(14.06.18) SANITA’-LOMBARDIA. Potere al Popolo: “No al gestore privato delle cronicità. Esigiamo il rispetto dei tempi massimi previsti dalla legge per le liste d’attesa”

Dopo oltre 3 mesi da quando l’assessorato alla sanità della Regione Lombardia ha iniziato a spedire lettere ai cittadini con patologie croniche invitandoli a passare a gestori privati delle cronicità, sono solo circa 258 mila su oltre 3 milioni i pazienti cronici che hanno deciso di aderire.

A fronte di oltre 3 milioni di lettere inviate, solo poco più dell’8% degli interessati ha, quindi, aderito al modello di gestione privatistica delle cronicità proposto dalla Regione Lombardia, che fa perno soprattutto sulla ingannevole promessa di una “corsia privilegiata” per evitare i lunghi tempi di attesa per le visite specialistiche (a patto, però, di utilizzare non le strutture ospedaliere consuete per i pazienti ma quelle che il gestore può offrire).

Questo risultato a dir poco misero è stato ottenuto a spese di noi cittadini contribuenti: ci piacerebbe sapere quanto ha speso fino ad ora la Giunta Regionale per reclamizzare questa sua iniziativa verso i malati cronici attraverso gli spot sulle TV e le radio locali, le inserzioni sui giornali delle varie province, la stampa di centinaia di migliaia di opuscoli, la stampa e l’invio di oltre 3 milioni di lettere (più tutte le ore di lavoro degli impiegati e dei funzionari della Regione).

Che si tratti di un fallimento lo dimostrano anche i continui rinvii del progetto decisi dallo stesso assessorato: la fase di reclutamento è stata prorogata al 31 dicembre, mentre lo stesso assessore dichiara ormai che saranno necessari 5 anni per la messa a regime dell’intero sistema.

Invitiamo i cittadini con patologie croniche a rifiutare il gestore privato e a restare con il proprio medico di base (medico di medicina generale).

Invitiamo tutti i cittadini a pretendere l’applicazione delle leggi in fatto di tempi di attesa per le prestazioni e le visite specialistiche: il decreto legislativo 124/1988 stabilisce che la Regione deve fissare per ogni esame il tempo massimo di attesa e qualora sul territorio della Ats (ex Asl, ndr) nessun ospedale dovesse garantire la prestazione nel tempo di attesa stabilito, la stessa potrà essere richiesta in regime di libera professione con il solo pagamento del ticket. (Tavolo regionale sulla salute di Potere al Popolo - Bergamo, 7 giugno 2018)


(17.06.18) COLLI DI SAN FERMO. PRANZO SOCIALE DI AUTOFINANZIAMENTO - CIRCOLI RIFONDAZIONE COMUNISTA DELLA VALCAVALLINA E DELLA VALCALEPIO

* Domenica 17 giugno, ore 12.00, presso la Casa Museo “La Resistenza” - Colli di San Fermo (Adrara San Martino - Via Casina del Monte)

Anche quest’anno saliamo ai Colli di San Fermo per ritrovarci nei valori della Resistenza, valori più che mai attuali ed utili per contrastare quello che si sta affacciando nel nostro paese. Compagni/e vuole dire “condividere insieme il pane”. Quindi organizziamoci per realizzare una giornata gustosa e serena. Diffondete a tutti quelli che vorranno condividere con noi…

Menù autoprodotto (vegetariano o carnivoro): Riso freddo, Pasta fredda, Verdure di Stagione, Salumi e Formaggi, Salamelle alla Griglia, Frutta, Dolci e Caffè (ciascun compagno/a può contribuire ad arricchire il menù con proprie preparazioni). Contributo pranzo: 15.00 euro. Parte delle sottoscrizioni andranno a contribuire al Museo dedicato alle formazioni partigiane delle Valli Cavallina e Val Calepio.

* Per chi vuole: alle ore 11.00, saliremo per depositare un mazzo di fiori  al Monumento che ricorda i caduti della Battaglia Partigiana per la liberazione di Fonteno del 31 Agosto 1944

* Ore 14.30: visita guidata al Museo “Casa La Resistenza”

Durante l’incontro: sarà possibile rinnovare la tessera per l’anno 2018 e discutere della Festa in Rosso Valcalepio-Valcavallina 2018.

