(18.05.16) SAN PAOLO D’ARGON. PERCHE’ ANCHE IL NOSTRO PAESE C’ENTRA CON LA “PASSERELLA” DI CHRISTO SUL LAGO D’ISEO


La passerella che il grande artista Christo (nome completo Christo Vladimirov Yavachev) sta realizzando sulle acque del Lago d’Iseo ha il suo punto focale nell’isoletta di San Paolo, che - posta a sud di Montisola - in questi giorni, a meno di un mese dall’inaugurazione dell’importante opera di land art, sta avendo grandissima visibilità e notorietà.
L’isoletta si chiama come il nostro paese e questo non è affatto casuale. Infatti l’isola di San Paolo per alcuni secoli fu proprietà del Monastero cluniacense di San Paolo d’Argon, che nel 1091 – a poco più di un decennio dalla fondazione (1079) - ne era venuto in possesso a seguito di una donazione.
I nostri monaci vi istituirono un priorato, cioè una comunità monastica, edificandovi anche un monastero, che però – a quanto sembra – vi ebbe vita stentata, tanto che l’isola stessa venne in seguito affittata ai pescatori della zona.
L’isola rimase di proprietà del nostro Monastero fino almeno alla metà del XV secolo. Attualmente – dopo svariatissime vicissitudini, permute e compravendite - è proprietà della notissima famiglia Beretta, che – in attività da cinque secoli – dalla Valtrompia produce e vende armi in tutto il mondo ed è il principale sponsor dell’opera di Christo, per la quale è prevista una spesa non inferiore ai 15 milioni di euro.
Per qualche settimana, a partire dal 19 giugno prossimo, potremo avere la soddisfazione di raggiungere a piedi l’antica proprietà del nostro monastero cluniacense di San Paolo d’Argon, camminando sulla spettacolare passerella di Christo.
Non pensate però agli sponsor proprietari della stupenda isoletta: quelli più sensibili fra voi potrebbero avere l’inquietante suggestione di camminare sopra un lago di sangue. (18.05.16, alternainsieme.net)


(20.09.15) SAN PAOLO D’ARGON. QUANDO FINIRANNO I LAVORI ALL’EX MONASTERO?

Ad est, dietro la scuola dell’infanzia, è in stato avanzato la realizzazione del parcheggio per il quale è stato devastato un grande spazio verde (cfr. Alternainsieme.net 14.05.15 qui), ma in corrispondenza dell’ala ovest, verso via del Convento e il sagrato della chiesa parrocchiale, è tutto fermo da mesi e mesi, con transenne ed impalcature le cui coperture sono sempre più deteriorate. Come mai questo stop, prolungato e inspiegabile? Non bastano i 12 milioni stanziati da vari enti, tra cui enti pubblici che hanno messo a disposizione una quota di tutto riguardo per il “restauro” dell’ex monastero (in realtà un’operazione per fare una scuola privata!)? E’ sensato lasciare abbandonate le impalcature così a lungo sapendo che possono costituire fonte di pericolo per tutti? Ci sono già stati dei precedenti al cantiere dell’ex monastero (cfr. Alternainsieme.net 17.12.10 qui). Comunque vadano le cose, non bisogna mai dimenticare che - per decisione politica la comunità di San Paolo d’Argon non ha praticamente più alcuna voce in capitolo sul monumento che da più di mille anni ne ha segnato la storia.

Foto (agosto/settembre 2015): qui

Ex Monastero di San Paolo d’Argon. Precedenti info: qui; schede: qui


(14.05.15) SAN PAOLO D’ARGON. DISTRUTTO IL PRATO DIETRO LA SCUOLA MATERNA

Ormai in tanti hanno potuto vedere che il prato posto a nord della scuola materna parrocchiale è stato assalito alla grande dalle ruspe e completamente smantellato in pochi giorni. Secondo il progetto di restauro dell’ex Monastero Benedettino, approvato una decina di anni fa col parere favorevole anche della nostra amministrazione comunale, l’intero prato doveva essere destinato alla realizzazione di un grande parcheggio a servizio delle nuove strutture previste nell’ex Monastero. Si poteva sperare che in corso d’opera la Diocesi di Bergamo, titolare e responsabile dei lavori, rinunciasse a questa ulteriore cementificazione, anche perché in quanto ad aree a parcheggio per l’ex Monastero (che ospita tutt’oggi la scuola privata di Comunione e Liberazione) è previsto pure un cospicuo ampliamento del sagrato davanti alla Chiesa parrocchiale. Ma le cose, come ognuno può notare, non sono andate così e la nostra comunità dovrà rassegnarsi a fare a meno di un’altra area verde.

