RACCOLTA FIRME CONTRO L’INCENERITORE

Avvisiamo che è iniziata la raccolta firme in tutti i paesi contro la realizzazione dell’inceneritore. A breve verranno comunicati i giorni, luoghi e date.

A SAN PAOLO D’ARGON banchetti raccolta firme in Via Giovanni xxiii (incrocio tra Banca e Conad) nelle mattinate di

* DOMENICA 18 FEBBRAIO * DOMENICA 25 FEBBRAIO

E MAIL ALLA PROVINCIA.

Parallelamente alla raccolta firme è di fondamentale importanza comunicare alla provincia entro il 2.03.2024 le proprie osservazioni sulla realizzazione dell’inceneritore: • via posta elettronica certificata protocollo@pec.provincia.bergamo.it

oppure

• via posta elettronica ordinaria : segreteria.energia@provincia.bergamo.it

Per chi volesse potete mettere in copia airapulitatomenone@gmail.com

E’ FONDAMENTALE far sapere alla provincia che rilascia le autorizzazioni cosa pensano i cittadini.

Covid in bergamasca 2020. Imprenditori e politica

Di seguito alcuni stralci di un articolo della Verità, che allego più avanti.

Si avvicinano le Europee e le comunali di Bergamo, si scoperchiano gli altarini: è la conferma di quello che abbiamo sempre denunciato sin dal primo giorno, le collusioni tra politici (e che politici!), e l’imprenditoria orobica confindustriale. Quella imprenditoria tra l’altro che probabilmente il Covid lo ha portato in Val Seriana non interrompendo i suoi rapporti con la Cina quando erano vietati tassativamente usando ogni sotterfugio possibile per non subire un danno economico.”A prescindere dagli esiti giudiziari, tuttavia, quel materiale mantiene ancora oggi una notevole rilevanza politica. Tanto per cominciare, dalla ricostruzione (forse parziale ma comunque indicativa) di quei primi spaventosi giorni nella bergamasca, emerge l’ombra di un caos totale che lascia allibiti. I politici si muovevano senza sapere dove dirigersi e come comportarsi, le comunicazioni erano difficili e confuse. Di utilizzare gli strumenti adeguati – ovvero i piani pandemici – nemmeno a parlarne: pare che tutto sia stato fatto all’impronta, basandosi sull’emotività più che sulla ragione”. (cgr. “Verità” 04.02.2024 12 3)

“Dalle carte visionate dalla Verità, effettivamente, emergono le pressioni e gli intrecci tra la classe imprenditoriale e la classe politica lombarda in quei giorni fatidici del 2020.La ricostruzione degli inquirenti comincia il 21 febbraio (cioè la settimana prima che Gori incitasse ad andare in città regalando biglietti del trasporto pubblico a chi vi si recava a fare spese – ndr), quando il sindaco di Bergamo, Gori, parla al telefono con Massimo Giupponi, direttore dell’Ats, e viene informato da quest’ultimo di un imminente confronto con il direttore della locale Confindustria, Paolo Piantoni.
Parlando con Alberto Ceresoli, direttore dell’Eco, Gori lo conferma: lui spera «che Bergamo non venga inquadrata in zona rossa, ma solamente gialla» (quindi era cosciente della situazione pandemica – ndr)
Il 25 febbraio, (martedi alla vigilia della cena della giunta di Bergamo nella pizzeria da Mimmo tesa a rassicurare i cittadini a dimostrazione che non vi era più pericolo – ndr) il primo cittadino di Nembro, Claudio Cancelli (del PD – ndr), riferisce al sindaco (di Bergamo – ndr) di essere stato contattato da Pierino Persico (grande sostenitore di Renzi – ndr), presidente dell’omonimo gruppo, famoso per aver realizzato lo scafo di Luna Rossa, «in quanto preoccupato per la chiusura dell’attività produttiva»”

