(14.09.20) SFRATTI. STATISTICA 2019, PRIMA DELLA CATASTROFE COVID.

Mobilitiamoci anche a Bergamo per contrastare il disastro sociale che si annuncia.

Nel 2019 in Italia le sentenze di sfratto sono state 48.543 (- 13,72% sul 2018), oltre 25.930 gli sfratti eseguiti, anche con la forza pubblica (-14,03% sul 2018) e 100.595 (-15,41%) le richieste di esecuzione presentate agi ufficiali giudiziari.

Questo quanto emerge dalla rilevazione annuale del Ministero dell’Interno e del Ministero di Grazia e Giustizia resa pubblica nelle scorse settimane sia pure in forma parziale e incompleta.

Nel 2019 a livello nazionale si è confermato un andamento di diminuzione del numero degli sfratti, per il secondo anno consecutivo, ma siamo ancora ben lontani da un cambiamento di rotta, tanto più che la causa predominante degli sfratti continua ad essere quella della morosità.

La gente non riesce a pagare l’affitto perché non ha reddito a sufficienza e gli affitti sono troppo alti.

Nella provincia di Bergamo quanto si rileva a livello nazionale ha nei numeri un riscontro solo molto parziale e contraddittorio. Nel 2019 solo i numeri relativi alle richieste di esecuzione (2.247) e il numero di sfratti eseguiti (566) sembrano riallinearsi al trend nazionale e regionale con una diminuzione dopo il boom dell’anno 2018 (rispettivamente – 16,55% e – 15,27%), ma le sentenze di sfratto sono state nel 2019 ancora 694, un numero identico rispetto al 2018 (-0,43%), anno nel corso del quale – in controtendenza rispetto ai dati nazionale e regionale – si era registrato un esploit mai visto (697 con un più 59,13% rispetto al 2017).

Diminuiscono nel 2019 le sentenze di sfratto in provincia ma aumentano fortemente nella città capoluogo: 0 (zero!) erano state nel 2015, 13 nel 2016, 11 nel 2017; balzano a 75 nel 2018 e raddoppiano nel 2019: 143, tra cui solo 10 per finita locazione. Si tratta di una tendenza che crediamo si colleghi – come abbiamo denunciato in diverse occasioni - alla incontrollata turistificazine e gentrificazione con espulsione dei ceti popolari dalla città, nonché dal peggioramento delle condizioni di reddito fra le categorie più povere. Tendenza questa peraltro segnalata qualche giorno fa dalle rilevazioni rese note dal sindacato Cisl di Bergamo.

Se il 2019 segnala una situazione in bergamasca fatta ancora di molte ombre, siamo preoccupatissimi rispetto all’impatto della catastrofe sociale del Covid, i cui effetti si profilano per il futuro assolutamente devastanti.

Unione Inquilini nel corso del lockdown si è spesa con tutte le sue forze per il sostegno all’affitto e per il blocco degli sfratti, che col “decreto rilancio” è stato prorogato fino al 31 dicembre 2020.

Un “sollievo” quest’ultimo che, se non sarà seguito da una ulteriore proroga e accompagnato da significativi investimenti per garantire il diritto alla casa, rischia di preludere ad una catastrofe sociale particolarmente drammatica.

Il crollo dei redditi registrato durante il lockdown è stato un moltiplicatore della morosità incolpevole, vista l’insufficienza dei contributi di sostegno all’affitto; non a caso, dopo il lockdown il Tribunale di Bergamo sta lavorando a pieno ritmo nelle cause di sfratto tanto che i giorni di udienza sono stati portati da uno – tradizionalmente il martedì – a tre giorni la settimana – martedì, mercoledì e giovedì - per far fronte alle richieste.

I dati parziali in alcune città segnalano un numero enorme di nuovi sfratti che, se il blocco non verrà prorogato, sfoceranno nel 2021 in esecuzioni in numero mai visto, aggiungendosi poi quelle pregresse e sospese dal marzo 2020.

