(07.08.17) SAN PAOLO D’ARGON. INFO E CONSIDERAZIONI SULLA NUOVA PAVIMENTAZIONE DELLA PIAZZA DELLA CHIESA

E’ quasi finita la nuova pavimentazione della (cosiddetta) piazza o sagrato della chiesa parrocchiale. La piazza è stata riportata alle misure ante anni Venti del secolo scorso, quando ancora, come è scritto nella “Cronistoria” parrocchiale, “la piazza della chiesa era della larghezza della facciata della chiesa e la racchiudeva tutta un muraglione alto 2 metri e mezzo, muraglione che partiva dalla strada e finiva addosso alla facciata della chiesa”. (Cfr. M. Sigismondi, San Paolo d’Argon e il suo monastero, 1079-1979, S. Paolo d’Argon 1979).
Non si può fare a meno di notare, ora che la pavimentazione è quasi completata, uno sfarzo - a detta anche di altri concittadini – inappropriato, tanto che l’antico sagrato – quello vero e proprio, fatto in altri secoli all’ingresso della parrocchiale - ne viene alquanto sminuito.

A breve dovrebbero cominciare i lavori sia per adeguare Via San Mauro, la strada campestre appena a nord, collegando la piazza – che sarà pedonale - con il grande parcheggio realizzato da poco sul lato est del complesso di chiesa ed ex monastero, sia per fare parcheggi e giardini in corrispondenza del vecchio campo di pallacanestro e delle pertinenze dell’ormai demolita casa del curato.
La nuova pavimentazione è stata fatta a cura della Diocesi di Bergamo con una spesa di ben 200.000 euro. Al Comune di San Paolo d’Argon competono invece la spesa per i lavori in Via San Mauro e quella per i parcheggi e i giardinetti, che costeranno alla nostra comunità rispettivamente 100.000 e 60.000 euro: perfino oltre gli impegni originariamente assunti dal nostro Comune (non ci risulta però che nel Consiglio comunale siano state fatte obiezioni). E senza dimenticare che tra il 2007 e il 2008 il nostro Comune aveva già versato per il restauro dell’ex monastero 500.000 euro raccolti tra la cittadinanza imponendo l’innalzamento dell’addizionale Irpef dal 3 al 5 per mille.
Tutta l’operazione relativa all’ex monastero è costata finora 16 milioni di euro, di cui almeno 5,5 milioni i fondi pubblici messi a disposizione da Regione, Provincia e Comune di San Paolo d’Argon. Altri soldi serviranno e certo quello della Diocesi di Bergamo sarà alla fine un investimento decisamente ragguardevole: forse solo qualcosa in meno – tenuto conto delle compartecipazioni di Camera di Commercio e Cariplo - di quanto la stessa Diocesi ha incassato cedendo qualche settimana fa a privati l’importante Casa di Riposo da pochi anni inaugurata nella vicina Casazza.
A più di 10 anni dell’avvio di tutta l’operazione, ciò che si sa è che la Diocesi è in rotta di collisione con la scuola privata insediata nell’ex monastero e legata Compagnia delle Opere e che ha intenzione di ritornare alla destinazione originaria, quella che prevedeva il cosiddetto “Museo delle Migrazioni” nonché cospicui spazi, oltre la metà degli edifici cinquecenteschi, da dedicare alla ristorazione e all’accoglienza turistica.
Abbiamo già parlato e documentato in altra occasione questa tormentata vicenda (cfr. per esempio Alternainsieme.net 03.04.17).
Con qualche disappunto notiamo che, fra tanti milioni profusi dalla Diocesi nel nostro ex monastero, al nostro comune non viene risparmiato l’ulteriore esborso di 160.000 euro.

