(22.09.18) I COMUNI DELLA VALCAVALLINA HANNO UNA SPESA SOCIALE BASSISSIMA

Rifondazione Comunista chiede conto ai sindaci e alle amministrazioni comunali

E’ quanto emerge da una ricerca del sindacato Cisl di Bergamo sui bilanci dei comuni della bergamasca dell’anno 2016 (ultimi dati disponibili), presentata da L’Eco dI Bergamo del 21 settembre.
A fronte di una media pro-capite di spesa sociale a livello provinciale pari a 102,7 euro (93,7 nel 2015), della Valcavallina arrivano a poco più della metà, 54,3 euro (55,9 nel 2015), di poco superiore a quella dell’ambito del Basso Sebino, 54,3 euro (55,9 nel 2015). Gli ambiti della provincia dove la spesa sociale dei comuni è più alta sono quelli di Bergamo con 175,6 euro pro-capite (163 nel 2015), Valle Seriana con 137,3 (118,6 nel 2015), Dalmine con 120,2 (114 nel 2015), Seriate 113,2 (84,9 nel 2015). Cfr. tabella: qui
Anche in termini di percentuale di risorse del bilancio dedicate ai servizi sociali i comuni della Valcavallina si collocano in coda; a fronte di una media provinciale del 16,1%, la Valcavallina arriva 10,4% superando soltanto gli ambiti della Valbrembana con il 8,4% e del Basso Sebino con il 9,6%. Ai primi posti si colloca la Valseriana (22,3%), l’ambito di Dalmine (20,8%), di Seriate (20,2%).
In generale la ricerca della Cisl denuncia come dal 2010 al 2016 la spesa sociale dei comuni in tutta la provincia sia pressoché ferma ai 114 milioni di euro, senza incrementi significativi malgrado gli effetti devastanti della crisi e i bisogni accresciuti, in relazione in particolare alla precarizzazione del lavoro e all’aumento del numero dele persone anziane bisognose di assistenza.
Come Rifondazione Comunista della Valcavallina non possiamo che denunciare come sconcertante la situazione della nostra zona, i cui comuni – per la maggior parte a guida Pd o collegate al Pd - si mostrano – almeno secondo i dati della Cisl – fra quelli più disattenti e disimpegnati in termini di risorse ivestite per il welfare e i bisogni primari di famiglie, anziani, lavoratori, persone colpite dalla crisi etc.
Chiediamo pertanto che i sindaci e le amministrazioni comunali di tutto l’ambito della Valcavallina diano spiegazioni alla cittadinanza e soprattutto invertano con decisione la rotta. (22.09.18, Per il Circolo di Rifondazine Comunista - Valcavallina: Maurizio G. Mazzucchetti)


(17.09.18) CARAVAGGIO. LO SFRATTO DI MARIA P. E’ RIMANDATO MA LA SITUAZIONE RESTA DISPERATA

Il presidio organizzato dagli attivisti di Unione Inquilini, in solidarietà a Maria P., ha ottenuto il rinvio dello sfratto che doveva essere eseguito questa mattina con l’impiego della forza pubblica.

Purtroppo, come sempre più spesso avviene, l’ufficiale giudiziario non ha comunicato la data del prossimo accesso, lasciando la giovane donna nell’incertezza e nell’ansia che lo sgombero possa avvenire senza preavviso.

L’Amministrazione comunale di Treviglio, i cui servizi sociali hanno in carico la giovane donna, non si dimostrano disponibili a intervenire per garantire un sostegno, nemmeno temporaneo.

