(14-15.10.17) BERGAMO. FORUM ALTERNATIVO AL G7 DEI PADRONI DELLA TERRA E DEL CIBO. IL PROGRAMMA

* Bergamo, sabato 14 e domenica 15 ottobre 2017, Spazio Giovani Edonè, Parco Sud di Redona, Via A. Gemelli 17

Non siamo sussumibili né in questi giorni del G7 a Bergamo né mai! NO, NON CI STIAMO E COSTRUIAMO L’ALTERNATIVA

Il messaggio che vogliamo dare è che il modello proposto dal G7 in corso e quello agroecologico basato sulla Sovranità Alimentare non sono compatibili, non possono convivere.
Vogliamo affermare l’alternatività dei percorsi agroecologici a quello egemone: per cambiare radicalmente l’agricoltura e l’economia non bastano nuovi stili di vita, occorre progettare e praticare insieme un’alternativa di società.
Questo sarà l’impegno il 14/15 ottobre. Abbiamo pensato a plenarie e a tavoli di lavoro  la cui elaborazione è stata costruita in questi mesi dalle decine di realtà che hanno aderito.Ne uscirà una elaborazione da cui ripartire subito sui territori, per un’altra agricoltura possibile e per una confederalità sociale attraverso pratiche solidali e mutualistiche su tutti i fronti: dalla lotta al caporalato anche nelle campagne orobiche, alle mobilitazioni contro il consumo del territorio, alla costruzione di pratiche di autoproduzione che incontrino l’esigenza di sostegno al reddito di tante fasce di popolazione a cui è negata l’accessibilità al cibo.
Tutto il percorso della Rete bergamasca per l’alternativa al G7 è opera di attivisti e cittadini che hanno messo tempo, sacrificio e parte della vita per questo progetto e, di fronte alle spese assurde sostenute dall’amministrazione per il G7, noi opponiamo le nostre modalità di autofinanziamento solidale e partecipato.
Invitiamo la cittadinanza a venire all’Edonè per scoprire chi siamo e cosa diciamo. Riguarda tutti: riguarda la tutela dell’ambiente in cui facciamo crescere i nostri figli e in cui si produce il cibo che diamo loro; riguarda noi del Nord del mondo; riguarda i popoli del Sud, che con le politiche sottese al summit del G7 in Città Alta vedranno la loro condizione di vita ulteriormente precarizzata fino ad essere costrette – con lo sfruttamento delle loro terre - a migrare nei nostri paesi ricchi, fermo restando che poi li vogliamo bloccare in mezzo ai mari perché “dobbiamo aiutarli a casa loro”.
Vi aspettiamo sabato e domenica mattina al Forum Alternativo e domenica pomeriggio alle 14.00 in piazza, a partire dalla stazione, per manifestare pacificamente, ma dicendo a gran voce, no noi non ci stiamo e vogliamo costruire l’alternativa.
Bergamo, 09.10.17

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SABATO 14 OTTOBRE

Ore 9.00, accoglienza; Ore 9.30, assemblea plenaria; ore 14.30, tavoli di lavoro:

  • AGRICOLTURA. Dalle buone prassi all’elaborazione politica di un “pensiero grande” (scheda: qui)
  • MUTUALISMO. Confederare le pratiche sociali contro la crisi. Costruire il mutualismo del futuro (qui)
  • MONTAGNA. Dove la terra accarezza il cielo: l’agricoltura di montagna (qui)
  • LAVORO. Gli sfruttati della terra: estendiamo da sud a nord la lotta al caporalato (qui)
  • TERRITORIO E BENI COMUNI. La sola grande opera necessaria: la messa in sicurezza del territorio (qui)

Ore 20.45. “Senza Sankara”, spettacolo teatrale di Piccoli Idilli, c/o Teatro Qoelet, Via Leone XIII 22, Bergamo-Redona

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DOMENICA 15 OTTOBRE

Ore 9.00. Colazione sociale. Ore 9.15: assemblea plenaria di chiusura

Ore 14.00. MANIFESTAZIONE con corteo per le vie di Bergamo. Concentramento Piazzale della Stazione e arrivo c/o Edonè

Ore 18.30. Concerto con BG’S TEAM + STOMA EMSI IBWIT e tanti altri (c/o Edonè)

Durante la due giorni del forum: mercati agricoli / musica / associazioni / socialità / buon cibo.