Per motivi organizzativi si prega di confermare la vostra partecipazione (entro e non oltre venerdì 15 giugno) contattando qualcuno dei seguenti compagni: Claudio: tel. 3338737525: Tiziano:  335.7559628; Marco: tel. 3312190899. Oppure tel. c/o Federazione: tel. 035225034

A cura: Circolo Prc-Valcavallina (Borgo di Terzo, Via Rivolta 1) - Circolo Prc-Valcalepio (Tagliuno di Castelli Calepio, Via Roma 21)

Locandina: QUI


(04.06.18) SAN PAOLO D’ARGON. VINCENZO ARDISIA, ANNI 75

* Nel pomeriggio di ieri si è spento il nostro concittadino ed amico Vincenzo Ardisia. Ora si trova nella Camera Mortuaria della Casa di Riposo di Gorlago. I funerali si svolgeranno Martedì 5 giugno alle ore 16.00 nella Parrocchiale di San Paolo d’Argon.

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Vincenzo viene dalla città di San Severo nel Tavoliere delle Puglie, dove ha vissuto fino a 18 anni. Ci teneva ricordare la sua città come uno dei luoghi delle epiche lotte dei braccianti guidati nel primo e nel secondo dopoguerra dal grande sindacalista Giuseppe Di Vittorio
Emigrato a Milano ha lavorato dapprima come manovale in un’industria farmaceutica, studiando alla sera fino a diplomarsi perito chimico, per continuare poi a lavorare come tecnico sempre nel settore farmaceutico.
Dal 1985 ha sempre vissuto con la sua famiglia a San Paolo d’Argon lavorando fino alla pensione come responsabile della logistica presso l’industria ErreGiErre di Via Baracca.
Appassionato di corsa campestre ha partecipato a numerose competizioni dilettantistiche fino agli ultimi anni collezionando svariati trofei di cui andava fiero.
Amava tantissimo giocare con le parole, dedicandosi alla scrittura: testi in rima e storie apparentemente strampalate, ma di una straordinaria levità e profondità, forse per provare a reagire - in un mondo che diventa sempre più greve - con la forza travolgente del sorriso e del gioco mobilitati a soccorso del bisogno insopprimibile di libertà, giustizia, fiducia negli altri.
Ma che cos’è la poesia se non il gioco con le parole che ci fa scoprire verità e bellezze altrimenti inarrivabili?
E proprio questo Vincenzo ha voluto trasmettere nelle numerose attività di scrittura creativa con tanti bambini e ragazzi nella nostra biblioteca e nelle nostre scuole.
La terra – ne siamo sicuri - non mancherà di esserti lieve, Vincenzo Ardisia. Purtroppo senza di te dovremo faticare di più per salvare la poesia senza la quale il mondo si ferma e le persone tendono poi a diventare più tristi e più cattive. (04.06.18. m.m.)


(31.05.18) VALCAVALLINA. FIRMA PER LE TRE LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARE

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1. Per la scuola della Costituzione. Per dire NO alla scuola-azienda. Per una scuola pubblica, laica, aperta, solidale, che gantisca appieno il diritto all’istruzione: abrogazione della “Buona scuola” di Renzi, obbligo scolastico fino a 18 anni, almeno il 6% del Pil all’istruzione, limite di 22 alunni per classe, più insegnanti specializzati per l’inclusione. (materiali e approfondimenti: qui)

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2. Per l’eliminazione del pareggio di bilancio in Costituzione. Per cancellare le modifiche alla Costituzione manomessa dal governo Monti. Per rimuovere il pareggio di bilancio dalla Costituzione perché le politiche di bilancio dello Stato non possono mettere in discussione i diritti fondamentali al lavoro, alla scuola, alla sanità, al welfare. (materiali e approfondimenti: qui)

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3. Per una legge elettorale proporzionale. Per un parlamento legittimo e pienamente rappresentativo delle volontà politiche dei cittadini. Per eliminare premi di maggioranza e liste bloccate; per ripristinare il voto di preferenza. (materiali e approfondimenti: qui)

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Dove si può firmare

- negli orari d’ufficio, per tutto il mese di giugno 2018, presso gli Uffici demografici dei Comuni di San Paolo d’Argon, Trescore Balneario, Spinone al Lago (elenco in aggiornamento)

- Luzzana, domenica 17 giugno, ore 8.30-12.00, banchetto raccolta firme in Piazza G. Meli

A cura Rifondazione Comunista - Valcavallina. Info c/o tel. 3389759975 - alternainsieme@yahoo.it - www.alternainsieme.net


UNIONE INQUILINI: “L’AMMINISTRAZONE COMUNALE HA FALLITO SU TUTTO: I POVERI SONO ABBANDONATI A SE STESSI”.

