Dopo la partecipata assemblea di sabato 2 febbraio scorso si deve ora dare seguito a quanto deciso.

- Va inviata alla mail fausto.amorino@gmail.com via mail la sottoscrizione formale dell’appello (si ricorda in particolare che per i non residenti a Bergamo solo chi lo sottoscriverà, sarà abilitato alle fasi decisionali delle prossime assemblee).

- Va data la propria eventuale disponibilità per la prossima fase di costruzione del programma, attraverso tre gruppi di lavoro tematici specifici accorpando i 10 punti presenti nella parte finale dell’appello.

- Va data la propria eventuale disponibilità per costituire un gruppo di lavoro organizzativo, che prepari e faciliti le prossime fasi decisionali dell’assemblea.

Un primo incontro è stato fissato al Circolino della Malpensata mercoledì 13 febbraio prossimo alle ore 20,30.

Di seguito il testo dell’appello - discusso e votato nell’assemblea del 2 febbraio - che va sottoscritto da tutti prima possibile, assolutamente e non oltre mercoledi 13 febbraio.

IN COMUNE - PER UN’ALTRA BERGAMO- appello

Siamo cittadine e cittadini preoccupati per il futuro della nostra società e della nostra città, ci anima una grande passione civile e sociale, e siamo impegnati e responsabilmente attivi nella vita sociale cittadina in comitati, associazioni, gruppi, movimenti, crediamo nella politica come strumento di servizio a tutta la comunità.

Siamo convinti che ci sia uno spazio sociale politico programmatico, per dare voce, a chi in primo luogo vuole contrastare l’attacco politico di stampo populista neofascista razzista e xenofobo, espresso dalla Lega e dalle destre, a chi è deluso della svendita del movimento cinque stelle rispetto ai temi e obiettivi originari, a chi non si riconosce nell’ambivalenza delle alleanze politiche del PD,  nelle politiche, economiche e urbanistiche dell’ambiente e della mobilità della attuale maggioranza cittadina. Pur riconoscendole alcuni interventi positivi (politiche sociali, diritti individuali, integrazione dei migranti), è stata troppo condizionata da interessi di importanti gruppi imprenditoriali che hanno definito priorità, progetti e direttrici per un orizzonte di sviluppo economico speculativo, incompatibile con l’ambiente, che svende il patrimonio pubblico, che ha negato nei fatti le forme di partecipazione democratica come nel caso emblematico del parcheggio alla Fara dentro le mura veneziane.

Le prossime elezioni amministrative cittadine sono quindi un’occasione importante, sebbene parziale non esclusiva né esaustiva, utile per mettere a frutto e collegare tra loro esigenze di quartiere, emergenze sottovalutate, battaglie ambientali, conflitti sociali, problematiche non soddisfatte, misurando così il consenso su un progetto di città innovativo con un programma credibile, alternativo a quelli in campo, saldamente legato a valori e principi di uguaglianza, estensione dei diritti, valorizzazione delle diversità, difesa dei più deboli, protezione dell’ambiente, qualità della vita, in particolare dei nostri quartieri.

Non dobbiamo lasciare un vuoto politico, bisogna dare un volto e far vivere, anche in questa competizione, la sfida di un progetto civico ambizioso che accolga anche i molti delusi, in attesa, pronti ad astenersi, a vivere da spettatori, a turarsi il naso o a scegliere il meno peggio. Cerchiamo l’unità tra chi oggi non si sente rappresentato, tra le componenti civiche, i soggetti associativi, i comitati, le singole persone, e le forze politiche che si richiamano ai valori comuni e discriminanti dell’antifascismo e dell’antiliberismo, per non disperdere il consenso significativo registrato in città alle ultime elezioni politiche.

Gli sbarramenti elettorali fuori dalle coalizioni comportano oggi una oggettiva difficoltà a dare rappresentanza istituzionale, dobbiamo quindi cercare di fare meglio del passato, saperci unire e aggregare in una situazione politica esterna che nel frattempo è mutata profondamente.

Si tratta quindi di operare in controtendenza, in una città dove nel frattempo la domanda di partecipazione dei cittadini è stata svilita, rispondendo insieme con un nuovo protagonismo, nei tempi stretti che ci restano, per riavviare un percorso democratico, partecipato, aperto e inclusivo.