Gli attivisti di Unione Inquilini sono impegnati a monitorare la situazione e ad intervenire in nome dei principi di solidarietà a cui gli enti preposti si negano. (17.09.18, Unione Inquilini Bergamo/Treviglio)

Cfr. anche “Giornale di Treviglio” 17.09.18: qui

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(17.09.18) CARAVAGGIO. PRESIDIO ANTISFRATTO PER SALVARE MARIA P., DONNA SOLA E DISOCCUPATA

* Presidio antisfratto, lunedi 17 settembre, ore 8.30, Via Amilcare Bietti n° 34, Caravaggio (info c/o cell. 3397728683 - Fabio)

Maria P. è disoccupata e abita sola in un appartamento monolocale affittato a 340 euro al mese. La casa appartiene a una delle poche famiglie che, nella bassa bergamasca, detengono decine e decine di immobili a uso abitativo, spesso in pessimo stato manutentivo, che affittano a prezzi insostenibili.
La giovane ragazza vive in una precaria condizione economica e ha subito in passato già altri sfratti per morosità incolpevole. La crisi economica è stata devastante per Maria P., sopravvive grazie a piccoli lavori saltuari, spesso pagati a “nero”, e al sostegno di amici.
Nonostante abiti a Caravaggio, ha mantenuto la residenza a Treviglio, in quanto i Servizi sociali che la seguono le avevano promesso un qualche tipo di aiuto.
Purtroppo nel momento del bisogno, l’Amministrazione comunale le ha negato qualsiasi tipo di sostegno, neppure sarà collocata nella comunità di accoglienza per donne sole che a suo tempo le era stata prospettata dai Servizi sociali di Treviglio.
Quello di Maria P. è l’ennesimo caso di sfratto che rischia, se sarà eseguito, di ingrossare il numero dei senza fissa dimora che vivono nel territorio di Treviglio.
Gli attivisti di Unione Inquilini non se la sentono di abbandonare al suo destino questa giovane ragazza e saranno presenti con un presidio anti-sfratto per esprimere una solidarietà attiva che gli Enti locali non sono più in grado di garantire. (16.09.18, Unione Inquilini Bergamo/Treviglio)

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(14.09.18) UNIONE INQUILINI. SPORTELLI CONSULENZA A BERGAMO E PROVINCIA

Dopo la pausa delle ferie già da diversi giorni sono ripresi regolarmente le attività e i servizi dei nostri sportelli.

BergamoVia Borgo Palazzo 84/G: Lunedì ore 10.00 - 12.00; Mercoledì ore 17 - 19; Venerdì ore 10.00 – 12.00. Tel. 339.7728683 (Fabio)

Treviglio - Via Zenale 1 (dal cortile, scala a destra, primo piano): Mercoledì ore 17.30 -19.30; Giovedì ore 10.00-12.00. Tel. 3397728683 (Fabio), 3484488891 (Vallì)

Castelli Calepio - Via Roma 21 (Tagliuno) - Sede Circolo Rifondazione Comunista -: Lunedì ore 19.00 - 20.30. Tel. 3338737525 (Claudio)

VerdellinoVia G. Verdi n° 9, (vicino sede Polizia Locale): Sabato, ore 10 -12 - Tel. 3397728683 (Fabio); 346.9724888 (Roberto)

Borgo di Terzo - Via Rivolta 1, scalinata di fronte alla farmacia, Sede Circolo Rifondazione Comunista - su appuntamento: Tel. 3389759975 (Maurizio)

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CENTRO DI ASSISTENZA FISCALE (C.A.F.):Per gli inquilini delle case popolari ALER e comunali il sindacato “Unione Inquilini” assiste nella compilazione e inoltro:

* Isee: per prestazioni sociali e agevolazioni nei servizi di pubblica utilità
* Bonus Gas – Energia: contributo alle famiglie per la spesa di gas e energia elettrica
* 730 e Unico: dichiarazione redditi
* Red, Inv: autocertificazione per prestazioni assistenziali per invalidi e pensionati

BERGAMO - Via Borgo Palazzo 84/G: Lunedì ore 10 – 12; ore 15.30 - 17.30; Mercoledì ore 17 – 19; Venerdì ore 10 – 12. Per info: 346.9724888 (Roberto)


(10.08.18) ENDINE GAIANO. PER RICORDARE IL PARTIGIANO BRACH (GIUSEPPE BRIGHENTI), LA RESISTENZA E GLI EMIGRANTI

* Appuntamento a Endine, presso il Monumento all’emigrante (vicino al cimitero), venerdì 10 agosto alle ore 10.00.