* Presidio anti-sfratto: Mercoledi 30 maggio, dalle ore 8.30 Treviglio, Via ai Malgari 2; info: tel. 3397728683 (fabio)

Ramazan abita insieme a moglie e 4 figli minorenni (9, 6, 4, 1 anno). A causa di un lungo periodo di disoccupazione ha maturato morosità sui canoni e ha subito uno sfratto. Il 9 maggio ufficiale giudiziario e forze dell’ordine avevano tentato di sgomberare ma il presidio degli attivisti anti-sfratto aveva ottenuto un rinvio. Purtroppo la famiglia non ha trovato un alloggio alternativo dove spostarsi. L’emergenza sociale che ha colpito questa famiglia non è un caso isolato. In Bergamasca i nuovi sfratti per morosità nel 2016 sono stati 591, le richieste di esecuzione 2.615, le esecuzioni con l’ausilio della forza pubblica sono state ben 560. Tanti sfratti si concentrano nella bassa bergamasca. L’assenza di politiche abitative dell’Amministrazione comunale di Treviglio hanno però aggravato questa emergenza. L’ultimo bando comunale per l’assegnazione di case popolari risale a tre anni addietro. I tagli ai servizi sociali stanno mettendo a rischio l’accompagnamento delle famiglie fuori dalla povertà. La cosa più grave è il mancato utilizzo dei fondi messi a disposizione dallo Stato per l’emergenza abitativa. Non si adempie neppure all’obbligo della “graduazione” dell’esecuzione degli sfratti (strumento previsto dalla L. 102/2013 per evitare gli sgomberi volenti e garantire il passaggio da casa a casa e applicato da Comuni e Prefetture in tante parti d’Italia). Vogliamo che il Prefetto di Bergamo intervenga per colmare l’inefficienza e l’insensibilità dell’amministrazione comunale: il blocco degli sfratti, almeno nei nuclei famigliari dove abitano minorenni. Solo la solidarietà e l’autorganizzazione, messe in campo dagli attivisti dell’Unione inquilini, interverrà in soccorso della famiglia sfrattata. Mercoledi 30 maggio a Treviglio, Via ai Malgari 2, gli attivisti anti-sfratto saranno presenti per un presidio che cercherà di scongiurare lo sgombero violento. (Unione Inquilini Bergamo-Treviglio, 28.05.18)

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(11.05.18) BERGAMO. CONGRESSO DI UNIONE INQUILINI: UN’ASSEMBLEA MOLTO PARTECIPATA ELEGGE IL DIRETTIVO E DECIDE IL PROGETTO DI MOBILITAZIONE

