(26.04.13) MONTELLO. AMPLIAMENTO DEL CENTRO RIFIUTI. LA MONTELLO SPA RINUNCIA AL CONFERIMENTO DI 100.000 TONNNELLATE ANNUE DI FANGHI DA DEPURAZIONE

In data 20 aprile la Montello Spa ha comunicato ufficialmente di aver presentato alla Provincia di Bergamo una nuova istanza di “modifica sostanziale” del precedente piano di ampliamento degli impianti di trattamento dei rifiuti, che prevedeva di portare la quantità dei rifiuti trattati da 210 mila tonnellate annue a 400 mila.
Con una nuova istanza di autorizzazione, derivata evidentemente dalle prescrizioni avanzate dall’ufficio della Provincia di Bergamo-Settore ambiente in parziale sintonia con alcuni dei contenuti delle osservazioni presentate in particolare dal comitato Cittadini per l’ambiente di Montello, dalla lista di minoranza Vivere Montello e dal tecnico Marco Caldiroli per conto di Medicina Democratica Movimento di lotta per la Salute, la Montello Spa - secondo quanto comunica - rinuncia rispetto al progetto originario:
• alla realizzazione del “nuovo impianto di trattamento termico/essicazione fanghi con inserimento nuovi codici CER” per t/anno 110.000.
• all’utilizzo dei fanghi derivanti dall’impianto di trattamento termico/essicazione non più realizzato nella “Attività miscelazione rifiuti non pericolosi (R3-R12-R13)” per t/anno 35.000.
Consegue da tali rinunce una “riduzione della potenzialità della piattaforma portando i quantitativi massimi di rifiuti conferibili su base annua da 410.00 t. a 300.000 t”. Si ricorda che allo stato attuale la Montello è autorizzata a trattare 210.000 tonnellate annue.
Vengono invece confermate le altre modifiche e potenziamenti agli impianti di trattamento rifiuti e recupero energetico secondo quanto previsto nell’istanza presentata alla Provincia alla fine dell’ottobre 2012.
Il nuovo progetto dell’opera, lo studio di impatto ambientale e la sintesi non tecnica saranno consultabili a breve in www.silvia.regione.lombardia.it. Entro il 18 giugno cittadini, enti e associazioni potranno presentare ulteriori osservazioni. I gruppi ambientalisti locali si incontreranno nei prossimi giorni per valutare la documentazione.

Cfr. Avviso al pubblico della Montello Spa 20.04.13 (qui); Verbale conferenza dei servizi del 06.02.13 (qui); Nota della Provincia di Bergamo-Settore Ambiente-Servizio produzione e trasporto energia del 07.03.13 (qui)

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(18.04.13) INTERPORTO DI MONTELLO. A CHE PUNTO SIAMO CON LA GARA D’APPALTO. RASSEGNA STAMPA

