(03.04.17) SAN PAOLO D’ARGON. NON C’E’ PACE PER IL NOSTRO EX MONASTERO

Diversi articoli dell’edizione bergamasca del Corriere della Sera (quasi tutti a firma Donatella Tiraboschi) hanno parlato di nuovo, dalla metà di marzo in poi, della contesa tra la Diocesi di Bergamo e la Fondazione Ikaros che gestisce le scuole insediate nel nostro ex Monastero. Viene confermato che il Polo scolastico della Ikaros, che occupa all’interno dell’ex Monastero spazi destinati al “Museo delle Migrazioni” previsto nell’accordo di programma per il restauro sottoscritto nel 2006 da Regione, Provincia, Comune di San Paolo d’Argon, Diocesi di Bergamo e altri enti, dovrà trasferirsi in altra sede. Non abbiamo però ancora ben capito se interamente o in parte o a rate…
La Diocesi proprietaria dell’ex Monastero ormai quasi tutto restaurato è infatti intenzionata a passare alla realizzazione del “Museo delle migrazioni” nonché delle altre strutture connesse, dopo che nel 2006 si era impegnata in tal senso, salvo poi nel 2009, all’inizio dei lavori di restauro, cambiare direzione optando – col consenso ufficiale di Regione, Provincia, Comune - per le istituzioni scolastiche di Ikaros che ora vengono cacciate via malis modis.
Si tratta di vicende in gran parte note. Gli articoli del Corriere fanno tuttavia luce sul coinvolgimento della Diocesi di Bergamo nel business dell’istruzione privata della Fondazione Ikaros, legata a Comunione e Liberazione e alla Compagnia delle Opere, che vanta un bilancio economico milionario, con scuole appunto a San Paolo d’Argon, ma anche Grumello del Monte, Calcio, Endine, Buccinasco, uffici a Bergamo e a Roma e perfino l’acquisto della Caserma militare dismessa di Via Suardi a Bergamo.
L’agreement tra Diocesi e Ikaros si sta concludendo evidentemente non solo perché a San Paolo d’Argon la scuola di Ikaros ha occupato spazi che la Diocesi ora reclama dopo aver annullato il contratto di comodato d’uso trentennale concesso alla Fondazione. La Diocesi certo è divenuta da tempo estremamente prudente verso il mondo di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere, che - dopo le inchieste giudiziarie di qualche anno fa e dopo le disavventure di Formigoni - sta attraversando una fase di ridimensionamento e difficoltà. In più c’è stata la crisi economica a rovinare gli affari delle scuole private cattoliche, che vedono ridursi le iscrizioni, malgrado i molteplici e cospicui foraggiamenti da parte delle istituzioni pubbliche che dell’art. 33 della Costituzione (”Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”) sono abituate a farsene un baffo specialmente qui in Lombardia.
Ora la Diocesi riguardo all’uso del nostro Monastero, attraverso il proprio organo L’Eco di Bergamo, ribadisce categoricamente ancora una volta di voler senz’altro tornare al progetto originario dopo aver accumulato un bel po’ di ritardo.
Il consigliere regionale 5 Stelle Dario Violi si è così accorto, con svariati anni di ritardo, che gli impegni del 2006 non sono stati realizzati e, dopo aver letto il Corriere della Sera, ha chiesto alla Giunta Regionale di fare chiarezza e di recuperare la sua parte di finanziamento.
Invitiamo però Dario Violi a fare qualche ulteriore approfondimento sugli impegni originari del 2006 di cui i 5 Stelle invocano il rispetto e che prevedevano non solo di inserire nel nostro Monastero cinquecentesco il Museo delle migrazioni ma anche di occuparne poco meno dei 2/3 per fare un ristorante (“ristorazione”) di 970 metri quadri per 250 posti (il più grande della zona) e un albergo (“foresteria”) di 45 camere (più grande dell’Hotel Executive di via Nazionale), il tutto con il consenso dei rappresentati pro tempore di Regione, Provincia, Comune di San Paolo d’Argon!
Un progetto che - anche prima della sua conversione alla scuola privata di Ikaros - ci apparve fumoso e decisamente “sbilanciato” nel senso della valorizzazione fondiaria più che all’utilità sociale, certamente non tale da giustificare l’impegno di denaro pubblico nei modi e nella dimensione allora concordati.
Inutile dire che a più di 10 anni di distanza tanto il fumo quanto i nostri dubbi si sono ulteriormente addensati e rafforzati.
Alla cittadinanza di San Paolo d’Argon, che già da tempo ha versato per decisione della Amministrazione comunale 500.000 euro per il restauro dell’ex Monastero senza averne nulla in cambio, ora vi è anche l’amara soddisfazione di vederlo teatro di contenziosi infiniti, dopo esserne stata del tutto estromessa. (alternainsieme.net, 03.04.17)

