(03.04.17) SAN PAOLO D’ARGON. NON C’E’ PACE PER IL NOSTRO EX MONASTERO

Diversi articoli dell’edizione bergamasca del Corriere della Sera (quasi tutti a firma Donatella Tiraboschi) hanno parlato di nuovo, dalla metà di marzo in poi, della contesa tra la Diocesi di Bergamo e la Fondazione Ikaros che gestisce le scuole insediate nel nostro ex Monastero. Viene confermato che il Polo scolastico della Ikaros, che occupa all’interno dell’ex Monastero spazi destinati al “Museo delle Migrazioni” previsto nell’accordo di programma per il restauro sottoscritto nel 2006 da Regione, Provincia, Comune di San Paolo d’Argon, Diocesi di Bergamo e altri enti, dovrà trasferirsi in altra sede. Non abbiamo però ancora ben capito se interamente o in parte o a rate…
La Diocesi proprietaria dell’ex Monastero ormai quasi tutto restaurato è infatti intenzionata a passare alla realizzazione del “Museo delle migrazioni” nonché delle altre strutture connesse, dopo che nel 2006 si era impegnata in tal senso, salvo poi nel 2009, all’inizio dei lavori di restauro, cambiare direzione optando – col consenso ufficiale di Regione, Provincia, Comune - per le istituzioni scolastiche di Ikaros che ora vengono cacciate via malis modis.
Si tratta di vicende in gran parte note. Gli articoli del Corriere fanno tuttavia luce sul coinvolgimento della Diocesi di Bergamo nel business dell’istruzione privata della Fondazione Ikaros, legata a Comunione e Liberazione e alla Compagnia delle Opere, che vanta un bilancio economico milionario, con scuole appunto a San Paolo d’Argon, ma anche Grumello del Monte, Calcio, Endine, Buccinasco, uffici a Bergamo e a Roma e perfino l’acquisto della Caserma militare dismessa di Via Suardi a Bergamo.
L’agreement tra Diocesi e Ikaros si sta concludendo evidentemente non solo perché a San Paolo d’Argon la scuola di Ikaros ha occupato spazi che la Diocesi ora reclama dopo aver annullato il contratto di comodato d’uso trentennale concesso alla Fondazione. La Diocesi certo è divenuta da tempo estremamente prudente verso il mondo di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere, che - dopo le inchieste giudiziarie di qualche anno fa e dopo le disavventure di Formigoni - sta attraversando una fase di ridimensionamento e difficoltà. In più c’è stata la crisi economica a rovinare gli affari delle scuole private cattoliche, che vedono ridursi le iscrizioni, malgrado i molteplici e cospicui foraggiamenti da parte delle istituzioni pubbliche che dell’art. 33 della Costituzione (”Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”) sono abituate a farsene un baffo specialmente qui in Lombardia.
Ora la Diocesi riguardo all’uso del nostro Monastero, attraverso il proprio organo L’Eco di Bergamo, ribadisce categoricamente ancora una volta di voler senz’altro tornare al progetto originario dopo aver accumulato un bel po’ di ritardo.
Il consigliere regionale 5 Stelle Dario Violi si è così accorto, con svariati anni di ritardo, che gli impegni del 2006 non sono stati realizzati e, dopo aver letto il Corriere della Sera, ha chiesto alla Giunta Regionale di fare chiarezza e di recuperare la sua parte di finanziamento.
Invitiamo però Dario Violi a fare qualche ulteriore approfondimento sugli impegni originari del 2006 di cui i 5 Stelle invocano il rispetto e che prevedevano non solo di inserire nel nostro Monastero cinquecentesco il Museo delle migrazioni ma anche di occuparne poco meno dei 2/3 per fare un ristorante (“ristorazione”) di 970 metri quadri per 250 posti (il più grande della zona) e un albergo (“foresteria”) di 45 camere (più grande dell’Hotel Executive di via Nazionale), il tutto con il consenso dei rappresentati pro tempore di Regione, Provincia, Comune di San Paolo d’Argon!
Un progetto che - anche prima della sua conversione alla scuola privata di Ikaros - ci apparve fumoso e decisamente “sbilanciato” nel senso della valorizzazione fondiaria più che all’utilità sociale, certamente non tale da giustificare l’impegno di denaro pubblico nei modi e nella dimensione allora concordati.
Inutile dire che a più di 10 anni di distanza tanto il fumo quanto i nostri dubbi si sono ulteriormente addensati e rafforzati.
Alla cittadinanza di San Paolo d’Argon, che già da tempo ha versato per decisione della Amministrazione comunale 500.000 euro per il restauro dell’ex Monastero senza averne nulla in cambio, ora vi è anche l’amara soddisfazione di vederlo teatro di contenziosi infiniti, dopo esserne stata del tutto estromessa. (alternainsieme.net, 03.04.17)

Rassegna stampa marzo 2017.