DEPLIANT: fronte - retro

Info: Roberta tel. 3405841595 - Andrea tel. 3495120487 - Fb: Retealternativag7 - Mail: alternativag7bg@gmail.com

IBAN PER SOSTENERE LA RETE: IT 35 A 05018 11100 000000249624 C/C BANCA ETICA


RETE BERGAMASCA PER L’ALTERNATIVA AL G7: Acli Terra Lombardia - Agri Bio Emilia Romagna - Alternainsieme San Paolo d’Argon - AltreMenti Valle Peligna - Asia Bergamo - Associazione Gaia animali e ambiente - Associazione Animante Bergamo - Associazione Gli Armadilli - Associazione Michele Mancino per l’Agricoltura - Associazione Tre Noci Coli - Attac Piacenza - Barrio Campagnola - Bgreport.org - Brigata Solidarietà Attiva Bergamo - Campagne in lotta - Casale Podere Rosa . Cascina Mondeggi Bene Comune - Cittadinanza sostenibile Bergamo - Clash City Workers Bergamo - Comitato “I Bastioni di Orione” Possibile Bergamo - Collettivo politico di Alzano Lombardo - Comitato di lotta per la casa Bergamo - Comitato Seriate per Tutti - Comitato Stop Ttip Milano -  Contadini resistenti della Val Luretta - Cooperativa Il Sole e la Terra - Cooperativa sociale Amandla - Coordinamento Zero Ogm - Csa Ex Canapificio Caserta - Csa Pacì Paciana Bergamo - Csa Magazzino47 Brescia - Demetra azienda agricola Biologica Rigenerativa Bergamo - Desr Distretto Rurale di Economia Solidale (Parco agricolo sud Milano) - Ex OPG Occupato Je so’ pazzo Napoli - Finis Terrae Onlus - Gap Gruppo di Acquisto Popolare Bergamo - Gas Caracol Franciacorta (Bs) - Gas di Baggio (Mi) - Gap di Piacenza e provincia - Intergas Bassa Val Seriana (GAS Torre Ranica, Pan GAS, Quater GAS) - Gasp di Piacenza - Filiera antisismica - Laboratorio Permacultura Temperata Bergamo - LaBoje Spazio sociale Mantova - La Goccia di Bobbio - Legambiente Piacenza - Mani e Terra Scs Onlus -  No Gasaran Sergnano Crema - No Parking Fara Bergamo - No Tangenziale Milano - No Tav Brescia - No Trip - Rifondazione Comunista Federazioni di Bergamo,  Brescia e Piacenza, Comitato regionale lombardo - Radio Vostok - Rees Marche - RiMake Milano - RiMaflow Trezzano sul Naviglio (Mi) - Sàgona Osteria e azienda agricola Loro Ciuffenna (Ar) - Sindacato Generale di Base SGB Bergamo - Sinistra Anticapitalista Circolo “Guido Puletti” Brescia - Sinistra Italiana Bergamo - Sos Rosarno - Spazio Pueblo - Spazio sociale La Boje! Mantova - Unione Inquilini Bergamo - USB Puglia e Livorno. E inoltre: Ari Associazione Rurale Italiana - Attac Italia - Bilanci di Giustizia rete nazionale - Comitato Stop Ttip Italia - Deafal (ong) - Fuorimercato Rete nazionale - Il sindacato è un’altra cosa/Cgil - Sinistra Anticapitalista - Partito della Rifondazione Comunista - R@p Rete per l’autorganizzazione popolare - Terra Nuova - Woof Italia - Unione Inquilini - Unione Sindacale di Base USB (in aggiornamento)

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(08.10.17) RETTIFICA  a comunicato di Unione Inquilini “Sfratto a Boltiere. Una mattinata drammatica e un mondo capovolto”, alternainsieme.net 29.09.17

* In ottemperanza ad intimazione della Sindaca del Comune di Boltiere, signora Armida Forlani, si riproduce integralmente il seguente comunicato stampa (cfr. pdf originale).