Rassegna stampa marzo 2017.

Le nostre precedenti info sul restauro dell’ex Monastero di San Paolo d’Argon: 1 - 2


* Il problema potrebbe riproporsi a breve, perché a seguito dei tagli alla sanità e alla ricerca ora cominciano a scarseggiare un po’ ovunque i medici di base.

Da un paio di settimane, come è stato annunciato anche dall’Amministrazione comunale, presso i nuovi ambulatori comunali dell’ex municipio di Via Medaglie d’Oro, prestano servizio due medici aggiuntivi.
Come è noto in paese, a partire dal dicembre scorso, in seguito al pensionamento di uno dei medici di base, il Dottor Angelo Lucchetti, circa 600 mutuati con il nuovo medico di base avevano perso la possibilità di avere l’ambulatorio in paese e avrebbero dovuto recarsi a Cenate Sotto.
Un disagio non piccolo, specialmente per le persone anziane o non automunite.
Per questo a dicembre numerosi mutuati, in mancanza di indicazioni da parte della Ats e anche dell’Amministrazione comunale, che pure in pompa magna aveva inaugurato ad ottobre i nuovi ambulatori nella sede dell’ex Municipio, diedero vita ad un comitato “di scopo” promuovendo una petizione e andando in delegazione dal Sindaco per chiedere che fosse mantenuto il servizio ambulatoriale a San Paolo d’Argon dal momento che non era possibile optare per gli altri medici di base presenti.

La prima risposta si basava sulla possibilità di inserire un altro medico di base dal momento che proprio in quelle settimane era stato bandito un concorso per 4 nuove assunzioni nel nostro distretto sanitario, ma nessuno dei medici risultati vincitori ha scelto la sede di San Paolo d’Argon, costringendo le autorità sanitarie a ricercare successivamente un’altra soluzione, quella che è diventata effettiva da pochi giorni dopo quasi tre mesi.
Così lo stesso medico, il Dottor Marinoni, che ha sostituito da dicembre il dottor Lucchetti sarà disponibile presso gli ambulatori comunali per due ore alla settimana, il giovedì dalle 15.00 alle 17.00, con la precisazione che “la prescrizione delle terapie continuative avverrà senza variazioni presso l’ambulatorio di Cenate Sotto, e il servizio non sarà replicato a San Paolo d’Argon”. Anche la dottoressa Francesca Marchesi, che opera a Trescore Balneario con circa 300 mutuati residenti nel nostro comune, presterà servizio anche a San Paolo d’Argon, secondo quanto annunciato da Sindaco, ma non potrà ricevere altri mutuati perché ha già raggiunto il numero massimo.
“Abbiamo ottenuto poco più del 10% di quanto avevamo chiesto– ha dichiarato uno dei cittadini che si sono attivati nelle scorse settimane. “E’ sempre qualcosa, ma è un passo indietro, perché prima il medico era in paese per 4 giorni la settimana e non uno soltanto.”
Purtroppo tutta la nostra sanità negli ultimi anni sta registrando solo passi indietro.
In tema di medici di base, secondo gli esperti, il numero di mille assistiti per ciascun medico di medicina generale è il rapporto considerato “ottimale”. La media nazionale è tuttavia di un medico per ogni 1150 assistiti; in Lombardia si sale a 1.300.
Da noi praticamente tutti i medici hanno il massimo (“massimale”) di pazienti, che è di 1.500, ai quali si deve aggiungere un numero variabile di assistiti cittadini stranieri con permesso di soggiorno temporaneo conteggiati a parte (perché?!?), che innalzano ulteriormente il rapporto.
Siamo quindi molto oltre il numero di assistiti per medico considerato ottimale, mentre si profila ormai una carenza di medici su tutto il territorio nazionale a partire dalle regioni del Sud. Che altro dovremmo aspettarci dopo decenni di numero chiuso (per risparmiare sull’istruzione e la ricerca!) nelle facoltà italiane di medicina, per non parlare del numero crescente di giovani medici che accettano di lavorare – in condizioni più favorevoli - in altri paesi d’Europa per evitare gli anni e anni di precariato a cui spesso sono condannati in Italia?
Nello specifico della provincia di Bergamo si prevede in particolare che, a causa dei prossimi pensionamenti di medici di base attualmente in servizio, mancheranno ben 100 medici di famiglia nel 2019. Però i posti a disposizione per la scuola triennale di formazione, che è di competenza regionale restano 90 all’anno per tutta la regione, è evidente che non sono sufficienti a coprire il fabbisogno.
I costi per l’ampliamento del numero dei posti per le borse di studio nella scuola di formazione non sarebbero eccessivi. “Diciamo che alla base c’è una cecità di programmazione – secondo Emilio Pozzi, presidente dell’Ordine provinciale dei medici - e a farne le spese sarà la popolazione più anziana: il medico di base è il punto di riferimento cruciale soprattutto per chi invecchia e per chi ha malattie croniche”.
La sanità è un bene comune importantissimo e tutti riconoscono che la medicina di base è l’elemento fondamentale per garantire il diritto alla salute per tutte e tutti.
Viceversa da troppo tempo le politiche degli ultimi governi nazionali e regionali sono orientate esclusivamente a tagliare la sanità pubblica e a favorire quella privata, secondo logiche che ormai cozzano sempre più violentemente con i bisogni e i diritti basilari della popolazione.
Questo ci fa capire che è diventata da tempo urgente una forte mobilitazione per costringere la politica a invertire rotta.
(22.03.17, Alternainsieme.net)