Più di un centinaio di inquilini, residenti nelle case popolari e in affitto nella locazione privata, si sono riuniti in assemblea per il Congresso provinciale di Unione Inquilini. Erano presenti anche gli attivisti degli sportelli di Treviglio, Bergamo, Valcalepio e Valcavallina.
Si è discusso animatamente del programma (*) di mobilitazione per i prossimi mesi.
L’avanzare della crisi economica e le politiche di austerità del governo (ma anche della Regione Lombardia e degli enti locali) ha creato una situazione esplosiva. Sono aumentate le famiglie proletarie che non riescono più a fare fronte a mutui o affitti esosi. La conseguenza è la drammatica crescita degli sfratti per morosità incolpevole.
Invece l’edilizia residenziale pubblica, che dovrebbe essere la risposta vera al bisogno abitativo, è sempre più lasciata nel degrado, con scarse manutenzioni, con una gestione degli alloggi inefficiente, con tantissimi alloggi vuoti. Al degrado si aggiunge l’assenza di politiche di accompagnamento sociale da parte dei servizi sociali dei comuni. Unione Inquilini deve aprire mobilitazioni per connettere la richiesta di aumentare la quantità e la qualità dell’edilizia residenziale pubblica, alla lotta per la gestione del patrimonio esistente in rapporto ai bisogni sociali degli inquilini delle case popolari. Dobbiamo produrre lotte unitarie tra chi richiede l’alloggio popolare e per chi ci vive e non si sente sicuro.
Questo deve avvenire mantenendo e rafforzando le pratiche mutualistiche e autorganizzate che ricostruiscano solidarietà di classe per contrastare l’individualismo e la solitudine che è cresciuta nei quartieri popolari.
A conclusione della discussione, l’assemblea ha votato il segretario e il Direttivo provinciale attraverso una votazione democratica (una testa, un voto). Fabio Cochis è stato rieletto segretario provinciale e il direttivo sarà composto dai compagni Orazio Rosalia, Maurizio Mazzucchetti, Rita Rebecchi, Roberto Cochis, Touria Ghoulam, Vallì Morlotti, Kawtar Raqiq e l’avvocato Alessandro Bresmes.
Infine abbiamo eletto i delegati che andranno al congresso nazionale di Chianciano (dal 18 al 20 maggio): Diallo Saliou, Touria Ghoulam, Morlotti Vallì, Fabio Cochis. Parteciperà anche Ornella Giudici (Comitato contro la vendita dell’ex-asilo “Principe di Napoli”) anche se non sarà delegata del sindacato. (Unione Inquilini Bergamo – Maggio 2018)

* Relazione congressuale: qui

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(25.05.18) BERGAMO-MALPENSATA. CASE POPOLARI: NUOVI AUMENTI DI AFFITTI E SPESE CONDOMINIALI MA LE MANUTENZIONI STANNO A “ZERO”

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* Venerdì 25 maggio, ore 16.30, ASSEMBLEA DEGLI INQUILINI, Via Luzzatti a Bergamo-Malpensata (secondo cortile delle case popolari, davanti all’ufficio del Portierato sociale)

ALER-bg ha inviato agli inquilini i nuovi bollettini di affitto e spese condominiali del mese corrente. Sul bollettino le spese condominiali sono aumentate ancora di più. Tante famiglie non riescono più a pagare i bollettini; mai come oggi è stato così alto il numero degli inquilini morosi, tanto che sono stati avviati diversi sfratti per morosità. Però anche chi ha un reddito (da lavoro o da pensione) fa sempre più fatica e accumula debiti. La condizione della manutenzione delle case è sempre più scadente. Sono in ritardo tutti i lavori che ALER aveva programmato: sostituzione serramenti e caldaie, cassette posta, serrande e altro. Il Comune di Bergamo continua a tagliare i servizi sociali. Assistiamo alla continua riduzione delle politiche di accompagnamento sociale degli inquilini verso un affrancamento dalla povertà. Gli inquilini sono sempre più incolleriti e sconfortati. Si riuniranno in assemblea per organizzare prossime iniziative di protesta, venerdì 25 maggio, ore 16.30, in Via Luzzatti (Bergamo-Malpensata), secondo cortile davanti all’ufficio del Portierato sociale. (info: Unione Inquilini, t. 3397728683 - Fabio: Comitato inquilini di Via Luzzati, t. 3385040771- Silvano)
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(09.05.18)TREVIGLIO. LA SOLIDARIETA’ SI MOBILITA PER SALVARE UNA NUOVA FAMIGLIA DA UNO SFRATTO. DOVE E’ IL COMUNE?

* Presidio anti-sfratto: Mercoledi 9 maggio alle ore 8.30 Treviglio, Via ai Malgari 2