Di fronte ai bisogni gravi ed urgenti presenti anche
nel nostro paese, con persone e famiglie impoverite, rimaste senza lavoro e/o senza casa, anziani soli e/o non autosufficienti, disabili, i responsabili dell’Amministrazione comunale ci ricordano sempre in modo accorato che a causa dei tagli dei trasferimenti dello Stato le risorse per le politiche sociali sono sempre scarse e di molto insufficienti rispetto ai bisogni.
Con quei 160.000 euro si sarebbe potuto fare o programmare un altro tappeto di erba sintetica per il campo di calcio, altri due o tre ponticelli carini sulla Seniga, un altro campo di tennis, un pezzetto almeno del palazzetto dello sport nel prato delle scuole, tutti interventi in corso d’opera o già realizzati in tempi più o meno recenti oppure programmati dalla Giunta comunale: per la gioia dei disoccupati e precari, delle famiglie impoverite, di chi è rimasto senza casa, degli anziani soli e/o non autosufficienti, dei disabili e così via… (Alternainsieme.net, 07.08.17)


(10.08.17) ENDINE. PER RICORDARE IL PARTIGIANO “BRACH” E LA RESISTENZA

* Giovedì 10 agosto 2017, alle ore 10, presso il cimitero di Endine Gaiano

Cari amici tutti,

Il prossimo 10 agosto 2017, presso il Cimitero di Endine Gaiano alle ore 10, con i parenti, i compagni e gli amici di sempre ricorderemo Giuseppe Brighenti, partigiano Brach, nel ventunesimo anniversario della sua scomparsa. In questo appuntamento dedicheremo attraverso il ricordo anche un pensiero d’affetto per tutti coloro che recentemente sono scomparsi ma che sentiamo ancora così vicini.

* Renzo Vavassori, straordinario artefice del Museo Malga Lunga così come ora lo conosciamo.

* Don Giovanni Finazzi la cui vita terrena è stata poesia anche nei momenti più tristi

* Ing. Salvo Parigi, figura carismatica e guida per la nostra associazione: l’Anpi

* Cavalier Lorenzo Dall’Angelo esempio di altruismo e onestà per la comunità di Endine

* Tilde, un nome che non si scorda facilmente così come il suo impegno nell’Associazionismo

* Giorgio Pezzotti, partigiano della 53esima Bgt Garibaldi, che ha dedicato parte della sua vita alla ristrutturazione della Malga Lunga.

Un mazzo di fiori deposto sulla tomba di Giuseppe Brighenti simbolicamente testimonierà il nostro affetto e la nostra riconoscenza per ognuna di queste persone che hanno sostenuto con passione l’Anpi, la famiglia dell’antifascismo, i partiti, il sindacato, le ricorrenze istituzionali, la storia, così proprio come si è impegnato Brach in tutta la sua vita. Grazie a Voi Tutti. (Endine, 06.08.17, Andrea Brighenti, Presidente Anpi di Endine Gaiano)

Su Giuseppe Brighenti (1924-1996): qui


BORGO DI TERZO. SPORTELLO SOCIALE CASA.

* Per consulenza e assistenza sui temi del diritto alla casa, lotta agli sfratti, tutela legale (consulenza gratuita), assistenza fiscale…

* Per non essere soli di fronte alla crisi e per lottare contro la dissoluzione dello “stato sociale”

BORGO DI TERZO, presso la sede del Circolo di Rifondazione Comunista della Valcavallina, Via Rivolta 1 (scalinata di fronte alla farmacia)

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TUTTI I MARTEDI’ dalle ore 18.30 alle ore 20.00

(Attenzione: CHIUSO  8, 15 e 22 AGOSTO)

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Per info: tel. 3312190899 (marco), tel. 3389759975 (maurizio) mail: alternainsieme@yahoo.it

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A cura Unione Inquilini Bergamo in collaborazione con Circolo di Rifondazione Comunista della Valcavallina.