Un percorso assembleare dove ognuno conti, dove si applichi il criterio della massima democraticità e della parità secondo il principio “una testa un voto” dei residenti e non che aderiranno a questo appello, e nel quale, in modo non precostituito, si declini un programma, con una lista e un candidato sindaco, che possa dare continuità alla rappresentanza nelle istituzioni locali e in ogni caso possa essere punto di partenza per sviluppare anche dopo la scadenza elettorale, una critica radicale e concreta allo stato di cose presenti e strumento a sostegno delle lotte e dei conflitti.

Denominatore comune, deve essere in primo luogo la condivisione e il giudizio di merito sui contenuti, un programma che si possa arricchire nel confronto, ma che deve essere discriminante su una serie di problematiche, dove in questi anni ci sono stati molti elementi di regressione, quali ad esempio:

- Processi trasparenti di coinvolgimento e partecipazione attiva dei cittadini

- Direzione e interesse pubblico delle trasformazioni urbanistiche e di rigenerazione urbana

- Difesa tutela e valorizzazione dei beni e del patrimonio comune

- Sistema integrato e innovativo di mobilità dolce

- Fermare e ridurre la crescita dell’aeroporto rendendolo compatibile con il territorio e chi lo abita

- Incremento delle potenzialità abitative del patrimonio pubblico e privato

- Politiche solidali di accoglienza e inclusione delle migrazioni

- Consolidamento ed estensione dei diritti civili e sociali

- Salvaguardia dell’ambiente, del territorio, del suolo non edificato, della qualità della vita

- Riequilibrio e riqualificazione sociale e urbanistica con al centro le periferie

***


* Sabato 2 febbraio, dalle ore 14.30 presso Aditorium “Gramsci” in Via Furietti 21 (Bergamo - Melpensata)

Dopo l’assemblea di sabato 26 gennaio, per riprendere la discussione e permettere le votazioni con una presenza significativa, e con una maggiore consapevolezza dei punti più controversi, si invita chi vuole proporre modifiche, di formulare per scritto entro giovedì sera (in modo di far avere a tutti venerdì):

- le integrazioni o le sostituzioni al testo dell’appello;

- le regole minime per il processo di partecipazione e in particolare sulla platea decisionale

- proposte di accorpamento e nominativi per interessi e competenze, per l’organizzazione dei tre principali gruppi di lavoro tematici, finalizzati all’elaborazione dei dieci contenuti programmatici

LA 2° ASSEMBLEA PUBBLICA CITTADINA

IN COMUNE - PER UN’ALTRA BERGAMO

è convocata per sabato 2 febbraio 2019 dalle ore 14,30

Presso l’auditorium Gramsci di via Furietti 21 a Bergamo

IL TESTO DELL’APPELLO

Per info e comunicazioni: tel. 3409793588


(08.02.19) GRUMELLO DEL MONTE. SERATA DEDICATA A KARL MARX (1818-1883) A 200 (+ uno) ANNI DALLA NASCITA

* Venerdì 8 febbraio, dalle ore 19.15, presso Circolo Arci di Grumello del Monte, Via Roma 51

Programma

Ore 19.15: AperiCena con buffet preparato dalle compagne e dai compagni

Ore 20.30: Incontro con DINO GRECO su “Marx oltre i luoghi comuni” a 200 anni l’attualità del pensiero di Marx

Ore 21.45: “Il giovane Marx”, film di Raoul Peck (2017)

A cura di Unione Inquilini-Sportelli sociali di Valcavallina e Valcalepio, Circoli di Rifondazione Comunista della Valcavallina e della Valcalepio. Per comuicazioni: tel. 3338737525 (claudio)

Volantino - evento facebook


(30.01.19) DALMINE. AUTOSTRADA? NO, GRAZIE! LE NOSTRE PROPOSTE PER UNA MOBILITA’ SOSTENIBILE

* Assemblea pubblica, mercoledì 30 gennaio 2019, ore 20,45, Sala Civica di Via N. Betelli 21, Dalmine

Riceviamo da “Dalmine Bene Comune.