Le nostre precedenti info sul restauro dell’ex Monastero di San Paolo d’Argon: 1 - 2


Quello che ci è dato sapere è che stamattina verso le 9.00 le forze dell’ordine in assetto antisommossa sono entrate nella cascina annessa al Monastero dove alloggiano i richiedenti asilo in custodia della cooperativa Ruah. Una ventina di loro da tre giorni avevano “occupato” lo stabile come forma di lotta per chiedere – esasperati dopo ben tre anni di attesa e trafile – il permesso di soggiorno, forse anche perché da qualche tempo corre voce che le autorità governative siano intenzionate a sbarazzarsene e buttarli in strada al freddo e senza documenti (cfr. “BgReport 14.12.16: qui) . Della protesta informava solo ieri un trafiletto de “L’Eco di Bergamo” (cfr. qui). L’irruzione nella cascina delle forze dell’ordine è avvenuta senza alcuna resistenza da parte degli occupanti che però subito dopo sono stati fatti salire su di un pullman nel piazzale dietro la scuola materna e portati a Bergamo in Questura. Quello che rischiano è di essere estromessi dal progetto di accoglienza o addirittura di essere portati in un Cie, cioé misure di vera e propria repressione, che potrebbero avere conseguenze pesanti per il loro futuro. Sono colpevoli di aver voluto alzare la testa contro una situazione insostenibile fatta di totale precarietà e totale incertezza rispetto alla propria vita, considerati – come altre decine e decine di migliaia di persone sopravvissute ai naufragi e a mille traversie - in base alle leggi dello stato italiano e dell’Unione Europea come pacchi ingombranti da nascondere, deportare, nonché tenere a bada o far tacere con il pretesto “responsabile” di non svegliare la xenofobia diffusa nell’opinione pubblica portando acqua al mulino dell’imprenditoria (politica) della paura. Chiedono un permesso di soggiorno, cioè che venga loro riconosciuto il diritto sacrosanto di potersi muovere su questo pezzetto - Europa - della Terra, diritto ora negato da una “ragion politica” sempre più irreale e disumana nei confronti di chiunque non sia ricco e privilegiato. Quanto avvenuto questa mattina, questa protesta finita negli ingranaggi della repressione senza che i ragazzi abbiano avuto la possibilità di parlare quantomeno alla nostra comunità, davvero ci lascia molta amarezza. In attesa di avere notizie più precise e aggiornate, chiediamo con forza che i ragazzi tornino a San Paolo d’Argon, non abbiano a subire alcuna ritorsione e al più presto siano messi nelle condizione di disporre di sé stessi e della lora vita come tutti gli altri profughi e richiedenti asilo che vivono in analoghe condizioni. (15.12.16 - “L’Alternativa - San Paolo d’Argon”)

