DON ANDREA GALLO

Genova, 18 luglio 1928 – Genova, 22 maggio 2013


Altre foto dal presidio di stamattina: qui

(25.05.13) LOVERE. “FALSE COMMEMORAZIONI, NOSTALGIE VERE”. NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI

* Sabato 25 maggio, dalle ore 14.00, Lovere, PRESDIO ANTIFASCISTA in Piazza XIII Martiri: “Via i fascisti dalle nostre strade!”

APPELLO. Ancora fascisti nel paese dei XIII Martiri Partigiani. C’è chi crede che la lotta contro il fascismo sia finita il 25 aprile 1945. I fatti e la storia dimostrano che non è così, tanto che oggi le nostre piazze e le nostre strade sono ancora infestate da loschi figuri che non si vergognano di richiamarsi a questa becera e triste ideologia. Loschi figuri che annaspano per tornare a galla con il pretesto della nostalgica commemorazione di due repubblichini della legione nera Tagliamento, giustiziati dai partigiani all’indomani della fine ufficiale della seconda guerra mondiale. Vorrebbero farlo il 25 maggio sul lungolago di Lovere. Paese che ospita la stele in ricordo dei XIII Partigiani uccisi proprio dalla legione Tagliamento.
La legione Tagliamento si era resa responsabile di nefandezze, soprusi, violenze e rappresaglie contro le formazioni partigiane e la popolazione della zona. Quello che oggi questi fascisti celebrano sulle rive del lago non è solamente la memoria dei loro assassini morti, ma un’ideologia con cui l’Italia non è mai riuscita a saldare i conti, dall’amnistia all’MSI e dallo stragismo degli anni ‘70 fino agli squadristi del terzo millennio. Ideologia che viene riutilizzata ogni qualvolta al potere serve soffocare spinte al reale cambiamento. Lo vediamo oggi anche in Grecia dove formazioni dichiaratamente neonaziste, vedi Alba Dorata, forti della paura generata dalla crisi e della protezione degli apparati dello Stato, propongono finte soluzioni alle ricette della troika e alle politiche di austerità e macelleria sociale imposte dal capitalismo.
Di fronte a questa crisi il fascismo non può essere una soluzione, ma rappresenta una parte del problema.
Oggi come ieri i fascisti creano falsi nemici identificandoli sulla base della provenienza nazionale, della razza, della cultura o dell’orientamento sessuale, nascondendo così l’unico reale conflitto che questa crisi ha palesato: quello tra sfruttati e sfruttatori. Oggi come ieri i fascisti riciclano parole d’ordine, temi, simboli, battaglie che a loro non appartengono e non sono mai appartenute, con il solo scopo di rendersi presentabili agli occhi di un’ opinione pubblica che invece è alla ricerca di un reale cambiamento e che ancora reagisce con un moto di ripulsa davanti alla parola “fascismo”. E’ così per esempio che personaggi dichiaratamente antifascisti come Che Guevara o Peppino Impastato, entrano nel calderone della loro iconografia distorta.
I fascisti attuali hanno imparato dai nonni il culto del capo, della forza, l’obbedienza cieca alle gerarchie di branco e l’uso politico di una violenza fatta di pestaggi, intimidazioni, sempre pronti a farsi forti con i più deboli e mai con i potenti. Il fascismo contemporaneo condivide con quello storico il mito della famiglia patriarcale - in cui un padre padrone ha diritto di imporre la sua volontà anche con la violenza - nega le libertà sessuali, i diritti delle coppie gay, il diritto ad autodeterminare le scelte riguardanti il corpo, dall’aborto all’eutanasia.
Il fascismo insulta la memoria storica di questo paese e dei partigiani che hanno combattuto per liberarlo: ieri li chiamava banditi, oggi traditori e assassini. Non esitano, i camerati che oggi fingono di piangere i loro morti, a sfregiare il ricordo della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo, come è avvenuto il 25 aprile dello scorso anno alla stele dedicata ai 13 Martiri di Lovere.
Proprio la piazza intitolata ai 13 partigiani vorremmo diventasse simbolo di una nuova lotta di liberazione: dai partigiani abbiamo imparato che solo mettendosi in gioco in prima persona si conquista il diritto alla propria libertà e noi combattiamo contro un futuro fatto di precarietà, povertà e disoccupazione.
Essere antifascisti oggi vuol dire rifiutare una guerra tra poveri che avvantaggia sfruttatori, capitalisti e banchieri. Significa lottare contro ogni discriminazione di genere, di cultura, di provenienza nazionale. Significa portare avanti i valori della Resistenza e negare spazi di agibilità politica a tutti i fascismi, qualunque sia la maschera che di volta in volta indossano.
Essere antifascisti oggi vuol dire lottare ogni giorno per l’uguaglianza sociale, costruire luoghi, spazi e forme di socialità liberata da logiche autoritarie, difendere le proprie vite e i propri territori dalla speculazione e dallo sfruttamento.
Fino a quando questi spettri in camicia nera si aggireranno per le nostre strade richiamandosi a ideologie di violenza e repressione, siamo tutti chiamati a non abbassare la guardia e ad usare le nostre intelligenze e i nostri corpi per impedire ogni loro tentativo di tornare a galla. (20.05.13, Lovere, “Antifascisti camuni”)