Care amiche e cari amici,

ricordiamo il nostro prossimo, importante, appuntamento sul territorio. Mercoledì 30 gennaio vi invitiamo a partecipare all’assemblea pubblica “Autostrada? No, grazie!”. Nel corso dell’incontro motiveremo le ragioni della nostra profonda contrarietà al progetto di autostrada Bergamo-Treviglio (ex IPB), tornato di recente agli onori delle cronache locali.

Nei mesi scorsi, infatti, l’ex sindaco leghista di Dalmine, ora assessore alle infrastrutture e ai trasporti in Regione Lombardia, Claudia Terzi ha ribadito il proprio appoggio al progetto della Bergamo-Treviglio. Pochi giorni fa il presidente della provincia Gafforelli si è detto favorevole all’opera. Mercoledì sera ricorderemo perchè ci opponiamo, da anni, a questa grande opera inutile che favorisce solo gli affaristi, consuma terreni agricoli produttivi e provoca l’ennesimo danno ambientale sul nostro territorio (il tratto iniziale dell’infrastruttura, secondo il progetto, passerà per le aree agricole della frazione di Sabbio).

Nel corso della serata illustreremo anche le nostre proposte per una mobilità sostenibile, per le quali ci batteremo nei prossimi mesi in vista delle elezioni comunali: car sharing elettrico per collegare Dalmine alla stazione di Verdello; sostegno ai progetti per la costruzione di tram leggeri da e per Bergamo; adesione al modello Copenaghen; potenziamento del trasporto pubblico locale verso gli ospedali di Bergamo e Zingonia.

Mercoledì 30 gennaio, ore 20.45, sala civica di viale Betelli 21, Dalmine (BG). Assemblea: autostrada? No, grazie!
Ne parliamo con:

- NICOLA CREMASCHI, presidente Legambiente Bergamo.
- FABIO INVERNICI, comitato Cambiamola.
- FRANCESCO MACARIO, ex assessore all’edilizia privata del Comune di Bergamo.

Vi aspettiamo numerosi!

Dalmine Bene Comune

lista civica del territorio

Volantino: fronte - retro


(31.01.19) BERGAMO. MENTRE IL COMUNE QUALIFICA LA CITTA’ PER ATTRARRE TURISMO DI LUSSO, GLI INQUILINI DELLE CASE POPOLARI VIVONO IN POVERTA’ E IN QUARTIERI “GHETTO”

* Assemblea degli inquilini, giovedì 31 gennaio, ore 17.30, presso il Centro Diurno per Anziani, in Via Rovelli 27, Clementina-Bergamo

Aler e Comune di Bergamo si comportano, nei confronti degli inquilini delle case popolari, sempre più spesso come “padroni di casa”. Riscuotono affitto e le spese condominiali, facendo pagare sempre di più, ma caseggiati sono lasciati senza manutenzione. Inoltre i Servizi sociali del Comune mettono a disposizione sempre meno risorse per sostenere le famiglie che non ce la fanno più a pagare, che accumulano debiti, che rischiano gli sfratti.

I quartieri, dove sorgono le case popolari, come quello della Clementina, sono sempre più degradati dal punto di vista urbanistico e delle relazioni sociali.

L’Amministrazione comunale è concentrata su altro: una riqualificazione urbanistica, in cui si prevedono investimenti di milioni di euro per assecondare gli interessi dei grandi imprenditori dell’edilizia e del commercio.

Approfittando dell’allargamento dell’aeroporto di Orio al Serio, si tenta di attrarre turismo facendo diventare città Alta e il centro “piacentiniano” aree per il consumo di massa e lusso.

Gli inquilini delle case popolari chiedono invece che i soldi vengano investiti per far vivere meglio le centinaia di famiglie già pesantemente colpite dalla crisi economica. Chiediamo manutenzione straordinaria dei caseggiati (sistemazione alloggi vuoti, sostituzione caldaie e serramenti, abbattimento barriere architettoniche), riduzione dei bollettini di pagamento (affitti e spese condominiali), sostegno al reddito e all’affitto.