Altre foto: qui

Restauro ex Monastero. Archivio: qui


(20.09.14) SAN PAOLO D’ARGON. LO STATO MAGGIORE DELLA COMPAGNIA DELLE OPERE E AFFINI NEL NOSTRO EX MONASTERO

Che ci facevano ieri a San Paolo d’Argon il prof. Giorgio Vittadini, anfitrione massimo del noto meeting concluso da poco di Cl a Rimini, e la prof.ssa Valentina Aprea, già sottosegretaria all’istruzione (con la Gelmini) e ora assessore regionale all’istruzione?
Non sono certo venuti per commemorare il XX Settembre anniversario della Breccia di Porta Pia, ma per partecipare, insieme ad autorità civili ed ecclesiastiche, alla premiazione dei diplomati dell’istituto tecnico superiore per marketing e internazionalizzazione delle imprese e per l’informatica industriale.
I responsabili dell’Its di San Paolo d’Argon, una scuola privata di stretta osservanza ciellina, hanno ricordato soddisfatti che “l’88% dei diplomati ha trovato lavoro dopo un anno”.
“Peccato -
ha scritto già qualcuno da San Paolo d’Argon - che questa statistica di per sé straordinaria in un’Italia in cui è disoccupato un giovane su due, non abbia tenuto conto dei precari e degli stagisti che non godranno della possibilità di assunzione vera e propria.Ma si sa, l’autocelebrazione viene prima di tutto”. (cfr. “Il gazzettino di San Paolo d’Argon” disponibile su Google Play).
Un’autocelebrazione tanto più urgente visto che - malgrado i finanziamenti pubblici sempre in crescita - le scuole private in generale stanno perdendo colpi sia come iscrizioni sia come qualità (sembra che gli indicatori non proprio esaltanti della scuola italiana dipendano in buona parte proprio dalle scuole private).
Fa specie comunque ancora una volta constatare come il nostro glorioso ex Monastero, soppresso nel 1797 dal grande Napoleone Bonaparte per metterne i beni a disposizione del “pubblico”, sia oggi una scuola privata dove ogni occasione è buona per le sfilate di personaggi che - con la scusa della sussidiarietà - privatizzerebbero non solo l’istruzione ma anche l’aria che respiriamo, ancor meglio se sotto la triplice benedizione del capitale, di santa madre chiesa e governo (qualunque esso sia, purché privatizzi e foraggi con soldi pubblici la scuola privata).

Ps.

(23.09.14) Riportiamo il commento di una nostra amica in Fb a proposito della scuola superiore ciellina stanziata nel nostro ex Monastero benedettino: “sono andata ad informarmi hanno rette altissime e solo gente molto benestante può permettersela e visto che il lavoro tocca solo a loro si crea un circolo vizioso da cui noi poveretti operai di aziende in crisi e monoreddito siamo totalmente esclusi ! Boh”