“COMUNICATO STAMPA
Venerdì 29 settembre era prevista l’esecuzione dello sfratto di una famiglia di immigrati, con due figli preadolescenti.
Per aiutare questa famiglia i servizi sociali, la Caritas e l’Amministrazione si sono attivati già dal 2015, molto tempo prima che intervenisse il sig. Canto Davide sindacalista dell’Unione Inquilini ad affiancare la stessa.
Gli aiuti sono consistiti in: contributi economici, pacchi alimentari e una proposta di lavoro/alloggio che è stata rifiutata dall’interessato.
L’Ufficiale Giudiziario, non è tenuto e non può autorizzare dilazioni, nemmeno di pochi giorni dell’esecuzione, ha un ruolo esecutivo su mandato del Tribunale, a seguito di un percorso tutelativo del proprietario. L’inquilino nella fattispecie è moroso di molte rate e migliaia di euro. Può eventualmente annullare la pratica solo su richiesta esclusiva del proprietario.
La pattuglia dell’Arma dei Carabinieri è stata chiamata dall’UG a propria tutela, trovandosi alla porta dello stabile un picchetto di 5-6 persone che impedivano le impedivano. Per questo l’UG si è recato presso l’ufficio dell’Assistente Sociale che in presenza dell’Assessora Ceresa forniva informazioni sul percorso compiuto dall’Amministrazione a favore della famiglia. L’UG ha capito che sussistevano gli estremi per poter proseguire nell’azione giudiziaria.
Azione seguita dall’Assessora, la Sindaca, il Responsabile della Caritas, la pattuglia, il proprietario di casa, da Canto Davide alla presenza dell’inquilino con il “presidio di solidarietà” a far capanna.
Nella casa era sicuramente presente la moglie che non ha mai aperto la porta dell’appartamento la quale si è affacciata dalla finestra e udita parlare al telefono. Sicuramente non c’erano bambini assediati in casa che piangevano terrorizzati!
E’ dovere dell’Amministrazione tutelare tutti i cittadini siano essi inquilini o proprietari.
La situazione non era drammatica, il Capitano dei carabinieri è passato casualmente e non ha ordinato ai subalterni di desistere dallo sgombero perché di fatto non era in atto nessun sgombero forzoso, ma si stavano effettuando trattative in separata sede tra il proprietario, l’UG e l’Assessora sul pianerottolo di casa e in strada tra la Sindaca, la pattuglia, la Caritas con l’inquilino e Canto. La Sindaca si premurava di coinvolgere il presidio di solidarietà perché offrisse un fattivo aiuto sottoforma di dimora alla famiglia oltre al picchetto in strada. Cosa che nessuno ha accettato se non un timido approccio di uno solo del gruppo.
Le forze dell’ordine non sono tenute a predisporre situazioni abitative alternative, se non in presenza di gravi situazioni, cosa qui non verificatesi.
Il proprietario ha accolto le richieste dello sgombero dopo la trattativa concedendo ancora quindici giorni di proroga.
La famiglia ha avuto mesi per organizzare il rilascio dell’abitazione, tanto che questo è il settimo rinvio, la stessa famiglia aveva dichiarato che a fine dell’anno scolastico sarebbe rientrata nel paese di origine.
Tutt’altro che sgradevole il ruolo svolto dalla Sindaca e dall’Assessora, infatti senza il loro intervento
sicuramente lo sfratto si sarebbe eseguito.
Sicuramente l’Amministrazione di Boltiere che è una lista civica, agisce indipendentemente dalle etichette che le vengono attribuite. Sta effettuando diversi interventi a favore dei propri cittadini e le politiche per la casa che ha attivato sono ampiamente documentate dal sito ufficiale del comune.
Ricordiamo su tutte che nell’anno 2016, quando la Regione ha tagliato i fondi per il contributo all’affitto, la stessa quota di pertinenza comunale non è stata depennata ma comunque erogata a tutti i cittadini che ne avevano diritto. Comportamento seguito quest’anno dall’Ambito sociale di Dalmine come buona pratica di politica sociale.
A seguito della diffusione mezzo web del Comunicato dell’Unione Inquilini, le sottoscritte hanno provveduto a tutelare l’Amministrazione che rappresentano, intraprendendo le dovute vie legali.
f.to Assessora alla Solidarietà Sociale: Anna Ceresa
f.to Sindaca: Armida Forlani”

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(07.10.17)Bergamo. Incontro del Coordinamento nazionale - R@p Rete per l’autorganizzazione popolare

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* Sabato 7 ottobre, ore 10.00 - 16.00, presso Unione Inquilini, in via Borgo Palazzo 84/g a Bergamo

Molti di noi a Bergamo stanno sperimentando da anni pratiche di mutualismo e di autorganizzazione come risposta alla crisi generata dall’attacco capitalista e abbiamo contribuito, con gli sportelli dell’Unione Inquilini, con i Gruppi Acquisto Popolare e i mercatini mensili dei vestiti usati, a far crescere forme di resistenza sociale di base.
Dobbiamo rilanciare queste pratiche, perché si rende necessario dare una nuova risposta complessiva ai bisogni delle persone che si vedono negate ogni diritto: la casa, la scuola, il lavoro, il cibo.
Durante il G7 a Bergamo, all’interno della due giorni di Forum alternativo, si terrà il “Tavolo mutualismo” che vedrà realtà provenienti da tutta Italia per ragionare insieme di una prospettiva di confederalità sociale che possa rilanciare quelle pratiche a partire dalla costruzione di reti unitarie e che possano dare una risposta più complessiva ai bisogni negati e un’elaborazione di un’alternativa di sistema.
Questi i temi di sabato a partire dalle ore 10.00:

  • la confederalità sociale e le sue prospettivecon tutti i nodi della rete nazionale
  • il contributo della R@p al Tavolo Mutualismo del 14 ottobre al Forum alternativo
  • le prospettive locali dopo la mobilitazione alternativa al G7

NB: il pranzo sarà condiviso nella sede di Unione Inquilini. Sarà gradito se ognuno porterà qualcosa… (06.10.17, per info tel. 3397728683 - Fabio Cochis)

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(02.10.17) Treviglio. L’autunno è cominciato con belle giornate ma di nuovo tanti sfratti

  • Lunedì 2 ottobre 2017, dalle ore 9,00, presidio solidale antisfratto in Via Colleoni 3 a Treviglio (per info c/o tel. 3345088230 – Davide Canto)


Domani mattina l’ufficiale giudiziario busserá alla porta della casa dove abitano Mohamed, sua moglie e i suoi quattro figli minori per eseguire lo sgombero. La famiglia ha avuto lo sfratto perché, rimasto disoccupato il padre, non era più riuscita a pagare il mutuo con conseguente pignoramento dell’abitazione.

