(11.05.18) BERGAMO. CONGRESSO DI UNIONE INQUILINI: UN’ASSEMBLEA MOLTO PARTECIPATA ELEGGE IL DIRETTIVO E DECIDE IL PROGETTO DI MOBILITAZIONE

Più di un centinaio di inquilini, residenti nelle case popolari e in affitto nella locazione privata, si sono riuniti in assemblea per il Congresso provinciale di Unione Inquilini. Erano presenti anche gli attivisti degli sportelli di Treviglio, Bergamo, Valcalepio e Valcavallina.
Si è discusso animatamente del programma (*) di mobilitazione per i prossimi mesi.
L’avanzare della crisi economica e le politiche di austerità del governo (ma anche della Regione Lombardia e degli enti locali) ha creato una situazione esplosiva. Sono aumentate le famiglie proletarie che non riescono più a fare fronte a mutui o affitti esosi. La conseguenza è la drammatica crescita degli sfratti per morosità incolpevole.
Invece l’edilizia residenziale pubblica, che dovrebbe essere la risposta vera al bisogno abitativo, è sempre più lasciata nel degrado, con scarse manutenzioni, con una gestione degli alloggi inefficiente, con tantissimi alloggi vuoti. Al degrado si aggiunge l’assenza di politiche di accompagnamento sociale da parte dei servizi sociali dei comuni. Unione Inquilini deve aprire mobilitazioni per connettere la richiesta di aumentare la quantità e la qualità dell’edilizia residenziale pubblica, alla lotta per la gestione del patrimonio esistente in rapporto ai bisogni sociali degli inquilini delle case popolari. Dobbiamo produrre lotte unitarie tra chi richiede l’alloggio popolare e per chi ci vive e non si sente sicuro.
Questo deve avvenire mantenendo e rafforzando le pratiche mutualistiche e autorganizzate che ricostruiscano solidarietà di classe per contrastare l’individualismo e la solitudine che è cresciuta nei quartieri popolari.
A conclusione della discussione, l’assemblea ha votato il segretario e il Direttivo provinciale attraverso una votazione democratica (una testa, un voto). Fabio Cochis è stato rieletto segretario provinciale e il direttivo sarà composto dai compagni Orazio Rosalia, Maurizio Mazzucchetti, Rita Rebecchi, Roberto Cochis, Touria Ghoulam, Vallì Morlotti, Kawtar Raqiq e l’avvocato Alessandro Bresmes.
Infine abbiamo eletto i delegati che andranno al congresso nazionale di Chianciano (dal 18 al 20 maggio): Diallo Saliou, Touria Ghoulam, Morlotti Vallì, Fabio Cochis. Parteciperà anche Ornella Giudici (Comitato contro la vendita dell’ex-asilo “Principe di Napoli”) anche se non sarà delegata del sindacato. (Unione Inquilini Bergamo – Maggio 2018)

* Relazione congressuale: qui

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(giugno - luglio 2018) EREMO D’ARGON. “VIVERE CON LENTEZZA” - SERATE MEDITATIVE - PROGRAMMA

* Martedì 19 giugno: “IL SENSO DELLA VITA”. Lettori: Emanuela Palazzi, Francesco Porfido; musica: Davide Bortolai, chitarra – Alberto Foresti, clavicembalo

* Martedì 26 giugno: “VIVERE CON LENTEZZA”. Lettori: Gianfranco Piersanti, Simona Cantone, Alberto Traetta; Musica: Chiara Cornelli, flauto dolce – Alberto Foresti clavicembalo

Martedì 3 luglio: “VITE SPEZZATE”. Lettori: Grazia Vecchi, Gianluigi Corna, Adriana Vismara, Enzo Mologni. Musica : Giovanni Andreani, pianoforte

Martedì 10 luglio: “VITE DIMENTICATE”. Lettori: Emanuela Palazzi, Francesco Porfido; musica : Ilaria Nozza, voce, flauto e chitarra, Sara Valoti ,pianoforte, Stefano Fiacco, violoncello

L’inizio dell’incontro alle ore 20,45. In caso di pioggia all’interno
Per informazioni: eremo.argon1@gmail.com Tel. 035 – 4254155