Qui entra in gioco Elena Carnevali, già deputata democratica (ora candidata a sindaco di Bergamo – ndr). ll 4 marzo del 2020, infatti, troviamo traccia di una chiamata della Carnevali a Gori.
La deputata (che l’08 luglio 2021 ha demolito con Ribolla della Lega la commissione parlamentare di inchiesta sul Covid – n.d.r.) “rivela al sindaco di essere stata raggiunta sempre da Persico, «il quale la esortava di far sì che le zone industriali venissero escluse dal provvedimento di chiusura»” e via così….
Naturalmente la Verità racconta la sua verità, facendo un’inchiesta a senso unico sul centro sinistra guarda caso alla vigilia delle comunali e Europee dove molti di questi personaggi sono parte in causa. Vi sono poche allusioni al sindaco leghista di Alzano Lombardo le cui posizioni contrarie alla zona rossa sono anche sui giornali dell’epoca. Per non parlare del Ribolla in predicato per mesi di essere il candidato leghista alla poltrona di sindaco di Bergamo, pur essendo un incompetente manifesto. Evidentemente la Lega gli deve qualche cosa….
Poco anche sul ruolo e l’intreccio tra industriali e Regione (governata dal Centrodestra), ma magari nelle prossime puntate sapremo forse di più.

Un dato mi sembra significativo: a un certo punto la politica, attorno al 10 marzo 2020, siamo nell’occhio del ciclone la gente muore a cataste e le sirene delle ambulanze e le campane a morto scandiscono il passare delle ore, cambia rotta. Ma in quelle ore Persico arriva adirittura a lamentarsi con Gori del fatto che l’assessore regionale Gallera “vorrebbe chiudere l’intera Lombardia” (ma anche questa non si fece e invece venne varata la famosa zona arancione per tutta l’Italia). Gori cerca di fare cambiare idea all’inossidabile Persico segnalandogli che ci “sono ormai molti morti”. Anche se il giorno dopo rassicura il patron della Brembo Bonbasei (suo grande sponsor 50.000 euro versati tramite la moglie di sostegno alla sua campagna elettorale per le comunali di Bergamo) che ci “sarebbe un accordo tra Fontana e Bonometti in cui veniva definito quali aziende chiudere e quali no”, accordo che salvaguardia alcune grandi imprese come la sua Brembo e la Tenaris dei Rocca, chiudendo solo le medie e piccole imprese (poi chiuse con numerose eccezioni secondo la classificazione dei codici Ateco).

Ma il 12 la situazione è totalmente fuori controllo e scatta la famosa zona arancione, con l’esclusione delle aziende di alcuni codici Ateco quelle assolutamente necessarie (su questa vicenda si dovrebbe poi scrivere un libro). Ma in quei frangenti sono gli imprenditori a chiedere la chiusura delle aziende. Il motivo è chiarissimo. Matteo Tiraboschi della Tenaris interloquisce con Gori chiedendo “una ordinanza del governo che possa giustificare la situazione”. Gori gli ricorda che “erano stati loro stessi a chiedere al governo di restare aperti” e la risposta di Tiraboschi è lapidaria il fatto è “che si sono ritrovati senza personale in quanto hanno tutti paura di andare a lavorare e quindi restano a casa. E per questo motivo non hanno più forza lavoro è per mandare avanti la produzione”. In sostanza i lavoratori hanno attuato la forma estrema dello sciopero bianco, nel silenzio tombale dell’informazione, ma come noi avevamo subito rilevato. Uno sciopero le cui dimensioni e radicalità ha di fatto fermato le aziende, uno sciopero la cui ricostruzione e storia andrebbe scritta.

E lì gli industriali chiedono all’ancora compiacente Gori di emettere un comunicato sul tema dell’assenteismo degli operai che porti a “un’ordinanza governativa di chiusura delle aziende”.
Il tema è chiaro le aziende, grazie alla iniziativa spontanea operaia, non hanno più personale per produrre e quindi chiedono un decreto sia per non rovinare l’immagine delle aziende in borsa (con le conseguenze del caso), come nel caso della azienda di Bonbassei, sia poi per accedere alle compensazioni economiche governative del caso. Ciò nonostante c’è ancora, nella parte più ottusa del padronato, chi pervicacemente in mezzo ai morti vuole continuare a produrre come Bombasei. E qui Gori si esprime chiaramente cambia idea ma solo “in virtù del cambiamento di idea da parte delle aziende produttive”.
IL 21 marzo Gori sintetizza “le difficoltà nel dichiarare la val Seriana zona rossa” sono dipese “dalle pressioni ricevuta da Confindustria” e la volontà di non chiudere partiva anche dal sindaco di Alzano Lombardo unitamente ad alcuni industriali della zona tra cui la ditta Persico” (della Morini e dei Radici non si ricorda mai nessuno…).
Come non ricordare le cerimonie per i morti messe in piedi proprio da molti degli attori politici, senza ritegno, di questa tragedia? Forse per questo a quelle cerimonie è sempre stata impedita la presenza dei cittadini?