Un progetto ideato nella prima repubblica, finanziato e progettato nella seconda, avviate ora – terza repubblica – le pratiche per la sua costruzione. E’ questo in sintesi la storia dell’interporto di Montello, di cui la stampa (ma solo L’Eco di Bergamo) si è occupata la scorsa settimana a proposito della conclusione della gara d’appalto indetta allo scadere dell’anno 2012 dalla Sibem – la società dell’Interporto Bergamo-Montello controllata per il 90% dal ben noto finanziere Antonio Percassi. Eppure mai come in questo momento è stata così ampia la contrarietà al progetto e d’altro canto così mosci gli entusiasmi dei sostenitori a prescindere. La stessa Sibem aveva già messo le mani avanti facendo presente nel bando di essere impegnata “in contenziosi di rilevante entità economica”, tanto che “l’esito negativo di essi è suscettibile di generare impatti sostanziali sui presupposti della procedura, impedendone la prosecuzione” (cfr. L’eco di Bergamo, 09.04.13). Inoltre, per arrivare ai 100 milioni necessari per tutta l’opera ne mancherebbero ben 80, avendo la Sibem a disposizione solo quelli del finanziamento pubblico risalente al 1996, cioè 28 miliardi di lire ora diventati con gli interessi 21 milioni di euro. Tale disponibilità ha però tempi non lunghi, perché la scadenza è al 30 giugno 2015. Andare oltre, per la Sibem, significherebbe rischiare di perdere tutto. Ventidue sono comunque state le offerte per il bando di gara, ma per sapere chi realizzerà effettivamente l’Interporto di Montello bisogna aspettare fino all’autunno (cfr. L’Eco di Bergamo, 11.04.13). La stampa ha riportato delle posizioni di contrarietà del Presidente della Provincia Ettore Pirovano, che – favorevole all’interporto di Treviglio/Caravaggio – ha annunciato l’intenzione di far uscire la sua amministrazione dalla Sibem, del sindaco di Albano Maurizio Dionisi e del vice-sindaco di Montello Celestino Bianchi. Quest’ultimo, in predicato una decina di anni fa di diventare presidente della Sibem, ha ricordato ora che “per quanto riguarda gli oneri di urbanizazione, il Comune di Montello era ricorso al Tar, che ci ha dato ragione perché non sono mai stati versati come invece prevedono i regolamenti dopo il via libera al progetto”. “In ballo – precisa il Bianchi – ci sono circa 2 milioni di euro”, mentre “in merito ai terreni, si tratta di aree pubbliche in possesso di Sibem, che non sono ancora state saldate perché è in corso un contenzioso pendente al Tar, che ha nominato un Ctu per la definizione del prezzo”. Sappiamo bene che in questi tempi di crisi un po’ di milioni che si riversano per il tramite dell’interporto sulla asfittica economia locale possono essere visti come manna dal cielo da qualcuno. Ma è uno scandalo gigantesco sprecare 21 milioni per un’opera inutile, anacronistica, bocciata peraltro sonoramente dal referendum popolare di Albano Sant’Alessandro nel 1999. Ci sono altre cose, quelle utili, da fare, come investire per potenziare la nostra linea ferroviaria e il trasporto su ferro nella nostra zona con l’introduzione di mezzi alternativi quali metropolitane di superficie. D’altro canto ormai tutti sanno perfettamente che dalle opere inutili di benefici economici ne vengono ben pochi ai comuni mortali, mentre molto più consistenti risultano il malaffare e le devastazioni ambientali che ne conseguono e che poi ricadono - pesantemente - su tutti.

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(23.03.13) VALSUSA. “DIFENDI IL TUO FUTURO”. MANIFESTAZIONE NO TAV

* Sabato 23 marzo, ore 14, dalla Piazza d’Armi di Susa a Bussoleno

L’APPELLO. Ancora una volta invitiamo tutti e tutte a manifestare contro questo scellerato progetto che con il passare del tempo, l’avanzata della crisi economica nazionale e internazionale, diviene sempre più inutile e insostenibile, non solo per il nostro territorio ma per tutto il Paese.
Su un punto vogliamo essere chiari, quest’opera, nonostante il battage pubblicitario che la circonda, fa sempre più acqua da tutti i punti di vista e soprattutto, man mano che si delineano le fantasiose tempistiche dei fan del tav, si conosce sempre più a fondo la reperibilità dei fondi per la sua realizzazione.
Quello di cui Governo e tifosi vari non parlano mai è l’essenza del finanziamento necessario per la Torino Lione, tutto ed esclusivamente pubblico, ovvero sottratto ad altri settori per essere spostato su questo binario morto.
I soldi delle nostre tasse sono l’unica fonte di finanziamento esistente e necessariamente, ancor piú in un momento storico del genere, ciò significa spostare ingenti somme di denaro dalla sanità, dalla scuola e dai servizi sociali, per finanziare quella che ormai è la cassaforte, con relativo bancomat, del sistema dei partiti.
A fronte di un’inutilità evidente, la Torino Lione è divenuta un simbolo della politica che vuol mettere a tacere un movimento popolare come quello NOTAV che Resiste da oltre vent’anni trovando sempre più consenso all’interno di una società che, svegliatasi dal torpore quotidiano e vivendo sulla propria pelle sacrifici e politiche di austerità a senso unico, ci sostiene sempre di più.
Contro di noi non c’è colore politico, ci sono cori di corvi che gracchiano per sconfiggerci e metterci a tacere, spaventati che il seme della Valle che Resiste si moltiplichi in altri territori e in altre comunità.
Lo Stato si è di fatto costituito parte civile contro di noi senza vergogna, accusandoci e incarcerandoci con l’intento di piegarci e sottrarci quel consenso che invece sentiamo sempre più crescere intorno alla nostra lotta. Processi in aule bunker, richieste di danni incalcolabili, provvedimenti atti a limitare la nostra libertà di movimento sono il corollario del confronto che questi signori hanno con la popolazione e che si vanno ad aggiungere alla giá insopportabile militarizzazione del territorio e all’arte della menzogna quotidiana.