Eremo d’Argon, San Paolo d’Argon


(25.05.18) BERGAMO-MALPENSATA. CASE POPOLARI: NUOVI AUMENTI DI AFFITTI E SPESE CONDOMINIALI MA LE MANUTENZIONI STANNO A “ZERO”

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* Venerdì 25 maggio, ore 16.30, ASSEMBLEA DEGLI INQUILINI, Via Luzzatti a Bergamo-Malpensata (secondo cortile delle case popolari, davanti all’ufficio del Portierato sociale)

ALER-bg ha inviato agli inquilini i nuovi bollettini di affitto e spese condominiali del mese corrente. Sul bollettino le spese condominiali sono aumentate ancora di più. Tante famiglie non riescono più a pagare i bollettini; mai come oggi è stato così alto il numero degli inquilini morosi, tanto che sono stati avviati diversi sfratti per morosità. Però anche chi ha un reddito (da lavoro o da pensione) fa sempre più fatica e accumula debiti. La condizione della manutenzione delle case è sempre più scadente. Sono in ritardo tutti i lavori che ALER aveva programmato: sostituzione serramenti e caldaie, cassette posta, serrande e altro. Il Comune di Bergamo continua a tagliare i servizi sociali. Assistiamo alla continua riduzione delle politiche di accompagnamento sociale degli inquilini verso un affrancamento dalla povertà. Gli inquilini sono sempre più incolleriti e sconfortati. Si riuniranno in assemblea per organizzare prossime iniziative di protesta, venerdì 25 maggio, ore 16.30, in Via Luzzatti (Bergamo-Malpensata), secondo cortile davanti all’ufficio del Portierato sociale. (info: Unione Inquilini, t. 3397728683 - Fabio: Comitato inquilini di Via Luzzati, t. 3385040771- Silvano)
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(09.05.18)TREVIGLIO. LA SOLIDARIETA’ SI MOBILITA PER SALVARE UNA NUOVA FAMIGLIA DA UNO SFRATTO. DOVE E’ IL COMUNE?

* Presidio anti-sfratto: Mercoledi 9 maggio alle ore 8.30 Treviglio, Via ai Malgari 2

Ramazan è disoccupato e abita insieme a moglie e 4 figli minorenni (9, 6, 4, 1 anno). Non è riuscito a pagare l’affitto e ha ricevuto uno sfratto per morosità incolpevole. È uno dei tanti sfratti che si ripetono senza interruzione da quando è iniziata la crisi economica. Non rappresentano più una emergenza ma un dato strutturale che cresce con l’aumento della povertà. La cosa impressionante è la lentezza che caratterizza le politiche sociali e abitative del Comune di Treviglio. Infatti l’Amministrazione comunale ha operato tagli ai Servizi sociali che influiscono pesantemente sulla capacità di aiutare le famiglie a superare gli effetti della crescita della povertà. Ormai il Comune tende a non intervenire nemmeno per collocare madre e figli minori in strutture protette nel caso in cui perdano la casa. Regna poi la confusione nella gestione dei contributi messi a disposizione da Stato e Regione per l’emergenza abitativa. Pur essendo modesta l’entità di tali fondi, a Treviglio non vengono nemmeno utilizzati interamente. Non si adempie neppure all’obbligo della “graduazione” dell’esecuzione degli sfratti (strumento previsto dalla L. 102/2013 per evitare gli sgomberi volenti e garantire il passaggio da casa a casa e applicato da Comuni e Prefetture in tante parti d’Italia). Anche per questo sfratto esistevano tutte le condizioni perché alla famiglia fosse evitato il trauma dello sgombero, posticipandolo, rimborsando la proprietà, garantendo in tempi brevi il passaggio da casa a casa. Niente di tutto questo è stato fatto e lo sfratto potrebbe avvenire con l’esito di avere un’altra famiglia senza-tetto. Solo le pratiche di solidarietà e mutuo-soccorso, messe in campo dagli attivisti dell’Unione inquilini, si occuperanno di alleviare i disagi della famiglia sfrattata. Di fronte ad una Amministrazione comunale che lascia vuoti gli alloggi pubblici, non vuole disturbare la rendita immobiliare affrontando il problema delle centinaia di unità abitative lasciate sfitte, non è in grado di gestire la quotidianità dell’emergenza abitativa, non ha – in sintesi – una politica della casa, chiediamo che la Prefettura intervenga con il blocco degli sgomberi, almeno dove sono coinvolti minorenni, invalidi, anziani. Mercoledi 9 maggio a Treviglio, Via ai Malgari 2, gli attivisti anti-sfratto saranno presenti per un presidio che cercherà di evitare lo sgombero violento. (Unione Inquilini - Bergamo/Treviglio - maggio 2018)