Ramazan è disoccupato e abita insieme a moglie e 4 figli minorenni (9, 6, 4, 1 anno). Non è riuscito a pagare l’affitto e ha ricevuto uno sfratto per morosità incolpevole. È uno dei tanti sfratti che si ripetono senza interruzione da quando è iniziata la crisi economica. Non rappresentano più una emergenza ma un dato strutturale che cresce con l’aumento della povertà. La cosa impressionante è la lentezza che caratterizza le politiche sociali e abitative del Comune di Treviglio. Infatti l’Amministrazione comunale ha operato tagli ai Servizi sociali che influiscono pesantemente sulla capacità di aiutare le famiglie a superare gli effetti della crescita della povertà. Ormai il Comune tende a non intervenire nemmeno per collocare madre e figli minori in strutture protette nel caso in cui perdano la casa. Regna poi la confusione nella gestione dei contributi messi a disposizione da Stato e Regione per l’emergenza abitativa. Pur essendo modesta l’entità di tali fondi, a Treviglio non vengono nemmeno utilizzati interamente. Non si adempie neppure all’obbligo della “graduazione” dell’esecuzione degli sfratti (strumento previsto dalla L. 102/2013 per evitare gli sgomberi volenti e garantire il passaggio da casa a casa e applicato da Comuni e Prefetture in tante parti d’Italia). Anche per questo sfratto esistevano tutte le condizioni perché alla famiglia fosse evitato il trauma dello sgombero, posticipandolo, rimborsando la proprietà, garantendo in tempi brevi il passaggio da casa a casa. Niente di tutto questo è stato fatto e lo sfratto potrebbe avvenire con l’esito di avere un’altra famiglia senza-tetto. Solo le pratiche di solidarietà e mutuo-soccorso, messe in campo dagli attivisti dell’Unione inquilini, si occuperanno di alleviare i disagi della famiglia sfrattata. Di fronte ad una Amministrazione comunale che lascia vuoti gli alloggi pubblici, non vuole disturbare la rendita immobiliare affrontando il problema delle centinaia di unità abitative lasciate sfitte, non è in grado di gestire la quotidianità dell’emergenza abitativa, non ha – in sintesi – una politica della casa, chiediamo che la Prefettura intervenga con il blocco degli sgomberi, almeno dove sono coinvolti minorenni, invalidi, anziani. Mercoledi 9 maggio a Treviglio, Via ai Malgari 2, gli attivisti anti-sfratto saranno presenti per un presidio che cercherà di evitare lo sgombero violento. (Unione Inquilini - Bergamo/Treviglio - maggio 2018)

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(07.05.18) BERGAMO. CASE POPOLARI: IL SINDACO GORI PARLA A VANVERA

Le dichiarazioni del sindaco Giorgio Gori secondo cui “troppe case popolari vengono assegnate agli immigrati” è molto grave innanzitutto perché si basa su dati non veritieri.
Infatti quelli forniti dall’ufficio dell’Assessorato alla casa del Comune di Bergamo raccontano un’altra situazione.
Gli inquilini stranieri lo scorso anno risultavano una minoranza negli alloggi di proprietà del Comune di Bergamo, dove vivono soprattutto anziani e adulti. Su 560 nuclei familiari, 452 — cioè più dell’80% — sono composti da una o al massimo due persone. Sono soprattutto anziani, persone che hanno ottenuto l’alloggio nei decenni scorsi, cioè nei periodi dei piani di edificazione dell’edilizia pubblica.
Di 1.035 inquilini, divisi in 560 nuclei familiari, solo 117 (cioè l’11%) sono stranieri. Una percentuale più bassa rispetto alla fetta di stranieri che risiede in città, dove su una popolazione di 119 mila e 500 abitanti, gli stranieri sono circa 19 mila, cioè il 16% del totale.
Il sindaco non conosce la situazione reale oppure ha deciso di aprire la campagna elettorale scendendo sul terreno della xenofobia come se non ci fossero già abbastanza soggetti politici che di xenofobia ne hanno prifusa a piene mani.
L’aspetto più grave delle dichiarazioni riguardano le proposte. Infatti Gori afferma: “Criteri da ripensare, servono le quote”.
Forse Gori non è venuto a conoscenza che a giugno 2016 è stata approvata dal Consiglio Regionale della Lombardia il nuovo Testo di Riforma dell’edilizia popolare fortemente voluto dall’ex-presidente Roberto Maroni.
È stato modificato radicalmente il sistema di assegnazione delle case popolari che verrà effettuato individuando a priori specifiche categorie di possibili abitanti e conseguenti percentuali di assegnazioni (anziani, famiglie di nuova formazione, famiglie monoparentali, appartenenti alle forze di polizia […] disabili).
A scomparire dalle case popolari saranno le famiglie povere: quelle per cui il mercato privato delle locazioni è troppo oneroso e le famiglie senza casa a seguito di sfratto o pignoramento. Queste categorie non entreranno più nelle case popolari ma saranno collocate in abitazioni transitorie (non più di un anno) gestite dal Terzo Settore. Lo sfratto sarà trattato come una condizione transitoria e soggettiva del nucleo famigliare superabile attraverso un percorso di accompagnamento sociale, come se si trattasse di una patologia da cui guarire.

