evitare le spese dell’albergo. Niente di tutto questo è stato fatto.
Anche in questa occasione, sono state solo le pratiche di solidarietà e mutuo-soccorso messe in campo dagli attivisti dell’Unione inquilini, che hanno contribuire ad alleviare di disagi della famiglia sfrattata.
Di fronte ad una amministrazione comunale che lascia vuoti gli alloggi pubblici, non vuole disturbare la rendita immobiliare affrontando il problema delle centinaia di unità abitative lasciate sfitte, non è in grado di gestire la quotidianità dell’emergenza abitativa, non ha – in sintesi – una politica della casa, chiediamo che tutte le forze politiche e sociali facciano sentire la loro voce.
Sabato 23 dicembre organizziamo un banchetto-presidio per denunciare questa situazione, per raccogliere fondi per il sostegno economico alle famiglie che hanno perso la casa o la stanno perdendo e… per augurare Buone feste alle concittadine e ai concittadini che hanno a cuore i valori della solidarietà e della giustizia sociale. L’appuntamento è alle ore 15.00 alle ore 18.00 davanti al Municipio di Treviglio in Piazza Manara. (Unione Inquilini - Bergamo/Treviglio - dicembre 2017)

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