Per tutti questi motivi gli attivisti di Unione Inquilini organizzano una assemblea, giovedì 31 gennaio, ore 17.30, presso il Centro Diurno per Anziani, in Via Rovelli 27 a Bergamo. Durante l’assemblea programmeremo un incontro con il Presidente di Aler e l’Assessore del comune di Bergamo per portare le richieste degli inquilini delle case popolari.

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(26.01.19) BERGAMO. ASSEMBLEA CITTADINA “IN COMUNE-PER UN’ALTRA BERGAMO”

* Considerata la concomitanza e la rilevante importanza del presidio “Ora e sempre resistenza” organizzato dall’ANPI e dal Comitato Antifascista, per le ore 15.00 di sabato 26 gennaio davanti al Comune di Bergamo in Piazza Matteotti, al fine di garantire la massima partecipazione di tutti gli interessati;

l’ASSEMBLEA PUBBLICA CITTADINA

IN COMUNE – PER UN’ALTRA BERGAMO

Prevista per Sabato 26 gennaio 2019

Presso l’auditorium Gramsci di Via Furietti 21 a Bergamo

Inizierà alle ore 17,00

ODG:

- Discussione, approvazione, sottoscrizione e adesione all’appello

- Regole minime di gestione del processo assembleare di partecipazione e decisione

- Organizzazione dei gruppi di lavoro tematici per interessi e competenze, finalizzati all’elaborazione dei contenuti programmatici

IN COMUNE - PER UN’ALTRA BERGAM: TESTO DELL’APPELLO

Siamo cittadine e cittadini preoccupati per il futuro della nostra società e della nostra città, ci anima una grande passione civile e sociale, impegnati responsabilmente e attivi nella vita sociale cittadina in comitati, associazioni, gruppi, movimenti, crediamo nella politica come strumento di servizio a tutta la comunità.
Siamo convinti che ci sia uno spazio sociale politico programmatico, per dare opportunità a chi in primo luogo vuole contrastare l’attacco politico di stampo populista fascista e razzista espresso dalla Lega e dalle destre, è deluso della svendita del movimento cinque stelle rispetto ai temi e obiettivi originari, ma anche a chi non si riconosce nelle politiche, economiche e urbanistiche dell’ambiente e della mobilità della attuale maggioranza cittadina, che al netto di alcune positive politiche sociali, diritti individuali, integrazione dei migranti, è stata troppo condizionata da interessi di importanti gruppi imprenditoriali che hanno definito priorità, progetti e direttrici per un orizzonte di sviluppo economico e sociale incompatibile con l’ambiente, che svende e svalorizza il patrimonio pubblico, che ha negato nei fatti le forme di partecipazione democratica come nel caso emblematico del parcheggio dentro le mura.
Le prossime elezioni amministrative cittadine sono quindi un’occasione importante anche se parziale non esclusiva né esaustiva, ma che possono essere utili, per mettere a frutto e collegare in rete esigenze di quartiere, emergenze sottovalutate, battaglie ambientali, conflitti sociali, problematiche non soddisfatte, e misurare il consenso su un progetto di città innovativo e con un programma credibile alternativo a quelli in campo, saldamente legato a valori e principi di uguaglianza, estensione dei diritti, valorizzazione delle diversità, difesa dei più deboli, protezione dell’ambiente, qualità della vita dei nostri quartieri.
Non possiamo lasciare un vuoto politico, ora bisogna dare un volto e far vivere anche in questa competizione, la sfida di un progetto ambizioso civico e di sinistra, che risponda anche ai molti delusi, in attesa, pronti ad astenersi a vivere da spettatori e a turarsi il naso o a scegliere il meno peggio, questo vuoto va riempito cercando l’unità tra chi oggi non si sente rappresentato, le componenti civiche, i soggetti associativi, i comitati, le singole persone, e le forze politiche che si richiamano a valori comuni e discriminanti minimi dell’antifascismo e dell’antiliberismo, per non disperdere il consenso significativo registrato in città alle ultime elezioni politiche.
Gli sbarramenti elettorali fuori dalle coalizioni comportano oggi una oggettiva difficoltà a dare rappresentanza istituzionale, dobbiamo quindi cercare di fare meglio del passato, sapersi unire e aggregare in una situazione politica esterna che nel frattempo è mutata profondamente.
Si tratta quindi di operare in controtendenza, in una città dove nel frattempo la domanda di partecipazione dei cittadini è stata svilita, rispondendo insieme con un nuovo protagonismo, nei tempi stretti che ci restano, per riavviare un percorso democratico, partecipato, aperto e accogliente, inclusivo, dove tutti si trovino bene.
Un percorso assembleare dove ognuno conti, dove si applichi il criterio della massima democraticità e della parità secondo il principio “una testa un voto” e che in modo non precostituito, declini un programma, costruisca una lista, promuova un candidato sindaco che possa dare continuità alla rappresentanza nelle istituzioni locali e in ogni caso possa essere punto di partenza per sviluppare anche dopo la scadenza elettorale, una critica radicale e un’azione concreta allo stato di cose presenti e strumento a sostegno delle lotte e dei conflitti.
Denominatore comune, deve essere in primo luogo la condivisione e il giudizio di merito sui contenuti, un programma che si possa arricchire nel confronto, ma che deve essere discriminante su una serie di problematiche dove in questi anni ci sono stati molti elementi di regressione, quali ad esempio:
* Processi trasparenti di coinvolgimento e partecipazione attiva dei cittadini
* Direzione e interesse pubblico delle trasformazioni urbanistiche e di rigenerazione urbana
* Difesa tutela e valorizzazione dei beni e del patrimonio comune
* Sistema integrato e innovativo di mobilità dolce
* Compatibilità dello sviluppo dell’aeroporto con il territorio e chi lo abita
* Incremento delle potenzialità abitative del patrimonio pubblico e privato
* Politiche solidali di accoglienza e inclusione delle migrazioni
* Consolidamento ed estensione dei diritti civili e sociali
* Salvaguardia dell’ambiente, del territorio, del suolo non edificato, della qualità della vita
* Riequilibrio e riqualificazione sociale e urbanistica con al centro le periferie.