  • Lovere, Sabato 25 maggio 2013 - PROGRAMMA:

Ore 14: ritrovo in piazza Tredici Martiri a Lovere per presidio e controinformazione.

Ore 18: aperitivo al Kag di Pisogne.

Ore 19.30: Cena a prezzo popolare al Kag di Pisogne.

Ore 21: Proiezione del documentario “Facevamo quello che dovevamo” sulla volante rossa, gruppo partigiano che operò anche dopo la liberazione. Saranno presenti alcuni compagni di Milano che lo hanno realizzato.

Ore 22: Concerto dei Tullamore (Irish Folk da Pavia).


(22.05.13) TRESCORE BALNEARIO. PRESIDIO ANTISFRATTO PER MALIKA E MOUSTAPHA

Gli sfratti delle famiglie di Moustapha e di Malika sono stati rimandati dall’ufficiale giudiziario al 27 giugno prossimo. Altre foto: qui. Sfratti, le nostre precedenti info: qui

(20.05.13) PROSSIMI PRESIDI E MOBILITAZIONI ANTISFRATTO

L’assemblea del collettivo antisfratto e degli inquilini che si è tenuta questa sera presso la sede dell’Unione Inquilini a Bergamo invita alla mobilitazione nei prossimi presidi indetti in solidarietà alle famiglie sfrattate.

* Mercoledì 22 maggio, dalle ore 8.30 a Trescore Balneario, via Camillo Brembati, 27 (località Ripa)

* Giovedì 23 maggio, ore 8.30 a Romano di Lombardia, via Brembilla 9

* Mercoledì 29 maggio, ore 8.30, a Ponteranica, via Leone XIII 5

* Mercoledi 29 maggio, ore 8.30, Calcinate, via Circonvallazione Ponente 11

* Mercoledì 5 giugno, ore 8.30, Calcinate, Vicolo Zerra

Per comunicazioni e per contribuire alle mobilitazioni antisfratto: tel. 339.7728683 - Fabio