Francesco Macario – segretario federazione prc Bergamo a provincia

ISEE 2024

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Vieni a fare il nuovo ISEE 2024 da Unione Inquilini Bergamo a partire dal 8 gennaio.
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Gli uffici sono aperti:
1) BERGAMO, via Borgo palazzo 84/g
Lunedì e Venerdì da ore 10 a ore 12
Mercoledì da ore 17 a ore 19

2) BERGAMO, Via Luzzatti 6/b
MARTEDI, ORE 10-12
Saletta del Circolino della Malpensata

3) TREVIGLIO, via Zenale n°1 (vicino al Comune)
Mercoledi da ore 14 a ore 15.30
Mercoledi da ore17.30 a ore 19.30
Giovedi da ore 10 a ore 12

4) VERDELLINO, Via G. Verdi n°9
Mercoledi da ore 14.30 a ore 15.30
Mercoledi da ore 10 a ore 12
(vicino a sede Polizia Locale)

Documenti necessari in fotocopia:

Dati Anagrafici reddituali e patrimoniali:
• Carta di identità in corso di validità del solo dichiarante
• ISEE dell’anno precedente (se in possesso)
• Redditi di tutti i componenti della famiglia anno 2022: CU 2023 (redditi 2022), Modello 730/2023 o Unico 2023 (su redditi 2022);
• Certificazione dei compensi percepiti per lavori occasionali, da lavoro autonomo;
• Certificazione dei Trattamenti Assistenziali, Indennitari, non soggetti a IRPEF (esclusi INPS);
• Certificazione dei redditi prodotti all’estero;
• Assegno di mantenimento per il coniuge e per i figli (anche se non corrisposto)
Patrimonio Mobiliare di tutti i componenti del nucleo familiare
• Saldo al 31.12.2022 e giacenza media di: C/C bancario o postale, Libretto, Postapay, titoli di stato, altri strumenti finanziari, contratti di assicurazione;
• Targhe delle automobili di proprietà dei componenti del nucleo familiare
Patrimonio immobiliare posseduto al 31-12-2022
• Visure catastali di immobili e/o terreni posseduti sia in Italia

Invalidità civile
• Certificazione di invalidità dell’ASL
• Spese per ricovero presso strutture residenziali e/o assistenza domiciliare

(San Paolo d’Argon) FIRMARE PER FERMARE LE PUZZE.

BANCHETTO RACCOLTA FIRME

DOMENICA 12 NOVEMBRE dalle ore 9.00 alle ore 12.00

Incrocio VIA GIOVANNI XXIII – Via GUGLIELMO MARCONI (davanti supermercato Conad)


Da diverso tempo numerosi cittadini e cittadine dei comuni di Montello, San Paolo d’Argon, Albano Sant’Alessandro, Brusaporto, Bagnatica, Costa di Mezzate, sono ostaggio di forti puzze e fastidiosi odori che provocano disagi in diversi quartieri e zone residenziali.

Nel 2021 in seguito a un monitoraggio sulle molestie olfattive (MOLF), l’agenzia regionale per la protezione ambientale (A.R.P.A.) attestava che l’origine di tali puzze sono gli impianti di trattamento dei rifiuti della Montello s.p.a., la cui attività presenta forti e fastidiose ricadute sui territori limitrofi.

I cittadini della zona, in particolare quelli che subiscono maggiormente le conseguenze dell’inquinamento odorigeno derivante dalla Montello s.p.a., si chiedono come sia possibile convivere con i problemi originati dall’azienda e se dietro il disagio che interessa l’olfatto non si nascondono insidie peggiori per la salute delle persone. Né si possono sottacere ricadute sul mercato immobiliare della zona, che comporta un deprezzamento dei valori di mercato degli immobili oltre ai fastidi nella vita quotidiana.