Come attivisti dell’Unione Inquilini saremo presenti per chiedere che l’esecuzione dello sfratto sia procrastinata per dare modo di poter garantire alla famiglia una sistemazione alternativa dignitosa secondo i compiti che spettano in particolare ai servizi sociali dei comuni.

E’ disumano infatti procedere agli sgomberi violenti buttando la gente in strada, e ancor più disumano quando ci sono di messo bambini e minorenni, come nei giorni scorsi è avvenuto a Colognola (cfr. qui) o stava per avvenire a Boltiere (cfr. qui).

E’ importante pertanto che le famiglie sfrattate non rimangano sole e per questo facciamo appello alle associazioni solidali e alle persone sensibili perché siano presenti fisicamente ai presidi antisfratto come momento di testimonianza di solidarietà e vicinanza di fronte al dramma delle persone, di dissuasione nei confronti delle forze dell’ordine all’uso della forza, di sollecitazione verso le istituzioni affinché sia garantito il diritto ad una abitazione per tutte le persone alle persone.

Stiamo purtroppo constatando che gli sfratti stanno di nuovo riprendendo a crescere, con buona pace di quanti ci dicono invece che stiamo uscendeo dalla crisi. Una situazione su questo fronte che anche nella provincia di Bergamo continua a rimanere grave per tante persone che non riescono trovare lavoro. (01.10.17 - Unione inquilini Bergamo-Treviglio, Fabio Cochis, segretario provinciale)

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BORGO DI TERZO. SPORTELLO SOCIALE CASA.

* Per consulenza e assistenza sui temi del diritto alla casa, lotta agli sfratti, tutela legale (consulenza gratuita), assistenza fiscale…

* Per non essere soli di fronte alla crisi e per lottare contro la dissoluzione dello “stato sociale”

BORGO DI TERZO, presso la sede del Circolo di Rifondazione Comunista della Valcavallina, Via Rivolta 1 (scalinata di fronte alla farmacia)

TUTTI I MARTEDI’ dalle ore 18.30 alle ore 20.00

Per info: tel. 3312190899 (marco), tel. 3389759975 (maurizio) mail: alternainsieme@yahoo.it

** Bando del Consorzio Servizi Valcavallina per il contenimento dell’emergenza abitativa: scadenza il 22 dicembre. Vedi: qui

A cura Unione Inquilini Bergamo in collaborazione con Circolo di Rifondazione Comunista della Valcavallina.

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(29.09.17) Sfratto a Boltiere. Una mattinata drammatica e un mondo capovolto

Stamattina a Boltiere era prevista l’esecuzione dello sfratto nei confronti di una famiglia di immigrati, padre madre e due bambini piccoli.
Da diverso tempo gli attivisti incaricati del nostro sindacato nei mesi scorsi avevano sollecitato i servizi sociali del comune ad operare per un percorso di reinserimento abitativo e lavorativo (il padre e la madre sono entrambi privi di occupazione).
Pertanto questa mattina l’ufficiale giudiziario, il medesimo che nei giorni scorsi aveva buttato fuori a Colognola una madre e con due bambini (cfr. qui) senza che fossero stati avvisati preventivamente i servizi sociali di Bergamo, si è presentata in Via IV Novembre per quest’altro sgombero e non ha prestato ascolto alla richiesta di dilazione, anche di pochi giorni, avanzata dal nostro attivista Davide Canto, presente in loco con il presidio di solidarietà alla famiglia sfrattata.
Lo stesso copione di Colognola stava così per ripetersi, essendo comparsa rapidamente una pattuglia dei carabinieri chiamata dall’ufficiale giudiziario. Informato il Comune, si presentavano anche la signora sindaca e la signora assessora ai servizi sociali, non per prendersi cura della famiglia e dei bambini assediati in casa che piangevano terrorizzati, ma – con grande sorpresa - per dare man forte al proprietario, conosciuto in paese come proprietario di altri svariati alloggi affittati a famiglie immigrate, il quale voleva senz’altro e subito entrare in possesso dell’appartamento.
La drammatica situazione si è sbloccata, grazie all’intervento del capitano dei carabinieri della zona, il quale appena sopraggiunto ha ordinato subito a propri subalterni di desistere dallo sgombero per la ragione che le autorità preposte devono essere preventivamente informate delle esecuzioni di sfratto, e questo al fine di poter predisporre una sistemazione alternativa, a maggior ragione quando sono coinvolti minori.
A questo punto anche l’ufficiale giudiziario accoglieva le nostre richieste concedendo quindici giorni di proroga dello sgombero. Due settimane che possono essere preziose per poter individuare un alloggio alternativo per la famiglia sfrattata.
Denunciamo che, contrariamente alla normativa e la prassi a tutela delle persone e dei minori nonché alle indicazioni ribadite anche recentemente dal Ministero dell’Interno, le famiglie sotto sfratto in bergamasca rischiano ancora di essere buttate in strada senza alcuna assistenza. Questo non deve più succedere, e intendiamo con forza richiamare anche la Prefettura di Bergamo alle proprie responsabilità.