* Cfr. anche L’Eco di Bergamo 16.12.16: qui


(18.05.16) SAN PAOLO D’ARGON. PERCHE’ ANCHE IL NOSTRO PAESE C’ENTRA CON LA “PASSERELLA” DI CHRISTO SUL LAGO D’ISEO


La passerella che il grande artista Christo (nome completo Christo Vladimirov Yavachev) sta realizzando sulle acque del Lago d’Iseo ha il suo punto focale nell’isoletta di San Paolo, che - posta a sud di Montisola - in questi giorni, a meno di un mese dall’inaugurazione dell’importante opera di land art, sta avendo grandissima visibilità e notorietà.
L’isoletta si chiama come il nostro paese e questo non è affatto casuale. Infatti l’isola di San Paolo per alcuni secoli fu proprietà del Monastero cluniacense di San Paolo d’Argon, che nel 1091 – a poco più di un decennio dalla fondazione (1079) - ne era venuto in possesso a seguito di una donazione.
I nostri monaci vi istituirono un priorato, cioè una comunità monastica, edificandovi anche un monastero, che però – a quanto sembra – vi ebbe vita stentata, tanto che l’isola stessa venne in seguito affittata ai pescatori della zona.
L’isola rimase di proprietà del nostro Monastero fino almeno alla metà del XV secolo. Attualmente – dopo svariatissime vicissitudini, permute e compravendite - è proprietà della notissima famiglia Beretta, che – in attività da cinque secoli – dalla Valtrompia produce e vende armi in tutto il mondo ed è il principale sponsor dell’opera di Christo, per la quale è prevista una spesa non inferiore ai 15 milioni di euro.
Per qualche settimana, a partire dal 19 giugno prossimo, potremo avere la soddisfazione di raggiungere a piedi l’antica proprietà del nostro monastero cluniacense di San Paolo d’Argon, camminando sulla spettacolare passerella di Christo.
Non pensate però agli sponsor proprietari della stupenda isoletta: quelli più sensibili fra voi potrebbero avere l’inquietante suggestione di camminare sopra un lago di sangue. (18.05.16, alternainsieme.net)


(29.12.15) SAN PAOLO D’ARGON. IL 16 GENNAIO SI INAUGURA IL NUOVO MUNICIPIO. ALCUNE NOTE

Si inaugurerà il 16 gennaio prossimo il nuovo municipio del nostro comune, come è stato annunciato nel bollettino comunale di questi giorni e nel depliant ad hoc approntato dall’Amministrazione comunale (cfr. qui).
Giunge così alla sua conclusione un progetto partito nel 2009, ma in realtà maturato già negli anni Novanta in modo pressoché unanime all’interno del Consiglio comunale, con l’idea di acquisire prioritariamente al patrimonio comunale gli edifici storici della ex-scuola materna e dell’ex filatoio, che risalgono entrambi agli ultimi anni dell’ottocento, per farne un “centro civico” in grado di accogliere in modo razionale e dignitoso i servizi di cui ha bisogno la cittadinanza.
Le difficoltà incontrate specialmente nell’acquisizione dell’ex filatoio, ma anche la mancanza di chiarezza nella programmazione delle spese in conto capitale hanno di fatto impedito di affrontare in modo unitario tutta l’operazione, che pertanto si è sdoppiata in due distinti interventi separati, prima la nuova biblioteca e poi, solo dal 2009, il nuovo municipio, entrambi di esagerate dimensioni che occupano spazi che potevano servire anche ad altro.
Nel frattempo la pianificazione urbanistica - anche nell’ultimo Piano di Governo del Territorio - ha fatto in modo che le zone abitate si ampliassero oltre misura e da tutt’altra parte, col risultato che quello che era stato definito “il cuore del paese”, la via delle Rimembranze, cioè il collegamento tra il centro storico del paese (l’antico Buzzone) e l’ex Monastero, è diventato progressivamente una spazio decentrato e poco frequentato.
Con l’accordo di programma per il cosiddetto restauro dell’ex Monastero è stata infine sancita - in modo ulteriormente contraddittorio - la definitiva e drastica separazione (e per di più onerosa per le casse comunali e per la collettività!) dell’ex-Monastero dal contesto sociale e urbano del paese.
Ancora nel 2009 l’Amministrazione comunale, resasi conto delle contraddizioni a cui aveva contribuito anche lei stessa, aveva all’ultimo momento sottoposto alle forze politiche altre due ipotesi di localizzazione del nuovo municipio, che però risultavano ancora più deboli di quella dell’ex filatoio.
Diversi dei nuovi residenti di San Paolo d’Argon probabilmente non sanno che dagli anni Venti agli anni Ottanta circa il municipio di San Paolo d’Argon si trovava nel Viale delle Rimembranze, nell’edificio - allora a due soli piani - dove ora hanno sede il Centro anziani e alcune delle case comunali (cfr. una vecchia foto, probabilmente anni Trenta: qui).
Nessuno allora dubitava di quella localizzazione, tanto più che dopo i primi anni Sessanta, una volta trasferite le scuole elementari nella sede attuale, c’erano tutti gli spazi e le possibilità di ampliamento per rendere adeguato e funzionale il municipio ai nuovi bisogni.
Improvvisa e decisamente sciagurata fu allora la scelta di trasferire il Municipio in Via Medaglie d’Oro e di allestirlo alla meno peggio nella parte superiore di un capannone adibito a cinema.
La convenzione con l’immobiliare Agribellina, alla quale è stato ceduto in cambio della realizzazione de municipio l’ampia area a verde pubblico di Via Colleoni per farne altre villette, nonché la possibilità di realizzare capannoni tra Via Bergamo e Via San Lorenzo (con altro e ampio consumo di suolo), consente ora al Comune di rimediare, in qualche misura, all’errore degli anni Ottanta.
Ma occorre anche rimediare agli sprechi e agli altri errori che nel frattempo si sono accumulati, ripensando a come utilizzare o riutilizzare pienamente l’insieme degli edifici e spazi comunali vecchi e nuovi, sulla base dei reali bisogni sociali della cittadinanza e in particolare di quelli delle categorie più disagiate e in difficoltà. (29.12.15 - Alternainsieme.net)