Sfratti, le nostre precedenti info: qui


(20.05.13) SAN PAOLO D’ARGON. GAZEBO DELLA LEGA NORD, OVVERO IL RITORNO DEGLI SCIACALLI

La vicenda dell’immigrato irregolare, che a colpi di piccone e senza motivo ha ucciso tre persone, ha scatenato la Lega Nord che è corsa subito a cavalcare la tragedia secondo la ben nota e rodata sciacallaggine.
Nel pieno della crisi economica, proprio mentre rallentano gli ingressi, non pochi immigrati se ne stanno tornando in patria e aumenta invece il numero dei giovani italiani costretti ad emigrare per sfuggire dalla disoccupazione e della precarietà, la Lega - anche a San Paolo d’Argon - ha tirato fuori dal magazzino dei ferri vecchi i suoi cavalli di battaglia improntati alla xenofobia, diffondendo disinformazione e prendendo di mira preventivamente ipotesi quali quella di togliere il reato di clandestinità o quella della riforma della legislazione sulle cittadinanza. Una proposta di buon senso la prima, visto che all’atto pratico il reato di clandestinità - imposto arrogantemente dalle destre per ragioni esclusivamente ideologiche - è valso soltanto ad intasare inutilmente le cancellerie dei tribunali (solo 12 procedimenti sono andati in porto in poco meno di 2 anni!) e a distogliere gli addetti da problemi ben più seri. Di puro buon senso anche la seconda, cioè la riforma della cittadinanza, a partire dal cosiddetto Jus soli per chi nasce in Italia, che potrebbe servire a rendere la legislazione italiana sulla cittadinanza meno obsoleta e più attenta ai cambiamenti reali della società e ai bisogni delle persone in carne e ossa, invece di complicare loro inutilmente la vita.
Dopo essere stata al governo per molto tempo e non avendo combinato un bel nulla se non contribuire a politiche economiche che hanno sistematicamente peggiorato le condizioni di vita della povera gente e aumentato il divario tra ricchi e poveri, ecco che la Lega per uscire dalle secche in cui è finita torna alla propaganda antimmigrati per aizzare alla guerra fra i poveri e distogliere l’attenzione dai problemi e dalle responsabilità vere in relazione alla crisi economica che sta devastando il Paese.
Non diversamente si comportano i nazisti di Alba Dorata in Grecia.
Ma questo è davvero un modo miserabile di cercare di occupare la scena per far dimenticare il malaffare di cui si sono resi protagonisti molti dei capi della Lega, da tempo in combutta, e indistinguibili, col peggio del peggio della classe politica, come si è potuto vedere in modo particolare in Lombardia.
Invece di tornare ad agitare le vecchie menate xenofobe, restituiscano il maltolto, a partire dai 600.000 euro di rimborsi irregolari che si sono presi i consiglieri regionali della Lega; e anche i leghisti locali, nostri concittadini, si facciano un serio esame di coscienza se mai ne sono capaci.
La crisi economica in cui siamo finiti è una cosa molto seria e grave; il quadro politico determinato dal governo delle larghe intese (a cui ha contribuito in modo importante anche la Lega Nord votando la presidenza di Napolitano) alla luce del voto di febbraio risulta estremamente negativo per chi lavora e per la povera gente.
C’è bisogno di una seria e dura opposizione sui temi veri e vitali, non certo di cialtronaggini, che vanno pertanto seccamente stigmatizzate come tali, senza se e senza ma.


CALCINATE. AD ESSERE SFRATTATI OLTRE ALLA CASA SI RISCHIA DI PERDERE ANCHE LA FAMIGLIA. PRESIDIO ANTISFRATTO

* Il PRESIDIO ANTISFRATTO, previsto a Calcinate in via Circonvallazione Ponente per SABATO 18 MAGGIO è SOSPESO  perché l’esecuzione dello sfratto risulta essere stata posticipata di qualche giorno dal Tribunale. Aggiorneremo appena possibile (17.05.13)

* IMPORTANTE! Lunedì 20 maggio, alle ore 21.00, incontro del collettivo antisfratto e delle famiglie sfrattate presso la sede dell’Unione Inquilini di Bergamo (via Borgo Palazzo 84/g) per fare il punto sulla situazione degli sfratti e della lotta per la casa nella provincia di Bergamo. Per info: tel. 339.7728683