* (03.08.17) Pradalunga. Presidio antisfratto: cfr. QUI

* (04.08.17) Boltiere. Presidio antisfratto: cfr. QUI

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(04.08.17) BOLTIERE. PRESIDIO ANTISFRATTO PER SALVARE UNA NUOVA FAMIGLIA CHE RISCHIA DI ESSERE BUTTATA IN STRADA SENZA PIETA’

* Venerdi 4 agosto dalle ore 9.00, presidio antisfratto a Boltiere in piazza IV Novembre

(04.08.17) BOLTIERE. L’esecuzione dello sfratto della famiglia Singh è stata posticipata di 30 gg. Pertanto è sospesa la mobilitazione antisfratto indetta per oggi.

Non si fermano neanche nel mese di agosto le esecuzioni degli sfratti e gli attivisti antisfratto dell’Unione Inquilini sono continuamente impegnati nel confronto con le amministrazioni Comunali per trovare soluzioni abitative per le numerose famiglie sotto sfratto perché colpite dalla crisi e cadute in povertà .
È il caso di Singh e della sua famiglia, costituita dalla moglie e due figli minorenni. L’inquilino che abita in un appartamento in affitto a Boltiere è disoccupato dal 2015 e non è più riuscito a trovare lavoro adeguato.
I pochi soldi guadagnati in lavori precari e sottopagati sono serviti per dare da mangiare ai suoi figli e Singh non è più riuscito a pagare l’affitto.
La proprietà, che detiene moltissimi appartamenti e negozi che affitta o vende, ha proceduto all’avvio dello sfratto per morosità.
Gli attivisti del Unione Inquilini sono riusciti, attraverso la trattativa con l’Amministrazione comunale di Boltiere, ad ottenere un aiuto economico che è stato interamente versato al proprietario per ottenere in passato un breve rinvio. Erogato il misero contributo, il Comune non intende più intervenire per soccorrere la famiglia. Pertanto ora siamo allo sgombero che rischia di lasciare la famiglia in mezzo alla strada.
Gli attivisti antisfratto organizzeranno un presidio di solidarietà nel giorno dello sgombero, venerdi 4 agosto, a Boltiere in piazza IV Novembre.
“Altro che uscita della crisi!” - secondo Davide Canto e Fabio Cochis dell’Unione Inquilini: “Il disagio e povertà, come hanno confermato nei giorni scorsi i dati Istat, aumentano e colpiscono i ceti più deboli, mentre di fronte al problema della casa le Amministrazioni comunali annaspano ancora. Chiediamo l’intervento della Prefettura per fermare gli sgomberi.” (01.08.17, Unione Inquilini Bergamo, per info tel. 3397728683 – Fabio Cochis)

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(03.08.17) PRADALUNGA. PRESIDIO ANTI-SFRATTO IN SOLIDARIETA’ A MAURIZIO, COLPEVOLE DI ESSERE INVALIDO E POVERO

* Giovedì 3 agosto, PRESIDIO a  Pradalunga dalle ore 9.00 in Via Don Milani n. 52

Maurizio abita da solo in un appartamento in affitto a Pradalunga. È invalido con riduzione delle sue capacità fisiche al 70% e da tempo non trova lavoro. Questo ha obbligato Maurizio ad una vita di solitudine e povertà. La sua situazione non è un caso isolato in questa fase di crisi economica, anche in bergamasca.

Infatti nel 2015 le famiglie in condizione di povertà assoluta sono state in Italia pari a 1 milione e 582 mila e gli individui a 4 milioni e 598 mila, il numero più alto dal 2005 a oggi. La stima arriva dall’Istat ed è contenuta nel Rapporto annuale sulla povertà in Italia.

La povertà assoluta cresce anche nel Nord Italia. Le persone in povertà assoluta a livello nazionale erano il 7,6% della popolazione residente nel 2015 (6,8% nel 2014 e 7,3% nel 2013). Anche la povertà relativa risulta aumentata: 8 milioni 307 mila, pari al 13,7% delle persone residenti (12,9% nel 2014).

Come succede sempre più spesso, a seguito della impossibilità di pagare le spese del vivere quotidiano, è stata avviata contro di lui la pratica legale di sfratto per morosità sull’affitto di casa.