(20.09.15) SAN PAOLO D’ARGON. QUANDO FINIRANNO I LAVORI ALL’EX MONASTERO?

Ad est, dietro la scuola dell’infanzia, è in stato avanzato la realizzazione del parcheggio per il quale è stato devastato un grande spazio verde (cfr. Alternainsieme.net 14.05.15 qui), ma in corrispondenza dell’ala ovest, verso via del Convento e il sagrato della chiesa parrocchiale, è tutto fermo da mesi e mesi, con transenne ed impalcature le cui coperture sono sempre più deteriorate. Come mai questo stop, prolungato e inspiegabile? Non bastano i 12 milioni stanziati da vari enti, tra cui enti pubblici che hanno messo a disposizione una quota di tutto riguardo per il “restauro” dell’ex monastero (in realtà un’operazione per fare una scuola privata!)? E’ sensato lasciare abbandonate le impalcature così a lungo sapendo che possono costituire fonte di pericolo per tutti? Ci sono già stati dei precedenti al cantiere dell’ex monastero (cfr. Alternainsieme.net 17.12.10 qui). Comunque vadano le cose, non bisogna mai dimenticare che - per decisione politica la comunità di San Paolo d’Argon non ha praticamente più alcuna voce in capitolo sul monumento che da più di mille anni ne ha segnato la storia.

Foto (agosto/settembre 2015): qui

Ex Monastero di San Paolo d’Argon. Precedenti info: qui; schede: qui


La cartina è tratta dal sito http://mapire.eu/en/che contiene le carte storiche dettagliatissime dell’Impero Asburgico, elaborate - per quanto riguarda la bergamasca - sulla base dei catasti avviati in età napoleonica e completati successivamente durante il Regno Lombardo-Veneto. E’ uno spaccato molto preciso del nostro territorio aggiornato alla fine degli anni Cinquanta dell’Ottocento, cioè subito dopo la realizzazione della linea ferroviaria (1857) e poco prima dell’annessione della Lombardia al Regno d’Italia (1859), quando il nome del comune era ancora Buzzone mentre San Paolo d’Argon era quello del Monastero benedettino, già soppresso dal 1797. Dal confronto con la situazione attuale (cfr. google earth) emerge in modo impressionante il livello del “consumo di suolo”, che peraltro si è verificato quasi tutto negli ultimi cinquanta/sessant’anni.

Scheda (in costruzione): qui


(14.05.15) SAN PAOLO D’ARGON. DISTRUTTO IL PRATO DIETRO LA SCUOLA MATERNA

Ormai in tanti hanno potuto vedere che il prato posto a nord della scuola materna parrocchiale è stato assalito alla grande dalle ruspe e completamente smantellato in pochi giorni. Secondo il progetto di restauro dell’ex Monastero Benedettino, approvato una decina di anni fa col parere favorevole anche della nostra amministrazione comunale, l’intero prato doveva essere destinato alla realizzazione di un grande parcheggio a servizio delle nuove strutture previste nell’ex Monastero. Si poteva sperare che in corso d’opera la Diocesi di Bergamo, titolare e responsabile dei lavori, rinunciasse a questa ulteriore cementificazione, anche perché in quanto ad aree a parcheggio per l’ex Monastero (che ospita tutt’oggi la scuola privata di Comunione e Liberazione) è previsto pure un cospicuo ampliamento del sagrato davanti alla Chiesa parrocchiale. Ma le cose, come ognuno può notare, non sono andate così e la nostra comunità dovrà rassegnarsi a fare a meno di un’altra area verde.