Per info e comunicazioni: tel. 3409793588


(16.12.18) LOVERE. 75° ANNIVERSARIO “TREDICI MARTIRI DI LOVERE” (Poltragno, Lovere 22 dicembre 1943)

* Lovere, domenica16 dicembre 2018, corteo commemorativo; concentramento ore 9.45 in Piazza Tredici Martiri

Nel 75° Annivesario della fucilazione si ricordano i TREDICI MARTIRI Francesco Bessi, Giulio Buffoli, Salvatore Conti, Andrea Guizzetti, Eraldo Locardi, Vittorio Lorenzini, Guglielmo Macario, Giovanni Moioli, Luca Nitckisc, Ivan Piana, Giuseppe Ravelli, Mario Tognetti e Giovanni Vender. Con loro saranno ricordati i Caduti loveresi della Resistenza Pietro Caminada, Luigi Caroli, Pietro Ghedini, Francesco Petenzi e Francesco Tarzia.

PROGRAMMA:

Ore 8.30:
Santa messa nel Santuario S.S. Capitanio e Gerosa
ore 9.45:
Raduno dei partecipanti in Piazza Tredici Martiri. I rappresentanti delle Amministrazionie e delle Associazioni sono invitati a presenziare con i gonfaloni.
Deposizione di corona al Monumento dedicato ai Tredici Martiri.
Intervento di Mauro Magistrati, Presidente Anpi provinciale.
Inizio corteo e sfilata per le vie cittadine con deposizione di corona d’alloro alla Targa in Piazza Tredici Martiri e alla Lapide di Piazza Vittorio Emanuele II.
Ore 11.00:
Arrivo al cimitero. Deposizione di corona d’alloro al Monumento dei Fratelli Pellegrini e dei Tredici Martiri.
Raffigurazione scenica sui Tredici Martiri a cura di Silence Teatro. Intervento conclusivo del Sindaco di Lovere, Dott. Giovanni Guizzetti
(a cura Anpi - Lovere)