Giovedi 3 Agosto l’Ufficiale giudiziario, accompagnato dalla polizia, busserà alla porta di Maurizio Cattaneo con l’intento di sgomberare l’alloggio.

Gli attivisti di Unione Inquilini, nei mesi precedenti, hanno incontrato più volte l’Amministrazione Comunale di Pradalunga, con l’intento di trovare una soluzione alla condizione di precarietà abitativa e sociale dell’uomo. Una novità inaspettata è stata la scoperto per Maurizio di essere tra i primi in graduatoria per l’assegnazione di una casa popolare.

Però, come succede sempre più spesso, l’alloggio che il Comune dovrebbe assegnare è inagibile e dovrebbe essere ristrutturato ma i lavori non sono ancora iniziati.

Purtroppo questa situazione sembra non fermare l’Ufficilale giudiziario che, con la solita perseveranza, sembra intenzionato a buttare Maurizio sulla strada. Infatti il Comune non offre alcuna assistenza all’inquilino, essendo che la legge non obbliga le istituzioni a dare soccorso agli uomini adulti.

Gli attivisti anti-sfratto non se la sentono di lasciare Maurizio da solo e pertanto, giovedi 3 agosto, saranno in presidio davanti alla casa di Pradalunga in Via Don Milani n. 52

Chiediamo al Comune e al Prefetto che lo sfratto non venga eseguito. Deve essere garantito un passaggio non traumatico all’alloggio popolare che Maurizio ha ottenuto di diritto”. Davide Canto e Fabio Cochis dell’Unione Inquilini di Bergamo sono decisi: “Disobbediremo al tentativo di sgombero perché non si affronta la povertà con gli sfratti”. (Unione Inquilini Bergamo, tel. 3397728683)

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(24.07.17) BERGAMO. IN TANTI AL PRESIDIO CONTRO IL NUOVO REGOLAMENTO PER LE CASE POPOLARI CHE PENALIZZA I POVERI

Unione Inquilini solidarizza con il Comitato degli abitanti di Via Pignolo mobilitati contro la svendita del “Principe di Napoli”

Oltre 150 inquilini sono intervenuti nel pomeriggio di oggi al presidio-manifestazione indetto dell’Unione Inquilini davanti al Comune di Bergamo in contemporanea con la seduta del Consiglio comunale cittadino.
Questo per sollecitare l’Amministrazione comunale ad intervenire contro il regolamento per gli accessi alle case popolari, attuativo della legge 16/2016, adottato dalla Giunta regionale lo scorso 21 giugno.
“Se passa questo regolamento – a ricordato al microfono Fabio Cochis, segretario dell’Unione Inquilini di Bergamo – i Comuni non avranno più strumenti per intervenire sull’emergenze abitative più drammatiche . Infatti verrà eliminata la possibilità di assegnare alloggi in deroga alle persone che rimangono senza casa per sfratto ad altro. Per questo chiediamo che anche il Comune di Bergamo si attivi contro la Giunta regionale”.
Come abbiamo denunciato, l’intenzione della Giunta regionale è quella di cambiare drasticamente le procedure vigenti per l’accesso agli alloggi con un sistema di graduatorie plurime e temporanee che limitano drasticamente la casa popolare proprio alle categorie sociali più povere. Non saranno più la condizione abitativa o lo sfratto a dare maggiore punteggio bensì gli anni di residenza in Lombardia
che si sommano agli anni di residenza nel comune! Invece degli investimenti nell’edilizia pubblica per affrontare correttamente dopo anni di latitanza i drammi dell’emergenza abitativa, anche in Lombardia come in altre regioni ci troviamo di fronte ad iniziative legislative e regolamenti che l’emergenza andranno semplicemente ad aggravarla.
Ma anche la Giunta Comunale di Bergamo purtroppo lascia molto a desiderare in tema di politiche abitative sociali. Proprio in questi giorni ha infatti deliberato di alienare a privati lo storico edificio già sede dell’Asilo “Principe di Napoli” di Via Pignolo, comprensivo di almeno una decina di alloggi pubblici da tempo abbandonati.
“Questa scelta della Amministrazione comunale – hanno ricordato Ornella Giudici del comitato del quartiere, che si è mobilitato per fermare la svendita, e Francesco Macario, segretario provinciale del Prc – è illegittima perché contravviene ad un preciso lascito che sancisce il carattere pubblico e sociale del Principe di Napoli. Ed è veramente scandaloso che, mentre in questa città ci sono tante persone e famiglie costrette a dormire in stazione, il Comune decida di alienare alloggi pubblici”.
Nella mattinata di martedì 25 luglio l’Unione Inquilini di Bergamo incontrerà l’assessore alla casa del Comune di Bergamo a cui saranno illustrate proposte e richieste degli inquilini, delle persone senza casa o in nella graduatoria nell’attesa di un alloggio popolare.
Un grazie di cuore a tutti coloro che oggi hanno partecipato alla mobilitazione. Ci rivedremo dopo le ferie per continuare e rafforzare la lotta per il diritto alla casa. (24.07.17, Unione Inquilini Bergamo)