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(07.05.18) BERGAMO. CASE POPOLARI: IL SINDACO GORI PARLA A VANVERA

Le dichiarazioni del sindaco Giorgio Gori secondo cui “troppe case popolari vengono assegnate agli immigrati” è molto grave innanzitutto perché si basa su dati non veritieri.
Infatti quelli forniti dall’ufficio dell’Assessorato alla casa del Comune di Bergamo raccontano un’altra situazione.
Gli inquilini stranieri lo scorso anno risultavano una minoranza negli alloggi di proprietà del Comune di Bergamo, dove vivono soprattutto anziani e adulti. Su 560 nuclei familiari, 452 — cioè più dell’80% — sono composti da una o al massimo due persone. Sono soprattutto anziani, persone che hanno ottenuto l’alloggio nei decenni scorsi, cioè nei periodi dei piani di edificazione dell’edilizia pubblica.
Di 1.035 inquilini, divisi in 560 nuclei familiari, solo 117 (cioè l’11%) sono stranieri. Una percentuale più bassa rispetto alla fetta di stranieri che risiede in città, dove su una popolazione di 119 mila e 500 abitanti, gli stranieri sono circa 19 mila, cioè il 16% del totale.
Il sindaco non conosce la situazione reale oppure ha deciso di aprire la campagna elettorale scendendo sul terreno della xenofobia come se non ci fossero già abbastanza soggetti politici che di xenofobia ne hanno prifusa a piene mani.
L’aspetto più grave delle dichiarazioni riguardano le proposte. Infatti Gori afferma: “Criteri da ripensare, servono le quote”.
Forse Gori non è venuto a conoscenza che a giugno 2016 è stata approvata dal Consiglio Regionale della Lombardia il nuovo Testo di Riforma dell’edilizia popolare fortemente voluto dall’ex-presidente Roberto Maroni.
È stato modificato radicalmente il sistema di assegnazione delle case popolari che verrà effettuato individuando a priori specifiche categorie di possibili abitanti e conseguenti percentuali di assegnazioni (anziani, famiglie di nuova formazione, famiglie monoparentali, appartenenti alle forze di polizia […] disabili).
A scomparire dalle case popolari saranno le famiglie povere: quelle per cui il mercato privato delle locazioni è troppo oneroso e le famiglie senza casa a seguito di sfratto o pignoramento. Queste categorie non entreranno più nelle case popolari ma saranno collocate in abitazioni transitorie (non più di un anno) gestite dal Terzo Settore. Lo sfratto sarà trattato come una condizione transitoria e soggettiva del nucleo famigliare superabile attraverso un percorso di accompagnamento sociale, come se si trattasse di una patologia da cui guarire.

Quello che il sindaco desidera, “le quote”, sarà realizzato dalla riforma ma il risultato che si paleserà sarà l’espulsione dei poveri case popolari e conseguentemente l’aumento a dismisura dei senza tetto che dormono in stazione, degli emarginati e di quanto per sopravvivere dovranno affidarsi ad alloggi di fortuna.
Giorgio Gori aprì la campagna elettorale che poi gli consegnò l’elezione a sindaco dichiarandosi disponibile ad ascoltare i bisogni dei quartieri periferici della città di Bergamo e della parte più povera della cittadinanza. Il governo di questi anni non ha rispettato questo proposito: basta dare uno guardo all’aumento del degrado nei quartieri delle case popolari e alla crescita della povertà delle famiglie che vi abitano.
Le dichiarazioni di ieri esprimono un modello esattamente opposto a quello dell’ascolto e coincidono con le proposte politiche di esclusione e xenofobia proprie dell’estrema destra.
Gli attivisti di Unione Inquilini si battono invece per una alternativa a queste politiche: la realizzazione di nuove case popolari per evitare la guerra tra poveri, che è funesta solo per i poveri.
L’Amministrazione comunale è chiamata a intervenire con urgenza per quanto riguarda il recupero di tutti gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica inutilizzati. Sembra assurdo, ma ci sono ancora oggi circa 400-450 case popolari ALER e comunali vuote perché inagibili.Unione Inquilini Bergamo (07.05.18, Fabo Cochis, segretario provinciale dell’Unione Inquilini)