È contro la truffa del secolo che chiamiamo alla mobilitazione in prima persona, invitando quanti hanno a cuore il proprio futuro e quello dei propri figli a partecipare il 23 Marzo alla manifestazione popolare che partirà da Susa e arriverà a Bussoleno. Il Movimento Notav.

Chi vuole venire alla manifestazione con noi: tel. 338.9759975

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(11.03.13) SAN PAOLO D’ARGON. IL SINDACO INTERVIENE SU INTERPORTO E RADDOPPIO CENTRO RIFIUTI

Nell’ultimo numero del quindicinale Araberara (che dal mese scorso ha cominciato ad occuparsi anche di San Paolo d’Argon) il sindaco del nostro paese prende posizione sull’interporto e sul centro rifiuti della Montello Spa. Rispetto alla prima questione, a quasi due mesi e mezzo dall’avvio da parte della Sibem Spa (la società dell’interporto) della procedura della gara d’appalto, il sindaco riconosce la realizzazione dell’interporto come “inutile e dannosa”. “Oggi questo progetto – dice Cortinovis – con la crisi che incombe non servirebbe più a nulla e si andrebbe così a deturpare una fetta di territorio per nulla”. L’impegno assunto è quello di “essere presenti al tavolo degli incontri”, cosa che – francamente - ci sembra un po’ poco data la gravità di questa operazione che sta incombendo sulla nostra zona. Molto diverso invece l’atteggiamento del sindaco riguardo il tema dell’ampliamento del Centro rifiuti della Montello Spa, che ricade nel medesimo comparto immediatamente a sud del territorio del nostro comune. “La proposta – secondo il nostro sindaco – può essere valutata (…). Chiederemo che ci sia una sorta di periodo di prova e solo al termine diremo se il raddoppio dell’insediamento produttivo è fattibile”. Al di là del fatto che ci è difficile immaginare “un periodo di prova” prima dell’investimento (!?), dalle parole del sindaco emerge una evidente disponibilità verso questo impianto, quando invece da parte delle forze ambientaliste locali (cfr. per esempio qui) è stato ribadito il diniego al progetto così come formulato, perché raddoppia la quantità di rifiuti da smaltire ponendosi ampiamente fuori della pianificazione provinciale, non garantisce affatto una diminuzione delle emissioni dannose, non “chiude” il ciclo produttivo con il completo recupero e i rifiuti trattati ma prevede ancora una quota consistente di residui da avviare proprio agli… inceneritori.

Cfr. Araberara, 08.03.13: qui

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(20.02.13) INTERPORTO E CENTRO RIFIUTI. IL VOLANTINO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA VALCAVALLINA DISTRIBUITO A MONTELLO

* La Montello Spa vuole raddoppiare i suoi impianti di trattamento rifiuti. La Sibem rilancia l’Interporto. FERMIAMO QUESTE OPERAZIONI. DIFENDIAMO L’AMBIENTE E LA SALUTE!