Sgradevole, infine, il ruolo svolto questa mattina dalle signore sindaca e assessora di un’amministrazione comunale che peraltro viene classificata comunemente come di centro-sinistra. “Altri otto sfratti in corso nel paese di Boltiere; significa che questa amministrazione ha fallito completamente nella politica per la casa”, ha commentato Davide Canto. (Unione Inquilini Bergamo, 29.09.17)

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(28.09.17) Valcavallina. Se non ce la fai più a pagare l’affitto di casa, c’è un bando per evitare di incorrere nelle procedure di sfratto

E’ uscito in questi giorni e sarà valido fino al 22 dicembre 2017 un bando per coloro che stanno incorrendo nella morosità incolpevole, cioè hanno saltato qualche rata dell’affitto di casa perché in difficoltà economica, e hanno un Isee inferiore ai 15.000 euro potranno avere un contributo “fino a 1.500 euro ad alloggio/contratto” oppure “fino a 2.500 euro nel caso di disponibilità del proprietario a modificare il canone in ‘concordato’ o a rinegoziare a canone più basso”.

L’obiettivo del bando è quello di prevenire le procedure di sfratto e per questo si mettono a disposizione 30.246 euro in totale; si tratta di briciole, ma è bene non farsele scappare.

Pertanto invitiamo tutte le famiglie in difficoltà con l’affitto di casa nei comuni che fanno capo al Consorzio della Valcavallina a rivolgersi al Consorzio stesso, tel. 035944904. Le domande si presentano alla sede di via Fratelli Calvi 1 (Centro Zelinda) a Trescore Balenario entro il 22 dicembre 2017.

Il BANDO integrale, a cui si rimanda, si può scaricare QUI

* A disposizione degli interessati vi è anche lo Sportello Sociale del sindacato Unione Inquilini, tutti i martedì dalle ore 18.30 alle ore 20.00, a Borgo di Terzo presso la sede di Rifondazione Comunista in via Rivolta 1 (scalinata di fronte alla farmacia - tel. 3389759975).

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(24.09.17)Bergamo. Sfratti. Madre e due figli minori buttati fuori casa in modo disumano. Unione Inquilini chiede incontro con il Prefetto

E’ successo lunedì scorso nel quartiere Colognola (Piazzale della Scienza). La famiglia non era a conoscenza del preavviso di sgombero, mentre il padre, disoccupato, si trovava all’estero in cerca di occupazione.
L’ufficiale giudiziario e le forze dell’ordine, fatte intervenire per eseguire lo sgombero, non hanno consentito alcuna proroga, malgrado la disponibilità della proprietà a concedere 15 giorni, e hanno fatto uscire dall’appartamento la madre e i due figli minori, di cui uno da poco operato e ingessato ad entrambe le gambe, senza nemmeno consentire di recuperare i materiali della scuola. (Si rimanda alla lettera del padre riportata da Bergamonews.it del 24.09.17)
E’ stata un’operazione di sgombero insensata e disumana, secondo modalità spicce e brutali che almeno nella città di Bergamo – grazie anche alla vigilanza di un significativo movimento per il diritto alla casa – non si verificavano da diverso tempo.
Unione Inquilini, informata dalla famiglia stessa a sgombero avvenuto, si è attivata presso i Servizi sociali del Comune di Bergamo che si sono impegnati a trovare un alloggio di emergenza.
“Siamo stupiti e sconcertati dal fatto che sia stato manifestamente disatteso quanto recentemente richiamato anche dal Ministero delI’interno per evitare di dare corso a sgomberi in assenza di soluzioni abitative alternative” - ha dichiarato Davide Canto, l’attivista dell’Unione Inquilini di Bergamo che sta seguendo il caso.
Per avere chiarimenti e per ribadire che situazioni di questo tipo, traumatiche in modo particolare per i minori coinvolti, non abbiano più a ripetersi, l’Unione Inquilini chiederà un incontro con il Prefetto di Bergamo. (Bergamo, 24.09.17, Fabio Cochis, segretario provinciale Unione Inquilini)

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(16.09.17) “AIUTIAMOLI A CASA LORO” E’ UNA BALLA SPAZIALE. LAND GRABBING E ALTRO

Ringraziamo Vittorio Agnoletto che ci ha segnalato questo due suoi interventi. (a cura Rete Bergamasca per l’alternativa al G7)

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1. Migranti, quattro motivi per cui ‘Aiutiamoli a casa loro’ è una balla spaziale (Il Fatto quotidiano, 06.09.17)

“Aiutarli a casa loro” per anni è stato lo slogan della destra. Ora è diventato il mantra di quasi tutte le forze politiche da Renzi al M5S. Uno slogan carino da pronunciare, ma che ha come unico obiettivo il tacitare la coscienza di  chi lo declama e di chi, compiaciuto, lo ascolta: non siamo cattivi, né egoisti, anzi rispettiamo gli insegnamenti evangelici dell’aiutare il prossimo, solo che decidiamo noi dove e come.