Ora e sempre Resistenza

***

NOTA. Il 29 novembre 1943 Eraldo Locardi e la sua banda operarono insieme ad altri partigiani di Lovere (gli uomini del Gruppo Patrioti loveresi, guidati da Giovanni Brasi) un’operazione di autofinanziamento prelevando il denaro dagli uffici stabilimento dell’Ilva di Lovere, contemporaneamente attaccarono la sede del Fascio repubblicano e le due centrali telefoniche dello stesso paese. Nell’azione furono uccisi due notabili fascisti di Lovere: il podestà Paolo Rosa e il segretario del fascio di Lovere Giuseppe Cortesi. Il 7 dicembre 1943, circa 200 uomini (tedeschi e componenti la G.N.R.) risalgono la piccola valle che da Corti porta alle stalle di Ramello, fino ad arrivare ad una cascina appena fuori dalla frazione di Ceratello (loc. Ciar), che ospita il corpo di guardia del gruppo partigiani di Lovere, mentre il resto del gruppo è alloggiato nelle casine più in alto.
I rastrellatori circondano la cascina e, senza sparare un colpo, grazie all’opera di una spia, catturano l’intero corpo di guardia composto da Piana, Guizzetti, Conti, Vender, Macario e Buffoli. La sorpresa ed il tradimento pongono i partigiani nella impossibilità di reagire. I fascisti ed i tedeschi proseguono quindi fino alle cascine ospitanti il grosso della formazione, ma senza alcun esito, poiché i partigiani, resisi conto della situazione e posti in allarme dai partigiani Tarzia e Corna, riescono a sganciarsi. Grazie alle informazioni della stessa spia, nei giorni seguenti vengono arrestati altri sette resistenti, allontanatisi dalla formazione per assolvere altri incarichi. Sono: Locardi, Lorenzini, Ravelli, Bessi Tognetti, Moioli e lo slavo Nikitsch.
Tutti e tredici vengono tradotti nelle carceri di via Pignolo a Bergamo. Per alcuni giorni vengono sottoposti a torture. Il 22 dicembre 1943 vengono prelevati dal carcere e condotti a Lovere. Arrivati a Poltragno, sette partigiani vengono fatti scendere, condotti sulla strada che conduce a Sellere e fucilati alla presenza dei loro compagni. Gli esecutori, sghignazzando, scrivono sul muro bagnato di sangue “fuorilegge” e ripartono per Lovere per compiere la seconda strage. Gli altri sei, dopo che la direzione dell’Ilva si è opposta al tentativo di procedere alla fucilazione lungo il muro di cinta della fabbrica, vengono condotti nei pressi della pesa pubblica di Lovere (attuale Caserma dei Carabinieri) e lì fucilati di fronte al alcuni cittadini inorriditi.