Eppure, fra le ipotesi di utilizzo dei fondi europei o riguardo alla liquidità anticrisi messa a disposizione degli enti locali da governo e regioni, si sente di tutto (dall’arredo urbano più lezioso e superfluo… fino al Ponte – o tunnel - sulla stretto di Messina…) ma nulla di investimenti per l’edilizia sociale.

E questo nonostante il punto 8 del programma di governo siglato già nell’agosto 2019 e che vogliamo qui riportate: “Occorre prevedere un piano di edilizia residenziale pubblica volto alla ristrutturazione del patrimonio esistente e al riutilizzo delle strutture pubbliche dismesse, in favore di famiglie a basso reddito e dei giovani; adeguare le risorse del Fondo nazionale di sostegno alle locazioni; rendere più trasparente la contrattazione in materia di locazioni.”

Di quanto sopra sottoscritto ora Unione Inquilini chiede conto.

Riteniamo peraltro improrogabile una profonda riforma della legislazione sulla locazione, perché è ormai evidente che una fascia vastissima di persone non è e non sarà in grado di reggere ai livelli dei prezzi del mercato della casa.

Paradossale poi che in Lombardia – nel bel mezzo della crisi sociale che stiamo vivendo - dal gennaio scorso siano annullati i bandi per l’assegnazione delle case popolari. Questo a seguito delle note vicende scaturite da una legge regionale che è stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale e che Unione Inquilini ha sempre combattuto.

Su questi temi ed obiettivi e alla luce della gravità della situazione, Unione inquilini propone anche a Bergamo a tutti gli inquilini, alle organizzazioni sindacale e alle associazioni impegnate per il diritto alla casa di dare vita a una forte mobilitazione, unitaria e stringente, su una piattaforma comune e condivisa.

Proponiamo come riferimento il 10 ottobre prossimo, giornata mondiale “sfratti zero”, che in vari modi negli anni scorsi è stata un punto di riferimento a Bergamo per diversi soggetti attivi nel movimento per il diritto alla casa.

Dobbiamo tutti lavorare per impedire che la situazione sociale precipiti e riaprire prospettive per il riconoscimento e l’attuazione del diritto alla casa in quanto fondamentale e universale. (14.09.2020, Unione Inquilini Bergamo)

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(22.05.20) Bergamo. Case popolari tra emergenza sanitaria ed emergenza sociale