Rassegna stampa. BergamoSera 19.09.14: qui; L’Eco di Bergamo 20.09.14: qui

Le nostre precedenti info: qui


(27.09.13) SAN PAOLO D’ARGON. RASSEGNA STAMPA: ANCORA SULL’EX MONASTERO, CL, DIOCESI E PARROCCHIA

Le ultime vicende dell’ex Monastero benedettino, di cui ci siamo occupati nei giorni scorsi (cfr. qui), sono state trattate nel numero di questa settimana di “Araberara”. Vi sono riportate dichiarazioni riprese qua e là dal nostro sito (e attribuite al compagno Maurizio M.) dove viene messo in evidenza come il Polo Formativo nautico della Fondazione Ikaros (cioè Cl) abbia monopolizzato tutti gli spazi dell’Abbazia restaurata. L’articolo di Araberara però concentra la sua attenzione soprattutto sulle dichiarazioni del parroco di San Paolo d’Argon, don Angelo Pezzoli, che cerca di attenuare la portata del monopolio ciellino sull’ ex Monastero che ha suscitato la secca contrarietà della Diocesi di Bergamo, tanto da spingerla a rompere con Ikaros uscendo dalla Fondazione. Ma di questo aspetto non vi è nessun accenno in Araberara. Don Angelo ricorda che la parte di ex Monastero di proprietà della Parrocchia dove aveva sede il vecchio oratorio, “l’abbiamo data in comodato gratuito per 30 anni alla Diocesi con l’impegno che lo restaurasse mettendolo a disposizione anche della Parrocchia”. Si tratta infatti proprio della porzione di edificio che è stata esclusa dai restauri. “Ma il Vescovo - precisa il Parroco - ha creato una commissione ristretta (…) che analizzi le potenzialità del complesso per un utilizzo della nostra Comunità”. Certo, e c’è da aspettare solo 30 anni.
(Rettifica: ci corre di precisare che l’espressione “sistema formigoniano” è riferita nel nostro testo al foraggiamento della scuola privata da parte della Regione Lombardia, e non al consiglio comunale di San Paolo d’Argon, come appare nell’articolo di Araberara.)
Cfr. Araberara 27.09.13: qui

Ex Monastero di San Paolo d’Argon, schede (qui) e nostre precedenti info (qui)



(14.09.13) SAN PAOLO D’ARGON. IL NOSTRO EX MONASTERO TUTTO IN MANO AL BUSINESS DELLA SCUOLA PRIVATA DI COMUNIONE E LIBERAZIONE

E’ il Corriere della Sera a confermare questa situazione. Dopo il restauro concluso lo scorso anno, a monopolizzare gli spazi dell’ex Monastero benedettino di San Paolo d’Argon c’è solo il polo formativo nautico della Fondazione Ikaros, cioè la scuola privata di Comunione e Liberazione, che usa anche spazi destinati - secondo l’Accordo di Programma del 2006 - ad altre strutture (come ad esempio il museo delle migrazioni) e che intenderebbe pure di espandersi negli stabili non ancora restaurati. E’ così acclarato che i soldi pubblici elargiti da Regione Lombardia, Provincia di Bergamo e Comune di San Paolo d’Argon per contribuire al restauro hanno avuto come risultato quello di dar man forte al business della scuola privata di Comunione e Liberazione, che attraverso Ikaros ha avuto dalla Diocesi di Bergamo la disponibilità del Monastero restaurato in comodato d’uso gratuito. Come Ikaros poi scrive sui propri depliant, altri soldi pubblici arrivano alla scuola attraverso il sistema della dote-scuola, fatta apposta dalla regione Lombardia per finanziare la scuola privata. E’ così che continua ancora a funzionare il sistema formigoniano tutto a discapito della scuola pubblica che si vede così sottrarre finanziamenti e anche studenti. Paradossalmente l’unica istituzione seriamente seccata dal monopolio di Cl sul nostro ex monastero - secondo quanto annuncia il Corriere - è la Diocesi di Bergamo che ha deciso di uscire dalla Fondazione Ikaros di cui era compartecipe. Vedremo gli sviluppi, anche se siamo certi che saranno ben lontani dall’invito di Papa Bergoglio a mettere i conventi ed altri edifici della chiesa a disposizione dei rifugiati e di chi ne ha bisogno. Silenzio invece dalla istituzioni pubbliche che hanno contribuito al restauro. Si ricorda che, per far fronte all’impegno dei 500.000 euro per il restauro a seguito della decisione dell’Amministrazione comunale presa con il consenso tanto del gruppo di maggioranza quanto delle minoranze di Lega Nord e Vivi San Paolo (Pdl), i cittadini di San Paolo d’Argon pagano dal 2007 un’addizionale Irpef fra le più alte dei comuni del circondario. Ora sappiamo che tutto questo è andato a vantaggio della scuola privata di Comunione e Liberazione. L’Amministrazione Comunale e le tre forze politiche rappresentate nel Consiglio comunale di San Paolo d’Argon ne dovrebbero seriamente rispondere di fronte alla cittadinanza. (cfr. Bergamo.corriere.it 12.09.13: qui)

Ex Monastero di San Paolo d’Argon, schede (qui) e nostre precedenti info (qui)