Larbi non ce l’ha ancora fatta. Ha trovato uno straccio di occupazione, saltuaria e ultraprecaria (lavoro vero non ce n’è più), ma per il 18 maggio - giorno fissato per lo sfratto esecutivo dopo la proroga di due mesi - non è riuscito a trovare una casa malgrado abbia bussato a tutte le porte e girato mezza provincia. Nel frattempo i servizi sociali del comune non hanno mosso un dito, salvo ricordare che il comune dopo il contributo affitto di due mesi fa non farà più niente fino a quando la famiglia di Larbi, con moglie e 3 figli minori (di cui uno gravemente malato), non sarà in strada. A quel punto scatterebbero gli adempimenti quali l’inserimento in una comunità della moglie e i figli previa separazione della famiglia. Questa pseudo soluzione costa - in termini economici - al comune e alla collettività decisamente di più che impegnarsi a trovare una soluzione abitativa alternativa (anche a Calcinate ci sono un sacco di case vuote) o un’occupazione per chi la sta cercando affannosamente. Per la famiglia sfrattata la separazione equivale a un surplus di sofferenza e umiliazione. Eppure amministrazioni e sindaci come quelli di Calcinate puntano soprattutto su questo percorso come lezione di civiltà, cioè monito e minaccia per convincere la famiglia sfrattata - se immigrata, come nel caso di Larbi - a tornarsene al paese d’origine e quindi cristianamente liberarsene. Il tutto per difendere l’astratto diritto di proprietà che poi equivale a liberare un appartamento destinato statisticamente di questi tempi a rimanere vuoto a lungo incrementando la percentuale di case sfitte.
Eppure su questa assurda situazione di case vuote che si moltiplicano insieme al moltiplicarsi di persone che vengono buttate in strada perché non hanno più i soldi per pagare l’affitto il governo delle larghe intese non spende nemmeno una parola e vuole ignorare le decine di migliaia di sfratti che stanno sconvolgendo in profondità, da nord a sud, gli equilibri sociali del nostro Paese.
Il presidio che abbiamo indetto per sabato 18 maggio dalle ore 9.00 all’ingresso del cortile del condominio di via Circonvallazione ponente 11 a Calcinate intende ricordare alle autorità e all’opinione pubblica che di questo passo non si va da nessuna parte; intende ricordare al governo e agli enti locali periferici che non ci si può lavare le mani di fronte agli effetti devastanti che la crisi economica - voluta dalla speculazione finanziaria e dalla banche - sta riversando sul tessuto sociale. Saremo presenti perché riteniamo intollerabili gli sgomberi e per contribuire a trovare soluzioni dignitose che evitino altre sofferenze e umiliazioni ad adulti e a bambini. Facciamo pertanto appello - ancora una volta - alla mobilitazione e alla solidarietà. (15.05.13)

Per comunicazioni: tel. 339.7728683 (fabio)

Sfratti, le nostre precedenti info: qui


(19.05.13) GANDOSSO (bg). FESTA CONTRO LA CRISI. CASA, LAVORO: BASTA SFRATTI

* Domenica 19 maggio, ore 15.00 - 20.30, - Circolo Arci a Gandosso, via Avis n. 10 (vicino al campo sportivo)

Mangiata per la solidarietà: biscotti, torte dolci e salate, cous-cous, the alla menta, bevande

Musica del vivo: con Dynamic Singers (musica rock e pop) e musica diffusa con Dj Maalem Aziz (musica gnawa e reggae dal deserto marocchino). Cantautori “Mario Archetti e Stefano Ricci” (canzoni popolari della resistenza partigiana)

Contributo libero, a partire da euro 5. Il ricavato servirà a creare una “Cassa di Resistenza” per sostenere le famiglie colpite dalla crisi e per finanziare la lotta agli sfratti

A cura di: Unione Inquilini - Rifondazione Comunista Valcalepio - Sportello Sociale - Arci Gandosso. Per info: 333.8737525 (Claudio); 346.8001976 (Emmanuel); 328.5625559 (Jamila). Flyer: qui

* Lotta per il diritto alla casa, le nostre precedenti info: Qui


(15.05.13) CHIUDUNO. RIMANDATO AL 27 SETTEMBRE LO SFRATTO DELLA FAMIGLIA DI H.S.

Questa mattina, mercoledì 15 maggio, era programmato a Chiuduno, in via Tenente Belotti, lo sfratto di H.S., della piccola figlia di 3 mesi e del marito. Anche stavolta, come è diventato ormai frequentissimo in tutta la provincia di Bergamo, si trattava di uno sfratto per morosità incolpevole, a seguito della perdita del lavoro del marito e dello stipendio ridotto (ad 1/3) per H.S. a causa della maternità.
Grazie all’impegno dei volontari dello sportello sociale di Castelli Calepio, che nei giorni scorsi hanno intavolato trattative con il comune di Chiuduno ed il proprietario dell’appartamento, siamo riusciti ad ottenere un rinvio (questa volta fino al 27 settembre).
Registriamo che, diversamente dalle altre amministrazioni della zona, il comune di Chiuduno, pur nella mancanza di politiche complessive nell’affrontare il problema casa, almeno ha seguito questa vicenda ed ha messo a disposizione una somma che ha consentito di raggiungere l’accordo con i proprietari per il rinvio dello sfratto. (15.05.13 - Claudio Sala)