Unione Inquilini denuncia la latitanza di Comuni e ALER

La situazione nelle Case Popolari della bergamasca durante la crisi del Covid19 non è stata monitorata con attenzione dagli enti preposti e proprietari (Comuni e ALER). E ciò nonostante in queste abitazioni sia residente una popolazione anziana, spesso malata e indigente, una popolazione quindi a forte rischio sanitario e sociale.
Da una rapida inchiesta che abbiamo svolto sono già emersi casi di malati poi deceduti, di decessi nelle stesse case popolari, di malattie e quarantene. Ciò nonostante le istituzioni non si sono fatte carico di monitorare la situazione ne, che ci risulti, di intervenire.
Vi sono stati anche casi di persone che versando in condizioni di grave indigenza, non sono state correttamente informate della sospensione degli affitti, e avendo comunque versato l’affitto (non dovuto) non sono poi riuscite a coprire le loro necessità fondamentali come il cibo. Qualche caso è stato pure segnalato dalla stampa locale. Ma anche in questo caso gli organismi preposti hanno evidentemente latitato.
Unione Inquilini di Bergamo si è subito attivata per richiedere al comune di Bergamo e all’ALER misure straordinarie da attuare, per garantire la sicurezza sanitaria, alleviare la condizione abitativa degli inquilini delle Case Popolari costretti, come tutti, a una segregazione forzata e per attuare un supporto ai nuclei più in sofferenza.
In particolare abbiamo richiesto. la costituzione di una unità di crisi; la predisposizione, di un coordinamento tra l’ALER, il Comune di Bergamo e le altre Istituzioni interessate per garantire degli specifici interventi; l’organizzazione di una campagna informativa; l’approntamento, in raccordo con le autorità sanitarie, di misure di sanificazione degli spazi comuni nel caso di presenza di persone infette negli stabili. E nell’eventualità di decessi la sanificazione degli appartamenti coinvolti; l’incremento del servizio di pulizia e raccolta rifiuti; ma soprattutto, sempre in accordo con le autorità sanitarie, così come è stato effettuato nelle RSA, di sottoporre tutti i residenti ai test sierologici e successivamente tutti coloro che risultassero positivi a tamponi.
Inoltre abbiamo proposto ad ALER di predisporre misure volte ad alleggerire il peso economico sugli inquilini, in particolare su quella parte di inquilini con basso reddito e con attività lavorative precarie e instabili.
Richieste simili sono state avanzate anche in un documento congunto inviato con gli altri sindacati degli inquilini. Ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta.
Ora si stanno apprestando ordinanze per accelerare l’avvio della fase 2. Eppure, mentre si è proceduto a un’estesa campagna di test nelle RSA, nulla è stato fatto nelle Case Popolari (ERP) che rimangono, per le loro caratteristiche, a forte rischio di diventare focolai di ulteriori contagi.
A Wuhan per pochi nuovi casi di Covid19 si preparano a fare il tampone a 11 milioni di persone! Nel Veneto queste analisi sono svolte a tappeto. In Lombardia, che pure presenta cluster significativi, si procede invece con poche analisi sierologiche e tamponi, lasciando ai singoli soggetti solo la possibilità di realizzarle privatamente e a pagamento. Modalità a cui, per motivi economici, difficilmente la maggior parte degli inquilini delle case popolari potrà accedere.
Ora il diritto alla sicurezza sanitaria ci pare fondamentale, non solo per gli anziani delle case popolari, che rimangono soggetti a forte rischio, ma anche di tutto il resto della popolazione. Pertanto sollecitiamo gli enti proprietari e quelli che gestiscono le Case Popolari a dare risposta alle proposte avanzate, ma soprattutto, in accordo con gli organismi sanitari ad intervenire subito.
Devono immediatamente essere garantiti test sierologici e tamponi gratuiti per tutti gli inquilini.(Bergamo, 22.05.20, per Unione Inquilini di Bergamo: Rita Rebecchi)

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(19.04.20) UNIONE INQUILINI BERGAMO. COMUNICAZIONI ALER. I NOSTRI SPORTELLI

* ALER informa che le sue sedi saranno chiuse fino a tutto il 3 maggio 2020, ma contattabili telefonicamente. Vedi: http://www.aler-bg-lc-so.it

* Aler informa altresì che la scadenza per l’anagrafe dell’utenza è stata rimandata al 31 luglio 2020.

* Anche gli sportelli di Unione Inquilini di Bergamo e provincia saranno chiusi almeno fino al prossimo 3 maggio compreso.

In alternativa, per informazioni e comunicazioni, le inquiline e gli inquilini potranno contattarci tefonicamente (o anche tramite whatsapp) preferibilmente negli orari indicati.

Bergamo
tel. 3806939401 (Rita): lunedì dalle ore 10.00 alle ore 12.00
tel. 3389759975 (Maurizio): mercoledì dalle ore 17.00 alle ore 19.00
tel. 3331913801: venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.00

CAF (Isee,Bonus Gas – Energia,energia elettrica, 730 etc.)
tel. 3469724888: lunedì dalle ore 10.00 alle ore 12.00

Treviglio
tel. 3484488891 (Vallì): mercoledì dalle 17.30 alle 18.30, giovedì dalle 10.00 alle 12.00, sabato dalle 9.30 alle 11.30

Valcavallina
tel. 3389759975: mercoledì dalle ore 17.00 alle ore 19.00

Valcalepio
tel.per urgenze 3483666464 (Cecilia), 392316583 (Orazio), 3338737525 (Claudio)

Mail:

alternainsieme@yahoo.it

unioneinquilini.bg@fastwebnet.it

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(19.04.20) UNIONE INQUILINI BERGAMO. COMUNICAZIONI ALER. I NOSTRI SPORTELLI

* ALER informa che le sue sedi saranno chiuse fino a tutto il 3 maggio 2020, ma contattabili telefonicamente. Vedi: http://www.aler-bg-lc-so.it

* Aler informa altresì che la scadenza per l’anagrafe dell’utenza è stata rimandata al 31 luglio 2020.