(04.07.13) SAN PAOLO D’ARGON. EX MONASTERO: CIELLE SI E’ PRESA TUTTO E ANCHE LA DIOCESI SI ARRABBIA

Scrive quest’oggi Cesare Zapperi, direttore delle pagine bergamasche del Corriere della Sera: “I sorrisi e le benedizioni dell’inaugurazione di inizio dicembre dell’anno scorso sono ancora vive nei ricordi di chi era presente. Ma l’abbazia di San Paolo d’Argon, recuperata al suo antico splendore grazie ad uno straordinario intervento da 12 milioni di euro (messi a disposizione da un ampio ventaglio di soggetti istituzionali e non), rischia di diventare il teatro di uno spiacevole scontro, poco in linea con l’austerità del luogo. Tra la Diocesi e la Fondazione Ikaros nelle ultime settimane i rapporti si sono fatti molto tesi. Per una semplice ragione. Il padrone di casa, cioè la Diocesi (ha concesso l’immobile in comodato gratuito per trent’anni), ha scoperto di essere stata sostanzialmente estromessa dall’utilizzo degli spazi ricavati dalla ristrutturazione dell’antico monastero benedettino. E questo non era nei patti. Nell’accordo di programma firmato con la Regione, la Provincia, il Comune di San Paolo d’Argon e l’Università era infatti previsto che vi fossero locali per l’ospitalità per le parrocchie e i gruppi per giornate di spiritualità. Previsione che, nei fatti, è rimasta sulla carta. Come ha dovuto constatare, suo malgrado, un rappresentante della Curia, inviato sul posto direttamente dal vescovo Francesco Beschi. Dal sopralluogo, effettuato dopo l’affiorare di alcune perplessità, è emerso che le altre funzioni, dal Polo formativo regionale della nautica (gestito dalla Fondazione Ikaros, riconducibile a Comunione e Liberazione) al Centro Studi e Documentazione sulle Migrazioni, hanno fatto la parte del leone, lasciando poco o nulla per il resto. Un’amara constatazione per l’inviato della Curia che era arrivato a San Paolo d’Argon con la speranza di trovare una smentita alle voci negative che erano arrivate sul Colle. E pare che sotto gli archi del monastero i toni si siano anche alzati non poco con il rappresentante della Fondazione Ikaros, cui fa capo la gestione complessiva dell’abbazia.” (cfr. l’articolo completo in www.bergamo.corriere.it 04.07.13) Anche Bergamonews.it chiede conto, in una intervista al vescovo di Bergamo pubblicata ieri dello “scontro tra monsignor Carrara e l’economo della diocesi, monsignor Lucio Carminati, sulla modalità di gestione e dei fondi per l’abbazia di San Paolo d’Argon”, ma la risposta di monsignor Beschi non spiega nulla (cfr. Bergamonews.it 03.07.13). Regione Lombardia, Provincia di Bergamo e Comune di San Paolo d’Argon non sembrano dal canto loro mostrare analoga preoccupazione riguardo la disponibilità degli spazi nell’ex Monastero restaurato, pur avendo contribuito al restauro in maniera sostanziosa: 2 milioni e mezzo di euro ciascuna Regione e Provincia e 500.000 euro il comune di San Paolo d’Argon, questi ultimi recuperati - grazie al consenso unanime di tutti i gruppi rappresentati nel Consiglio comunale - con l’aumento dell’addizionale Irpef che grava in misura sostanziosa dal 2007 su tutti i cittadini del nostro paese. Abbiamo scritto tempi addietro che il nostro ex monastero, con l’accordo di programma del 2006, era stato svenduto alla Diocesi. Oggi la Diocesi di Bergamo ci conferma che è stato regalato tutto - con i fondi pubblici spesi per il restauro - alla componente integralista e pigliatutto di CiElle, peraltro negli ultimi tempi particolarmente chiacchierata.

Ex Monastero di San Paolo d’Argon, schede (qui) e nostre precedenti info (qui)