Le nostre precedenti info sulla vicenda: QUI


(05.03.17) SAN PAOLO D’ARGON. RIFONDAZIONE COMUNISTA: CONGRESSO DEL CIRCOLO DELLA VALCAVALLINA

* Domenica 5 marzo, dalle ore 9.00 presso la Sala Laboratori della Biblioteca Civica di San Paolo d’Argon, Via Giovanni XXIII

Il Decimo Congresso del Circolo di Rifondazione Comunista della Valcavallina è convocato Domenica 5 marzo ore 9.00, presso la Sala Laboratori della Biblioteca Civica di San Paolo d’Argon, in Via Giovanni XXIII (il parcheggio è vicinissimo, subito dopo il supermercato)

Tutti i materiali congressuali sono reperibili in www.rifondazione.it e sono pubblicati nel sito provinciale del Prc di Bergamo (http://www.prcbergamo.it/x-congresso-prc-se-2017/).

Potete richiedere i materiali in formato cartaceo telefonando a Maurizio (tel. 3389759975)

Tutti/e gli/le iscritti/e, simpatizzanti e invitati/e possono intervenire al dibattito dando il loro contributo; secondo regolamento possono però esprimere il voto sui documenti solo le compagne e i compagni con tessera 2016 rinnovata nel 2017 (entro la data del congresso di circolo, prima dell’apertura dei lavori).

Programma di Domenica 5 Marzo

Ore ..9,00 : Apertura congresso

Ore ..9,15 : Relazione introduttiva e nomina commissione

Ore ..9,30 : Presentazione documenti

Ore 10,00 : Dibattito ed apertura delle votazioni

Ore 11,15 : Votazione documenti ed elezione delegati

Ore 11,45 : Conclusioni e buffet

A cura: Partito della Rifondazione Comunista - Circolo della Valcavallina. Borgo di Terzo, Via Rivolta 1. Per info: tel. 3389759975 - alternainsieme@yahoo.it


(21.01.17) SAN PAOLO D’ARGON. MUTUATI RIMASTI SENZA MEDICO IN PAESE: IL SINDACO CONFERMA CHE E’ PREVISTO PER LA FINE DEL MESE L’INCARICO AD UN ALTRO MEDICO DI BASE