* Anche gli sportelli di Unione Inquilini di Bergamo e provincia saranno chiusi almeno fino al prossimo 3 maggio compreso.

In alternativa, per informazioni e comunicazioni, le inquiline e gli inquilini potranno contattarci tefonicamente (o anche tramite whatsapp) preferibilmente negli orari indicati.

Bergamo
tel. 3806939401 (Rita): lunedì dalle ore 10.00 alle ore 12.00
tel. 3389759975 (Maurizio): mercoledì dalle ore 17.00 alle ore 19.00
tel. 3331913801: venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.00

CAF (Isee,Bonus Gas – Energia,energia elettrica, 730 etc.)
tel. 3469724888: lunedì dalle ore 10.00 alle ore 12.00

Treviglio
tel. 3484488891 (Vallì): mercoledì dalle 17.30 alle 18.30, giovedì dalle 10.00 alle 12.00, sabato dalle 9.30 alle 11.30

Valcavallina
tel. 3389759975: mercoledì dalle ore 17.00 alle ore 19.00

Valcalepio
tel.per urgenze 3483666464 (Cecilia), 392316583 (Orazio), 3338737525 (Claudio)

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(10.04.20) BERGAMO. EMERGENZA COVID NEI CASEGGIATI DI CASE POPOLARI: MANCANO ANCORA LE SANIFICAZIONI

Unione Inquilini: “Potrebbe ripetersi una emergenza simile a quella scoperta nelle Case di riposo. Aler e Comuni prendano misure di contenimento: sanificazione e distribuzione delle mascherine”

Potrebbe ripetersi un’emergenza simile a quella riscontrata nelle case di riposo. Sono tantissime le segnalazioni che giungono agli attivisti di Unione Inquilini a proposito di un numero alto di decessi da Coronavirus nelle case popolari nel mese di marzo; molti sono anche gli infetti trasportati d’urgenza negli ospedali; senza contare i malati e i decessi sospetti perché colpiti da polmonite o attacco cardiaco, su cui non viene colpevolmente effettuato alcun tampone.

Nelle case popolari della bergamasca circa il 70% degli inquilini è molto anziano, tanti sono gli invalidi. Nei mesi di gennaio e febbraio, molti si sono recati a visite specialistiche negli ospedali della provincia. Il contagio potrebbe essere avvenuto in quei luoghi e poi, rapidamente diffuso nei caseggiati, sopratutto in quelli grandi a Bergamo città, nei comuni dell’hinterland e della Valseriana. In molti palazzi c’è una grande concetrazione di persone in spazi condominali molto ristretti.

Le Amministrazioni comunali e Aler hanno sottovalutato e sottovalutano il pericolo. Rita Rebecchi e Francesco Macario (del direttivo provinciale di Unione Inquilini) denunciano: “Sappiamo che in alcuni caseggiati, per esempio nel quartiere della Clementina di Bergamo, gli inquilini hanno chiamato gli uffici di ALER per segnalare i decessi accertati per Covid 19, chiedendo la sanificazione delle scale e dei cortili. Si sono sentiti rispondere di arrangiarsi. Siccome un intervento di sanificazione ha costi molto elevati (1500-2000 euro) hanno desistito e gli inquilini stanno vivendo con il terrore. Abbiamo raccolto la testimonianza di persone invalide che sono state contagiate ma hanno dovuto curarsi in casa perchè non c’era posto negli ospedali. Ora hanno contagiato l’intera famiglia e rischiano di diffondere il virus ai vicini.”

“Siamo molto preoccupati per quello che è avvenuto e può ancora avvenire nelle case popolari. Per questo abbiamo fatto numerose sollecitazioni chiedendo che ALER e i comuni, a partire dal Comune di Bergamo città, intervengano per: operare la sanificazione degli spazi comuni, soprattutto dove ci sono stati morti o malati per coronavirus; distribuire guanti e mascherine, soprattutto ad anziani e invalidi; sospendere i bollettini di affitto per evitare che gli anziani debbano uscire da casa per andare a pagare in posta o in banca. Non siamo stati ancora ascoltati.” ( Bergamo, 10.04.20, perUnione Inquilini di Bergamo: Rita Rebecchi)

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(01.04.20) BERGAMO. COVID: ALER NON HA ANCORA SOSPESO IL PAGAMENTO DEGLI AFFITTI NELLE CASE POPOLARI.