Altre foto: qui

Restauro ex Monastero. Archivio: qui


(20.09.14) SAN PAOLO D’ARGON. LO STATO MAGGIORE DELLA COMPAGNIA DELLE OPERE E AFFINI NEL NOSTRO EX MONASTERO

Che ci facevano ieri a San Paolo d’Argon il prof. Giorgio Vittadini, anfitrione massimo del noto meeting concluso da poco di Cl a Rimini, e la prof.ssa Valentina Aprea, già sottosegretaria all’istruzione (con la Gelmini) e ora assessore regionale all’istruzione?
Non sono certo venuti per commemorare il XX Settembre anniversario della Breccia di Porta Pia, ma per partecipare, insieme ad autorità civili ed ecclesiastiche, alla premiazione dei diplomati dell’istituto tecnico superiore per marketing e internazionalizzazione delle imprese e per l’informatica industriale.
I responsabili dell’Its di San Paolo d’Argon, una scuola privata di stretta osservanza ciellina, hanno ricordato soddisfatti che “l’88% dei diplomati ha trovato lavoro dopo un anno”.
“Peccato -
ha scritto già qualcuno da San Paolo d’Argon - che questa statistica di per sé straordinaria in un’Italia in cui è disoccupato un giovane su due, non abbia tenuto conto dei precari e degli stagisti che non godranno della possibilità di assunzione vera e propria.Ma si sa, l’autocelebrazione viene prima di tutto”. (cfr. “Il gazzettino di San Paolo d’Argon” disponibile su Google Play).
Un’autocelebrazione tanto più urgente visto che - malgrado i finanziamenti pubblici sempre in crescita - le scuole private in generale stanno perdendo colpi sia come iscrizioni sia come qualità (sembra che gli indicatori non proprio esaltanti della scuola italiana dipendano in buona parte proprio dalle scuole private).
Fa specie comunque ancora una volta constatare come il nostro glorioso ex Monastero, soppresso nel 1797 dal grande Napoleone Bonaparte per metterne i beni a disposizione del “pubblico”, sia oggi una scuola privata dove ogni occasione è buona per le sfilate di personaggi che - con la scusa della sussidiarietà - privatizzerebbero non solo l’istruzione ma anche l’aria che respiriamo, ancor meglio se sotto la triplice benedizione del capitale, di santa madre chiesa e governo (qualunque esso sia, purché privatizzi e foraggi con soldi pubblici la scuola privata).

Ps.

(23.09.14) Riportiamo il commento di una nostra amica in Fb a proposito della scuola superiore ciellina stanziata nel nostro ex Monastero benedettino: “sono andata ad informarmi hanno rette altissime e solo gente molto benestante può permettersela e visto che il lavoro tocca solo a loro si crea un circolo vizioso da cui noi poveretti operai di aziende in crisi e monoreddito siamo totalmente esclusi ! Boh”