Quello che il sindaco desidera, “le quote”, sarà realizzato dalla riforma ma il risultato che si paleserà sarà l’espulsione dei poveri case popolari e conseguentemente l’aumento a dismisura dei senza tetto che dormono in stazione, degli emarginati e di quanto per sopravvivere dovranno affidarsi ad alloggi di fortuna.
Giorgio Gori aprì la campagna elettorale che poi gli consegnò l’elezione a sindaco dichiarandosi disponibile ad ascoltare i bisogni dei quartieri periferici della città di Bergamo e della parte più povera della cittadinanza. Il governo di questi anni non ha rispettato questo proposito: basta dare uno guardo all’aumento del degrado nei quartieri delle case popolari e alla crescita della povertà delle famiglie che vi abitano.
Le dichiarazioni di ieri esprimono un modello esattamente opposto a quello dell’ascolto e coincidono con le proposte politiche di esclusione e xenofobia proprie dell’estrema destra.
Gli attivisti di Unione Inquilini si battono invece per una alternativa a queste politiche: la realizzazione di nuove case popolari per evitare la guerra tra poveri, che è funesta solo per i poveri.
L’Amministrazione comunale è chiamata a intervenire con urgenza per quanto riguarda il recupero di tutti gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica inutilizzati. Sembra assurdo, ma ci sono ancora oggi circa 400-450 case popolari ALER e comunali vuote perché inagibili.Unione Inquilini Bergamo (07.05.18, Fabo Cochis, segretario provinciale dell’Unione Inquilini)

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(10.05.18) ALZANO LOMBARDO. POTERE AL POPOLO: ASSEMBLEA DI COLLEGIO - VALLI BERGAMASCHE

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* Giovedì 10 maggio, ore 20.30, ad ALZANO LOMBARDO, c/o Sala ipogea di Palazzo Pelandi in Via Mazzini 17 (per le compagne e i compagni residenti nei comuni del Collegio uninominale camera  Valli bergamasche)

Sono passati più di due mesi dalle elezioni politiche. Due mesi che ci hanno restituito lo stallo, la confusione delle classi dominanti italiane, le mille giravolte di una politica trasformista, che vede i supposti “antisistema” dei 5 Stelle pronti ad allearsi proprio con quei partiti, come la Lega o il PD, che sono stati al governo negli ultimi ventiquattro anni. Mentre la crisi sociale continua a mordere, i servizi e gli enti locali a collassare, mentre si sente il bisogno di una redistribuzione della ricchezza, di lavoro e di maggiori diritti, i Partiti che sono usciti vincenti dalla competizione elettorale dismettono le loro promesse e cercano l’accordo sulla base di un programma neoliberista che non può risolvere nessuno dei problemi delle classi popolari.

Urge far sentire un’altra voce, dal basso, urge porre al centro del dibattito i temi che ci riguardano, e non lasciare questa fase nelle mani dei “professionisti” della politica. Urge prepararsi a un’opposizione reale, credibile. Per riuscirci, però, bisogna essere in tanti, su tanti territori, uniti, ben organizzati.

Proviamo a dare voce al vissuto delle realtà che sono presenza costante e conoscenza viva del territorio.

Diamo voce anche nei nostri paesi di provincia a chi vuole riprendersi la politica, a chi ha subito sulla propria pelle le privatizzazioni, ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani precari e studenti, a chi lotta per la difesa della nostra terra dagli scempi delle grandi opere, dalle speculazioni, dall’inquinamento.

Facciamo appello a chi ha votato Potere al Popolo, a chi lo guarda con interesse e curiosità, a ridare un po’ del loro tempo per questa sfida che può rimettere nelle nostre mani il nostro futuro!

* Info: collettivo.alzano@gmail.com; tel. Paolo Boffelli 3383852274 (Valseriana); Gianpiero Bonvicino: 3924795635 (Valbrembana); Maurizio Mazzucchetti 3389759975 (Valcavallina); Tiziano Belotti 3357559628 (Valcalepio); Ivan Facchi tel. 3687441048 (Alto Sebino)


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