(30.11.12) SAN PAOLO D’ARGON. DOMANI L’INAUGURAZIONE DELL’EX MONASTERO RESTAURATO

Domani verrà inaugurato l’ex monastero di San Paolo d’Argon dopo il lungo restauro. Vi sarà presente il vescovo di Bergamo, monsignor Beschi, e chissà quante altre autorità. Da parte nostra, non parteciperemo alla festa, perché le scelte sottese a questo “restauro” non le abbiamo mai condivise, come abbiamo più volte denunciato, anche su questo blog, a partire dall’accordo di programma del 2006 che ha dato corso a tutto l’intervento. In quella occasione non venne deciso soltanto di restaurare un monumento che dopo diversi anni di abbandono o semi abbandono si stava avviando al degrado, ma – soprattutto – di separare definitivamente il principale monumento storico del nostro paese dalla sua comunità di riferimento. E in questa operazione di espropriazione, calata dall’alto, non è mancato nemmeno l’impegno, attivo e mal riposto, delle istituzioni locali che si sono uniformate integralmente ai progetti della Diocesi bergamasca. L’esito è ormai in atto: il prestigioso edificio (i vezzeggiativi abbondano pure nelle articolesse d’occasione profuse in queste ore dalla stampa locale) è stato consegnato ad un istituto scolastico paritario del carrozzone formigoniano-ciellino, mentre l’ultima presenza della comunità (l’oratorio negli spazi dell’ala ovest del complesso già monastico) è cessata ormai da un paio d’anni con l’entrata in funzione del nuovo oratorio rapidissimamente realizzato proprio in faccia all’ex monastero e in grazia anche del tempestivo prestito a tasso simbolico prontamente concesso dalla Regione Lombardia. L’Accordo di programma prevede anche altro, come il non ancora ben precisato Museo delle migrazione nonché un centro congressi, servizi di ristorazione (“con spazi propri”) e una “foresteria per le attività stanziali aperta anche all’accoglienza di tipo turistico”, né si escludono per il futuro nuove edificazioni e cementificazioni a fianco dell’ex Monastero cinquecentesco, non solo parcheggi ma anche un auditorium di 450 posti. Si dà così il caso che il recupero di un ex Monastero di cui la proprietà non sapeva che farsene, abbia già dato luogo ad ulteriori edificazioni (come appunto il nuovo oratorio) e ne richiami addirittura altre: ma tutto questo - ci siamo chiesti più volte - è coerente con la salvaguardia e la valorizzzaione architettonica dell’edificio? Regione e provincia non hanno fatto mancare alla Diocesi – come ricordato anche in questi giorni dalla stampa – il loro finanziamento (2.500.000 euro da ciascuna), ai quali si è aggiunto nel 2007 pure quello del Comune di San Paolo d’Argon (500.000 euro e altri impegni “in natura”), recuperato anticipando l’innalzamento dell’addizionale irpef che grava dal 2007 su tutti i cittadini. Così, mentre il Polo scolastico di Trescore privo di spazi deve affittare l’oratorio per le aule delle scuole superiori pubbliche, a San Paolo d’Argon si è finanziato con fondi pubblici l’allestimento di una scuola “paritaria”, cioè privata, dove è previsto pure un “Polo Formativo per la nautica da diporto”. Dobbiamo allora concludere che a 215 anni dalla soppressione ed esproprio napoleonico del Monastero benedettino, voluta – lo ricordiamo - perché i pubblici poteri potessero dotarsi delle risorse necessarie all’Ospedale cittadino e al mantenimento degli orfanelli in affido, la storia stia andando in direzione diversa prendendosi finalmente un rivincita sul Grande Corso? In questi due secoli parroci e vescovi, istituzioni ecclesiali, istituzioni pubbliche (come il comune o l’Ospedale), i potenti affittuari che si sono susseguiti nella gestione dei terreni dell’ex monastero e i contadini sfruttati che li contrastavano, si sono spesso scontrati in ordine proprio alla disponibilità e alla proprietà del Monastero che sarà domani inaugurato. L’intonacatura beige, uniforme, con cui si sta ultimando la copertura delle murature, non ha evitato di nasconderne l’intricata trama, fatta di trasformazioni, cancellature, sovrapposizioni che - a modo loro - segnalavano fino a ieri la storia materiale, intensa, ma ormai poco conosciuta, di tutta la nostra comunità. I restauri li fanno sempre i sopravvissuti, anzi i vincitori del momento, spesso solo a loro uso e consumo.