Il 10 agosto 2018 ricorre il ventiduesimo anniversario della scomparsa di Giuseppe Brighenti, partigiano “Brach”. Come in ogni anniversario lo ricorderemo con i parenti, i compagni e gli amici di sempre con una semplice ma significativa cerimonia presso il cimitero di Endine Gaiano, venerdì 10 agosto 2018 alle ore 10. Il ritrovo è previsto nell’area antistante al Monumento all’Emigrante, proprio di fianco alla chiesa di San Remigio. Depositeremo un mazzo di fiori al Monumento all’Emigrante eretto nel 1992 proprio su desiderio ed interessamento di “Brach” per ricordare le numerose persone che anche da Endine sono emigrate tempo addietro per sfuggire alla quotidianità di stenti e miseria, cercando all’estero condizioni di vita migliore da poter offrire ai loro familiari. L’opera si è potuta realizzare anche grazie alla generosità di molte persone e famiglie, compreso lo scultore Alberto Meli, autore della scultura, la disponibilità del Comune di Endine Gaiano di destinare il luogo scelto e predisporlo per la collocazione del monumento, la cava Cantamessa per la donazione della pietra di cui è costituito. La targa posta sul monumento ha incise le seguenti e significative parole:
A RICORDO DI COLORO / CHE EMIGRARONO / ALLA RICERCA DI UN LAVORO / VANTO E ONORE PER L’ITALIA / 7 NOVEMBRE 1992 GLI ENDINESI
In corteo poi, con le bandiere delle sezioni Anpi e delle Associazioni presenti, raggiungeremo le tombe di Pasquale Lampugnani e di “Brach” per lasciare un mazzo di fiori in loro ricordo. Chi non è più fisicamente tra noi rivive comunque con il pensiero che si esprime attraverso l’affetto custodito nel cuore di ognuno. (Anpi Endine Gaiano, il President Andrea Brighenti, segreteria: Via Partigiani, 21 24060 Endine Gaiano (Bg) tel. 035.826242)


(31.07.2018) TREVIGLIO. UNIONE INQUILINI: “IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE ABITATIVE E SOCIALI DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE”

“In questo modo si aumentano i senza-tetto”.