Ma la realtà è ben diversa: nonostante gli accordi internazionali sottoscritti prevedano di destinare all’aiuto pubblico allo sviluppo almeno lo 0,7% del Pil, il nostro Paese nel 2015 ha stanziato solo lo 0,22% del Pil, nel quale sono compresi pure i fondi rimasti sul nostro territorio destinati a gestire il fenomeno migratorio.

1. Vendiamo armi

La principale preoccupazione dei nostri governi è stata quella di incentivare la vendita di armi in Africa. Tra il 2013 e il 2014 è stata organizzata la circumnavigazione dell’Africa della portaerei Cavour, trasformata in un’enorme vetrina delle armi prodotte dalle nostre industrie; per tale missione i vertici militari avevano perfino cercato l’appoggio dei missionari italiani presenti nell’Africa Sub-Sahariana, ricevendone ovviamente un netto diniego come mi è stato personalmente raccontato in un colloquio a lato dell’incontro dei Movimenti popolari organizzato da papa Francesco in Vaticano lo scorso novembre.

Come spesso ricorda Francesco Vignarca, uno dei massimi esperti sul mercato delle armi, i risultati non si sono fatti attendere e nel 2016 sono state autorizzate vendite verso Angola, Congo, Kenia, Sud Africa, Algeria, Marocco, Ciad, Mali, Namibia ed Etiopia facendo carta straccia della legge 185/90 che vieta le armi a Paesi in conflitto e a quelli che non rispettano i diritti umani. Facilitatori in questi accordi sono stati i viaggi nel continente africano della ministra Roberta Pinotti e dello stesso Matteo Renzi.

2. Distruggiamo l’agricoltura locale

Mentre si vendono le armi si distrugge l’agricoltura dei Paesi Sub- Sahariani.

La distruzione di una parte importante dell’agricoltura sub sahariana è diretta conseguenza degli accordi di Partenariato economico (Epa) che l’Ue, in accordo con l’Organizzazione mondiale del commercio, ha imposto all’Africa Subsahariana. Gli obiettivi degli Epa sono: rimozione delle barriere tariffarie, difesa degli investimenti delle imprese estere, liberalizzazione del settore dei servizi, protezione dei diritti di proprietà intellettuale.

Ancor prima che gli Epa entrassero in vigore, il Programma per lo sviluppo delle Nazioni Unite (l’Undp), aveva ammonito l’Ue che tali accordi avrebbero provocato il crollo del Pil delle nazioni africane (in parte significativa sostenuto dai dazi doganali) e il collasso di ampi settori dell’agricoltura africana non in grado di competere con le grandi multinazionali europee sostenute dai sussidi che ogni anno la Commissione europea elargisce loro.

Tutto ciò si è drammaticamente realizzato e i mercati delle grandi metropoli africane, a cominciare da Nairobi, sono invasi da prodotti agricoli europei. Decine di migliaia di contadini sono così rimasti senza lavoro, costretti ad abbandonare la terra.

3. Ci impadroniamo delle loro terre

Contemporaneamente, nell’Africa Sub Sahariana e non solo, si è sviluppato il fenomeno del land grabbing, l’accaparramento delle terre fertili da parte di grandi multinazionali o di Stati quali la Cina. Al 2015, considerando solo gli accordi stipulati dopo il 2000 – e solo quelli relativi ad appezzamenti di terra superiori ai 200/ettari (ha) e con un acquirente finale internazionale – erano oltre 44 milioni gli ettari oggetto di land grabbing. Di questi 44 milioni di ettari circa il 50%  sono collocati in Africa. Di questi, solo l’8% è rimasto destinato totalmente a colture alimentari; il restante 82% è destinato, almeno in parte, ad altro, ad esempio alla produzione di biocarburanti eccetera.

Le industrie italiane partecipano al fenomeno del land grabbing per un totale di 1.000.000/ha quasi tutti in Africa.

Il fenomeno del land grabbing quindi produce: espropriazione delle terre, cacciata dei contadini e delle loro famiglie, sostituzione della produzione di cibo fino ad ora destinato al consumo locale con prodotti non finalizzati all’alimentazione umana e con produzioni agricole fondate su monoculture destinate a mercati globali, lontani dalle zone di coltivazione.

Ne consegue un grave impoverimento delle popolazioni ivi residenti, abbandono della propria regione con fenomeni migratori inizialmente interni al proprio Paese e in seguito con migrazioni internazionali rivolte verso il Mediterraneo.

4. Follia e ignoranza preparano la tragedia

Potrei dilungarmi sull’accaparramento delle ricchezze del sottosuolo, fenomeno alla base di molte delle guerre per procura oggi in atto nel continente africano. E’ sufficiente ricordare il conflitto che in Congo in vent’anni ha prodotto milioni di morti. Una guerra che ha le sue ragioni nelle ricchezze del Paese: coltan e cassiterite stanno alla base dell’industria hightech mondiale. Un esempio di come evolve il colonialismo nell’era della globalizzazione.