Ex-Monastero benedettino, schede (qui) e info (qui)


(13.08.12) SAN PAOLO D’ARGON. IL RESTAURO DELL’EX MONASTERO BENEDETTINO E LA SCUOLA DELLA “FONDAZIONE IKAROS”

L’ultimo numero del bollettino della nostra Parrocchia della Conversione di San Paolo dedica di nuovo ampio spazio al restauro dell’ex Monastero (cfr. L’Obiettivo, luglio 2012: qui) partendo dal secondo convegno tecnico che si è tenuto il 1° giugno scorso al Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo alla presenza di circa un centinaio di addetti ai lavori (tecnici, appunto), che poi nella stessa giornata hanno fatto una breve visita al cantiere dell’ex Monastero (cfr. qui). A dirigere i lavori del convegno questa volta è stata direttamente la Fondazione Ikaros, intenzionata ad aprire dall’inizio dell’anno scolastico 2012-13, cioè tra pochi giorni, il polo formativo della Nautica da diporto. Il bollettino parrocchiale riporta una scheda dedicata anche al Museo delle migrazioni, cioè l’altra struttura prevista nell’edificio cinquecentesco interamente di proprietà della Diocesi di Bergamo attulmente in corso di restauro. Su tale operazione di restauro-ridestinazione, partita anche grazie ai contributi di Regione, Provincia e Comune di San Paolo d’Argon, abbiamo espresso in più occasioni la nostra contrarietà. Dobbiamo ora ricordare che, mentre ancora nel prossimo anno scolastico il Polo delle scuole superiori di Trescore non avrà spazi sufficienti e dovrà pertanto pagare l’affitto alla Parrocchia per le classi che trovano la loro sede nell’oratorio, a San Paolo d’Argon viene invece finanziato con fondi pubblici un istituto scolastico privato, cioè la Fondazione Ikaros, perché vi possa aprire tempestivamente la sua scuola. Il che è un bel controsenso. Come è noto, Ikaros è una “estensione” di Comunione e Liberazione, la potente e ricca associazione ipercattolica che nei diciasette anni del governo del ciellino Formigoni ha potuto espandere le proprie strutture scolastiche grazie ai milioni di euro derivati dei fondi regionali o grazie ad operazioni, guidate dalla Regione, come quella del “Polo nautico” nel nostro ex-monastero, che andrà così ad aggiungersi alle altre scuole cielline come “La Traccia” di Calcinate, l’Imiberg, il Cfp di Calcio, il Cfp di Grumello del Monte e altre ancora. Ikaros e Cl - proprio nella fase degli scandali che segnano il declino rovinoso del “celeste” Formigoni, e prima che sia troppo tardi - riescono a mettere a segno un altro colpo a San Paolo d’Argon, che compensa - abbondantemente - la perdita del Cfp di Endine Gaiano  che Ikaros ha dovuto cedere al Patronato San Vincenzo (cfr. Bergamonews.it 18.05.12: qui)

Restauro ex-Monastero di San Paolo d’SArgon, le nostre schede (2006 e segg.): qui. Altre info (2009 e segg.): qui


(01.07.12) SAN PAOLO D’ARGON. A CHE PUNTO E’ IL RESTAURO DELL’EX MONASTERO BENEDETTINO

* Sfasciato il parco ad est; compare un seminterrato a sud

Un ennesimo convegno al Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo ha celebrato nelle scorse settimane il cosiddetto restauro del nostro ex Monastero benedettino. A fare gli onori di casa è stata direttamente la cooperativa Ikaros della Compagnia delle Opere che sarà di fatto la beneficiaria della struttura di proprietà della Curia, il cui restauro ha assorbito anche non pochi fondi pubblici. Avremo modo di parlarne in altra occasione. Nella breve ricognizione al Monastero che abbiamo fatto nei giorni scorsi siamo potuti entrare anche dalla parte est essendo tutto aperto e senza alcun cartello di divieto (i cantieri in stato avanzato di solito tendono alla sciatteria). Il parco che qui si trova (”giardino” nel cabreo del 1729) risulta ampiamente sfasciato, come testimoniano le immagini [foto 1 - 2 - 3 - 4 - 5]. Forse il bel parco si potrà risistemare di nuovo, ma una parte del terreno è stata occupata da impianti tecnologici [1 - 2]. Ampi movimenti di terra sono in corso anche a sud, verso la scuola materna e il nuovo oratorio. Risulta compromesso il terrazzamento con i caratteristici cipressi [1 - 2], mentre fa la sua comparsa un seminterrato, forse dei box o latri impianti tecnologici [1 - 2 - 3 - 4], che non avevamo visto nel progetto ufficiale depositato qualche anno fa. Le normative specifiche - come è noto - prevedono ampie deroghe e ampia discrezionalità a vantaggio dei beni designati al culto.

Foto 01.07.12: QUI

Restauro ex Monastero, schede: QUI. Altre schede info di storia locale: QUI


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