E’ dal 1995 che gli impianti della Montello s.p.a. sono operativi, suscitando le proteste dei cittadini, che in passato, per difendere i loro diritti hanno fatto ricorso al Tribunale di Bergamo il quale riconobbe la fondatezza della loro denuncia.

In tutti questi anni gli impianti sono passati attraverso adeguamenti ed ampliamenti che non hanno eliminato il problema delle puzze che si sono periodicamente ripresentate.

Auspichiamo seri e credibili interventi di cambiamento, per arrivare all’eliminazione delle puzze attraverso l’adeguamento degli impianti agli standard europei e/o il loro ridimensionamento.

Chiediamo inoltre che venga respinta qualsiasi ipotesi di ampliamento o, cosa che non ci lascia tranquilli, incenerimento dei rifiuti. Ipotesi accettate in passate occasioni nei Piani Regolatori dei comuni coinvolti, contrariamente alle preoccupazioni dei cittadini.

Per contrastare e porre rimedio ai disegni in atto che sono destinati a deteriorare la situazione di un vasto territorio non privo di qualità ambientale e paesaggistica (Plis del Tomenone, Valli d’Argon, del monte Bastia e Roccolo, Terre del Vescovado), invitiamo a sottoscrivere l’appello diffuso dai cittadine e cittadini che hanno dato vita alla Rete ARIA PULITA e sostenerne le iniziative.

Milano, un’altra tragedia in una Rsa. Morti carbonizzati o soffocati dal fumo 6 anziani e quasi 80 feriti.

Non serve far finta ora di cercare i colpevoli! Le colpe sono evidenti!

Più di un’ottantina di persone, anziane, fragili e con patologie, accudite da un infermiere e 5 operatori sanitari. Una residenza per anziani non autosufficienti, di proprietà del comune di Milano data in gestione alla cooperativa Proges di Parma che ne gestisce altre 10 e basta fare una piccola ricerca in rete e leggere le recensioni di chi in quella cooperativa ci lavora o ci ha lavorato per capire che la qualità dell’assistenza è scarsa se non altamente insufficiente. Poco personale sfruttato all’inverosimile, stipendi da fame , prepotenza ed arroganza.

Personale che già aveva più volte chiesto un tempestivo intervento allimpianto di rilevazione dei fumi che,a quanto pare non funzionava , senza che nessuno della cooperativa se ne occupasse.

Luoghi che dovrebbero essere sicuri e proteggere le tante fragilità che accolgono, diventano camere della morte.

Queste tragedie non scaturiscono dal caso, ma sono la naturale conseguenza dello sfascio a cui è destinata quella che era la sanità pubblica. Sanità sempre più in mano al privato che mira solo al profitto e non al benessere e alla salvaguardia della nostra salute.

Le Rsa sono ormai delle discariche sociali, dove i nostri anziani, specie i più fragili e non autosufficienti vengono parcheggiati tra l’incuria e l’indifferenza delle istituzioni.

E’ successo con la pandemia, succede oggi e succederà ancora se non si capisce che questa deriva va fermata. Se non si capisce che la salvaguardia della SALUTE pubblica passa attraverso la salvaguardia della SANITÀ pubblica.

Le colpe sono di quella politica che toglie risorse alla sanità , che delega ai privati la salute dei suoi cittadini e poi non vigila e non controlla , le colpe sono di chi sfrutta all’inverosimile i lavoratori , di chi non cura e non mantiene gli impianti nelle strutture sanitarie, di chi se ne frega del benessere delle persone che ha in cura. Le colpe però sono anche di chi vive con indifferenza la sistematica sottrazione di diritti fondamentali come quello della salute. (Pia Panseri, Coordinamento Bg Diritto alla Salute, 07.07.2023)

EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA – Graduatorie comune e ambito di Bergamo Maggio 2023

GRADUATORIA PROVVISORIA ALLOGGI PROPRIETA’ DEL COMUNE DI BERGAMO (22.05.2023): qui

GRADUATORIA PROVVISORIA ALLOGGI DI PROPRIETA’ ALER ??