A Treviglio questa mattina a seguito della mobilitazione antisfratto promossa in Via Casnida 41 dagli attivisti di Unione Inquilini, dal Comitato per il diritto alla casa e dal “Kollettivo Tana Libera Tutti” non è stato eseguito lo sgombero di una famiglia con 2 figli minorenni (10 e 7 anni). Purtroppo non ci è stato comunicato la data del prossimo accesso dell’ufficiale giudiziario e pertanto temiamo che – come già avvenuto a Treviglio la scorsa settimana - lo sgombero possa essere eseguito senza preavviso, con il risultato di buttare in strada un’altra famiglia.
Secondo gli attivisti anti-sfratto l’Amministrazione comunale di Treviglio mostra di aver abbandonato ogni tipo di politica per la casa, nonostante i gravi problemi sociali presenti nel territorio.
Come è ormai prassi consolidata, i Servizi sociali del comune scelgono di abbandonare le famiglie sfrattate a sé stesse, senza neppure prevedere un ricovero in una struttura protetta per la madre e i figli minorenni.
A tale proposito Unione Inquilini ha scritto al Garante lombardo per l’infanzia e per l’adolescenza denunciando la violazione di obblighi legali a cui è tenuto il Sindaco relativamente alle convenzioni internazionali quali: • l’art. 11 del Patto Internazionale dei Diritti Economici, Sociali e Culturali (PIDESC), ratificata dall’Italia con la Legge n. 881 25 ottobre 1977; • l’art. 27 della Convenzione internazionale sui Diritti del fanciullo, ratificata dall’Italia con la Legge n. 176 del 27 maggio 1991; • gli articoli 14 e 15 della Convenzione per l’eliminazione della discriminazione nei confronti delle donne, ratificata dall’Italia con la Legge n. 132 del 14 marzo 1985. Si tratta di obblighi legali che derivano dalla ratifica, da parte dello Stato italiano, di convenzioni internazionali che impongono alle autorità locali (non solo all’autorità nazionale) azioni e politiche adeguate di protezione delle donne e dei minori.
L’Amministrazione comunale non riesce neppure a spendere i soldi, messi a disposizione da Stato e Regione per combattere l’emergenza abitativa. Pur essendo di modesta entità, tali fondi a Treviglio non vengono nemmeno utilizzati interamente. Infatti la DGR n. 5644 del 3/10/2016, attraverso fondi in gran parte provenienti dallo Stato centrale stanziava € 160.670,85; con la DGR n. 7464 del 4.12.2017 altri € 36.004,28. Su un totale di € 196.675,13 a disposizione, l’Amministrazione comunale ne ha speso, ad oggi 31/07/2018, circa € 91.343,42, cioè meno della metà (46%) in due anni. Il rischio vero è che i soldi non spesi, entro fine anno 2018, debbano essere restituiti, nonostante vi siano famiglie che non riescono neppure ad accedere al mercato della locazione.
Non si adempie neppure all’obbligo della “graduazione” dell’esecuzione degli sfratti (secondo quanto previsto dalla L. 102/2013 e attuato da diverse Prefetture e Comuni in altre parti d’Italia) per evitare gli sgomberi volenti e garantire il passaggio da casa a casa.
L’esecuzione degli sfratti viene talora predisposta senza preavviso, con il risultato di “buttare in strada” famiglie intere, con minorenni e invalidi, con l’esito di avere così altre persone senza-tetto oltre a quelle che già dormono in giacigli di fortuna.
Segnaliamo il caso della famiglia sgomberata da Via dei Malgari due settimane addietro, di cui si sono perse le tracce, ma che sappiamo ancora presente sul territorio.
Oltre ad abbandonare a sé stesse le famiglie sfrattate, l’Amministrazione di Treviglio sta marciando verso la progressiva dismissione del patrimonio pubblico, dal momento che molti alloggi delle case popolari restano ancora oggi non assegnati perché inagibili a causa della mancata manutenzione straordinaria. L’ultimo bando comunale per l’assegnazione di alloggi pubblici a canone sociale risale ad 1 anno e mezzo addietro e ha assegnato circa 26 alloggi, a fronte un numero di famiglie con il diritto alla assegnazione di poco inferiore alle trecento unità. (Unione Inquilini Bergamo-Treviglio, 31.07.18)

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(31.07.18) TREVIGLIO. MANIFESTAZIONE ANTISFRATTO

* Appuntamento alle ore 8.30 di martedi 31 luglio, dalle ore 8.30, Via Casnida n° 41-Treviglio. Nel corso della manifestazione: conferenza stampa con presentazione dei dati sul fallimento delle politiche abitative dell’Amministrazione comunale di Treviglio. Info c/o Unione Inquilini Treviglio/Bergamo - tel. 3387728683 (fabio)

A Treviglio martedi 31 luglio ufficiale giudiziario e forze dell’ordine interverranno per “buttare in strada” una famiglia con 2 figli minorenni (10 e 7 anni). Il capofamiglia fa parte di una lunga schiera di “lavoratori poveri”: coloro che con il loro salario non riescono neppure a coprire le spese del vivere quotidiano. L’inquilino infatti lavora in una fabbrica del bergamasco con un contratto a chiamata, assunto da una cooperativa di intermediazione lavorativa.
Come è ormai prassi consolidata, i Servizi sociali del comune hanno scelto di abbandonare la famiglia a sé stessa, senza neppure prevedere un ricovero in una struttura protetta nemmeno per la madre e i figli minorenni.
Il Comune di Treviglio è fra quei comuni che mostrano di voler rinunciare ad una politica per la casa, nonostante i gravi problemi sociali presenti nel territorio.
L’Amministrazione comunale non riesce neppure a spendere i soldi, messi a disposizione da Stato e Regione, per combattere l’emergenza abitativa.
Non si adempie neppure all’obbligo della “graduazione” dell’esecuzione degli sfratti (strumento previsto dalla L. 102/2013 per evitare gli sgomberi volenti e garantire il passaggio da casa a casa e applicato da Comuni e Prefetture in tante parti d’Italia). Anche per questo sfratto esistevano tutte le condizioni perché alla famiglia fosse evitato il trauma dello sgombero, posticipandolo, rimborsando la proprietà, garantendo in tempi brevi il passaggio da casa a casa. Niente di tutto questo è stato fatto e lo sfratto potrebbe avvenire con l’esito di avere un’altra famiglia senza-tetto.
Per questi motivi martedi 31 luglio Unione Inquilini, insieme al collettivo “Tana Libera tutti”, organizza una manifestazione di protesta contro l’ennesimo sfratto eseguito con l’utilizzo della polizia. La giornata di mobilitazione avrà inizio alle ore 8.30 a Treviglio in via Casnida n° 41, di fronte alla casa della famiglia di cui è previsto lo sgombero.
Nella conferenza stampa, prevista durante la manifestazione, presenteremo i dati sul fallimento delle politiche abitative dell’Amministrazione comunale compresa la testimonianza di una famiglia rimasta senza tetto e assistenza dopo aver subito uno sfratto nei giorni scorsi. (Unione Inquilini Trevigio/Bergamo, 26.07.18)