Il territorio del comune di Montello è tornato ad essere interessato da operazioni a grande impatto ambientale con il rischio di ricadute negative per la salute e per l’ambiente in tutta la zona.
Sono il progetto di ampliamento del centro rifiuti della Montello Spa e l’interporto di Montello, anch’esso rilanciato in questi giorni dalla Sibem.
Nel primo caso ci troviamo di fronte al raddoppio delle potenzialità del centro rifiuti della Montello Spa, con conseguente raddoppio dell’afflusso dei rifiuti, senza giustificazione nella pianificazione provinciale. Invece dell’asserito miglioramento degli impianti al fine della riduzione delle emissioni inquinanti, esiste il rischio fondato di un loro incremento.
Malgrado questi e numerosi altri elementi criticità, l’amministrazione comunale di Montello sembra intenzionata a dare via libera al progetto così come presentato.
Il “Comitato Cittadini per l’Ambiente” di Montello, insieme a Medicina Democratica, hanno dimostrato in modo approfondito i numerosi elementi negativi del progetto, chiedendone la bocciatura o una radicale cambiamento, per renderlo compatibile con una corretta politica dei rifiuti basata sul rispetto dell’ambiente e della salute.
Come non bastasse, anche l’Interporto di Montello, un progetto nato sotto l’egida di Formigoni, rischia di andare in porto, dal momento che la Sibem ha avviato il Bando di gara per cercare imprese costruttrici.
E’ un progetto negativo sotto il profilo ambientale, assurdo sotto il profilo trasportistico , destinato a rilasciare pesanti ricadute sul piano urbanistico e della vivibilità in tutta la zona. Un progetto bocciato sonoramente dai cittadini (come nel referendum di Albano del 1999) e imposto con un colpo di mano nel 2003 dalla Giunta Regionale Formigoni-Lega Nord, ma per il quale la Sibem ha a disposizione 20 milioni di euro di soldi pubblici (per un costo complessivo di 100 milioni).
Non si può sprecare denaro pubblico per un’opera inutile e fuori dal tempo, come hanno ammesso pure politici e amministratori che negli anni scorsi erano invece favorevoli.
Rifondazione Comunista si è sempre battuta a fianco dei comitati della zona per una politica del territorio e dell’ambiente e per contrastare le politiche affaristiche distruttive che hanno sempre avuto il loro impulso nella giunta regionale di Formigoni. Ora è tempo di voltare pagina. Anche con il voto. (17.02.13 - Prc/Valcavallina - Borgo di Terzo - Via Rivolta 1)

Volantino: qui

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(12.02.13) MONTELLO. ANCORA SUL PROGETTO DI AMPLIAMENTO DEL CENTRO RIFIUTI DELLA MONTELLO SPA. SINTESI DELLE “OSSERVAZIONI” DI MEDICINA DEMOCRATICA

Questi gli elementi problematici individuati dal tecnico ambientale Marco Caldiroli (Medicina Democratica) nel piano di ampliamento del centro rifiuti della Montello Spa.