Lo sportello sociale di Castelli Calepio è aperto tutti i lunedì dalle ore 19,00 alle ore 20,30 presso la sede Rifondazione Comunista – Unione Inquilini in via Roma , 21 a Tagliuno. Info: tel. 333. 8737525)

Unione Inquilini Bergamo, le nostre precedenti info: qui


(18.05.13) ROMA. MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI METALMECCANICI

* Sabato 18 maggio, a Roma, ore 9.30 da Piazza della Repubblica; conclusione in Piazza San Giovanni. Per i pullman da Bergamo e provincia e prenotazioni: QUI

L’APPELLO DELLA FIOM. Sabato 18 maggio i metalmeccanici si mobilitano e scendono in piazza a Roma perché cinque anni fa con il governo Berlusconi ci avevano detto che la crisi non c’era, era passeggera, addirittura superata. negli ultimi due anni col governo Monti, visto che la crisi non si poteva più negare, si è passati a un uso della crisi per legittimare le politiche di austerità in tutta Europa.
La scelta di non intervenire sulle cause ha determinato che il 10% della popolazione ha il 50% della ricchezza: i responsabili hanno quindi continuato ad aumentare le proprie rendite. inoltre le banche hanno ridotto il credito e investito in titoli spazzatura e la confindustria ha puntato sulla cancellazione dei diritti e la riduzione del salario. Risultato?
Hanno cancellato l’articolo 18, derogato ai contratti e alle leggi, tagliato la spesa sociale, chiuso ospedali e per 9 milioni di persone non è più garantito il diritto alla salute, chiuso scuole e università, posticipate e ridotte le pensioni. Hanno addirittura provato a generare una guerra tra inoccupati, disoccupati e precari, giovani e non, donne e uomini.
L’Italia continua a essere il Paese con la massima evasione fiscale e la minore tassazione delle rendite finanziarie mentre attraverso le politiche fiscali hanno continuato a spremere pensionati e lavoratori dipendenti.
I risultati di questa scelta sono: licenziamenti, aumento delle disuguaglianze sociali, impoverimento e inaccessibilità al lavoro. Questa condizione di solitudine ha addirittura portato persone a togliersi la vita.
ADESSO BASTA! NON VOGLIAMO PIÙ ESSERE DIVISI E RICATTATI, È IL MOMENTO DI CAMBIARE.
Il 18, a Roma, manifestiamo per:
- riconquistare il diritto del e nel lavoro;
- la riconversione ecologica del nostro sistema industriale per valorizzare i beni comuni acqua, aria e terra;
- un piano straordinario d’investimenti pubblici e privati e il blocco dei licenziamenti anche attraverso l’incentivazione della riduzione dell’orario con i contratti di solidarietà e l’estensione della cassa integrazione;
- un contratto nazionale che tuteli i diritti di tutte le forme di lavoro con una legge sulla democrazia che faccia sempre votare e decidere i lavoratori;
- un reddito per una piena cittadinanza di inoccupati, disoccupati e studenti;
- fare in modo che la scuola, l’università e la sanità siano pubbliche e per tutti;
- combattere le mafie e la criminalità organizzata che si sono infiltrate sia nella finanza che nell’economia;
- la rivalutazione delle pensioni e per un sistema pensionistico che riconosca la diversità tra i lavori;
- un’Europa fondata sui diritti sociali e contrattuali, su un sistema fiscale condiviso e sul diritto di cittadinanza e sulla democrazia delle istituzioni.
PER QUESTE RAGIONI CI RIVOLGIAMO A TUTTE LE DONNE, GLI UOMINI, I GIOVANI, I PRECARI, I DISOCCUPATI, I MIGRANTI, I PENSIONATI, PERCHÉ NOI OPERAIE, OPERAI, IMPIEGATE E IMPIEGATI METALMECCANICI, COME VOI, VOGLIAMO UNA DEMOCRAZIA CHE CI PERMETTA DI PARTECIPARE E DECIDERE DEL NOSTRO FUTURO.


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