I TREDICI MARTIRI

1. Bezzi Francesco, nato a Bornato (Bs) il 31/12/1926, residente a Cazzano S. Martino (Bs), operaio, inquadrato nel Gruppo Patrioti loveresi (Gpl), riconosciuto “Partigiano”
2. Buffoli Giulio, nato a Palazzolo sull’Oglio (Bs) il 24/10/1902, residente a Palazzolo sull’Oglio (Bs), operaio, inquadrato nel Gruppo Patrioti loveresi (Gpl), riconosciuto “Partigiano”;
3. Conti Salvatore, nato a Lovere (Bg) il 21/01/1922, residente a Lovere (Bg), studente, inquadrato nel Gruppo Patrioti loveresi (Gpl), riconosciuto “Partigiano”
4. Guizzetti Andrea, nato a Lovere (Bg) l’8/09/1924, residente a Lovere (BG), apprendista operaio nello stabilimento Ilva, inquadrato nel Gruppo Patrioti loveresi (Gpl) con il nome di battaglia “Andreino”, riconosciuto “Partigiano”
5. Locardi Eraldo, nato a Milano il 26/06/1920, residente a Grumello del Monte (Bg); ex tenente dell’esercito italiano, ferito in combattimento sul fronte greco e rimpatriato claudicante dall’Albania; dopo l’8 settembre 1943 con il nome di battaglia “Longhi” organizza in Val Calepio una banda partigiana chiamata “Primo battaglione Badoglio”, si alleerà con i partigiani garibaldini di Giovanni Brasi di Lovere; riconosciuto “Patriota”
6. Lorenzini Vittorio, nato a Telgate (Bg) il 25/08/1925, residente a Sesto S. Giovanni (Mi), operaio, inquadrato nel “Primo battaglione Badoglio” (la banda di Locardi) con il nome di battaglia “Sbafi”, riconosciuto “Partigiano”
7. Macario Guglielmo Giacinto, nato a Lovere (Bg) il 3/10/1925, residente a Lovere (Bg), apprendista operaio, inquadrato nel Gruppo Patrioti loveresi (Gpl) , riconosciuto “Partigiano”
8. Moioli Giovanni, nato a Grumello del Monte (Bg) il 29/10/1926, residente a Grumello del Monte (Bg), bracciante, inquadrato nel “Primo battaglione Badoglio” (Banda Locardi) con il nome di battaglia “Tecia”, riconosciuto “Partigiano”
9. Nikitch Luca
10. Piana Ivan, nato a Lovere (Bg) il 24/02/1924, residente a Lovere (Bg), ragioniere, inquadrato nel Gruppo Patrioti loveresi (Gpl), riconosciuto “Partigiano”
11. Ravelli Giuseppe, nato a Casnigo (Bg) il 3/07/1923, residente a Leffe /Bg), manovale, inquadrato nel Gruppo Patrioti loveresi (Gpl) con il nome di battaglia “Fulmine”, riconosciuto “Partigiano”;
12. Tognetti Mario, nato a Grumello del Monte (Bg) il 7/04/1922, residente a Grumello del Monte (Bg), commesso, inquadrato nel “Primo battaglione Badoglio” (Banda Locardi) con il nome di battaglia “Mario”, riconosciuto “Partigiano”
13. Vender Giovanni, nato a Breno (Bs) il 29/03/1926, residente a Lovere (Bg), meccanico apprendista, inquadrato nel Gruppo Patrioti loveresi (Gpl), riconosciuto “Partigiano”
(da http://www.straginazifasciste.it)


(31.10.18) IL CONTADINO INVISIBILE. “LA TERRA A CHI FA FIGLI”

Ricevuta ieri sera…

“Il governo concederà terreni gratis e in cambio chiederà di fare un terzo figlio”. Praticamente un insulto a chi vive coltivando la terra, a chi sopravvive con due ettari, a chi si dispera pascolando le sue bestie su terre che non gli appartengono e che – per fortuna - nessuno reclama. Un insulto nell’idea che le terre demaniali siano una disponibilità del governo, qualunque esso sia, e non una disponibilità degli italiani tutti. Non è questo il primo governo che cerca di disporre di questo importante patrimonio secondo gli umori del suo elettorato. Chi voleva venderla con aste al rialzo, per “favorire l’ingresso dei giovani agricoltori” che – come sapete perfettamente – hanno tanta disponibilità di cassa che giocare d’azzardo per acquistare qualche decina di ettari risulta loro la cosa più conveniente. Chi voleva farne altri usi fantasiosi. Mai un governo che dicesse, applichiamo le leggi esistenti (Legge 4 agosto 1978, n. 440. “Norme per l’utilizzazione delle terre incolte, abbandonate o insufficientemente coltivate”) e promuoviamo una nuova riforma agraria - non un tweet - capace in 20 anni di garantire una vita dignitosa a chi lavora la terra.