1. La non necessità del potenziamento (270.000 t/a complessivi) - ai fini dei fabbisogni provinciali (103.500 t/a) - per la parte riguardante l’incremento di trattamento anaerobico dei rifiuti organici
2. L’assetto emissivo poco chiaro (e poco credibile) con l’utilizzo nel nuovo impianto di essiccazione fanghi dei fumi provenienti dalla combustione del biogas. Secondo i proponenti gli inquinanti (ossidi di azoto, COT, monossido di carbonio) letteralmente sparirebbero ovvero si ridurrebbero fortemente le emissioni attuali pur incrementandosi di molto (3 volte) la portata delle emissioni;
3. i bilanci delle acque di scarico e dei rifiuti non chiari e basati su medie e non sulla capacità massima (nominale) dell’impianto. Ad esempio gli scarti dal trattamento anaerobico dei rifiuti organici sono elevati (40 % su sostanza secca) rispetto a quanto è plausibile aspettarsi da una RD di buona qualità. L’incremento della quantità di acque da depurare risulta maggiore (circa 2.400 mc/g) rispetto al potenziamento previsto dell’impianto di depurazione (+ 2.000 mc/g) peraltro mantenendo deroghe per lo scarico in fognatura;
La mancata considerazione della capacità nominale per i rifiuti significa anche una “autoriduzione” negli impatti correlati (emissioni, trasporti ecc);
4. la assurdità “tecnica” (altro discorso è quella economica) di voler miscelare plastiche, fanghi secchi e scarti dal trattamento anaerobico per produrre un combustibile solido.
5. la connessa non chiarezza del confine tra fanghi essiccati inviati a compostaggio o comunque utilizzabili come ammendanti e quelli invece da miscelare per produrre un combustibile da rifiuto (le quantità complessive avviate a tale finalità sono anche “ballerine” - es 90.000 t/a di fanghi che diventano 110.000 t/a in un altro punto - maggiori rispetto a quelle dichiarate, a seconda del punto del documento e dei bilanci di materia e dei flussi allegati)
6. la mancata considerazione di alternative (compostaggio aerobico, trattamento spinto per le plastiche postconsumo per avviare una quota ulteriore a riciclo/recupero);
7. le prestazioni di rendimento del trattamento dei fumi indicate come inferiori nel documento rispetto a quelle dichiarate dai produttori negli allegati;
8. la mancata puntuale considerazione delle condizioni anomale e di malfunzionamento, le previsioni di contenimento e intervento (sono presenti ma non chiare e sono poco affidabili visto, per esempio, che da un lato si afferma che l’impianto è a rischio di incendio elevato e da un’altra parte, nello stesso documento, lo si dichiara a rischio medio).
9. trattandosi di impianto in area critica per la qualità dell’aria non viene dimostrata (se non con quanto di poco credibile si afferma sull’essiccazione - v. punto 2) la compensazione delle nuove emissioni con la eliminazione/riduzione di emissioni esistenti;
10. la mancata considerazione negli scenari di ricaduta delle emissioni delle situazioni di maggior rischio (minore diffusione degli inquinanti e loro concentrazione a terra) per la popolazione ma calcolo solo delle ricadute “medie” (su base annua). Non tutti i contaminanti sono stati considerati nelle valutazioni. Per le polveri vi è comunque un incremento nella ricaduta del 13 %, superiore al 10 %, soglia abitualmente considerata significativa. Manca inoltre una completa valutazione degli impatti odorigeni. (Marco Caldiroli - Medicina Democratica/Movimento di lotta per la salute Onlus - febbraio 2013) Cfr. anche le osservazioni integrali presentate alla Provincia di Bergamo da M. Caldiroli il 31.12.12: QUI

Tutta la documentazione sul progetto Montello Spa in silvia.regione.lombardia.it

L’assemblea pubblica a Montello del 4 febbraio scorso nell’articolo de “L’Eco di Bergamo” 10.02.13: qui

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(11.02.13) MONTELLO. LA PUZZE DELLA MONTELLO SPA E LE DICHIARAZIONI DEL TITOLARE

Nell’intervista a “L’Eco di Bergamo” del 10 febbraio nella quale Roberto Sancinelli, presidente della Montello Spa, presenta il suo progetto di ampliamento dell’impianto di trattamento rifiuti, tra le altre cose, afferma testualmente: “In 17 anni di attività non abbiamo mai ricevuto richiami per puzze da parte degli organi di controllo”. A tal proposito rimandiamo ad una interrogazione al sindaco di San Paolo d’Argon, ad un comunicato di “Cittadini per l’Ambiente - Montello” e ad una sentenza del tribunale di Bergamo, documenti tutti inerenti una vicenda “olfattiva” risalente ad una decina di anni fa.