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(24.07.17) UNIONE INQUILINI BERGAMO. SFRATTI: AGOSTO ROVENTE IN BERGAMASCA

Boom di sfratti nel mese delle ferie.
Non si fermano neanche nel mese di agosto le esecuzioni degli sfratti e gli attivisti antisfratto dell’Unione Inquilini sono continuamente impegnati nel confronto con le amministrazioni Comunali per trovare soluzioni abitative per le numerose famiglie sotto sfratto perché colpite dalla crisi e cadute in povertà .
Altro che “uscita della crisi”! Il disagio e povertà, come hanno confermato nei giorni scorsi i dati Istat sulla povertà assoluta, aumentano e colpiscono i ceti più deboli, mentre di fronte al problema della casa le Amministrazioni comunali annaspano ancora.
Nelle prossime settimane saremo impegnati in più realtà della provincia. Saremo, in particolare, nella Bassa Bergamaca, dove si registrano sfratti nella zona di Verdello, Boltiere, Bonate Sotto e in Val Seriana.
Ci preme qui segnalare due vicende particolarmente urgenti.
A Nembro nei prossimi giorni Ufficiale Giudiziario busserà alla porta della famiglia di Samia, di suo marito e del loro bambino di 10 mesi per buttarli per strada. Ci siamo attivati nel confronto con i Servizi sociali, ma, malgrado diversi incontro, non si intravede ancora una soluzione abitativa alternativa. Non ci resta quindi che chiedere un incontro urgente con il sindaco del paese.
A Pradalunga anche Maurizio (62 anni) è sotto sfratto; è disoccupato e non riesce a trovare un lavoro. Nelle prossime settimane l’ufficiale giudiziario busserà alla sua porta per la seconda volta col mandato di sgomberare l’alloggio in cui vive. Malgrado il confronto con l’Amministrazione comunale ricercato costantemente dal nostro sindacato, non si intravvede ancora una soluzone abitativa dignitosa.
Facciamo richiesta, pertanto, al Prefetto di sollecitare le autorità preposte ad operare affinché a tutte le famiglie sotto sfratto sia assicurato il passaggio “da casa a casa”, nel modo meno traumatico possibile. Da parte nostra non tollereremo che famiglie e persone sfrattate vengano lasciate sole, neppure nel mese delle ferie! (24.07.17 - Davide Canto per Unione Inquilini Bergamo - tel. 3345086230)

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(24.07.17) BERGAMO. PRESIDIO-MANIFESTAZIONE CONTRO IL NUOVO REGOLAMENTO REGIONALE PER L’ACCESSO ALLE CASE POPOLARI

Regione Lombardia: neanche un euro per le case popolari, ma una Legge per privatizzare e per aumentare gli affitti e un Regolamento che penalizza i più poveri

* Lunedì 24 luglio ore 17.30 - 19.15, PRESIDIO-MANIFESTAZIONE a BERGAMO - davanti al Comune (Palazzo Frizzoni in Piazza Matteotti)