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(30.07.18) SERIATE. APPUNTAMENTO ANTISFRATTO

* Lunedì 30 luglio, ore 9.00 a Seriate, Via Don Minzoni n° 4, PRESIDIO SOLIDALE. Per info: tel. 3914724379 (Valentina)

In vista delle ferie d’agosto in questo fino mese di luglio si moltiplicano gli sfratti. Lunedì mattina a Seriate l’ufficiale giudiziario busserà alla porta di una famiglia con due bambini piccoli e malati per sgomberarla dall’appartamento in cui  vive. Ci troviamo pertanto lunedì mattina 30 luglio, alle ore 9.30 in Via Don Minzoni 4 a Seriate davanti all’abitazione della famiglia per un presidio solidale antisfratto. (Unione Inquilini Bergamo)

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(19.07.18) BORGO DI TERZO (bg). ASSEMBLEA PUBBLICA: COSTRUIAMO “POTERE AL POPOLO” ANCHE IN VALCAVALLINA E DINTORNI

* Giovedì 19 luglio alle ore 21.00, Sala comunale di “Casa Zinetti”, Via Roma 25/27 a Borgo di Terzo

APPELLO. La necessaria opposizione allo stato delle cose presente. Costruiamo “Potere al popolo” anche in Valcavallina e dintorni

Dopo la devastazione fatta dai governi a guida Pd nei confronti delle conquiste sociali e dei diritti dei lavoratori e delle persone, il governo a guida giallo-verde sta già accantonando le promesse elettorali per aderire strettamente alle politiche di austerity programmate dalla Ue.

Sempre più reale, cioè, è la prospettiva di dover passare dalla massacro sociale in salsa liberal-europeista a quello di Lega e 5 Stelle che fa perno sul progetto di Flat Tax, per far pagaremeno tasse ai ricchi, e questo in un Paese come l’Italia dove negli ultimi trent’anni abbiamo avuto una caduta continua e inarrestabile dei redditi popolari e una parallela concentrazione di ricchezze nelle mani di una cerchia sempre più ristretta di persone.

Di fronte a cinque milioni di persone in povertà assoluta, ad una estensione del lavoro precario e sottopagato che non ha precedenti nella storia del nostro paese, di fronte ad un profondo malessere sociale dovuto non alla scarsità ma ad una distribuzione profondamente distorta delle ricchezze, la scelta del governo in carica – con le orrende iniziative xenofobe e assassine di questi giorni – è stata quella di indicare nei migranti il “capro espiatorio” in funzione della guerra far i poveri, come hanno sempre fatto i fascisti di tutti i tempi.

La difesa dei diritti e delle aspirazioni dei lavoratori, dei giovani, dei ceti sociali che più hanno pagato e stanno pagando l’austerity non può essere affidata né ai partiti di questo governo né alle forze politiche che per decenni sono state artefici del massacro sociale.

Ma riconquistare quello che ci è stato tolto, impedire ulteriori rapine può essere possibile solo nel quadro di un reale protagonismo e disponibilità alla lotta da parte di tutti coloro, giovani e meno giovani, uomini e donne, lavoratori e lavoratrici, disoccupati, precari.