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(10.05.18) ALZANO LOMBARDO. POTERE AL POPOLO: ASSEMBLEA DI COLLEGIO - VALLI BERGAMASCHE

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* Giovedì 10 maggio, ore 20.30, ad ALZANO LOMBARDO, c/o Sala ipogea di Palazzo Pelandi in Via Mazzini 17 (per le compagne e i compagni residenti nei comuni del Collegio uninominale camera  Valli bergamasche)

Sono passati più di due mesi dalle elezioni politiche. Due mesi che ci hanno restituito lo stallo, la confusione delle classi dominanti italiane, le mille giravolte di una politica trasformista, che vede i supposti “antisistema” dei 5 Stelle pronti ad allearsi proprio con quei partiti, come la Lega o il PD, che sono stati al governo negli ultimi ventiquattro anni. Mentre la crisi sociale continua a mordere, i servizi e gli enti locali a collassare, mentre si sente il bisogno di una redistribuzione della ricchezza, di lavoro e di maggiori diritti, i Partiti che sono usciti vincenti dalla competizione elettorale dismettono le loro promesse e cercano l’accordo sulla base di un programma neoliberista che non può risolvere nessuno dei problemi delle classi popolari.

Urge far sentire un’altra voce, dal basso, urge porre al centro del dibattito i temi che ci riguardano, e non lasciare questa fase nelle mani dei “professionisti” della politica. Urge prepararsi a un’opposizione reale, credibile. Per riuscirci, però, bisogna essere in tanti, su tanti territori, uniti, ben organizzati.

Proviamo a dare voce al vissuto delle realtà che sono presenza costante e conoscenza viva del territorio.

Diamo voce anche nei nostri paesi di provincia a chi vuole riprendersi la politica, a chi ha subito sulla propria pelle le privatizzazioni, ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani precari e studenti, a chi lotta per la difesa della nostra terra dagli scempi delle grandi opere, dalle speculazioni, dall’inquinamento.

Facciamo appello a chi ha votato Potere al Popolo, a chi lo guarda con interesse e curiosità, a ridare un po’ del loro tempo per questa sfida che può rimettere nelle nostre mani il nostro futuro!

* Info: collettivo.alzano@gmail.com; tel. Paolo Boffelli 3383852274 (Valseriana); Gianpiero Bonvicino: 3924795635 (Valbrembana); Maurizio Mazzucchetti 3389759975 (Valcavallina); Tiziano Belotti 3357559628 (Valcalepio); Ivan Facchi tel. 3687441048 (Alto Sebino)


(02.05.18). SAN PAOLO D’ARGON. A CHI E’ INTITOLATA LA VIA CHE PORTA ALLE NOSTRE SCUOLE?

Perché ad Antonio Locatelli (1895-1936), aviatore, tra i fondatori del fascismo a Bergamo, podestà di Bergamo e caduto durante la guerra d’Etiopia, l’esponente più famoso del fascismo bergamasco, risultano ancora oggi intitolate vie, scuole, monumenti e altro ancora, senza che sia mai stata presa in considerazione l’opportunità di una doverosa verifica e revisione?

Di Locatelli si occupa in un recente libretto (1) il prof. Angelo Bendotti, presidente dell’Isrec, infaticabile e rigoroso storico della Resistenza e del Novecento in Bergamasca.

Subito all’indomani della morte di Locatelli avvenuta nel villaggio etiope di Lechemti nel giugno del 1936 in circostanze mai sufficientemente chiarite (2), le autorità fasciste bergamasche - ci ricorda Bendotti - avevano provveduto a titolargli vie, scuole, edifici (come la Casa del Fascio a Bergamo - ora Casa della Libertà), un aeroporto, monumenti e quant’altro, un vero e proprio “culto dell’eroe” volto a glorificare sia il fascismo sia la fascistissima guerra di aggressione all’Etiopia, uno dei peggiori crimini del colonialismo di tutti i tempi, purtroppo ancora ampiamente rimosso nella coscienza nazionale malgrado la schiacciante e tremenda documentazione che ne ha ormai dato la storiografia. (3)