VOLANTINO

Il nuovo Regolamento Regionale per l’accesso alle case popolari discrimina le famiglie povere. I Comuni non avranno più strumenti per affrontare l’emergenza abitativa e gli sfratti

La Legge Regionale 16/2016. Non più case popolari ma “servizi abitativi” per chi può pagare, i poveri stanno fuori (in strada). La Giunta della Regione Lombardia, l’anno scorso, ha fatto approvare la legge n°16/2016. E’ stato stravolto il sistema delle case popolari facendolo diventare – con l’introduzione del principio della sostenibilità economica - un servizio per chi può pagare,.
Le case popolari dovrebbero aiutare i poveri. Invece è previsto il limite del 20% per l’accesso delle famiglie con reddito basso. Pertanto la legge limita seccamente l’accesso alle case popolari proprio a chi ne ha più bisogno!

LA GIUNTA REGIONALE APPROVA UN PESSIMO REGOLAMENTO
Legge 16/2016 ha previsto la successiva emanazione di alcuni Regolamenti applicativi. Tra questi quello per gli accessi alle case popolari. Da una brutta legge regionale non poteva derivare che un pessimo regolamento.

1. Non tutti possono fare la domanda
Per potere presentare la domanda è necessario essere in una delle seguenti categorie: anziani (max 30%); famiglie monoparentali (max 20%); disabili (max 15%); famiglie di nuova formazione (max 20%); forze di polizia (max 10%); altre categorie di rilevanza sociale (max 5%) solo se deciso dai Comuni.
Gli altri sono esclusi. Per esempio: una famiglia di 2 adulti con uno o più minori, indipendentemente dalla situazione alloggiativa in cui si trova (ad es. sfratto, sovraffollamento, ec..), non appartenendo ad alcuna delle categorie previste non potrà neppure fare domanda.

2. Tante (finte) graduatorie, nessuna giustizia
La nuova legge prevede una graduatoria per ogni singolo alloggio. Ogni cittadino potrà presentare la domanda per cinque alloggi disponibili e la sua domanda varrà solo per l’alloggio nella cui graduatoria si trova nella posizione migliore. Le singole graduatorie non saranno organizzate in base al criterio dell’effettivo bisogno, ma sarà decisiva la categoria in cui si è inseriti. Inoltre le graduatorie cesseranno di esistere una volta finita la procedura di assegnazione, mettendo fine alla graduatoria generale.
Esempio: nel caso sia già stata raggiunta la percentuale massima degli alloggi destinati ai disabili, una famiglia con un componente disabile sarà superata nell’assegnazione da chi appartiene ad altre categorie anche se con punteggio più basso. C’è inoltre una riserva del 10% delle assegnazioni per le forze di polizia, ma non ci sono limiti ai requisiti di accesso, come succede per le altre categorie, per cui se uno appartiene alle forze di polizia accede alla casa anche con un reddito elevato.

3. Esclusione dei più poveri dalla casa popolare
La nuova norma regionale introduce un limite del 20% di assegnazioni per le famiglie indigenti (più povere) che, in ogni caso, dovranno obbligatoriamente essere seguite dai Servizi Sociali comunali. I Servizi Sociali avranno il potere di permettere o impedire di fare domanda per la casa popolare.
Non viene considerato che la motivazione per cui una famiglia fa domanda di casa popolare è la povertà economica, cioè l’impossibilità di sostenere i prezzi dell’affitto sul mercato privato.

4. Niente assegnazioni in emergenza, nemmeno agli sfrattati
Il nuovo Regolamento cancella l’assegnazione di alloggio per “l’emergenza abitativa”. Questo è l’unico strumento per aiutare le familiari più in difficoltà (anziani, minori, invalidi…) per le quali si presenta un evento straordinario (sfratto o altro), attraverso l’assegnazione di un alloggio popolare in deroga alla graduatoria.
In pratica: non sarà più possibile presentare una domanda di emergenza abitativa. Inoltre il punteggio riferito allo sfratto viene fortemente limitato.
Il risultato sarà che i Comuni resteranno privi di strumenti per affrontare qualsiasi tipo di emergenza, sfratti compresi. La gente finirà in strada senza possibilità di intervento.