Ma fino ad ora, a parte l’azione dell’Opera Nazionale Combattenti e la costruzione dei Centri di Colonizzazione in epoca fascista, nessuno aveva mai pensato di inventare contadini a fini demografici. Certo che il premio è allettante e, magari, ci sarà un’esplosione di candidati, tutti “italianissimi” e “di provata fede “nella famiglia “di un uomo ed una donna” per riportare la purezza di razza “nell’Italia rurale”.
Certo che, nella legge finanziaria, invece che soldi per questa operazione – qualche milione – o per una fantomatica agricoltura 4.0 che serve a finanziarie il “made in Italy” delle transnazionali agroalimentari oltre che le industrie a monte del sistema agroalimentare nazionale, ci saremmo aspettati un’indicazione sull’impegno italiano nel negoziato in corso sulla PAC ed in particolare sul secondo pilastro – lo sviluppo rurale - che dovrà essere finanziato con soldi nazionali in quota parte maggiore di quanto non fosse fin ora. L’attuale ministro all’agricoltura ed al turismo, di cui conosciamo tutto dei suoi tattuaggi e della sua Harley Davidson, non ci ha ancora fatto sapere il suo pensiero sulla riforma della PAC o sui nuovi OGM.
Noi che mandiamo avanti con difficoltà e resistenza quell’ottanta percento di aziende che riceve meno del 15% del totale dei soldi della PAC e nessun supporto dalla Stato, noi siamo contadini, siamo lavoratori che producono alimenti, non siamo “rurali” e, spesso non abbiamo figli perché nell’”Italia rurale” c’è troppo da lavorare nelle stalle, sono sparite le scuole, gli asili nido, i trasporti, il medico condotto e la medicina preventiva, il veterinario condotto e l’assistenza veterinaria di base, le strade sono tanto malridotte da essere impraticabili e le strade interpoderali ce le dobbiamo riparare da soli anche se sono diventate strade ad alta percorrenza, dal Piemonte alla Sicilia. E la connessione internet ad una velocità normale resta un inutile desiderio. Altro che agricoltura 4.0!
La terra a chi la lavora! (ottobre 2018, Antonio Onorati, contadino di Associazione Rurale Italiana, Campagna Romana)


(27.10.18) ENDINE GAIANO. PREMIO GIUSEPPE BRIGHENTI PER LO STUDIO E LA DIVULGAZIONE DELLA STORIA DEL NOVECENTO- XXII EDIZIONE

* Sabato 27 ottobre 2018 alle ore 15:30, presso la Sala consiliare del comune di Endine Gaiano (Piazza A. Moro)

Saluti di Marco Zoppetti, sindaco del Comune di Endine Gaiano, Andrea Brighenti, presidente Anpi di Endine Gaiano, Rappresentanti associazioni che promuovono il premio

Interventi dei premiati:

- Francesco Corniani, giovane studioso di Schio, vincitore del Premio per la tesi di laurea “Sarete accolti con il massimo rispetto”: disertori dell’esercito tedesco in Italia (1943-1945), Università degli studi di Trieste, a.a. 2016/2017

- Chiara Cremaschi, regista bergamasca, vincitrice della Borsa di ricerca Una storia di nomi e di città.

Coordina Elisabetta Ruffini, direttrice Isrec di Bergamo

A cura di Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea in collaborazione con il Comune di Endine Gaiano e la Sezione Anpi “Giuseppe Brighenti” di Endine Gaíano,  con il patrocinio del Comitato antifascista bergamasco, Associazione partigiani d’Italia e Camera del lavoro Cgil di Bergamo

INVITO: QUI


(17-24.10.18) VILLA DI SERIO - PONTE SAN PIETRO NO AL GESTORE PRIVATO. DIFENDIAMO LA SANITA’ PUBBLICA. DUE INCONTRI PUBBLICI

Negli ultimi 5-6 mesi a tre milioni di cittadine/i con patologie croniche è arrivata una lettera della Regione Lombardia che invita a scegliere un “gestore” che avrà il compito di pianificare l’assistenza e le cure. Tale riforma è stata presentata come la soluzione di tutte le difficoltà e i disservizi lamentati dagli utenti (interminabili liste d’attesa, carenza di medici di base…). Ma la realtà è ben diversa. Con il gestore privato la Regione Lombardia punta ad indebolire il Servizio Sanitario Nazionale per favorire gli interessi di operatori privati.

Di questo parleremo nei due incontri promossi dal “Tavolo della salute” di Potere al Popolo - Bergamo

* Mercoledì 17 ottobre ore 20.30 - Sala della Comunità - Biblioteca Villa Carrara - Via Giovanni XXIII 60 - Villa di Serio. Intervengono:

- Fulvio Aurora di Medicina Democratica
- Maurizio Bardi, medico di medicina generale

* Mercoledì 24 ottobre, ore 20.30 - Sala civica “F.lli Milani” in Via Piave 26 (sopra la biblioteca) - Ponte San Pietro. Intervengono:

- Elisabeth Cosandei e Fulvio Aurora (Medicina Democratica)


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