Dopo la Liberazione “Locatelli non viene sfiorato dal processo di cancellazione che riguarda scritte e simboli del regime fascista: perfino le grandi lettere sul frontone della Casa del Fascio (cioè la dedica ad Antonio Locatelli - ndr) vengono lasciate a far bella mostra di sé, nonostante quel luogo fosse stato sede del Partito repubblicano fascista e vi fossero svolti atti delittuosi contro i partigiani e gli antifascisti, oltraggiati e torturati”. (4)

Questa mancata revisione è il segno vistoso di una continuità con il periodo del regime che anche la classe dirigente bergamasca post-liberazione, o per lo meno la sua maggioranza, ha evitato di mettere in discussione. (5)

Di seguito alcune note per capire chi era Locatelli.

In Etiopia era andato alla fine del 1935 come volontario aviatore avendo aderito fino in fondo e con entusiasmo alla odiosa propaganda imperialista e guerrafondaia del regime. I suoinon erano normali voli di ricognizione, ma vere e proprie azioni terroristiche sulla popolazione civile, sottoposta a devastanti bombardamenti, già rese inabitabili dal gas degli aerei. Locatelli non esita, lo fa anzi con un certo compiacimento.” (6)

Ho lanciato bombe con precisione che potrai ammirare dalle mie fotografie con la Leica, - scriveva alla madre - i nemici oppongono resistenza al centro, ma li teniamo bombardati che non possono più mostrarsi alla luce del sole, saranno sgominati, sterminati, e se vorranno resistere correranno il rischio di morire di fame. Sai che non possono muovere un autocarro senza che noi lo sappiamo e lo bombardiamo? Insomma un divertimento unico in barba ai nostri amici inglesi che avranno il mal di pancia a tutte le notizie delle nostre azioni travolgenti” (7)

Come è noto, di fronte all’esercito italiano invasore in Etiopia stavano truppe armate in modo davvero sommario e talora primitivo; una guerra diseguale (circa 5.000 i caduti italiani; da 300 a 700 mila le vittime etiopi denunciate nel dopoguerra dai governanti del Paese dell’Africa Orientale, fra massacri, bombardamenti indiscriminati su militari e civili anche attraverso l’uso massiccio del gas) che però piaceva tanto a Locatelli, che infatti scriveva: “Quando vedevo le bombe centrare le case, distruggere (…) incendiare la cittadina [probabilmente Dire Daua -ndr] in molti punti contemporaneamente, io che di solito sento un po’ di pietà per il nemico, gioivo.”

Sono parole dove, annota Bendotti, “ritorna l’iniziale adesione al fascismo rivoluzionario, a quella cultura per cui il nemico non è neanche considerato un uomo, a quella pulsione violenta e aggressiva contro gli altri che il fascismo tanto bene interpretava.” (8)

A San Paolo d’Argon non risulta però che alla fine degli anni Trenta sia stato dedicato alcunché a Locatelli, o comunque, se qualcosa è stato fatto, se ne è persa la memoria.

L’attuale Via Antonio Locatelli, centrale nell’organizzazione urbana del paese di San Paolo d’Argon, la strada delle scuole elementari e medie, allora non esisteva. Cominciò ad essere tracciata alla fine degli anni Sessanta e realizzata quasi contestualmente alla costruzione delle Scuole Medie (1971-72) in quanto indispensabile per garantirne l’accesso delle auto del personale e ora anche degli studenti. Ad un certo punto, proprio in quel periodo, comparve anche il cartello segnaletico Via Antonio Locatelli. Una ricerca in archivio potrebbe dirci quale amministrazione comunale l’avesse deciso, perché allora - nel pieno dei roaring anni Settanta - eravamo giovani e avevamo in testa ben altro che la toponomastica.

La cosa certa è che a quarant’anni dalla Guerra di Etiopia e a quasi trent’anni dalla Liberazione, il Comune di San Paolo d’Argon si prese la briga di dedicare una via, destinata a diventare centrale, alla figura più rappresentativa del fascismo bergamasco, mentre - a tutt’oggi - non c’è ancora una via o un vicolo dedicato espressamente, per esempio, a uomini, donne o fatti della Resistenza e della storia dell’Antifascismo.