Montello, rifiuti e interporto. Le nostre precedenti info: qui


(11.02.13) MONTELLO. IL NO DI “CITTADINI PER l’AMBIENTE” AL PIANO DI AMPLIAMENTO PROPOSTO DALLA MONTELLO SPA

E’ scaduto sabato scorso il termine entro il quale era possibile presentare alla Provincia di Bergamo, le “osservazioni” riguardanti il progetto di ampliamento e modifiche degli impianti del centro rifiuti depositato il 30 ottobre scorso dalla Montello Spa per l’iter autorizzativo. Dopo ampio confronto, a cui ha partecipato anche “L’Alternativa - San Paolo d’Argon”, e con il fondamentale contributo tecnico-scientifico del tecnico ambientale Marco Caldiroli (che per conto di “Medicina Democratica - Movimento di Lotta per la salute Onlus ha fatto pervenire alla Provincia le proprie osservazioni), “Cittadini per l’Ambiente” ha sintetizzato in un proprio documento le ragioni del NO a questo progetto della Montello Spa. Riproduciamo il testo di tali osservazioni che sono state inviate il 1 febbraio scorso alla Provincia di Bergamo e presentate nell’assemblea pubblica che si è tenuta a Montello lo scorso lunedì 4 febbraio.

“1. A tutt’oggi l’attività [di trattamento e recupero rifiuti della Montello Spa - Ndr] espone i cittadini di Montello e paesi limitrofi ad odori sgradevoli e talora nauseabondi che nonostante le rassicurazioni date continuano a persistere. L’aumento considerevole dei rifiuti che verrebbero trattati nel caso venisse il progetto della Montello Spa aggraverebbe di molto tale problema
2. Il centro trattamento rifiuti si trova nelle vicinanze (circa 500 metri in linea d’aria) dalle abitazioni di Montello e San Paolo d’Argon e adiacente al Parco sovracomunale dei Colli del Tomenone.
3. In sede di approvazione, da parte del Consiglio comunale di Montello, del nuovo piano di lottizzazione della Montello Spa (2012), dalle quali è stata eliminata la clausola di divieto ad incenerire rifiuti, le osservazioni presentate dall’ASL mettevano in evidenza quanto la nostra zona presenti già una saturazione di elementi inquinanti tanto da non lasciar spazio a nuove attività che comportino un aggravio di agenti inquinanti.
4. Nello stesso piano di lottizzazione (approvato definitivamente dal Consiglio comunale di Montello 2012) è scritto che la Montello Spa ha l’esigenza di chiudere il proprio ciclo produttivo. Ciò che ora la Montello Spa intende realizzare, va ben oltre la chiusura del proprio ciclo produttivo - come bene evidenziato nelle osservazioni di Medicina Democratica. La stessa azienda dichiara che il potenziamento della propria attività “risponde alle necessità di un bacino di utenza di carattere sovraprovinciale, con evidenti benefici socio-economici di rilevanza nazionale.” Ciò comporterà un ulteriore aumento di importazione di rifiuti in quanto gli impianti esistenti in provincia di Bergamo già sono sufficienti per il fabbisogno della provincia. Non comprendiamo quindi, al di là dei benefici economici da parte dell’azienda, l’utilità di questo notevole potenziamento.
5. Ricordiamo che nelle aree attigue all’attività di trattamento rifiuti è anche prevista la realizzazione dell’Interporto per il quale - dopo diversi anni di letargo - la Sibem, cioè la società dell’Interporto, ha appena pubblicato il bando di gara.
6. Riteniamo che i cittadini di Montello abbiano già pagato e stiano tuttora pagando, in termini di qualità dell’ambiente e della salute, le conseguenze derivanti dall’attività di trattamento rifiuti della Montello Spa.
In conclusione, chiediamo
* che l’istanza presentata dalla Montello Spa debba determinare esito negativo della stessa o una profonda revisione del progetto rapportandolo all’esigenza della Montello Spa di chiudere il proprio ciclo produttivo, senza ulteriore aumento della quantità di rifiuti trattati e recuperando sotto forma di materia i rifiuti trattati con l’utilizzo di tecnologie appropriate, peraltro già sperimentate ed operative, non nocive.” (Montello, 01.02.13 - Marina Zanelli per conto di “Cittadini per l’Ambiente”)


Tutta la documentazione sul progetto Montello Spa in silvia.regione.lombardia.it

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(17.01.13) INTERPORTO DI MONTELLO. D’AMICO (consigliere provinciale): E’ UN’OPERA DANNOSA