Sembrerebbe vicina la soluzione del problema dei 600 mutuati rimasti senza medico di base con ambulatorio a San Paolo d’Argon. Da L’Eco di Bergamo di oggi (cfr. qui) il sindaco Stefano Cortinovis conferma quanto aveva dichiarato nelle scorse settimane: “Abbiamo sentito Ats a cui compete il servizio e a breve è previsto l’affidamento dell’incarico a un altro medico di base il cui arrivo, stando a quanto ci hanno detto da Ats, è previsto entro gennaio”. Speriamo bene.
Un analogo problema agita la cittadinanza di Cenate Sotto nonché diversi altri paesi della provincia.
Il fatto è che di questi tempi a fronte del pensionamento dei medici di base cominciano a mancare i sostituti e questa criticità è destinata ad aggraversi nei prossimi anni in tutto il territorio della provincia. Nel 2019 mancheranno 100 medici di famiglia.
“Le nuove forze disposte ad entrare nella graduatoria ci sono, ma se i posti a disposizione per la scuola triennale di formazione, che è di competenza regionale, - afferma Vito Brancato, direttore Dipartimento cure primarie dell’Ats di Bergamo - restano 90 all’anno, è evidente che non sono sufficienti a coprire il fabbisogno. (cfr. Ecodibergamo.it 21.01.17).
I costi per l’ampliamento del numero dei posti per le borse di studio nella scuola di formazione non sarebbero eccessivi. “Diciamo che
alla base c’è una cecità di programmazione – secondo Emilio Pozzi, presidente dell’Ordine provinciale dei medici - e a farne le spese sarà la popolazione più anziana: il medico di base è il punto di riferimento cruciale soprattutto per chi invecchia e per chi ha malattie croniche. Bisogna che la politica nazionale e quella regionale si sveglino e si concentrino su questa problematica”.
Per quanto riguarda lo specifico dei nostri problemi qui a San Paolo d’Argon, continuiamo a tenerci in contatto facendo riferimento al signor Italo Ceccherini (tel. 3393414739), almeno fino a quando gli impegni annunciati dall’Ats non saranno rispettati.

Rassegna stampa. Araberara 13.01.17: qui. Le nostre precedenti info: qui


Potrebbe finalmente avere un esito positivo e in tempi non lunghissimi la vicenda dei 600 mutuati del nostro paese che non hanno più la possibilità di usufruire del servizio di medicina di base nell’ambulatorio di San Paolo d’Argon.
Come abbiamo riferito nei giorni scorsi, a seguito del pensionamento di uno dei medici di base, numerosi concittadini avevano ricevuto l’avviso per la scelta del nuovo medico, ma a partire dal 12 di dicembre l’unica possibilità era quella di iscriversi presso un medico che presterà servizio solo a Cenate Sotto. Una eventualità questa paventata in particolare da numerosi anziani, anche perché Cenate Sotto non è raggiungibile con mezzi pubblici.
Una petizione sottoscritta dai cittadini è stata recapitata la scorsa settimana alle autorità preposte con la richiesta “di poter continuare a far riferimento ad un medico operante presso l’ambulatorio comunale di San Paolo d’Argon”, che – come è nato – è stato inaugurato poco tempo fa nello stabile dell’ex municipio a seguito di un importante investimento del nostro Comune.
Dopo un primo incontro con l’amministrazione comunale andato a vuoto (cfr. qui), una delegazione di oltre 20 concittadine e concittadine lunedì (cfr. qui) ha incontrato il sindaco Stefano Cortinovis che assicurava il suo interessamento presso i responsabili dell’Azienda socio sanitaria di Bergamo.
Effettivamente nelle scorse settimane, verificate situazioni di criticità e carenze nella medicina di base non solo a San Paolo d’Argon ma anche in altri comuni del distretto di Trescore Balneario, l’Asst ha aperto un nuovo bando di concorso per 4 nuovi medici base, di cui uno – come ci è stato riferito dai funzionari della stessa Asst – quasi sicuramente a San Paolo d’Argon.
Ieri sera infine, in occasione della tradizionale Cena della Comunità che si tiene nel periodo natalizio, il sindaco ha informato i cittadini presenti che a partire dalla seconda metà o dalla fine di gennaio ci sarà un nuovo medico a San Paolo d’Argon. Questo significa che si dovrà pazientare ancora alcune settimane e poi la situazione dovrebbe risolversi.
E’ una buona notizia, di cui ringraziamo tutti coloro che si sono attivati e che ci hanno prestato attenzione. Nelle prossime settimane, fino a che non sarà andato tutto effettivamente a posto, invitiamo a fare ancora riferimento al signor Italo Ceccherini (tel. 3393414739), per informazioni o comunicazioni.
Per risolvere i problemi la collaborazione e la solidarietà sono sempre risorse preziose ed efficaci.