Bandi edilizia residenziale pubblica. Provincia di Bergamo 2023

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INFO c/o Unione Inquilini Bg tel. 035225034 ( Lunedì 10.0-12.00, Mercoledì 17.00/19.00, Venerdì 10.00/12.00) – Prenotazione appuntamenti tel. 3465356239

Aggiornamento 04.04.2023

Bandi 2022 attualmente pubblicati nel sito della Regione Lombardia nel quale si presentano le domande: BERGAMO

  • AMBITO BERGAMO (comuni di BERGAMO, GORLE, ORIO, PONTERANICA, SORISOLE, TORRE BOLDONE. In grassetto il comune capofila)

Domande da presentare dal 03.04.2023 al 22.05.2023 ore 12.00. N° 77 unità abitative immediatamente assegnabili. N° 28 unità abitative che si rendono assegnabili nel periodo intercorrente tra la data di pubblicazione del presente avviso e la scadenza del termine della presentazione della domanda di assegnazione. Cfr. in dettaglio l’avviso dell’ambito di Bergamo, dove sono indicate le sedi comunali e anche sidacali che supportano per la presentazione della domanda di assegnazione: http://www.aler-bg-lc-so.it/wp-content/uploads/2023/03/avviso-pubblico-bergamo.pdf

CFR. ANCHE:

https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/23_aprile_03/case-popolari-a-bergamo-nuovi-criteri-per-97-alloggi-per-famiglie-a-reddito-basso-ca6025ba-5a36-4ef2-84e3-6eaeb12d5xlk.shtml

(01.04.2023) MONTELLO spa. LA PROTESTA CONTRO LE PUZZE C’E’ STATA ANCHE IERI. NE ERA INFORMATA LA STAMPA CHE PERO’ HA SCELTO DI NON PARLARNE.

E’ abbastanza normale che nell’articolo di pubblicità (di questo si tratta) per la “rifiuteria” della Montello Spa (uno degli impianti più frequetemente e più da lunga data pubblicizzati dal nostro principale giornale locale) non compaia proprio per niente che nella giornata di ieri – venerdì 31 marzo 2023 – in occasione della vista di dell’Ordine dei dottori Agronomi e Forestali – la protesta contro le puzze generate dell’ampianto, protesta messa in atto da una delegazione di cittadine e cittadini impagnati da divesro tempo contro questa situazione non più sostenibile, anche se il giornale sia nella pagina economica sia altrove abbia scelto di ignorare deliberatamente la notizia. (Eco di Bg, 01.04.23: https://www.alternainsieme.net/wp-content/uploads/2023/04/montello-1-aprile-2023-20230401_18272567.pdf)

L’articolo mette in evidenza infatti che Montello Spa in un anno recupera circa 700.000 metri cubi di acqua in seguito alla movimentazione di 765.000 tonnellate di rifiuti organici (“umido”). Aggiungendo i 350.000 mila tonnellate di plastica in bottiglia si arriva a più di 3.000 tonnellate di rifiuti che tutti i giorni arrivano alla Montello Spa da mezza Lombardia con una caterva di camion quotidiani che intasano la circolazione in Via Fabio Filzi, l’antica via di orgine romana (sic!) tra i comuni di Montello e San Paolo d’Argon, strada di fatto praticamente privatizzata dalla Montello Spa e attraverso la quale si accede agli impianti. Come molti ricordano il paese di Montello era chiamato “rifiutopoli” ed è il comune i cui immobili hanno una quotazione che è fra le più basse fra tutti i comuni della provincia di Bergamo.

3 mila tonnellate al giorno sono secondo noi un po’ troppe e non riusciamo a capire perché non vengano lavorate e riciclati in modo più razionale, con qualche impianto o ditta in più che eviti inopportune grandi concentrazioni di camion della spazzatura e una gestione più controllabile evitando le megapuzze di cui i cittadini si lamentano e che anche le autorità sanitarie hanno fatto presente negli ultime due anni.

Quanto all’ordine degli agronomi e forestali (150)– che ieri proprio alla Montello Spa ha tenuto la propria assemblea – riportamo l’appello de La Rete Aria Pulita Tomenone a loro rivolto.