5. La durata della residenza vale di più della povertà o di uno sfratto
Nel nuovo Regolamento i punteggi della durata della residenza in Lombardia e nel comune hanno un peso importantissimo, poiché tra loro cumulabili, e possono arrivare a pesare per più del 50% all’interno del punteggio complessivo.
Viene introdotto un’ulteriore esclusione nei confronti di chi risiede da meno tempo sul territorio, indipendentemente dalla condizione di emergenza abitativa della famiglia (sfratto, sovraffollamento, ecc..).
In verità chi governa è incapace di dare una risposta abitativa alle tante famiglie in difficoltà economica. Quindi la Giunta regionale decide di mettere in concorrenza i poveri sulla base della residenza sul territorio.

6. Manca ancora la Piattaforma informatica a causa di inefficienza
Tutto il nuovo sistema di accesso verrà gestito da una Piattaforma informatica che attualmente non è ancora stata resa disponibile dai burocrati della Regione Lombardia. Senza la Piattaforma non esiste alcun Regolamento.

7. La titolarità esclusiva del provvedimento di assegnazione sottratta al Comune
Il Regolamento affida il provvedimento di assegnazione al soggetto proprietario dell’alloggio, sottraendolo al Comune. Gli altri soggetti titolati possono essere le ALER ma anche società private.

8. Assegnazione di alloggi sotto la soglia minima di vivibilità
Per i nuclei familiari composti da una sola persona è prevista l’assegnazione di un alloggio con superficie inferiore a 28 mq. Questo crea un rischio igienico-sanitario ma anche di mancanza di rispetto della dignità delle persone.

LE INIZIATIVE SINDACALI PER CAMBIARE IL REGOLAMENTO
I Sindacati degli Inquilini hanno trattato con l’Assessore alla casa della Regione Lombardia ottenendo anche alcune modifiche migliorative del Regolamento che, però, sono insufficienti.
Unione Inquilini inizia una mobilitazione per sollecitare un intervento dei Comuni che chieda alla Regione Lombardia una modifica profonda sia del Regolamento per gli accessi, sia della Legge 16/2016.

* Unione Inquilini - 24125 Bergamo, Via Borgo Palazzo 84/g - tel. 035236912 - 3397728683

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STOP-CETA! LA MOBILITAZIONE A CUI ADERIRE E IL MANUALE DA DIFFONDERE

Martedì 25 luglio il Senato italiano ha intenzione di ratificare il CETA. Senza consultare adeguatamente la società civile, le organizzazioni agricole, i sindacati, il mondo ambientalista e i consumatori, gran parte del Pd, insieme a Forza Italia, i Centristi di Pier Ferdinando Casini (CpE), Alternativa Popolare (AP) di Angelino Alfano e schegge del Gruppo Misto, intendono dare il via libera all’accordo tossico UE-Canada.

Forti del sostegno di centinaia di migliaia di cittadini contrari a questo trattato e preoccupati per i loro diritti e la loro salute, le organizzazioni della Campagna Stop TTIP Italia ritengono questa accelerazione intollerabile e ingiusta. Contro il CETA si sono espresse anche numerose Regioni, votando delibere contrarie e chiedendo al Senato di fermare il processo. Lazio, Lombardia, Liguria, Veneto, Puglia, Calabria, Marche e Valle d’Aosta, oltre a centinaia di Comuni, hanno intimato al Parlamento di aprire una consultazione ampia sugli effetti del trattato. Questo movimento trasversale, che sui territori coinvolge anche partiti della maggioranza, non può essere ignorato.