Nell’Italia la cui Costituzione “ripudia la guerra”, alla luce dei documenti appare piuttosto discutibile il fatto che a San Paolo d’Argon, comune che da anni vanta l’adesione agli Enti Locali per la pace nonché un assessorato che fa esplicito riferimento alla pace, la via che porta alle scuole elementari e medie sia intitolata ad Antonio Locatelli.

Note

  1. Angelo Bendotti, I conquistatori dell’impero. Tre vie, una piazza e un passaggio, Bergamo 2017. Il testo è dedicato ad altri due bergamaschi legati alla Guerra d’Etiopia: Guido Paglia (1897 -1936) e Gennaro Sora (1892 - 1949).
  2. Cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_di_Lechemti
  3. Il principale lavoro storiografico è ancora quello di Angelo del Boca, Gli italiani in Africa Orientale, Bari 1979 e segg., in particolare ai voll. II (La conquista dell’impero, 1979) e III (Gli italiani in Africa Orientale, 1982); l’opera è stata più volte ristampata, l’ultima edizione Mondadori 2014. Per info molto più veloci, cfr. il video estratto dal documentario della BBC, Fascist Legacy, 1989: QUI
  4. Bendotti, cit. , p. 19
  5. Vedi per esempio Il Corriere delle Sera, 25 maggio 2015
  6. Ibidem, p. 19
  7. Ibidem, p. 6
  8. Ibidem, p. 7

1° MAGGIO 2018. BERGAMO. PORTIAMO IN PIAZZA IL DIRITTO ALLA CASA

* Appuntamento alle ore 9.00 in Piazza Marconi (stazione) a Bergamo - Info c/o Unione Inquilini - tel. 3387728683 (fabio)

  • Per sostenere politiche abitative basate sul recupero e riutilizzo del patrimonio pubblico e privato sfitto.

  • Contro sfratti, precarietà, speculazione

  • Per autorganizzazione, solidarietà, mutualismo

DIVISI SIAMO NIENTE, UNITI SIAMO TUTTO

Unione Inquilini Bergamo

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ANTONIO GRAMSCI

Ales, 22 gennaio 1891

Roma, 27 aprile 1937


(20.04.18) CISANO BERGAMASCO. SFRATTO PER DUE INVALIDI E ANZIANI

* Venerdì 20 aprile, dalle ore 12.00, PRESIDIO SOLIDALE ANTISFRATTO a Cisano Bergamasco, Via Roma 15

Mohamed e la moglie Zhara, i due sessantenni che rischiano di essere sgomberati e buttati in strada, sono entrambi invalidi perché malati di diabete mellito e devono seguire cure mediche continue.
I due hanno anche una storia familiare tragica alle spalle. Infatti il figlio Abdelmajid, nel giugno 2014, per festeggiare l’ultimo giorno di scuola, con gli amici si era tuffato nella fontana del piazzale degli alpini a Bergamo, urtando uno dei tubi da cui sgorgava l’acqua e rimanendo paralizzato dal collo in giù. In seguito, per cause non ancora chiarite, il ragazzo era finito in coma per molto tempo. Vicende queste di cui si era occupata anche la stampa locale. Ora Abdelmajid è ricoverato in una clinica in via Gleno a Bergamo
I genitori, rimasti disoccupati, non sono più stati in grado di pagare l’affitto di casa e domani l’ufficiale giudiziario si recherà alla loro abitazione per eseguire lo sfratto con l’utilizzo della forza pubblica.
Gli attivisti di Unione Inquilini si mobiliteranno per evitare che due anziani e invalidi finiscano in mezzo ad una strada non essendo ancora disponibile una soluzione abitazione alternativa.
“Anche in questa occasione - ricorda Fabio Cochis, segretario dell’Unione Inquilini - sollecitiamo in particolare la Prefettura perché venga istituito un tavolo provinciale al fine di graduare gli sfratti e garantire alle persone sfrattate il passaggio da casa a casa”. L’appuntamento per il presidio solidale è dalle ore 12.00 di giovedì 20 aprile in Via Roma 15 a Cisano Bergamasco. (Unione Inquilini - Bergamo - 19 aprile 2018 - Per info. tel. 3397728683 - Fabio Cochis)

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