Unione Inquilini: “Tutelare chi è in difficoltà e rispettare le promesse annunciate”

In questo periodo di emergenza sanitaria richiamiamo la Regione Lombardia, ALER di Bergamo e l’Amministrazione comunale della città capoluogo a tutelare i suoi inquilini.
Pur capendo le difficoltà economiche dell’ente gestore delle case popolari richiamiamo i vertici alla sua natura sociale e alla tutela degli assegnatari.
Non è una azione impossibile: già altre città italiane hanno deciso misure simili. L’Amministrazione comunale di Milano, per esempio, ha sospeso gli affitti delle case comunali fino al 30 settembre 2020.
Inoltre il Presidente dell’ALER di Bergamo lo aveva annunciato in un comunicato ripreso dall’Eco di Bergamo del 23 marzo scorso. Purtroppo questo non è avvenuto e i bollettini di marzo sono arrivati regolarmente agli inquilini delle case popolari di Aler e del comune di Bergamo. Gli inquilini che, sorpresi di questo comportamento, chiedono chiarimenti agli uffici di ALER si sentono rispondere in malo modo.
Chiediamo che anche a Bergamo vengano attuate veramente le normative del Governo del #iorestoacasa. Sono tantissime le segnalazioni che giungono, agli attivisti di Unione Inquilini, da parte di famiglie monoreddito impossibilitate a garantire il pagamento con bollettino postale e altrettanti anziani incapaci di utilizzare i parziali strumenti di “home
banking” messi di recente a disposizione.
Naturalmente chi non riesce a pagare oggi dovrebbe poterlo fare, quando l’emergenza sanitaria sarà conclusa, senza more e sanzioni. Anche questa cosa non è assolutamente scontata.
Avanziamo quindi come Unione Inquilini, formalmente alla Regione Lombardia e all’ALER ma anche all’Amministrazione comunale di Bergamo queste richieste che semplicemente richiamano al buon senso.
Naturalmente siamo consapevoli che tale misura da sola non sarà sufficiente. Pertanto chiediamo all’Assessore Marchesi che sia conseguente a quanto dichiarava alla giornalista dell’Eco di Bergamo nell’articolo del 23 marzo.
Va aumentata la dotazione economica del fondo comunale per il contributo di solidarietà (ai sensi dell’art. 35 comma 7 L.R. 27/2009) per sostenere le famiglie che non riescono più a pagare gli affitti a causa di particolari situazioni di difficoltà determinate dall’emergenza Coronavirus e accumulano morosità.
Dobbiamo evitare che, anche nelle case popolari, terminata la crisi sanitaria, centinaia di famiglie vadano incontro a sfratti per morosità aggravando la già situazione critica che viviamo in bergamasca sul fronte degli sfratti. (Bergamo, 01.04.2020 - Unione Inquilini, la segretaria provinciale Rita Rebecchi)

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(23.03.20) COVID19. SOSPESO ANCHE A BERGAMO IL PAGAMENTO DEGLI AFFITTI DELLE CASE POPOLARI

Comune di Bergamo e Aler: “Non manderemo i bollettini”. E’ un risultato importante, ma occorre anche incrementare il fondo di solidarietà per gli inquilini in difficoltà.