Ecco come “li stiamo aiutando a casa loro”. Nessuno, fra i tanti leader politici che quotidianamente ripetono in modo ossessivo tale slogan, ha mai avanzato proposte precise sui temi qui indicati. Ammesso che sappiano di cosa si sta parlando.

Il fenomeno delle migrazioni è strutturale e trova le proprie ragioni nell’enorme divario della distribuzione della ricchezza e nelle feroci politiche di saccheggio.

O si ha il coraggio di intervenire con trasformazioni radicali che modifichino in profondità le attuali politiche, oppure andremo incontro nel prossimo futuro ad una tragedia collettiva di dimensioni inimmaginabili.


2. Land grabbing e migranti, gli italiani coinvolti gridano ‘Aiutiamoli a casa loro’. Mentono (Il Fatto quotidiano, 15.09.17)

Alcuni commenti al mio precedente post mettevano in dubbio alcuni dati da me citati, in particolare il ruolo svolto dalle aziende italiane nel Land grabbing, l’accaparramento delle terre fertili da parte di grandi multinazionali o di interi Stati, in Africa.

Per superare ogni dubbio è sufficiente cliccare su Web of transnational deals e quindi Italy (con il browser Internet Explorer non funziona) e sarà possibile osservare come sono ben 1.017.828 gli ettari acquistati da industrie italiane attraverso il Land grabbing, terreni quasi tutti collocati in Africa, tranne circa 36mila ettari in Romania. Questi dati sono stimati per difetto, perché fanno riferimento unicamente ai contratti già chiusi nel 2015; molte altre trattative erano allora ancora aperte ed altre sono state avviate recentemente.

Cliccando su Show all outbound deals è possibile, poi, vedere la lista delle aziende italiane coinvolte in tale pratica, aggiornata al 2015. Quelli indicati come Secondary investor indicano l’azienda con sede in Italia che sta dietro i primi acquirenti (primary investor). Questi ultimi, in genere, fungono da prestanome locale: sono aziende collocate nel Paese in cui si trova il terreno, utili a superare le leggi nazionali che vincolano gli investimenti italiani.

Scorrendo fino in fondo la colonna Intention of investment, appare evidente come circa solo un terzo dei terreni acquistati con Land grabbing sono stati destinati all’agricoltura; confrontando la colonna Intended size ha (le dimensioni previste in ettari dei terreno da acquistare) con la colonna Contract size ha (la quantità di ettari di terreno già acquistati) si può osservare come già allora erano avviate le trattative per l’acquisto di circa un altro un milione di ha di terreno in Africa da parte di industrie con sede in Italia.

Siamo quindi di fronte ad un fenomeno in continua crescita e del quale molti aspetti restano ancora sconosciuti e nascosti anche per ragioni commerciali e fiscali.

Come già scritto nel post precedente, tra le conseguenze del Land grabbing vi è l’abbandono delle terre da parte di migliaia e migliaia di contadini destinati a precipitare in una condizione di ulteriore drammatica povertà che li porta ad emigrare verso nord spesso fino alle sponde del Mediterraneo con tutte le conseguenze che conosciamo. Ecco perché non ha alcun senso dire “aiutiamoli a casa loro” se contemporaneamente non vengono bloccate pratiche quali il Land grabbing.

Chiarito questo punto, rispondo brevemente anche ad altre obiezioni che mi erano state rivolte:

1. Non penso certo che “800 milioni di Africani devono venire da noi” né che “non dobbiamo aiutarli a casa loro”; sostengo molto più semplicemente che non li stiamo aiutando a casa loro e che i politici che usano lo slogan “aiutiamoli a casa loro” usano questo slogan solo per contrastare le politiche di accoglienza e per realizzare politiche di respingimento e finanziare governi e bande armate che gestiscono e costruiscono veri e propri lager nei quali rinchiudere i migranti prima che giungano sulle coste del Mediterraneo.

2. E’ evidente che le responsabilità sulla vendita delle armi o sul land grabbing non sono direttamente del singolo cittadino italiano. Con l’uso della prima persona plurale, ad esempio “Vendiamo armi” intendo riferirmi al sistema Italia, al governo – che per altro viene eletto da noi – e alle aziende/multinazionali italiane.

3. E’ ampiamente documentato che anche in Italia vi sono grandi differenze economiche, e infatti la gran parte dei post che ho pubblicato nel mio blog è dedicata ad esempio alla difficoltà di curarsi per chi è povero. Ed è altrettanto risaputo che le differenze economiche nel nostro Paese sono drammatiche.

Contemporaneamente, vi è un piccolo gruppo di individui (nel mondo dell’industria, della finanza eccetera) che dalla crisi trae grandi vantaggi a danno di altri. Ad esempio la chiusura di migliaia di piccole aziende agricole familiari in Italia e nel sud dell’Europa è diretta conseguenza delle politiche delle grandi multinazionali dell’agrobusiness sostenute dai sussidi dell’Unione europea.