Nei giorni scorsi è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea (e su quella italiana) l’avviso di gara per la realizzazione della struttura intermodale di Montello.
Il progetto dell’interporto di Montello prevede l’occupazione di una superficie complessiva di 300 mila metri quadri, il 50 per cento occupati dal terminal intermodale (115 mila di superficie fondiaria per i magazzini della logistica e 47 mila per i magazzini veri e propri)
da realizzare in project financing dal costo complessivo di circa 100 milioni da realizzare entro giugno 2015.
La società per l’interporto di Montello è una realtà detenuta al 90,9 per cento dalla Stilo immobiliare del Gruppo Percassi partecipata al 4,81 dalla Cobe (Comune di Bergamo), al 2,95 dalla Provincia di Bergamo, allo 0,77 dalla Camera di Commercio e allo 0,56 da Trenitalia.
Il progetto di interporto era stato bocciato da un referendum popolare che si era svolto ad Albano nel 1999. Nel 2003, contro la volontà delle popolazioni e delle amministrazioni di Albano e San Paolo, la giunta regionale lo aveva ripristinato.
L’ apertura della variante alla statale 42 ha condotto, dopo molti anni di rimozione, alla riproposizione del progetto che si colloca nei pressi di una obsoleta via ferrata a binario unico, la Lecco-Bergamo-Brescia.
Noi condividiamo con i cittadini del territorio interessato l’opinione che il progetto sia un’opera dannosa. Questo perché non favorisce la decongestione della viabilità provinciale e la fluidificazione dei trasporti interprovinciali. Al contrario, propone la cementificazione di un’area già fortemente antropizzata a scapito dell’ambiente e a vantaggio di pochi speculatori privati.
Infine, è totalmente incompatibile con la situazione economico-finanziaria attualmente vigente in Provincia e nei Comuni soci della società promotrice.
Con l’obiettivo di fermare questo progetto, abbiamo presentato una interpellanza in Consiglio provinciale. Paolo D’Amico, consigliere provinciale Sinistra per Bergamo (Prc, Pdci, Sd)


(20-27.01.13) TELGATE E DINTORNI. RACCOLTA FIRME CONTRO IL GIGANTESCO IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO DELLA BERCO-FERTIL

La Berco-Fertil di Calcinate ha presentato il progetto di un nuovo impianto di compostaggio nel comune di Telgate, al confine con i Comuni di Palazzolo e Palosco e a pochi chilometri da Cividino-Quintano. Si tratta di un impianto che consumerebbe 189.000 metri quadrati di suolo, di cui 47.695 metri quadrati di capannoni e 58.500 metri quadrati di piazzali (cfr. QUI). Sorgerebbe a breve distanza dalla discarica ATEg39 prevista nel comune di Telgate, contro la quale i cittadini si sono già mobilitati nei mesi scorsi. Per fermare il progetto della Berco-Fertil si è costituito un Comitato civico intercomunale che ha promosso una raccolta firme che si terrà nei prossimi giorni nei comuni interessati al progetto. E’ una iniziativa alla quale aderiamo e vogliamo portare il nostro contributo. Questi i banchetti previsti:

  • TELGATE, domenica 20 e 27 gennaio, banchetto in Piazza Vittorio Veneto
  • PALAZZOLO, domenica 20 gennaio, banchetti in Piazza Mazzini, Piazza Zamara e Piazza Indipendenza (San Pancrazio); domenica 27 gennaio, banchetti in Piazzale Mazzini, Piazzale Giovanni XXIII e via Verdi (San Giuseppe)
  • PALOSCO, domenica 20 e 27 gennaio, Piazza Castello (mattina) e Incrocio Oratorio (pomeriggio)
  • CASTELLI CALEPIO, domenica 20 e 27 gennaio, Piazza Giovanni XXIII e via F.lli Pagani (Cividino), Parcheggio via San Giuseppe (Quintano) e Via dei Mille presso parco Lelio Pagani (Tagliuno)
  • BOLGARE, domenica 20 e 27 gennaio, di fronte alla Chiesa Parrocchiale

Orari: dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 19.00; è richiesto un documento di identità valido

Cfr anche: Volantino-1, volantino-2


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