A seguito anche delle pressioni e richieste di Unioni Inquilini (cfr. QUI), Aler e Comune di Bergamo si sono impegnati a non emettere i bollettini per l’affitto delle case popolari. “Anche in ottemperanza del decreto atto limitare le sucite da casa e qualunque tipo di spostamento non strettamente necessario - spiega Marzia Marchesi, assessore a Bergamo per l’edilizia residenziale pubblicas - abbiamo deciso di non emettere i bollettini di aprile e nemmeno quello succsessivi”. (cfr. “Eco di bg” 23.03.20)
Rita Rebecchi, per Unione Inquilini Bergamo, ha espresso soddisfazione per questo risultato, ma ricorda che esiste tuttavia la preoccupazione che problemi e difficoltà siano soltanto rinviate. Pertanto Unione Inquilini - visto l’assommarsi dell’emergenza coronavirus al grave disagio economico in cui versa un numero crescente di inquilini - pone l’attenzione sulla necessità di incrementare il fondo del contributo di solidarietà e accelerare la sua erogazione.
“Sono necessari - secondo quanto quest’oggi ha scritto Unione Inquilini al Comune di Bergamo - subito 60mila euro e occorre prevedere la possibilità di presentare domande on line con documentazione attestante situazione di riduzione della propria capacità economica”, anche a seguito di emergenza critica che viviamo in bergamasca sul fronte degli sfratti. (23.03.20, Unione Inquilini Bergamo)

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(18.03.20) IL GOVERNO ACCOGLIE LA SOSPENSIONE DEGLI SFRATTI. ADESSO SI SOSPENDANO GLI AFFITTI NELLE CASE POPOLARI E SI FINANZI IL CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’.

* Bergamo. Unione Inquilini scrive al sindaco Gori: “Agisca sull’esempio del Comune di Milano: sospenda gli affitti fino al 30 settembre”

Gli attivisti di Unione Inquilini a Bergamo esprimono grande soddisfazione per l’inserimento da parte del Governo della sospensione degli sfratti accogliendo la proposta avanzata dal nostro sindacato. É il risultato di un lungo braccio di ferro che ha visto protagonista la Segreteria nazionale del sindacato ma al quale ha dato un contributo anche la sede di Bergamo che ha, fino a ieri, fatto pressione sulla Prefettura.
Nel Decreto firmato dal Presidente il 17.3.2020 e da oggi in Gazzetta, all’articolo 103 comma 6, si decide che: “l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche a uso abitativo, è sospesa fino al 30 giugno 2020.

Quindi in tutte le città italiane nessuna famiglia verrà sfrattata, una scelta doverosa da parte del Governo che in questa maniera non mette a repentaglio le persone evitando il diffondersi del Covid-19. Una volta tanto la salute dei cittadini è stata anteposta alla rendita.

Gli attivisti di Unione Inquilini sono ora impegnati affinché anche il Comune di Bergamo e l’ALER, agiscano con il medesimo coraggio, prevedendo di aiutare le famiglie delle case popolari che vivono situazioni di particolare difficoltà.

Chiediamo al Sindaco Giorgio Gori e all’assessore Marzia Marchesi che il Comune di Bergamo agisca per primo, dando l’esempio agli altri Enti locali della bergamasca. “Sull’esempio del Comune di Milano, Gori sospenda il pagamento dei canoni di affitto e delle spese degli alloggi popolari di proprietà del Comune fino al 30 settembre 2020”, ha dichiarato Rita Rebecchi, segretaria del Unione Inquilini di Bergamo.

“Naturalmente siamo consapevoli che tale misura non sarà sufficiente. Pertanto chiediamo che sia aumentata la dotazione economica del fondo comunale per il contributo di solidarietà (ai sensi dell’art. 35 comma 7 L.R. 27/2009) e di implementare il fondo sostegno affitti per le famiglie che non riescono più a pagare gli affitti a causa di particolari situazioni di difficoltà determinate dall’emergenza Coronavirus.
Dobbiamo evitare che centinaia di famiglie vadano incontro al rischio di sfratto per morosità aggravando la già situazione critica che viviamo in bergamasca sul fronte degli sfratti. (18.03.20, Unione Inquilini Bergamo)

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(18.02.20) Unione Inquilini - Affitti canone concordato - Accordo territoriale Comune di Bergamo

DOCUMENTO ACCORDO TERRITORIALE: QUI

ALLEGATO A1 - AREE OMOGENEE: QUI

ALLEGATO B - ELEMENTI CARATTERIZZANTI E CRITERI: QUI

ALLEGATO C - ATTESTAZIONE: QUI

SIMULATORE DI CALCOLO CANONE CONCORDATO: QUI


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