Sarebbe quindi molto più logico (e intelligente), anziché individuare nei migranti e negli africani i nostri nemici, comprendere che coloro che stanno depredando quel continente sono gli stessi che stanno mandando in miseria milioni di italiani ed europei. Ma nessun governo italiano, né quello attuale, né i precedenti, ha mai chiesto di rimettere in discussione i sussidi alle multinazionali europee dell’agricoltura, tanto per fare un esempio.

4. Chi vende le armi lo fa sperando che queste siano usate in modo tale da poterne vendere altre e quindi ha solo vantaggio a fomentare i conflitti. Ovviamente, un’enorme responsabilità hanno molti governi ed élites africane che scatenano le guerre pensando solo a arricchire se stesse lasciando in miseria i loro popoli. Ma a maggior ragione, i nostri leader politici, che ben conoscono tutto ciò, non dovrebbero commerciare armi con tali governi.

Se invece i nostri governi e le élites economiche finanziarie continueranno ad applicare l’antica massima pecunia non olet è bene che si sappia che le migrazioni continueranno ad aumentare senza sosta.

Rete Bergamasca per l’alternativa al G7, le nostre precedenti info: qui


(20.09.17) SERIATE. INCONTRO PUBBLICO DELLA RETE BERGAMASCA PER L’ALTERNATIVA AL G7

Mercoledì 20 settembre, ore 20.45, presso la Biblioteca Civica di Seriate, in Via Italia 56 (di fronte al municipio)

* “(R)ESISTENZA CONTADINA e POLITICHE DI SVILUPPISMO IN AGRICOLTURA”

Interverranno:

FRANCESCO BENCIOLINI, contadino di ARI (Associazione Rurale Italiana): LE POLITICHE AGRICOLE COMUNITARIE (PAC) ed i PIANI DI SVILUPPO REGIONALI ITALIANI (PSR)

SERGIO CABRAS, contadino e scrittore, co-estensore della proposta di Legge PICCOLO E’ BELLO, MA ILLEGALE: - Come l’economia sviluppista usa la Legge per costringere i contadini alla clandestinità; - La proposta di Legge sul riconoscimento delle agricolture contadine italiane.
Coordina: ORAZIO ROSSI, Caa Acli
* SOCIAL FORUM 14 E 15 OTTOBRE: COSTRUIAMO L’ALTERNATIVA! Presentazione delle due giorni di forum alternativo: assemblee, tavoli di lavoro tematici, iniziative culturali, mercati contadini e manifestazione finale
A cura di ROBERTA MALTEMPI, coordinatrice della Rete

Rete Bergamasca per l’alternativa al G7: Acli Terra Lombardia - Alternainsieme San Paolo d’Argon - Ari  Associazione Rurale Italiana - Asia Bergamo - Associazione Gaia animali e ambiente - Associazione Animante Bergamo - Associazione Gli Armadilli - Barrio Campagnola  - Brigate Solidarietà Attiva Bergamo - Circolo dei lavoratori Iseo - Cittadinanza sostenibile Bergamo - Comitato “I Bastioni di Orione”  Possibile Bergamo - Collettivo politico di Alzano Lombardo - Comitato di lotta per la casa Bergamo - Comitato Seriate per Tutti - Comitato Stop Ttip Milano - Cooperativa sociale Amandla - Cooperativa Il Sole e la Terra - C.s.a. Pacì Paciana - Desr Distretto Rurale di Economia Solidale (Parco agricolo sud Milano) - Ex OPG Occupato Je so’ pazzo Napoli - Gap Gruppo di Acquisto Popolare Bergamo - Gas Caracol Franciacorta (Bs) - Gas di Baggio (mi) - Intergas Bassa Val Seriana (GAS Torre Ranica, Pan GAS, Quater GAS) - Laboratorio Permacultura Temperata Bergamo - Magazzino 47 Brescia - No Parking Fara Bergamo - Rifondazione Comunista Circoli di Seriate, Dalmine, Vacalepio e Valcavallina, Federazioni di Bergamo e Brescia, Comitato regionale lombardo - Radio Vostok - R@p Rete per autorganizzazione popolare - RiMake Milano - RiMaflow Trezzano sul Naviglio (mi) - Sindacato Generale di Base SGB Bergamo - Sinistra Anticapitalista Circolo “Guido Puletti” Brescia - Sinistra Italiana Bergamo - Spazio sociale La Boje! Mantova - Unione Inquilini Bergamo
Attac Italia - Bilanci di Giustizia rete nazionale - Deafal (ong) - Fuorimercato  - Comitato Stop Ttip Italia - Il sindacato è un’altra cosa/Cgil - Terra Nuova - Woof Italia - Unione Inquilini Italia

Info: Roberta tel. 3405841595 - Fb: Rete Bergamasca per l’alternativa al G7 - Mail: alternativag7bergamo@yahoo.com

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