Aderisci anche tu alla mobilitazione per bloccare la ratifica: https://stop-ttip-italia.net/stop-ceta-25-luglio-222/

Scarica e diffondi a tutti i tuoi contatti l’ultima pubblicazione Stop TTIP Italia sulla disinformazione CETA: https://stopttipitalia.files.w ordpress.com/2017/07/debunking -_ceta_luglio2017.pdf

Rete Bergamasca per l’alternativa al G7 - info: QUI


(25.07.17) BERGAMO. LA NOSTRA RETE PER L’ALTERNATIVA AL G7 E’ SEMPRE PIU’ GRANDE. E CI INCONTRIAMO MARTEDI’ 25 LUGLIO CON FRANCISCO DAL CHIAVON

Ciao a tutt*

La presente solo per confermare che il coordinamento si riunirà martedì 25 presso la comunità di famiglie “cortile di S.Giorgio”, in Via Quarenghi 41 a Bergamo. Parcheggiare in Malpensata.

Per chi può siamo invitati a condividere la cena portando ognuno quel che vuole, dolce o salato, cibo o bevande. Ritrovo ore 19.00. L’assemblea inizierà intorno alle 20.45.

Francisco dal Chiavon dei Sem Terra torna come promesso a ragionare insieme a noi rispetto alle prospettive della Rete e a darci quella dimensione di alternativa globale e concreta che ha dato tanto respiro all’assemblea di Seriate il mese scorso.

Sarà utile ragionare insieme a lui e tra tutti noi su come costruire il forum del 14-15 ottobre e sul dopo.

Credo che se non riusciremo a chiudere su questioni organizzative, potremo lasciarci comunque con delle indicazioni di lavoro per il mese di agosto, logistica, manifestazione, comunicazione, relatori, tematiche, rapporti con le realtà regionali e nazionali.

Confermo che il teatro è disponibile e anche i “piccoli idilli” con il loro spettacolo e, per finire, anche l’Edonè si rende disponibile per la due giorni prevista, condividendo il progetto della Rete e quindi supportandoci a livello logistico.

A presto - Bergamo, 18 luglio - Roberta


* DI SEGUITO TUTTE LE ADESIONI GIUNTE FINORA ALLA NOSTRA RETE BERGAMASCA PER L’ALTERNATIVA AL G7. CONTROLLATE SE MANCA QUALCUNO!

Acli Terra Lombardia - Alternainsieme San Paolo d’Argon - Associazione Rurale Italiana (Ari) - Asia Bergamo - Associazione Animante Bergamo - Associazione Gli Armadilli - Barrio Campagnola - Brigate Solidarietà Attiva Bergamo - Cittadinanza sostenibile Bergamo - Comitato “I Bastioni di Orione” Possibile Bergamo - Collettivo politico di Alzano Lombardo - Comitato di lotta per la casa Bergamo - Comitato Seriate per Tutti - Comitato Stop Ttip Milano - Cooperativa sociale Amandla - Cooperativa Il Sole e la Terra - C.s.a. Pacì Paciana - Desr Distretto Rurale Di Economia Solidale (Parco agricolo sud Milano) - Gap Gruppo di Acquisto Popolare Bergamo - Gas di Baggio(mi) - Intergas Bassa Val Seriana (GAS Torre Ranica, Pan GAS, Quater GAS) - Laboratorio Permacultura Temperata Bergamo - Rifondazione Comunista Circoli di Seriate, Dalmine, Valcavallina e Federazione provinciale di Bergamo - R@p Rete per autorganizzazione popolare - RiMake Milano - RiMaflow Trezzano sul Naviglio (mi) - Sinistra Italiana Bergamo - Unione Inquilini Bergamo

Attac Italia - Bilanci di Giustizia rete nazionale - Deafal (ong) - Fuorimercato - Comitato Stop Ttip Italia - Il Sindacato è un’altra cosa /Cgil - Terra Nuova - Woof Italia

Info: Roberta tel. 3405841595 - Fb: Rete Bergamasca per l’alternativa al G7 - Mail: alternativag7bergamo@yahoo.com

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