Rassegna stampa. BergamoSera 19.09.14: qui; L’Eco di Bergamo 20.09.14: qui

Le nostre precedenti info: qui


(27.09.13) SAN PAOLO D’ARGON. RASSEGNA STAMPA: ANCORA SULL’EX MONASTERO, CL, DIOCESI E PARROCCHIA

Le ultime vicende dell’ex Monastero benedettino, di cui ci siamo occupati nei giorni scorsi (cfr. qui), sono state trattate nel numero di questa settimana di “Araberara”. Vi sono riportate dichiarazioni riprese qua e là dal nostro sito (e attribuite al compagno Maurizio M.) dove viene messo in evidenza come il Polo Formativo nautico della Fondazione Ikaros (cioè Cl) abbia monopolizzato tutti gli spazi dell’Abbazia restaurata. L’articolo di Araberara però concentra la sua attenzione soprattutto sulle dichiarazioni del parroco di San Paolo d’Argon, don Angelo Pezzoli, che cerca di attenuare la portata del monopolio ciellino sull’ ex Monastero che ha suscitato la secca contrarietà della Diocesi di Bergamo, tanto da spingerla a rompere con Ikaros uscendo dalla Fondazione. Ma di questo aspetto non vi è nessun accenno in Araberara. Don Angelo ricorda che la parte di ex Monastero di proprietà della Parrocchia dove aveva sede il vecchio oratorio, “l’abbiamo data in comodato gratuito per 30 anni alla Diocesi con l’impegno che lo restaurasse mettendolo a disposizione anche della Parrocchia”. Si tratta infatti proprio della porzione di edificio che è stata esclusa dai restauri. “Ma il Vescovo - precisa il Parroco - ha creato una commissione ristretta (…) che analizzi le potenzialità del complesso per un utilizzo della nostra Comunità”. Certo, e c’è da aspettare solo 30 anni.
(Rettifica: ci corre di precisare che l’espressione “sistema formigoniano” è riferita nel nostro testo al foraggiamento della scuola privata da parte della Regione Lombardia, e non al consiglio comunale di San Paolo d’Argon, come appare nell’articolo di Araberara.)
Cfr. Araberara 27.09.13: qui

Ex Monastero di San Paolo d’Argon, schede (qui) e nostre precedenti info (qui)



(14.09.13) SAN PAOLO D’ARGON. IL NOSTRO EX MONASTERO TUTTO IN MANO AL BUSINESS DELLA SCUOLA PRIVATA DI COMUNIONE E LIBERAZIONE

E’ il Corriere della Sera a confermare questa situazione. Dopo il restauro concluso lo scorso anno, a monopolizzare gli spazi dell’ex Monastero benedettino di San Paolo d’Argon c’è solo il polo formativo nautico della Fondazione Ikaros, cioè la scuola privata di Comunione e Liberazione, che usa anche spazi destinati - secondo l’Accordo di Programma del 2006 - ad altre strutture (come ad esempio il museo delle migrazioni) e che intenderebbe pure di espandersi negli stabili non ancora restaurati. E’ così acclarato che i soldi pubblici elargiti da Regione Lombardia, Provincia di Bergamo e Comune di San Paolo d’Argon per contribuire al restauro hanno avuto come risultato quello di dar man forte al business della scuola privata di Comunione e Liberazione, che attraverso Ikaros ha avuto dalla Diocesi di Bergamo la disponibilità del Monastero restaurato in comodato d’uso gratuito. Come Ikaros poi scrive sui propri depliant, altri soldi pubblici arrivano alla scuola attraverso il sistema della dote-scuola, fatta apposta dalla regione Lombardia per finanziare la scuola privata. E’ così che continua ancora a funzionare il sistema formigoniano tutto a discapito della scuola pubblica che si vede così sottrarre finanziamenti e anche studenti. Paradossalmente l’unica istituzione seriamente seccata dal monopolio di Cl sul nostro ex monastero - secondo quanto annuncia il Corriere - è la Diocesi di Bergamo che ha deciso di uscire dalla Fondazione Ikaros di cui era compartecipe. Vedremo gli sviluppi, anche se siamo certi che saranno ben lontani dall’invito di Papa Bergoglio a mettere i conventi ed altri edifici della chiesa a disposizione dei rifugiati e di chi ne ha bisogno. Silenzio invece dalla istituzioni pubbliche che hanno contribuito al restauro. Si ricorda che, per far fronte all’impegno dei 500.000 euro per il restauro a seguito della decisione dell’Amministrazione comunale presa con il consenso tanto del gruppo di maggioranza quanto delle minoranze di Lega Nord e Vivi San Paolo (Pdl), i cittadini di San Paolo d’Argon pagano dal 2007 un’addizionale Irpef fra le più alte dei comuni del circondario. Ora sappiamo che tutto questo è andato a vantaggio della scuola privata di Comunione e Liberazione. L’Amministrazione Comunale e le tre forze politiche rappresentate nel Consiglio comunale di San Paolo d’Argon ne dovrebbero seriamente rispondere di fronte alla cittadinanza. (cfr. Bergamo.corriere.it 12.09.13: qui)

Ex Monastero di San Paolo d’Argon, schede (qui) e nostre precedenti info (qui)


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