Quello che ci è dato sapere è che stamattina verso le 9.00 le forze dell’ordine in assetto antisommossa sono entrate nella cascina annessa al Monastero dove alloggiano i richiedenti asilo in custodia della cooperativa Ruah. Una ventina di loro da tre giorni avevano “occupato” lo stabile come forma di lotta per chiedere – esasperati dopo ben tre anni di attesa e trafile – il permesso di soggiorno, forse anche perché da qualche tempo corre voce che le autorità governative siano intenzionate a sbarazzarsene e buttarli in strada al freddo e senza documenti (cfr. “BgReport 14.12.16: qui) . Della protesta informava solo ieri un trafiletto de “L’Eco di Bergamo” (cfr. qui). L’irruzione nella cascina delle forze dell’ordine è avvenuta senza alcuna resistenza da parte degli occupanti che però subito dopo sono stati fatti salire su di un pullman nel piazzale dietro la scuola materna e portati a Bergamo in Questura. Quello che rischiano è di essere estromessi dal progetto di accoglienza o addirittura di essere portati in un Cie, cioé misure di vera e propria repressione, che potrebbero avere conseguenze pesanti per il loro futuro. Sono colpevoli di aver voluto alzare la testa contro una situazione insostenibile fatta di totale precarietà e totale incertezza rispetto alla propria vita, considerati – come altre decine e decine di migliaia di persone sopravvissute ai naufragi e a mille traversie - in base alle leggi dello stato italiano e dell’Unione Europea come pacchi ingombranti da nascondere, deportare, nonché tenere a bada o far tacere con il pretesto “responsabile” di non svegliare la xenofobia diffusa nell’opinione pubblica portando acqua al mulino dell’imprenditoria (politica) della paura. Chiedono un permesso di soggiorno, cioè che venga loro riconosciuto il diritto sacrosanto di potersi muovere su questo pezzetto - Europa - della Terra, diritto ora negato da una “ragion politica” sempre più irreale e disumana nei confronti di chiunque non sia ricco e privilegiato. Quanto avvenuto questa mattina, questa protesta finita negli ingranaggi della repressione senza che i ragazzi abbiano avuto la possibilità di parlare quantomeno alla nostra comunità, davvero ci lascia molta amarezza. In attesa di avere notizie più precise e aggiornate, chiediamo con forza che i ragazzi tornino a San Paolo d’Argon, non abbiano a subire alcuna ritorsione e al più presto siano messi nelle condizione di disporre di sé stessi e della lora vita come tutti gli altri profughi e richiedenti asilo che vivono in analoghe condizioni. (15.12.16 - “L’Alternativa - San Paolo d’Argon”)

* Cfr. anche L’Eco di Bergamo 16.12.16: qui


(25.09.16) SAN PAOLO D’ARGON. BANCHETTO E VOLANTINAGGIO “NO MODIFICHE COSTITUZIONALI”

* Domenica 25 settembre, ore 10.00 - 12.00 a San Paolo d’Argon, Via Giovanni XXIII (davanti al Conad)

Incontriamoci per conoscerci, confrontarci e organizzarci per difendere
la nostra Costituzione.