Si tratta non solo di far sentire la nostra voce, ma anche di dotarci di strumenti di solidarietà e mutualismo, capaci di dare risposte concrete, ora e senza deleghe, ai bisogni delle persone e di contrastare il neo-liberismo pervasivo che ci rende sempre più poveri e più isolati.

E’ con tali intendimenti che “Potere al popolo” nei mesi scorsi ha mosso i suoi primi passi e si appresta, con una presenza diffusa in tutta Italia, a dare corpo, in modo partecipato, organizzato ad un progetto di resistenza, di opposizione e di riscossa, popolare, sociale, antifascista, per difenderci e reagire dalle vecchie e nuove spoliazioni di diritti, reddito, dignità, democrazia e perfino di umanità.

Anche nella nostra zona è ormai ora di costruire “Potere al popolo”. Il primo passo è quello di incontrarci, conoscerci, organizzarci, progettare: per non essere più passivi, impotenti, rassegnati.

L’appuntamento è giovedì 19 luglio, alle ore 21.00, presso la Sala Comunale “Casa Zinetti”, a Borgo di Terzo, Via Roma n°25-27

Potere al Popolo Valcavallina e dintorni - bg tel. 3387268790 (luca)

papvalcavallina@libero.it


(07.07.18) COVO (bg). INCONTRO PUBBLICO. “LA TASSA SULL’ “IDONEITA’ ALLOGGIATIVA” PER GLI IMMIGRATI A COVO NON E’ GIUSTA E DEVE ESSERE CAMBIATA!”

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* Sabato 7 luglio, alle ore 15.30, presso Centro sociale “Ex Biolcheria”, Via Pradone - COVO

Tra il 2014 e il 2015 alcune amministrazioni comunali della provincia di Bergamo avevano deliberato di aumentare in modo esorbitante i diritti di segreteria per il cosiddetto “certificato di idoneità alloggiativa”, un documento che solo i cittadini extra Ue devono presentare in molte occasioni, come ad esempio all’atto del rilascio del primo permesso di soggiorno per lavoro, nei casi di ricongiungimento familiare oppure quando si chiede la carta di soggiorno anche per i familiari conviventi.
Così, in seguito ai ricorsi di cittadini stranieri, il Tribunale di Bergamo aveva più volte dichiarato questi provvedimenti illegittimi, ravvisandovi una ingiusta “’distinzione’ basata sull’’origine nazionale’ che ha come effetto quello di compromettere il riconoscimento, il godimento o l’esercizio, in condizioni di parità, dei diritti umani e delle libertà fondamentali” e ingiungendo quindi ai comuni che li avevano promossi di ritirarli e restituire le somme indebitamente riscosse.
Anche a Covo dal 2015 il costo del certificato di idoneità alloggiativa è stato portato da 50 euro (questo in media l’ammontare dei diritti di segreteria vigenti nei comuni) a ben 210 euro (+420%!) per ciascuna domanda, a cui bisogna aggiungere altre centinaia di euro per le attestazioni dell’idraulico o dell’elettricista, che – secondo il regolamento vigente a Covo – scadono ogni tre mesi.
Si tratta di oneri gravosi che incidono in modo significativo sul reddito delle famiglie, considerando che in diverse casi la certificazione di idoneità alloggiativa deve essere presentata anche più di una volta all’anno, e che pertanto ostacolano l’esercizio di diritti fondamentali.
Per questo le comunità degli immigrati di Covo chiedono al Sindaco e all’Amministrazione comunale di rivedere le delibere e i regolamenti comunali in materia prevedendo tariffe e modalità analoghe a quelle degli altri comuni“.
Su questo problema, dopo l’incontro con il Sindaco a cui sono state illustrate queste richieste, sabato 7 luglio alle ore 15.30 si terrà una assemblea pubblica presso il Centro sociale “Ex Biolcheria” (Via Pradone), a cui sono invitati i cittadini, il Sindaco, gli amministratori e consiglieri comunali, le associazioni, le forze sindacali e politiche. (a cura Comunità immigrati stranieri a Covo e sindacato Unione Inquilini di Bergamo e provincia, per info c/o tel. 3397728683 - Fabio Cochis)


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