DOTTORI AGRONOMI E FORESTALI siete profondi conoscitori dell’ambiente e della natura vi chiediamo di fare delle riflessioni scientifiche sugli impianti di BIO GAS e gli impatti ambientali su suolo, acqua e aria per la tutela dalla salute e della sopravvivenza degli abitanti che abitano intorno a questi impianti.
Da molti anni e in modo più intenso da circa due anni la maggior parte della popolazione residente sui territori dei comuni di Brusaporto, Bagnatica, Costa di Mezzate, Montello, San Paolo D’Argon, Albano San Alessandro, denuncia la situazione di inquinamento odorigeno (MOLESTIE OLFATTIVE), l’ARPA infatti  il 14 aprile 2021 con lo studio MOLF concluso il 25/05/2022 ha dimostrando l’esatta provenienza delle esalazioni: ovvero questa azienda.
Nonostante la presenza di questo documento ufficiale, dei verbali dell’ARPA che hanno individuato carenze strutturali, delle continue segnalazioni dei cittadini fatte ad ARPA, ATS, Carabinieri Forestali, Polizia dei Colli, Vigili del Fuoco, Provincia, Prefettura, Procura della Repubblica, della nascita della rete Aria Pulita Tomenone rappresentativa dei cittadini dei territori, delle proteste e manifestazioni dei cittadini nulla è cambiato.
Inoltre, nonostante le nostre continue richieste agli enti, ad oggi non sappiamo cosa stiamo respirando. Le  emissioni odorigene superano abbondantemente la soglia di tollerabilità, come verificato da Arpa. I danni includono il disagio fisico (bruciori agli occhi e gola), psicologico anche perchè siamo costretti a chiudersi in casa quando gli odori molesti si fanno intensi entrando dentro le nostre case. La situazione riguarda anche su aree di proprietà dei Comuni, piazze, strade, campi sportivi, scuole etc.

Di seguito altre immagini della protesta censurata dai media, che però ieri c’è stata e che ripeteremo nei prossimi giorni.

(01.04.23) San Paolo d’Argon. Alternainsieme.net – alternainsieme@yahoo.it – tel. 3389759975 (maurizio)

Cfr. anche https://www.alternainsieme.net/2023/03/30/31-03-23-altro-che-storie-montello-spa-e-un-problema-ambientale-e-i-dottori-agronomi-inivitati-per-cortesia-dalla-ditta-farebbero-bene-ad-indagare/

(31.03.23) ALTRO CHE STORIE: MONTELLO Spa E’ UN PROBLEMA AMBIENTALE E I DOTTORI AGRONOMI – INIVITATI PER CORTESIA DALLA DITTA – FAREBBERO BENE AD INDAGARE!

ALTERNAINSIEME.NET PARTECIPA E INVITA A PARTECIPARE AL PRESIDIO DI PROTESTA CONTRO LE PUZZE CHE DILAGANO: VENERDì 31 MARZO DALLE ORE 14.00 ALLE ORE 15.00 AL PASSAGGIO A LIVELLO DI VIA BERGAMO – VIA F. FILZI (ingresso Montello Spa)

FIRMA LA PETIZIONE: https://www.change.org/p/comune-di-montello-qualit%C3%A0-dell-aria-a-montello-bg

Rassegna stampa.

CASE POPOLARI-CLEMENTINA BERGAMO. ASSEMBLEA DEGLI INQUILINI E CONFERENZA STAMPA – MARTEDI’ 21 MARZO ORE 17.30

Anche a  seguito della mobilitazionepromossa da Unione Inquilini, ALER inizierà i lavori di manutenzione importanti nei caseggiati Aler.

Confermiamo inoltre che nel 2023 non c’è stato l’aumento delle spese di riscaldamento, che era stato annunciato dal Presidente Danesi.

Consideriamo invece non soddisfacente la gestione delle case popolari del Comune di Bergamo affidata aMM spa e le inefficienze rischiano di essere pagate dagli inquilini nei prossimi mesi.

Durante l’assemblea spiegheremo i risultati raggiunti e i problemi che ancora persistono perché sia garantito il diritto all’abitare per i ceti popolari della città di Bergamo.

Ricordiamo infine che ALER inizierà ad aprile la raccolta dei redditi 2021 per Anagrafe utenza e Unione Inquilini organizzerà un punto di raccolta nel quartiere.

ASSEMBLEA INQUILINI – Conferenza stampa MARTEDI 21 MARZO, ore 17.30Sala Centro Anziani (CTE Boccaleone) Via Pietro Rovelli 27/d – BERGAMO

Interverranno per Unione Inquilini: Ezio Locatelli e Francesco Macario

Per comunicazioni: tel. 3389759975