Comitato No Modifiche costituzionali - zona Valcavallina. Info: v.cavallinavotano@yahoo.com, tel. 3389759975 (maurizio) oppure 3332579937 (Aldo)

Locandina: fronte - retro



(28.07.16) SAN PAOLO D’ARGON. LE NOVITA’ IN TEMA DI TRASPORTO PUBBLICO E IL SILENZIO DELLA POLITICA LOCALE

Alcuni giorni fa attraverso la stampa è stato comunicato che Rfi, cioè le ferrovie, sono intenzionate a mettere a disposizione ben duecento milioni per collegare la città di Bergamo con l’aeroporto di Orio e per raddoppiare la linea ferroviaria da Ponte San Pietro a Montello (cfr. bergamo.corriere.it 06.07.16: qui)
E’ una novità interessante che, impegni sicuri o promesse aleatorie che siano, si parli finalmentedi potenziare nella nostra provincia il trasporto su ferro, metropolitano, pubblico e su ferro, e non solo delle solite strade, superstrade e autostrade.
Anche “ai piani alti” ci si sta accorgendo che l’Italia e non può continuare ad avere un sistema di trasporto interamente centrato su asfalto, cemento e motorizzazione privata con conseguenze disastrose sul piano ambientale, economico e trasportistico. Quanto alla Lombardia, a parte forse l’eccezione della città di Milano, si qualifica proprio come uno dei peggiori esempi di organizzazione dei trasporti in Europa.
Il fatto che la nostra zona, anche il territorio del nostro comune seppure in modo un po’ periferico, potrebbe essere dotata di un sistema di trasporto pubblico, moderno, di tipo metropolitano, dovrebbe suscitare interesse e attenzione da parte dell’Amministrazione comunale e delle forze politiche.
Abbiamo invece constatato, per esempio, che nell’ultima campagna elettorale appena trascorsa al tema del trasporto pubblico sia stata dedicata nessuna attenzione.
Nessuna delle due liste ha voluto misurarsi sul fatto che attualmente il trasporto pubblico (pullman) - sottoposto agli appetiti voraci della privatizzazione e alle cattive politiche della nostra giunta regionale - sta vistosamente peggiorando, che i costi crescenti stanno ricadendo pesantemente sulle famiglie e che anche per questa ragione viene meno l’incentivo ad usare il mezzo pubblico.
Dalla amministrazione comunale non c’è ancora alcun segnale su come il nostro comune potrebbe “agganciare” il progetto di metropolitana come peraltro abbiamo sollecitato già in diverse occasioni e da diverso tempo (cfr. ad esempio
qui): una infrastruttura che, secondo noi, potrebbe contribuire a dare una svolta significativa ai problemi della mobilità (e al diritto alla mobilità!) anche per quanto riguarda San Paolo d’Argon.
Ma come il Comune di San Paolo d’Argon intende cogliere questa opportunità? Quali proposte e iniziative sono in campo affinché il nuovo sistema di trasporto possa essere usufruito il più possibile anche dalla nostra collettività? Quale riorganizzazione delle viabilità ma anche urbanistica, del commercio e dei servizi si intende di conseguenza mettere in atto?
Oppure lasciamo andare le cose così come vanno, cioè come se il principale investimento trasportistico previsto nella nostra zona non ci riguardasse?
E pure lasciamo che nel frattempo il servizio pullman continui a tagliare le corse e ad aumentare biglietti ed abbonamenti senza muovere un dito a favore degli studenti e dei lavoratori pendolari? (”L’Alternativa-San Paolo d’Argon”, 28 luglio 2016)

Metrò, i nostri precedenti interventi: qui


(01.06.16) San Paolo d’Argon - Elezioni 2016. Non ci siamo nella scheda elettorale, ma anche “L’Alternativa” ha il suo programma

“L’Alternativa-San Paolo d’Argon” non è presente nelle elezioni comunali, ma da parte nostra intendiamo continuarne la presenza politica organizzata nel paese. Questi i nostri obiettivi in sintesi:

1. Da anni i redditi da lavoro diminuiscono a vantaggio dei profitti e delle rendite, cioè dei ricchi, dei capitalisti, delle banche. E’ urgente attuare una redistribuzione del reddito, per rilanciare i consumi popolari e favorire così la ripresa economica. Nella politica fiscale e tariffaria del nostro comune vogliamo – come diceva E. Berlinguer - che “chi ha tanto paghi tanto, chi ha poco paghi poco, chi ha nulla, paghi nulla”
2. Rifiutiamo le privatizzazioni e la distruzione del welfare, dei diritti dei lavoratori (no Jobs Act, no precarietà, basta condizioni di lavoro più disumane), della sanità (basta privatizzazioni e basta tagli contro chi ha più bisogno) e della previdenza pubblica (non si può far lavorare le persone fino allo sfinimento e lasciare i giovani privi di lavoro e futuro), dei servizi e dei beni comuni (che appartengono a tutti e non possono essere privatizzati per il profitto di pochi).
3. Il territorio è un bene comune che non può essere sprecato. E’ ora di “consumo zero di suolo” per difendere il diritto all’ambiente contro la speculazione che ha sempre imperversato nel nostro comune. Si può abitare, lavorare, crescere senza distruggere altro territorio.
4. Difendiamo la scuola pubblica contro un governo che impoverisce l’istruzione pubblica, attacca al diritto allo studio e perfino la libertà di insegnamento, per ridurre la scuola come un’azienda.
5. La casa è un diritto per tutti; vogliamo il rilancio dell’edilizia residenziale pubblica a canone sociale (cioè proporzionato al reddito) perché è inammissibile che nel nostro paese ci possano abitare solo ricchi, mentre i poveri devono andarsene, perché sfrattati o espropriati dalle banche.
6. Vogliamo il rilancio del trasporto pubblico per garantire il diritto alla mobilità anche attraverso sistemi di trasporto alternativo.
7. Contro le campagne della paura e dell’odio, respingiamo il razzismo, il sessismo, l’omofobia per il pieno riconoscimento di tutte le diversità di sesso, lingua, religione, etnia… Crediamo nei valori della laicità, dell’accoglienza e della fraternità fra tutti i lavoratori e tutti gli oppressi in quanto unico argine alla devastazione del capitalismo finanziario e alle sue politiche di guerra e distruzione.
Per dare forza a questi obiettivi, in un contesto in rapido cambiamento, non basta il nostro gruppo o la nostra lista, ma è indispensabile la più ampia unità fra i vari soggetti che stanno nascendo e crescendo nel vivo dei processi sociali indotti sempre più velocemente dalla crisi. Abbiamo scelto di non presentare la nostra lista alle elezioni comunali, perché allo stato attuale non sarebbe stata rappresentativa di tutte le diverse sensibilità dei concittadini/e che respingono tanto le politiche di Renzi quanto le destre xenofobe e i loro disvalori.
Il referendum sulle riforme costituzionali, che stravolgono la Costituzione nata dalla Resistenza, e le campagne referendarie in corso (contro Jobs Act, “Buona Scuola” di Renzi, “Italicum) sono il banco di prova per costruire anche da noi uno schieramento di alternativa ampio e plurale.
I programmi delle due liste che si presentano quest’anno alle elezioni comunali non contengono alcuno degli obiettivi che noi riteniamo fondamentali. Anzi, vi troviamo in entrambe le liste solo proposte d’immagine, perfino trite e ritrite, prive di una visione strategica.
Non ha quindi senso da parte nostra dare indicazione di voto per l’una o per l’altra lista.

Notiziario giugno 2016: QUI

“L’Alternativa-San Paolo d’Argon, precedenti info: qui



(26.05.16) SAN PAOLO D’ARGON. PRESIDIO DEI LAVORATORI DI AGRONOMIA

* Da mesi senza paga e nella più totale precarietà.

Per tutta la mattinata i lavoratori di Agronomia hanno presidiato l’insediamento di Via Puccini nel nostro paese. Il gruppo Agronomia, che fa capo all’ex presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo, leader nel settore della IV gamma (cioè l’insalata nel cellophane), ha società e unità produttive in Puglia e in Germania, oltre che a San Paolo d’Argon. L’azienda è perfino quotata in Borsa, ma i lavoratori non vengono pagati da mesi e non hanno la più pallida idea di quale sarà il loro futuro. Succede anche questo nel nostro comune. (L’Alternativa - San Paolo d’Argon, 26.05.16)

* Agronomia (San Paolo d’Argon), le nostre precedneti info: qui


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